Cortoraggio: esperienze, consigli, esercizi

DesperateSkier

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Et voilà, come ha suggerito Skiss, skiss apro questo 3D specifico sulle curve a raggio corto. Ogni consiglio, suggerimento tecnico o esperienza personale può essere utile a chi sta imparando a fare le curve a raggio corto...soprattutto sul ripido....

Ho visto che nel video "cortoraggio bestia nera" Valerio spiega che affrontare il ripido è più una questione di "tattica", quindi di testa che altro...E proponeva per esempio, di fare prima due curve più 4, nel senso che bosognava pensare ch dopo 6 curve mi fermo e cosi facendo rimani concentrato su quel tratto di discesa controllando perfettamente gli sci. Mentre in qualche altro video, non mi ricordo più se su Darfish o youtube, vedevo degli sciatori cominciare a prendere in qualche modo il ritmo PRIMA del muro che volevano affrontare... Adesso, a parte il discorso sul fatto che uno debba affrontarlo quando è pronto, se la sente ecc. mi chiedevo se questa seconda possibilità non è più pericolosa per chi magari inizia, perché, sempre come diceva Valerio si rischia di rimanere "sorpresi" dalla pendenza, non essere perpendicolari al terreno, quindi arretrati ecc.

Voi cosa dite?
 
Et voilà, come ha suggerito Skiss, skiss apro questo 3D specifico sulle curve a raggio corto. Ogni consiglio, suggerimento tecnico o esperienza personale può essere utile a chi sta imparando a fare le curve a raggio corto...soprattutto sul ripido....

Ho visto che nel video "cortoraggio bestia nera" Valerio spiega che affrontare il ripido è più una questione di "tattica", quindi di testa che altro...E proponeva per esempio, di fare prima due curve più 4, nel senso che bosognava pensare ch dopo 6 curve mi fermo e cosi facendo rimani concentrato su quel tratto di discesa controllando perfettamente gli sci. Mentre in qualche altro video, non mi ricordo più se su Darfish o youtube, vedevo degli sciatori cominciare a prendere in qualche modo il ritmo PRIMA del muro che volevano affrontare... Adesso, a parte il discorso sul fatto che uno debba affrontarlo quando è pronto, se la sente ecc. mi chiedevo se questa seconda possibilità non è più pericolosa per chi magari inizia, perché, sempre come diceva Valerio si rischia di rimanere "sorpresi" dalla pendenza, non essere perpendicolari al terreno, quindi arretrati ecc.

Voi cosa dite?

allora sul corto raggio, i problemi , tanto per cominciare sono il mantenimento
della centralità e l'aumento della velocità.......
idee???
 
Fondamentale per un buon corto raggio è la parte superiore del corpo, bisogna pensare di tenerla ferma e rivolta verso valle il più possibile. Io prima di partire mi concentro sugli addominali e dorsali. Non bisogna dimenticare l'appoggio del bastoncino che deve essere fatto a tempo, preparandolo già dalla massima pendenza.

Per il sotto è necessaria un buona dinamicità.
Non bisogna farsi intimidire dal ripido e per ottenere ciò ci vuole soltanto pratica su piste sempre più pendenti.
 
Io inizio con il fissare un punto a valle, più o meno lontano, a seconda della pendenza e del tipo di neve studio in tracciato e seguo il punto deciso, la centralità, il busto orientato a valle e la dinamicità delle gambe sono molto importanti. il bastoncino di estrema importanza come appoggio e sopratutto per dare il ritmo.....spesso durante il cambio conto...1 e 2 e 3 e 4 e 5 e 6 e 7 e ........ecc fin che non mi fermo.....mi aiuta nel mantenere il ritmo.
Un'esercizio proposto in jam dal Martini ai fini della centralità, propensione del busto a valle e ritmicità era quella di utilizzare entrambi i bastoni al momento del cambio....nel senso che non punti uno solo come dovresti ma contemoraneamente entrambi indipendentemente da curva a sn o a ds..... ho trovato questo esercizio molto utile.....
per quanto riguarda come iniziare il corto raggio credo che la cosa migliore quando si inizia sia fermarsi e studiare il percorso, ai fini pratici e didattici ti aiuta a concentrarsi sul cosa fare e dove scendere. iniziare in un tratto poco pendente per poi cambiare pendenza lo farei quando sono capace di sciare in ogni tipo di neve e pendenza.
 
Et voilà, come ha suggerito Skiss, skiss apro questo 3D specifico sulle curve a raggio corto. Ogni consiglio, suggerimento tecnico o esperienza personale può essere utile a chi sta imparando a fare le curve a raggio corto...soprattutto sul ripido....

Ho visto che nel video "cortoraggio bestia nera" Valerio spiega che affrontare il ripido è più una questione di "tattica", quindi di testa che altro...E proponeva per esempio, di fare prima due curve più 4, nel senso che bosognava pensare ch dopo 6 curve mi fermo e cosi facendo rimani concentrato su quel tratto di discesa controllando perfettamente gli sci. Mentre in qualche altro video, non mi ricordo più se su Darfish o youtube, vedevo degli sciatori cominciare a prendere in qualche modo il ritmo PRIMA del muro che volevano affrontare... Adesso, a parte il discorso sul fatto che uno debba affrontarlo quando è pronto, se la sente ecc. mi chiedevo se questa seconda possibilità non è più pericolosa per chi magari inizia, perché, sempre come diceva Valerio si rischia di rimanere "sorpresi" dalla pendenza, non essere perpendicolari al terreno, quindi arretrati ecc.

Voi cosa dite?

ma io direi comunque di cominciare a parlare di come si costruisce una curva stretta.....
prima di parlare di tattiche o strategie.....
ovvero di cosa fanno i nostri piedi, di come si muovono , della larghezza della base di appoggio
di come gestire la flessione delle ginocchia , di dove mantenere il baricentro, di quando cambiare gli spigoli....
delle braccia e dell'appoggio del bastoncino...
cioe capire cosa bisogna fare e poi che tipo di curva impostare...più o meno arrotondata,
più o meno inclinata rispetto alla massima pendenza.....insomma di E Q U I L I B R I O !!!!!!!

questo magari per provare a uscire dal quel modo di fare lo stretto che non è altro
che una serie di derapate sterzando i piedi...... che si vede spesso direi..
 

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ma io direi comunque di cominciare a parlare di come si costruisce una curva stretta.....
prima di parlare di tattiche o strategie.....
ovvero di cosa fanno i nostri piedi, di come si muovono , della larghezza della base di appoggio
di come gestire la flessione delle ginocchia , di dove mantenere il baricentro, di quando cambiare gli spigoli....
delle braccia e dell'appoggio del bastoncino...
cioe capire cosa bisogna fare e poi che tipo di curva impostare...più o meno arrotondata,
più o meno inclinata rispetto alla massima pendenza.....insomma di E Q U I L I B R I O !!!!!!!

questo magari per provare a uscire dal quel modo di fare lo stretto che non è altro
che una serie di derapate sterzando i piedi...... che si vede spesso direi..


Hai assolutamente ragione Fausto, forse il messaggio iniziale è stato formulato male. Avrei dovuto impostarlo in modo progressivo, cominciando dalle basi tecniche...... ma più che altro perché l'ho tirato fuori dal 3d precedente nel quale ponevo una domanda specifica sulla "strategia".... Correggerlo adesso è troppo tardi, perché quelli che hanno risposto l'hanno citato....

Spero comunque che chi leggerà questa discussione trovi le informazioni di cui ha bisogno..
 
quando imparerò il cortoraggio sarò felice, lo so! ma è più facile che un cammello.....


Non essere così pessimista!!! Anch'io sto imparando... Uno dei metodi che ha usato il mio maestro quando abbiamo cominciato ad avvicinarci al discorso del cortoraggio, era quello di cominciare una serie di curve più ampie per ridurre poi progressivamente il raggio, fino all'essere in qualche modo "obbligata" a sciare dentro un corridoio largo 2 metri (il maestro sciava rivolto verso di me mostrandomi con le braccia i limiti del "corridoio":D) ...

Per imparare a mantenere il ritmo invece, è utile contare (come ha scitto anche il Doc) o dire "hop" ad ogni appoggio del bastoncino...Già, l'appoggio del bastoncino è FONDAMENTALE per mantenere il ritmo e per la coordinazione (vedi il video di cui nel primo post)! L'esercizio bellissimo e divertente che mi ha fatto fare il maestro è quello di sciare dietro di lui (un pò come si vede all'inizio di ogni video jam) obbligandomi a mantenere il ritmo e la velocità costanti... Era come ballare sulla neve!!!!!!!
 
Due sensazioni che uso e mi servono!!
Contrazione addominali, tiro indietro lo sci interno appena inverto lo spigolo e per tutta la curva!!

Cose da evitare sono: rotazioni di busto, eccessiva fretta di ruotare gli sci, alzare l'interno in fase di inserimento in curva
 
Ma parliamo di corto raggio in conduzione o di serpentina/scodinzolo???



Urrà by iPad 2!!!


ma mi pare che per la maggiore vada una "serpentina" dove al massimo lo sci si pone
a 45 ° rispetto all' angolo formato tra linea di massima pendenza e una linea esattamente trasversale..
poi viene recuperato o richiamato e portato dall'altra parte.....corto raggio condotto mi sembra un
discorso molto difficile.... noto invece che nelle sequenze a rallentatore con il commento di Valerio,
Paolo alzi l'interno in fase di cambio.....e lo trattenga il linea con l'esterno.....
Corso di sci - Check Point 02/2010 - Corto raggio bestia nera - YouTube

o no?
 
Curva in conduzione non significa curva binariata, baldax vuol dire questo. (e io un po' lo invidio perchè non si è ancora stufato di ripeterlo :D )
 
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