che figata.. e che voglia di sciare...
sto cercando di dirmi che la stagione è finita ma ogni foto che vedo
mi torna la voglia!!
![]()
Parto da una citazione di Garmont, per un motivo molto semplice, che è anche la spiegazione del titolo. Questa che sto per raccontare è la mia prima sci-alp di questa stagione (una pellatina tra le vigne del monferrato con la polvere canadese di febbraio non penso valga).
Il perchè è presto detto: poca neve in stagione (e quando c'era ho preferito il freeride con impianti), tanti impegni familiari e altri casini e dulcis in fundo, i saldi arrivano solo a fine stagione.
Così, con i saldi, ho comperato un bel paio di scarponi nuovi e non vedevo l'ora di provarli. Scappati almeno tre w.end di fila a maggio dopo l'acquisto (aprile nisba sconti e nada ski: da pasqua non ho più visto la neve) , l'ultimo papabile non me lo sono fatto sfuggire un'altra volta.
D'accordo con Canalone, decidiamo di incontrarci alle 6,45 a Madesimo per poi salire insieme al passo Spluga. Mentre salgo solo soletto in auto da chiavenna, stranamente puntuale, incrocio però un gregge enorme di pecore che mi fa maledire la non voglia della levataccia: venti minuti a passo d'uomo, con nella testa fisso il pensiero che per colpa loro sarei arrivato troppo tardi per trovare neve buona in discesa. Finalmente a Vho il gregge lascia la strada principale (trasformata in un letamaio) e mi precipito a rotta di collo per i tornanti che salgono a Madesimo.
Giunti allo Spluga, la neve al lago non c'è più, solo poche chiazze mentre una settimana fa si partiva sci ai piedi. E i duecento metri di dislivello che portano alla dogana fanno pensare che probabilmente ci toccherà spallare un po'. Invece, una curva dopo il confine, ecco la neve a bordo strada. Un po' di fatica risparmiata. Ma solo un po', perchè nonostante un inverno e una primavera di spinning in palestra, pellare dai 2000 metri senza allenamento specifico e con 5 kg per gamba (minimo) si rivelerà per me un delirio e per Canalone un esercizio di pazienza nell'aspettarmi. Poco male, ci sarà più tempo per le foto, visto che la temperatura discretamente fredda e il cielo parzialmente coperto aiuteranno la neve a restare buona fino a tardi.
Morale, 4 ore per completare, soste comprese, i 1070 metri di dislivello fino alla cima sciistica (Tamborello? In realtà ho letto che il Tamborello sarebbe circa 200 metri più basso, mentre noi siamo arrivati a 3070). E poi l'impagabile soddisfazione di scendere come si deve con attrezzi freeride (compatibilmente con il nostro livello sciistico) pendii anche abbastanza pendenti, qualche canalino, e in neve assolutamente gradevole, eccezion fatta per gli ultimi 150 metri in basso un po' cedevoli!
Un grazie a Canalone per la pazienza, la piacevole compagnia, la bella gita e le foto! Eccole a voi!
























