Tooyalaket
/dev/rotfl
Ciao
In molti erano già a conoscenza da tempo della meta delle nostre vacanze estive (ferragostane): l'altopiano del Renon.
Era uno dei luoghi che mi mancava da esplorare, ci ero già stato a sciare ma una sciata giornaliera non ti permette di visitare paesi, conoscere gente, vedere tradizioni.
A dire il vero se uno volesse imparare tutte queste cose in maniera approfondita dovrebbe stare lì più tempo o scegliere un luogo meno esteso.
Noi alloggiavamo in un appartamento molto bello, spazioso, comodo e pulito a 2 km dal centro di Collalbo (paese principale del Renon) e 3 km da Pemmern dove c'è la cabinovia che porta al Corno del Renon.
Posto tranquillo a 800 m dalla strada principale con ottimo panorama in particolare sul Catinaccio
Ma anche su Sassolungo e Sassopiatto,
Alpe di Siusi,
Odle
e Latemar
Appena sopra sorge un maso molto importante che sfrutta una sorgente di acqua curativa e alleva cavalli avelignesi
Le sorgenti, nel Renon, sono rare ed il fatto che l'acqua sia curativa la rende unica.
Il problema idrico è molto sentito specie con un estate siccitosa come questa, preceduta da un inverno poco nevoso come il passato.
L'acqua dell'acquedotto arriva da Barbiano, 300 l/s (mica poco) sottratti alla nota cascata e un dislivello notevole da superare visto che il maso dove alloggiavamo noi è a 1300 m ma la cascata di Barbiano a 1000 m.
In quella fattoria "l'acqua del sindaco" è arrivata nel 1992, l'energia elettrica nel 1972 e il telefono nel 1978.
Le vive tradizioni di quei posti si sono subito esternate il giorno successivo (domenica) al nostro arrivo con una bellissima sagra paesana: sfilata delle bande, sfilata dei cavalli, tiro al bersaglio e piatti tipici.
La padrona del maso ci ha offerto il dolce tipico: una specie di frittata dolce fatta con l'impasto che assomiglia a quello dei krapfen e guarnita con marmellate e zucchero a velo.
La mettono a friggere in olio bollente con l'ausilio di un imbuto e fanno molti giri a spirale.
E' tanto buona quanto difficile da pronunciare.
Alla sera Enrosadira abbastanza buona ma sempre disturbata dalla foschia proveniente dal fondo valle, che pur essendo a circa 1100 m più sotto era sempre molto vicino in linea d'aria.
Inutile chiedere di identificare la zona, è talmente nota ... Pensate che per un tramonto l'abbiamo vista da una località che si dovrebbe chiamare Stella e per qualche secondo abbiamo notato un riflesso proprio in questa zona, forse era il monumento a Christomannos
Il Renon è famoso anche per il suo trenino che proprio nei giorni del nostro soggiorno compiva 105 anni.
Mega torta per tutti e annullo postale speciale.
Un giorno siamo andati a Costalovara per un giro nel tanto decanto lago che personalmente non mi è piaciuto.
Nei pressi però c'è il maso Plattner, 500 anni di storia.
In realtà si tratta di un abile trovata pubblicitaria della ditta Jodler (noto produttore di miele) che ha acquistato il maso circa 30 anni fa, lo ha ristrutturato e ampliato.
Lì, l'apicoltura non c'era mai stata ma la storia del maso è comunque affascinante perchè le ultime proprietarie (2 sorelle) rimasero, per scelta, ad abitarlo come ai vecchi tempi: senza luce, gas, acqua corrente.
Dormivano sul pagliericcio e conservavano i cibi affumicandoli.
Maxi arnia antica con 24 alveari
Arnia più piccola ma molto più antica
L'unico miele che si produce al maso (seppur in minima quantità) è quello di girasole
Da notare il tetto: è di paglia e va sostituito ogni 7-10 anni
Al ritorno abbiamo preso il treno e dalla stazione ecco le torri del Vajolet
Ma anche una sorpresa ... Lo riconoscete?
Spesso ci ha fatto visita un aquila.
All'inizio non eravamo sicuri lo fosse così abbiamo chiesto informazioni al proprietario del maso che ce lo ha confermato.
Finalmente una bella giornata.
Non che ci sia stato maltempo ma almeno poca foschia.
Ne approfittiamo per andare a Caminata.
Settimana passata in tranquillità, nella pace di boschi secolari e prati tenuti bene.
Un giusta rivalutazione al Renon spesso declassato a luogo ottimale per vicinanza ad altri posti ma che in realtà brilla anche di luce propria.
Ciao
In molti erano già a conoscenza da tempo della meta delle nostre vacanze estive (ferragostane): l'altopiano del Renon.
Era uno dei luoghi che mi mancava da esplorare, ci ero già stato a sciare ma una sciata giornaliera non ti permette di visitare paesi, conoscere gente, vedere tradizioni.
A dire il vero se uno volesse imparare tutte queste cose in maniera approfondita dovrebbe stare lì più tempo o scegliere un luogo meno esteso.
Noi alloggiavamo in un appartamento molto bello, spazioso, comodo e pulito a 2 km dal centro di Collalbo (paese principale del Renon) e 3 km da Pemmern dove c'è la cabinovia che porta al Corno del Renon.
Posto tranquillo a 800 m dalla strada principale con ottimo panorama in particolare sul Catinaccio
Ma anche su Sassolungo e Sassopiatto,
Alpe di Siusi,
Odle
e Latemar
Appena sopra sorge un maso molto importante che sfrutta una sorgente di acqua curativa e alleva cavalli avelignesi
Le sorgenti, nel Renon, sono rare ed il fatto che l'acqua sia curativa la rende unica.
Il problema idrico è molto sentito specie con un estate siccitosa come questa, preceduta da un inverno poco nevoso come il passato.
L'acqua dell'acquedotto arriva da Barbiano, 300 l/s (mica poco) sottratti alla nota cascata e un dislivello notevole da superare visto che il maso dove alloggiavamo noi è a 1300 m ma la cascata di Barbiano a 1000 m.
In quella fattoria "l'acqua del sindaco" è arrivata nel 1992, l'energia elettrica nel 1972 e il telefono nel 1978.
Le vive tradizioni di quei posti si sono subito esternate il giorno successivo (domenica) al nostro arrivo con una bellissima sagra paesana: sfilata delle bande, sfilata dei cavalli, tiro al bersaglio e piatti tipici.
La padrona del maso ci ha offerto il dolce tipico: una specie di frittata dolce fatta con l'impasto che assomiglia a quello dei krapfen e guarnita con marmellate e zucchero a velo.
La mettono a friggere in olio bollente con l'ausilio di un imbuto e fanno molti giri a spirale.
E' tanto buona quanto difficile da pronunciare.
Alla sera Enrosadira abbastanza buona ma sempre disturbata dalla foschia proveniente dal fondo valle, che pur essendo a circa 1100 m più sotto era sempre molto vicino in linea d'aria.
Inutile chiedere di identificare la zona, è talmente nota ... Pensate che per un tramonto l'abbiamo vista da una località che si dovrebbe chiamare Stella e per qualche secondo abbiamo notato un riflesso proprio in questa zona, forse era il monumento a Christomannos
Il Renon è famoso anche per il suo trenino che proprio nei giorni del nostro soggiorno compiva 105 anni.
Mega torta per tutti e annullo postale speciale.
Un giorno siamo andati a Costalovara per un giro nel tanto decanto lago che personalmente non mi è piaciuto.
Nei pressi però c'è il maso Plattner, 500 anni di storia.
In realtà si tratta di un abile trovata pubblicitaria della ditta Jodler (noto produttore di miele) che ha acquistato il maso circa 30 anni fa, lo ha ristrutturato e ampliato.
Lì, l'apicoltura non c'era mai stata ma la storia del maso è comunque affascinante perchè le ultime proprietarie (2 sorelle) rimasero, per scelta, ad abitarlo come ai vecchi tempi: senza luce, gas, acqua corrente.
Dormivano sul pagliericcio e conservavano i cibi affumicandoli.
Maxi arnia antica con 24 alveari
Arnia più piccola ma molto più antica
L'unico miele che si produce al maso (seppur in minima quantità) è quello di girasole
Da notare il tetto: è di paglia e va sostituito ogni 7-10 anni
Al ritorno abbiamo preso il treno e dalla stazione ecco le torri del Vajolet
Ma anche una sorpresa ... Lo riconoscete?
Spesso ci ha fatto visita un aquila.
All'inizio non eravamo sicuri lo fosse così abbiamo chiesto informazioni al proprietario del maso che ce lo ha confermato.
Finalmente una bella giornata.
Non che ci sia stato maltempo ma almeno poca foschia.
Ne approfittiamo per andare a Caminata.
Settimana passata in tranquillità, nella pace di boschi secolari e prati tenuti bene.
Un giusta rivalutazione al Renon spesso declassato a luogo ottimale per vicinanza ad altri posti ma che in realtà brilla anche di luce propria.
Ciao
Ultima modifica:

il dolce è Strauben (frittelle tirolesi), è il mio preferito fra tipici locali che si mangia al aperto durante festi, quando le donne stanno cucinando sotto occhi di "consumatori" :semagna:
FF ogni volta devo cercane in un disionario :checepossofa:
e il bianco del'uova battuto separatamente e aggiunto all'ultimo momento - la pasta deve essere molto leggera e aerosa e non liquida (ma della densita dell'impasto - deve essere capace di uscire dal becchuccio di un imbuto), se no - diventa semplicemente una fritella piatta
