http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/cronaca/cervino-chiuso/cervino-chiuso/cervino-chiuso.html
CRONACA
Evacuati in nottata 25 alpinisti bloccati in rifugio a 3.800 metri
Si temono crolli come nel 2003. Oggi nuovo sopralluogo
Cervino, ascensioni vietate
"Smottamenti per il troppo caldo"
AOSTA - Da stamane sono vietate tutte le ascensioni dal versante italiano al Monte Cervino. Il provvedimento è stato assunto in via d'urgenza a causa dei continui smottamenti che si stanno verificando da ieri. In nottata la protezione civile è intervenuta per evacuare 25 alpinisti bloccati alla Capanna Carrel, situata a 3.800 metri di altitudine. Sulla zona, infatti, sono cadute senza provocare danni, alcune frane. Secondo gli esperti gli smottamenti sono dovuti a mutamenti climatici.
"Si tratta di una chiusura in via provvisoria - ha dichiarato Hervè Barnasse, guida alpina del Cervino - che servirà a controllare l'agibilità e la sicurezza della via, soprattutto per quanto riguarda le corde fisse".
"Si cerca semplicemente di prevenire che si ripetano episodi come quelli dovuti alle condizioni straordinarie del 2003 che causarono grossi crolli lungo il percorso". Per il momento, dunque, sono in corso le verifiche e "se queste anomale giornate di caldo e afa continueranno - ha concluso la guida - si deciderà il da farsi".
Già nel pomeriggio di oggi, meteo permettendo, alcune guide saliranno sul versante ovest della vetta per un intervento di messa in sicurezza della parete, attraverso il disgaggio di alcuni massi pericolanti, secondo quanto deciso dalla Protezione civile della Valle d' Aosta, in accordo con il Comune di Valtournenche, dopo il sopralluogo effettuato questa mattina. L' operazione avverrà a monte della Capanna Carrel, situata a oltre 3.800 metri di quota. Al termine dell' intervento è programmato un secondo sopralluogo nel quale verrà valutata la riapertura della via agli alpinisti. Da quanto i tecnici hanno potuto appurare oggi, la frana di ieri sera, staccatasi a circa 3.700 metri di altitudine, sotto il rifugio alpino, non ha causato problemi di stabilita alla struttura.
"Anche un non addetto ai lavori percepisce che questo caldo è del tutto eccezionale e causa instabilità in montagna", ha commentato il geologo del Comitato EV-K2-CNR, Michele Comi, presente ieri a Cervinia "Sono diverse settimane che lo zero termico è al di sopra dei 4 mila metri: ciò vuol dire che tutte le fratture della roccia generalmente tenute dal ghiaccio che fa da collante ora cedono a causa dello scioglimento di questo ghiaccio innestando una situazione di instabilità".
Un processo normale dal punto di vista geologico, "ma ciò che non è normale è l'accelerazione di questi fenomeni", precisa Comi. La prova, secondo il geologo, sta proprio nelle mutate condizioni degli itinerari alpinistici. "Gli itinerari classici caratterizzati da neve e ghiaccio - conclude Comi - a luglio spesso non sono più percorribili, e ciò è assolutamente anomalo".
La stessa "accelerazione" che sta facendo sgretolare il versante est di un altra montagna-totem dell'alpinismo mondiale, l'Eiger, nelle Alpi Bernesi. Cinquecentomila metri cubi di roccia, dei due milioni pericolanti dalla primavera, si sono riversati nel fondovalle il 13 luglio scorso, e si stima che la parte "sopravvissuta" possa cedere prima che il manto nevoso torni a svolgere l'abituale funzione di "collante".
(26 luglio 2006)