Sci e calorie

Vittorioc73

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Prendo spunto da una discussione avuta domenica con una compagna di sciate per proporre questo argomento.
Su web ho trovato questo:

"Lo sci e lo snowboard sono attività sportiva anomale, per le quali è difficile quantificare il dispendio energetico e quindi le calorie consumate.
Proviamo a fare un calcolo approssimativo, cercando di valutare tutte le variabili, prima fra tutte il grado di impegno fisico che dipende molto dal tipo di sciatore e dal modo di sciare.
Sciare impegna per tante ore, ma il tempo di sci effettivo è di poche decine di minuti. Tuttavia, è un'attività che comporta lo stare in continuo movimento, a partire dal mattino, quando si un'attività continua, che inizia dalla vestizione, al trasporto dell'attrezzatura, al camminare con gli scarponi ai piedi, al continuo allacciarsi e slacciarsi gli scarponi dopo ogni discesa. Anche il freddo, sebbene l'abbigliamento sia in grado di mantenere efficacemente la temperatura corporea, aumenta il consumo calorico. Nel caso dello snowboard, anche alzarsi continuamente da terra comporta un impegno di forza non trascurabile.

Consumo delle attività collaterali

Sciare non comporta solo scendere dalle piste, ma anche chinarsi e alzarsi per prendere la seggiovia, stare in piedi in cabonovia o facendosi trainare dallo skilift, camminare e fare scale con pesanti scarponi ai piedi e trasportarndo gli sci (che sono sempre più pesanti...), mettersi e togliersi gli scarponi, ecc. Questa attività fisica è mediamente impegnativa, equivalente a una camminata a ritmo sostenuto che farebbe bruciare circa 300 kcal/h.
Una risalita dura mediamente dai 5 ai 10 minuti, mentre il tempo in cui lo sciatore si muove per prepararsi alla discesa è solo di 2-5 minuti. Supponendo che il rapporto tra i due tempi sia di 1:3, possiamo concludere che lo sciatore consuma, quando non scia effettivamente, circa 100 kcal/h.

Le calorie consumate effettivamente nello sci

Per effettuare questo calcolo bisogna conoscere:
il tempo effettivo di sci;
l'impegno fisico cioè il consumo calorico orario dello sci.
Da un calcolo effettuato mentre sciavo sul comprensorio del Monte Cimone, ho constatato che in un'ora riuscivo a fare sei piste, per un totale di 3' di sci effettive per ogni pista. Dunque, sono circa 18 minuti ogni ora.
Si tratta di un modo di sciare che non prevede soste: arrivati in fondo alla pista, c'è giusto il tempo per slacciarsi gli scarponi; arrivati in cima, c'è giusto il tempo per allacciarsi gli scarponi; a metà pista, una sosta di 1 minuto circa per riprendere fiato.
La maggior parte degli sciatori (io compreso in condizioni più variabili di quella del test) perde molto più tempo nelle varie soste, dunque possiamo considerare un tempo di sci effettivo di 12 minuti per ogni ora.
Veniamo all'intensità, un parametro molto variabile.
Per capire quante calorie per unità di tempo (per esempio kcal/h) si consumano nello sci, dobbiamo introdurre il concetto di potenza aerobica oraria, cioè il consumo calorico massimo che riusciamo ad esprimere in un'ora di attività fisica, possibilmente con la corsa o con il ciclismo (in salita), attività cioè che coinvolgono i muscoli delle gambe e per le quali è semplice il calcolo delle calorie consumate.
Quando scio per più di 90 secondi, arrivo facilmente ad avere il "fiatone", con frequenze cardiache che superano spesso e volentieri le frequenze di soglia, dunque stiamo parlando di una prestazione anaerobica che sarebbe insostenibile per più di 2 minuti. Durante questi tratti il consumo è superiore alla potenza aerobica oraria.
Tuttavia, questo non accade sempre, ma solo su pendii impegnativi: nei tratti con poca pendenza o addirittura quasi piatti (come quelli di collegamento) l'impegno è inferiore a quello della potenza aerobica oraria.
Mediamente, possiamo considerare il consumo dello sci l'80-100% della potenza aerobica oraria.
Vediamo qualche esempio.
In un'ora di corsa o di ciclismo in salita io riesco a consumare circa 900 kcal (12-13 km di corsa o un dislivello di 800-1000 metri in bicicletta). Dunque, sciando consumo circa 900 kcal/h visto che ho una sciata piuttosto impegnativa dal punto di vista energetico (prediligo le curve di corto raggio con bruschi cambi di direzione).
Rifacciamo i conti considerando uno sciatore di 75 kg, sedentario o quasi, che ha una potenza aerobica oraria pari a 500 kcal/h, cioè che riesce a correre 7-8 km in un'ora. Sciando, consumerà circa 400 kcal/h. Se consideriamo una donna di 50 kg, il consumo orario può scendere fino a 200 kcal/h.
Dunque, sciando si consumano dalle 200 alle 1000 kcal/h a seconda del livello dello sciatore e del modo di sciare più o meno impegnativo dal punto di vista fisico. Un intervallo veramente ampio che possiamo dividere in tre intervalli di consumo:
300 kcal/h: principiante o sciatore ricreativo;
600 kcal/h: sciatore di medio livello o esperto con un impegno fisico da medio a elevato;
1000 kcal/h: esperto, allenato, che si esprime al massimo su nevi dure e pendii impegnativi.
Dunque, in un'ora di sci si scia effettivamente per 12 minuti e nel resto del tempo si consumano 80 kcal circa (48' a 100 kcal/h).
Aggiungendo questo contributo, si ottengono questi valori.
Caso 1: 150 kcal/h Caso 2: 200 kcal/h Caso 3: 300 kcal/h
Ovviamente maggiore è il dispendio energetico, minore sarà la resistenza dello sciatore: è impensabile anche per un esperto allenato farsi più di 4 ore su una pista nera con fondo duro tirando al massimo. Quindi è vero che si consumano 300 kcal/h, ma arrivati a 1200 bisogna fermarsi per smaltire l'acido lattico nelle gambe... E il giorno dopo sarà impossibile ripetere la stessa prestazione.
In una giornata di sci di 6 ore (dalle 9 alle 15), con due ore di sosta tra pause caffè e pausa pranzo, e cioè in 4 ore effettive di sci si consumano dalle 600 alle 1200 kcal.
Si tratta sicuramente di un'ottima attività fisica, molto allenante e divertente, anche se difficilmente può essere utile per dimagrire, perché la sera ci attende sempre una lauta cena dove è difficile dire di no alla grassa cucina dell'arco alpino...


Fonte: Consumo di calorie di sci e snowboard
 
Riporto la mia esperienza: proprio Domenica ho sciato con il mio Suunto con cardio attivo per vedere cosa succedeva in termini di consumi.

Considera che ero a Solden con altezze sopra i 2500 e che quando scio mi piace sempre fare una curva in più che una in meno senza mai risparmiarmi, 30 anni allenato.

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1611 kcal
 
Riporto la mia esperienza: proprio Domenica ho sciato con il mio Suunto con cardio attivo per vedere cosa succedeva in termini di consumi.

Considera che ero a Solden con altezze sopra i 2500 e che quando scio mi piace sempre fare una curva in più che una in meno senza mai risparmiarmi, 30 anni allenato.

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1611 kcal

Quindi più o meno in linea con quanto scritto nell'articolo:
"In una giornata di sci di 6 ore (dalle 9 alle 15), con due ore di sosta tra pause caffè e pausa pranzo, e cioè in 4 ore effettive di sci si consumano dalle 600 alle 1200 kcal."
 
Ero uno di quelli che se non mangiavano ogni 2 ore durante l'attività dello sci "morivo di fame".

Poi, tante tante letture, prove sul campo, e ho capito che il corpo umano è una macchina sottovalutata...
Pensiamo di essere deboli, che se non mangiamo quantità di cibo da sfamare 200 africani "non ce la facciamo"...

Potete portarmi tutte le tabelle del mondo sulle calorie... ma non daranno mai le risposte a queste 2 domande:

Fatevi sta domanda: come è possibile che un ciclista professionista si allena 2 volte a giorno, tutti i giorni, mangiando 1 piatto di pasta scondito alle 12.00 e un secondo scarso alla sera?
Come fa un maratoneta ad allenarsi tutti i santi giorni (gente che corre 100km in una settimana) e in gara a farsi 52 Km mangiando veramente una miseria (avete mai visto mangiare questa gente)?
Pensavo che il doping non gli facesse sentire la fame... ma da qualche parte doveva pur venire quell'energia per fare prestazioni assurde!

La verità è che un fisico che mangia poco, dopo poco tempo riesce a sfruttare molto meglio il cibo che ingerisce... aumenta la sua efficienza senza grossi sacrifici!
La natura ci ha fatti per mangiare molto poco e faticare tanto, al freddo, o al caldo intensissimo...

Provate a diminuire la quantità di cibo ingerito (specie gli amidi).... e noterete in pochi giorni che la resistenza fisica aumenterà di parecchio ( e altra cosa che ho notato: sentirete molto meno il freddo).

spero almeno di avervi dato qualche spunto.... non pretendo di aver ragione, ma almeno un piccolo dubbio di averlo messo...

ciao a tutti.
 
Ero uno di quelli che se non mangiavano ogni 2 ore durante l'attività dello sci "morivo di fame".

Poi, tante tante letture, prove sul campo, e ho capito che il corpo umano è una macchina sottovalutata...
Pensiamo di essere deboli, che se non mangiamo quantità di cibo da sfamare 200 africani "non ce la facciamo"...

Potete portarmi tutte le tabelle del mondo sulle calorie... ma non daranno mai le risposte a queste 2 domande:

Fatevi sta domanda: come è possibile che un ciclista professionista si allena 2 volte a giorno, tutti i giorni, mangiando 1 piatto di pasta scondito alle 12.00 e un secondo scarso alla sera?
Come fa un maratoneta ad allenarsi tutti i santi giorni (gente che corre 100km in una settimana) e in gara a farsi 52 Km mangiando veramente una miseria (avete mai visto mangiare questa gente)?
Pensavo che il doping non gli facesse sentire la fame... ma da qualche parte doveva pur venire quell'energia per fare prestazioni assurde!

La verità è che un fisico che mangia poco, dopo poco tempo riesce a sfruttare molto meglio il cibo che ingerisce... aumenta la sua efficienza senza grossi sacrifici!
La natura ci ha fatti per mangiare molto poco e faticare tanto, al freddo, o al caldo intensissimo...

Provate a diminuire la quantità di cibo ingerito (specie gli amidi).... e noterete in pochi giorni che la resistenza fisica aumenterà di parecchio ( e altra cosa che ho notato: sentirete molto meno il freddo).

spero almeno di avervi dato qualche spunto.... non pretendo di aver ragione, ma almeno un piccolo dubbio di averlo messo...

ciao a tutti.

E' vero, condivido in toto il tuo post...io sono magro di costituzione, faccio molto sport (calcetto, corsa e sci) e noto che meno mangio più aumentano le prestazioni...daltronde l'alta quantità di cibo non solo fa ingrassare ma comporta al fisico un grosso sforzo di digestione che sottrae energie...ragion per cui per esempio quando scio, alla pausa pranzo, nonostante abbia sciato tutto il mattino, mangio solo una fetta di torta e un thè caldo zuccherato, e poi quando riparto sono fresco e ho energie più che sufficienti per farmi altre 2 ore di sci fatte bene.
Semmai recupero le energie spese con una buona cena...
Però per me la regola generale è: "ascoltare il proprio corpo!" ...inutile mangiare per forza tanto per mangiare, e soprattutto è meglio mangiare poco ma spesso.
 

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Ero uno di quelli che se non mangiavano ogni 2 ore durante l'attività dello sci "morivo di fame".

Poi, tante tante letture, prove sul campo, e ho capito che il corpo umano è una macchina sottovalutata...
Pensiamo di essere deboli, che se non mangiamo quantità di cibo da sfamare 200 africani "non ce la facciamo"...

Potete portarmi tutte le tabelle del mondo sulle calorie... ma non daranno mai le risposte a queste 2 domande:

Fatevi sta domanda: come è possibile che un ciclista professionista si allena 2 volte a giorno, tutti i giorni, mangiando 1 piatto di pasta scondito alle 12.00 e un secondo scarso alla sera?
Come fa un maratoneta ad allenarsi tutti i santi giorni (gente che corre 100km in una settimana) e in gara a farsi 52 Km mangiando veramente una miseria (avete mai visto mangiare questa gente)?
Pensavo che il doping non gli facesse sentire la fame... ma da qualche parte doveva pur venire quell'energia per fare prestazioni assurde!

La verità è che un fisico che mangia poco, dopo poco tempo riesce a sfruttare molto meglio il cibo che ingerisce... aumenta la sua efficienza senza grossi sacrifici!
La natura ci ha fatti per mangiare molto poco e faticare tanto, al freddo, o al caldo intensissimo...

Provate a diminuire la quantità di cibo ingerito (specie gli amidi).... e noterete in pochi giorni che la resistenza fisica aumenterà di parecchio ( e altra cosa che ho notato: sentirete molto meno il freddo).

spero almeno di avervi dato qualche spunto.... non pretendo di aver ragione, ma almeno un piccolo dubbio di averlo messo...

ciao a tutti.

I maratoneti e corridori di resistenza si alimentano durante la prestazione con gli zuccheri, generalmente nella forma più elementare, il glicogeno, perché è ciò di cui hanno bisogno per la loro prestazione. Tu li vedi bere solamente perché il glicogeno, ma anche il glucosio, le maltodestrine, etc si sciolgono in acqua.
Se un maratoneta mangiasse del cibo, il sangue necessario per la digestione verrebbe "tolto" dai muscoli, diminuendo l'efficienza della corsa. Glicogeno etc sono invece molecole più semplici e più facilmente digeribili.

Non è sbagliato però quanto affermi: gli atleti sono tutti soggetti a diete, sia in fase di allenamento sia in fase pre e post gara. Spesso per alcune attività non hanno bisogno di integrare con calorie durante la gara.

Però bisogna distinguere tra un atleta e un amatore, come possiamo essere noi sugli sci. C'è innanzitutto un discorso di metabolismo, che dobbiamo abituare con regimi alimentari e comunque bisogna fare distinzione tra sport aerobici e sport anaerobici; ma anche tra "performance" e divertimento.

Ti posso portare il mio caso: quando corro i trail, rimango anche 6/7 ore praticamente senza mangiare, bevendo acqua, sali minerali e integrando con zuccheri.
Quando sono sugli sci invece devo fermarmi a pranzo. Ma credo che ci sia anche un discorso da "turista": fermarsi in una bella baita, farsi un bel piatto con un bel panorama difronte.....alla fine sono andato a sciare per divertirmi ;)
 
Il discorso é che gli atleti seguendo le tabelle delle calorie bruciano più di quanto introducono... Dovrebbero in breve tempo risultare sottonutriti... Invece non è così... Le maltodestrine non introducono vitamine, sali, fibre, proteine... Eppur si muovono...
 
Il discorso é che gli atleti seguendo le tabelle delle calorie bruciano più di quanto introducono... Dovrebbero in breve tempo risultare sottonutriti... Invece non è così... Le maltodestrine non introducono vitamine, sali, fibre, proteine... Eppur si muovono...

Quello che scrivi è giusto e sbagliato allo stesso tempo. ;)

Innanzitutto il glicogeno fa parte "dell'alimentazione" mentre i sali minerali fanno parte "della reidratazione" e sono strettamente connessi (La presenza o meno della giusta quantità di Magnesio, Potassio, Zinco, Sodio, Cloro, favorisce o meno un utilizzo regolare e duraturo dell’energia che abbiamo a disposizione nel nostro organismo).

Quanto al discorso calorico, cito:
"La fonte primaria di energia utilizzata dal nostro organismo durante la corsa e l’attività fisica in genere è data dai carboidrati (glicogeno muscolare ed epatico).

La sua disponibilità non è illimitata, ma purtroppo in base al ritmo di corsa, alla distanza percorsa, alla condizione fisica del soggetto, all’alimentazione pre gara o allenamento, essa si può esaurire prima o dopo una certa quantità di chilometri percorsi.

L’obiettivo dell’allenamento è quello di ritardare il consumo di glicogeno mediante un miglior utilizzo dei grassi insieme agli zuccheri (miglioramento della potenza lipidica la quale si ottiene correndo a lungo e in carenza di zuccheri). Inoltre, altro obiettivo dell’allenamento è fare in modo che nei muscoli ci sia una maggiore quantità di glicogeno muscolare di deposito, tutto dipende dalla quantità degli allenamenti durante la preparazione specifica, un organismo allenato possiede maggiori riserve di glicogeno muscolare, rispetto a un organismo sedentario o poco allenato per la corsa . L’obiettivo dell’alimentazione è invece quello di riempire le riserve di glicogeno prima della gara e di fornire le giuste quantità di calorie per terminare la gara nel migliore dei modi possibili. E’ ovvio che anche per l’alimentazione pre gara vige la regola di non aumentare troppo l’assunzione dei carboidrati ad alto indice glicemico, e di fare in modo che passino le giuste ore di digestione prima dell’inizio gara. Mentre dopo la gara è preferibile l’assunzione di alimenti ad alto indice glicemico per reintegrare i depositi di glicogeno muscolare ed epatico."

Quindi gli atleti hanno allenato il proprio metabolismo a risparmiare il consumo di glicogeno, ottimizzando l'utilizzo di altre forme di energia. E' corretta quindi la tua impressione sul fatto che bruciano più di quanto introducono.

Noi altri tapascioni invece non abbiamo un allenamento simile e quando le riserve di glicogeno arrivano a scarseggiare, il nostro cervello (che usa anche lui glicogeno per funzionare) entra in competizione con i muscoli e ci "impone" di fermarci e introdurre cibo, anche se abbiamo altre riserve a cui non stiamo accedendo.

Questo vale in linea di massima e varia a seconda dell'intesità dello sforzo e del tipo di sport.
 
Noi altri tapascioni invece non abbiamo un allenamento simile e quando le riserve di glicogeno arrivano a scarseggiare, il nostro cervello (che usa anche lui glicogeno per funzionare) entra in competizione con i muscoli e ci "impone" di fermarci e introdurre cibo, anche se abbiamo altre riserve a cui non stiamo accedendo.
Questo vale in linea di massima e varia a seconda dell'intesità dello sforzo e del tipo di sport.

Da buon tapascione (ho letto sul vocabolario) direi che questo è la sintesi della questione.

Mi pare di capire che per smaltire i grassi conti di più, per dire, una giornata sulle blu, che un paio d'ore intense sulle nere, anche a gobbe. O sbaglio?:IDD
 
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