Continuando la discussione, personalmente non mischierei i concetti sacrosanti della gestione del piede-tibia-ginocchio interni ("tipping", "antisforbiciata" ecc.) con quelli della ripartizione dei carichi a favore di uno o dell'altro piede in curva...perche' la curva e' lunga, non c'e' solo il ribaltamento.
Ovviamente nel cambio-ribaltamento una azione di questo tipo implica un uso molto disinvolto dell'interno, senza timori di caricarlo eccessivamente e implica soprattutto il fatto che bisogna familiarizzare con gli "appoggi" esterni del piede interno (scusate il bisticcio di parole).
La mia opinione quindi e' che dal punto di vista del movimento laterale un buon "tipping" rappresenta meta' dell'opera, come ci ricordava Apo a proposito di HH, quindi l'interno e' "leader" nel gestire il ribaltamento e gli spostamenti laterali, ma dal punto di vista della sopportazione dei carichi in curva, nelle fasi "salienti" il N1 e' sempre l'esterno
il tipping di HH non riguarda solo l'interno ma l'attività di tutti e due i piedi ( colgo le parole di Paolo non per
contradire le sue affermazioni , ma mi pare che si stia facendo un pò di confusione)...infatti HH parla della gestione
dell'interno come del " Free foot management", piede libero proprio perchè scarico...quello che volevo dire io in
sostanza è che il piede è collegato al ginocchio che è collegato all'anca, quindi una buona attività del
primo
non può prescindere da cosa e come si posiziona l'ultimo...(anca))...l'azione di ribaltamento dell'interno,una
volta trasferito l'EQUILIBRIO sul nuovo esterno (che sta per diventarlo) è efficace solo se sostenuta da una
controrotazione dell'anca...infatti se l'anca è rivolta a valle il ribaltamento del piede interno (tipping) trasporta
in cdm verso l'interno curva, se l'anca è ancora allineata alla direzione della curva , il ribaltamento dell'interno
provoca una perdita di equilibrio , che per chi non ha manico , ovvero per chi non è ancora evoluto negli equlibri,
difficile da recuperare o meglio da gestire...ed ecco la fretta di chiudere la curva, e la perdita di controllo dell'interno
, che conseguentemente all'arretramento sforbicia...
in sostanza per lo sciatore in evoluzione la gestione del piede interno risulta più affrontabile con il bacino che si
muove sul piano orizzontale in contrasto con la direzione della curva....per l'evoluto il concetto rimane valido
magari su fuoripista o percorsi rognosi, su piste tirate si può parlare anche dell'opposto, come accennato da
Baldax tempo fà.....
poi come dice Malf, l'interno è l'architetto del disegno della curva ma il lavoro sporco poi lo fà l'esterno....
tra l'altro in tutta la sua opera HH parla poco o niente della distribuzione dei carichi sui due sci in fase
di apprendimento......ma dice anche che lo sciatore completo è quello che distribuisce il carico fino
al limite di fare la prima fase della curva sull'interno.....