Ciao a tutti,
oggi ho avuto la mia waterloo sciistica e di conseguenza sono di umore ferale, depresso e pessimista, tanto che non trovavo neanche il coraggio di scrivere un post.
Ma se non si cercano soluzioni, il problema permane.
E poi, visto il consesso di esperti disponibile sul forum, sono sicuro che ne verranno fuori consigli, indicazioni e incoraggiamenti.
Ad ogni modo, stamane torno su a Spiazzi di Gromo per la seconda giornata della stagione, dopo averci passato la prima questo lunedì, su fondo ghiacciato, con problemi legati all'affaticamento ma niente di più. Sicuramente scendevo in pessimo stile, ma scendevo dignitosamente ed a tratti sciavo anche.
Oggi invece la neve era, come la definisco io, "collosa": non pappa e neanche trifolata, ma lenta come se si appiccicasse agli sci, non so spiegarlo meglio...
Prendo un maestro prima di passare al noleggio sci e appena sceso in pista mi sono accorto che non andavo bene: non riuscivo a direzionare i piedi se non con un certo sforzo e mi torcevo e quasi saltellavo per cambiare direzione.
Scendiamo dalla seggiovia alla mezza pista, giusto per iniziare, e casco miseramente spinto dalla sedia e tirato di lato da una lamina malandrina.
Da quella seggiovia non ero mai caduto, neanche agli esordi.
Andiamo giù e la mia goffagine non diminuisce, anzi. Continuo ad avere seri problemi a cambiare sci di appoggio.
Provo a stringere subito gli scarponi, i miei Lange ciabattoni, per acquistare sensibilità.
Secondo giro, ma la musica non cambia.
Propongo di andare e scendere dal rifugio Vodala, visto che con pendenze maggiori mi son sempre trovato meglio rispetto a quelle "facili".
Riassumo per brevità: mi sento un gatto di marmo, tanto sono rigido e impacciato; vado giù seguendo meccanicamente ed esteriormente i consigli del maestro ma sento che tutto gira al contrario, mi ribalto una volta all'inizio della Testa; sulla stradina di collegamento, che lunedì avevo fatto onestamente con varie derapate, sono costretto ad impostare uno spazzaneve d'emergenza.
Insomma, un calvario. Incomprensibile per di più.
Saluto il maestro e faccio una discesa da solo. Pietosa e censurabile. E la cosa peggiore è che durante la discesa sentivo di avere paura anche delle velocità più modeste.
Sto per cedere, ho le lacrime agli occhi ma insisto e faccio un altro giro.
Il risultato non cambia: sono caduto più volte oggi che in tutto l'anno scorso.
Su buona pendenza o in velocità lo sci esterno (e non solo lui) balla in continuazione, mentre alle basse velocità quello interno è difficile da disingaggiare.
Arrivato alla stazione, restituisco gli sci al noleggio e me ne vado con il morale sotto i tacchi.
Ora, io personalmente riesco a trovare solo quattro possibili motivi per una performance così umiliante:
1) stato psicofisico: giovedì sera ho fatto tardi mangiando, bevendo e chiacchierando, e non ho più l'età per smaltire velocemente.
2) grave carenza tecnica: su una neve di questo tipo si evidenziano alla grande i miei errori di impostazione. Quindi non sono "argento base" ma "legno decomposto".
3) i miei scarponi sono troppo morbidi per me: è ora di cambiarli.
4) gli sci che mi hanno dato erano senza sciolina e con il fondo rovinato e su quella neve hanno dato il peggio di se stessi.
Dopo aver scritto sto papiro, il mio umore già migliora e a riguardare le opzioni me ne balza agli occhi una.
Anche se probabilmente si tratta di una commistione di cause.
Ma vorrei leggere cosa ne pensate voi.
oggi ho avuto la mia waterloo sciistica e di conseguenza sono di umore ferale, depresso e pessimista, tanto che non trovavo neanche il coraggio di scrivere un post.
Ma se non si cercano soluzioni, il problema permane.
E poi, visto il consesso di esperti disponibile sul forum, sono sicuro che ne verranno fuori consigli, indicazioni e incoraggiamenti.
Ad ogni modo, stamane torno su a Spiazzi di Gromo per la seconda giornata della stagione, dopo averci passato la prima questo lunedì, su fondo ghiacciato, con problemi legati all'affaticamento ma niente di più. Sicuramente scendevo in pessimo stile, ma scendevo dignitosamente ed a tratti sciavo anche.
Oggi invece la neve era, come la definisco io, "collosa": non pappa e neanche trifolata, ma lenta come se si appiccicasse agli sci, non so spiegarlo meglio...
Prendo un maestro prima di passare al noleggio sci e appena sceso in pista mi sono accorto che non andavo bene: non riuscivo a direzionare i piedi se non con un certo sforzo e mi torcevo e quasi saltellavo per cambiare direzione.
Scendiamo dalla seggiovia alla mezza pista, giusto per iniziare, e casco miseramente spinto dalla sedia e tirato di lato da una lamina malandrina.
Da quella seggiovia non ero mai caduto, neanche agli esordi.
Andiamo giù e la mia goffagine non diminuisce, anzi. Continuo ad avere seri problemi a cambiare sci di appoggio.
Provo a stringere subito gli scarponi, i miei Lange ciabattoni, per acquistare sensibilità.
Secondo giro, ma la musica non cambia.
Propongo di andare e scendere dal rifugio Vodala, visto che con pendenze maggiori mi son sempre trovato meglio rispetto a quelle "facili".
Riassumo per brevità: mi sento un gatto di marmo, tanto sono rigido e impacciato; vado giù seguendo meccanicamente ed esteriormente i consigli del maestro ma sento che tutto gira al contrario, mi ribalto una volta all'inizio della Testa; sulla stradina di collegamento, che lunedì avevo fatto onestamente con varie derapate, sono costretto ad impostare uno spazzaneve d'emergenza.
Insomma, un calvario. Incomprensibile per di più.
Saluto il maestro e faccio una discesa da solo. Pietosa e censurabile. E la cosa peggiore è che durante la discesa sentivo di avere paura anche delle velocità più modeste.
Sto per cedere, ho le lacrime agli occhi ma insisto e faccio un altro giro.
Il risultato non cambia: sono caduto più volte oggi che in tutto l'anno scorso.
Su buona pendenza o in velocità lo sci esterno (e non solo lui) balla in continuazione, mentre alle basse velocità quello interno è difficile da disingaggiare.
Arrivato alla stazione, restituisco gli sci al noleggio e me ne vado con il morale sotto i tacchi.
Ora, io personalmente riesco a trovare solo quattro possibili motivi per una performance così umiliante:
1) stato psicofisico: giovedì sera ho fatto tardi mangiando, bevendo e chiacchierando, e non ho più l'età per smaltire velocemente.
2) grave carenza tecnica: su una neve di questo tipo si evidenziano alla grande i miei errori di impostazione. Quindi non sono "argento base" ma "legno decomposto".
3) i miei scarponi sono troppo morbidi per me: è ora di cambiarli.
4) gli sci che mi hanno dato erano senza sciolina e con il fondo rovinato e su quella neve hanno dato il peggio di se stessi.
Dopo aver scritto sto papiro, il mio umore già migliora e a riguardare le opzioni me ne balza agli occhi una.
Anche se probabilmente si tratta di una commistione di cause.
Ma vorrei leggere cosa ne pensate voi.