cleon
Well-known member
23-26 Agosto 2012
Primo Giorno
Eccoli quì, alle 7 del mattino due ragazzi di 16 anni davanti al monumento ai caduti del Passo del Tonale a 1900m accompagnati da un accondiscendente padre e un suo amico (ma chi gliel'ha fatto fare di alzarsi così presto?!) in macchina da Edolo.
Zaini spropositatamente pesanti in spalla e si parte alla rimonta della pista Valena disseminata di marmotte fischianti, a metà della quale siamo abbandonati dagli "adulti" che se vanno a fare colazione al passo.
Rimasti soli eccoci arrivare in fretta alla malga Valbiolo
Si attacca quindi la pista contrabbandieri... fatta in seggiovia non è così faticosa, ma sta pista rossa ci massacra le gambe! In 2 ore e mezza giungiamo inaspettati al passo Contrabbandieri (2700m)... lo spettacolo è stupefacente, le foto non possono ritrarre nemmeno un decimo della grandiosità e vastità del panorama.
e lì in basso si scorge già il rifugio Bozzi con il suo laghetto (2500m)
Si scende quindi per questo sentierino vertiginoso in costa e in 3.30h dalla partenza eccoci giunti alla prima tappa con 2 ore di anticipo sulla tabella di marcia sbagliata clamorosamente da... mè
Tra parentesi, fa un freddo cane e tira un freddo micidiale
Una nota sul rifugio: è sporco, si mangia malissimo, i letti a castello a tre piani sono un'agonia.
Anche se una moolto carina ragazza e un indiano? gestori rinfrancano l'animo col fisico e oscene canzoni straniere
Secondo Giorno
Ci si sveglia alle 6 e le nuvole bassissime fanno da padrone, tantochè il gestore ci sconsiglia di partire per i 3000m, ma dopo colazione il cielo si apre e si parte per una giornata che risulterà freddina ma bella.
Si parte per un sentiero in costa in leggera salita con piccole parti franate che rendono un poco vertiginosi certi passaggi, le viste sono splendide e incontriamo diverse marmotte e un branco di cerbiatti coi cuccioli a pochi passi da noi.
Giungiamo in breve a piani di Ercavallo e ai laghi di Ercavallo (2600m)
Da annotare l'incontro ravvicinato con due stambecchi che non si sono curati minimamente di noi
salendo ancora il paesaggio lunare è stupendo.
In breve si passa al sodo, la salita non da tregua e attacca con morene fino a sotto al passo dove una catenella ci fa permette di giungere agilmente ma con enorme fatica al Passo dei Tre Signori (3000m), la vista è mozzafiato, e già si scorge in lontananza il passo Gavia con il rifugio Bonetta.
Pausa cibo e si inizia la discesa... da PAURA
Premettendo che è la mia seconda ferrata e la prima era molto facile, questa parete verticale affrontata a tornanti con le catenelle mi ha assorbito completamente... troviamo un poco di ghiaccio in fondo alla ferrata, e poi inizia la lunghissima discesa su ghiaione, morena, prato e finalmente eccoci al rifugio Bonetta (2700m) dopo 6 ore
Note sul rifugio Bonetta: è privato, molto caro, pulitissimo, con docce calde, camere doppie, cibo eccellente, ospitalità ottima
Il vento per tutta la notte non da tregua
Terzo Giorno
Tra le nuvole si parte alla solita comoda ora... le 6 ovviamente!
Si giunge presto allo stupefacente lago Nero,
lo superiamo (scivolo due volte sull'erba bagnata e mi grattugio una mano su un sasso), dopo una lunga camminata tranquilla e un passaggio esposto si giunge al bivacco Linge (2300m) dove ci saluta un tedesco maleodorante che ci troveremo in rifugio la notte seguente
Si inizia una lunghissima salita per canali terrosi e morene dalla stupefacente colorazione rossa fino al Passo di Pietra Rossa (2990m)
si passa poi su un lastricato roccioso e dopo una ventina di metri terrificanti di ghiaione esposto si accede al Passo di Valgrande (3000m)
Da quì inizia un'interminabile discesa fino ai 1800m del rifugio (non gestito) Alessandro Occhi che si raggiunge dopo 6.30h di cammino e un mal di piedi allucinante.
Note sul rifugio: non è gestito ma è dotato di gas, pentole, coperte, bagno, doccia fredda; è piuttosto pulito, ben tenuto e caldo.
Quarto Giorno
Ci si alza con comodo e in un paio d'ore si arriva a Vezza d'Oglio dopo 40km e 4 giorni di stupefacenti paesaggi e un'esperienza di vita indimenticabile
Note generali:
Il giro è generalmente agevole, ma non adatto ai bambini e a chi non ha almeno un minimo di esperienza escursionistica, con brutto tempo o neve può diventare davvero pericoloso sui passi. Non è tecnico ma offre scorci paradisiaci. Per fare un paragone, mi è piaciuto molto più che la difficile e grigia Alta Via dell'Adamello n°1
Il cellulare prende:
Sino al passo dei contrabbandieri
Dentro (e solo dentro) al rifugio Bozzi
Fino ai laghi di Ercavallo
Sul Passo dei Tre signori
Al lago nero
Sul passo di pietra rossa
Sul costone in fronte al rifugio Occhi
Grazie per l'attenzione e spero di aver spronato a seguire i miei passi su questo poco conosciuto e bellissimo itinerario
Primo Giorno
Eccoli quì, alle 7 del mattino due ragazzi di 16 anni davanti al monumento ai caduti del Passo del Tonale a 1900m accompagnati da un accondiscendente padre e un suo amico (ma chi gliel'ha fatto fare di alzarsi così presto?!) in macchina da Edolo.
Zaini spropositatamente pesanti in spalla e si parte alla rimonta della pista Valena disseminata di marmotte fischianti, a metà della quale siamo abbandonati dagli "adulti" che se vanno a fare colazione al passo.
Rimasti soli eccoci arrivare in fretta alla malga Valbiolo
Si attacca quindi la pista contrabbandieri... fatta in seggiovia non è così faticosa, ma sta pista rossa ci massacra le gambe! In 2 ore e mezza giungiamo inaspettati al passo Contrabbandieri (2700m)... lo spettacolo è stupefacente, le foto non possono ritrarre nemmeno un decimo della grandiosità e vastità del panorama.
e lì in basso si scorge già il rifugio Bozzi con il suo laghetto (2500m)
Si scende quindi per questo sentierino vertiginoso in costa e in 3.30h dalla partenza eccoci giunti alla prima tappa con 2 ore di anticipo sulla tabella di marcia sbagliata clamorosamente da... mè
Tra parentesi, fa un freddo cane e tira un freddo micidiale
Una nota sul rifugio: è sporco, si mangia malissimo, i letti a castello a tre piani sono un'agonia.
Anche se una moolto carina ragazza e un indiano? gestori rinfrancano l'animo col fisico e oscene canzoni straniere
Secondo Giorno
Ci si sveglia alle 6 e le nuvole bassissime fanno da padrone, tantochè il gestore ci sconsiglia di partire per i 3000m, ma dopo colazione il cielo si apre e si parte per una giornata che risulterà freddina ma bella.
Si parte per un sentiero in costa in leggera salita con piccole parti franate che rendono un poco vertiginosi certi passaggi, le viste sono splendide e incontriamo diverse marmotte e un branco di cerbiatti coi cuccioli a pochi passi da noi.
Giungiamo in breve a piani di Ercavallo e ai laghi di Ercavallo (2600m)
Da annotare l'incontro ravvicinato con due stambecchi che non si sono curati minimamente di noi
salendo ancora il paesaggio lunare è stupendo.
In breve si passa al sodo, la salita non da tregua e attacca con morene fino a sotto al passo dove una catenella ci fa permette di giungere agilmente ma con enorme fatica al Passo dei Tre Signori (3000m), la vista è mozzafiato, e già si scorge in lontananza il passo Gavia con il rifugio Bonetta.
Pausa cibo e si inizia la discesa... da PAURA
Premettendo che è la mia seconda ferrata e la prima era molto facile, questa parete verticale affrontata a tornanti con le catenelle mi ha assorbito completamente... troviamo un poco di ghiaccio in fondo alla ferrata, e poi inizia la lunghissima discesa su ghiaione, morena, prato e finalmente eccoci al rifugio Bonetta (2700m) dopo 6 ore
Note sul rifugio Bonetta: è privato, molto caro, pulitissimo, con docce calde, camere doppie, cibo eccellente, ospitalità ottima
Il vento per tutta la notte non da tregua
Terzo Giorno
Tra le nuvole si parte alla solita comoda ora... le 6 ovviamente!
Si giunge presto allo stupefacente lago Nero,
lo superiamo (scivolo due volte sull'erba bagnata e mi grattugio una mano su un sasso), dopo una lunga camminata tranquilla e un passaggio esposto si giunge al bivacco Linge (2300m) dove ci saluta un tedesco maleodorante che ci troveremo in rifugio la notte seguente
Si inizia una lunghissima salita per canali terrosi e morene dalla stupefacente colorazione rossa fino al Passo di Pietra Rossa (2990m)
si passa poi su un lastricato roccioso e dopo una ventina di metri terrificanti di ghiaione esposto si accede al Passo di Valgrande (3000m)
Da quì inizia un'interminabile discesa fino ai 1800m del rifugio (non gestito) Alessandro Occhi che si raggiunge dopo 6.30h di cammino e un mal di piedi allucinante.
Note sul rifugio: non è gestito ma è dotato di gas, pentole, coperte, bagno, doccia fredda; è piuttosto pulito, ben tenuto e caldo.
Quarto Giorno
Ci si alza con comodo e in un paio d'ore si arriva a Vezza d'Oglio dopo 40km e 4 giorni di stupefacenti paesaggi e un'esperienza di vita indimenticabile
Note generali:
Il giro è generalmente agevole, ma non adatto ai bambini e a chi non ha almeno un minimo di esperienza escursionistica, con brutto tempo o neve può diventare davvero pericoloso sui passi. Non è tecnico ma offre scorci paradisiaci. Per fare un paragone, mi è piaciuto molto più che la difficile e grigia Alta Via dell'Adamello n°1
Il cellulare prende:
Sino al passo dei contrabbandieri
Dentro (e solo dentro) al rifugio Bozzi
Fino ai laghi di Ercavallo
Sul Passo dei Tre signori
Al lago nero
Sul passo di pietra rossa
Sul costone in fronte al rifugio Occhi
Grazie per l'attenzione e spero di aver spronato a seguire i miei passi su questo poco conosciuto e bellissimo itinerario
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