Ci troviamo a casa del Gianni alle 8.00 c'è Ernesto assieme a lui,mettiamo tutto in macchina di Gianni e partiamo per andare a prendere Felice.
Felice sa dove dobbiamo andare e ci guida fino alla sbarra dove parcheggiamo la macchina.
Dalla sbarra è una bella camminata per arrivare fino all'attacco della ferrata circa 500 mt di dislivello e il trasporto della corda tocca a me visto che "sono il più giovane".
La camminata è tutta su asfalto per la maggior parte e il peso dello zaino (10kg circa)e della corda si fa sentire.
Con me ho 1 pile,1 maglietta termica,1 windstopper,2 banane,2 uova sode,tonno,pane,crackers,2 redbull,1,5lt di acqua,simmenthal,casco,imbrago,moschettoni vari,coltello etc.
Ad un certo punto,mentre sto pisciando rilassato,un particolare attira la mia attenzione e guardo per terra a destra,un essere verde e giallo con gli occhi rossi!!!
Mi spavento e faccio un salto...è un dinosauro di plastica...
Gianni,ernesto e Felice si conoscono da una vita e scherzano per tutto il tempo,conoscono quasi tutte le piante e i fiori che incontriamo.
Arriviamo all'attacco della ferrata,una parete verticale....si scorge il percorso che è obliquo...ma la ripidità è impressionante,è simile ad una parete da arrampicata.
La descrizione della ferrata è molto vicina alla realtà "Via ferrata difficile.Più continua per difficoltà tecniche ed esposizione dell’allestimento precedente. Sconsigliata per principianti."
La mia prima ferrata.
Non ho mai avuto paura dell'altezza,non in modo esagerato comunque.
Cominciamo a salire e subito sento il peso dello zaino e della corda,ogni 2 metri c'è da tirare in qua i moschettoni sulla catena,sganciarli e agganciarli saltando l'anello che tiene la catena,un lavoraccio!
Fa freddo e le dita sono semicongelate,non ho il tatto.Mi tengo sulla roccia ma non so se è roccia.
I moschettoni non sono così collaborativi e a venir su son sempre da scrollare perchè si incastrano.
Felice è dietro e mi aiuta pazientemente,Gianni ed Ernesto da sopra mi spronano e mi chiedono come va.
Quando guardo dove mettere i piedi vedo il terreno distante decine di metri e penso...no meglio che non penso.
Io ho paura ma non demordo,penso che forse quello è il pezzo più difficile e poi diventa facile.
Il *****.
Non chiedo neanche quanto manca,ho paura della risposta.
Arriviamo ad un passaggio laterale a strapiombo,vedo che più avanti la parete è sporgente e non si vede nulla se non il cielo e la roccia....adesso non ho più paura,ho il terrore.
Mi accovaccio e guardo Felice ma non sono felice,faccio dei respiri e guardo da dove sono venuto...torno indietro? no non è il caso...vado avanti vaffanculo!
La paura mi fa tenere attaccato alla catena come un naufrago al relitto in una tempesta.
Passato il tratto sporgente vedo Gianni che ridendo mi fa una foto..io non riesco a ridere.
Saliamo una scala...le braccia cominciano ad essere stanche.
Arriviamo all'ultimo pezzo in cui ci si può anche sedere e ci riposiamo un attimo... manca poco,l'ultimo pezzo è come l'inizio ma è dritto.
Solo il fatto che era l'ultimo pezzo mi ha dato l'energia per farlo.
Arriviamo in cima...1387mt,150mt di ferrata,1 ora e trenta minuti circa per farla.
In cima la vista è veramente impagabile,sarà per la paura di morire o la fatica fatta ma son proprio contento di essere li coi miei compagni di gita!
Per loro è stato tutto normale,gli dico che mi son cagato addosso e loro mi dicono che è normale la prima volta...sarà.
Scendiamo da un percorso in cui bisogna scalare a ritroso più semplice della ferrata ma non meno ripido.
Arrivati al rifugio SEV Gianni si sdraia e dorme,noi proseguiamo fino ad una enorme spaccatura della montagna dove Ernesto e Felice vorrebbero arrampicarsi.
Ernesto sale di una decina di metri per cercare un chiodo per fare sicura ma non lo trova,allora fa passare la corda attorno una sporgenza e si cala per la discesa.
Detto così sembra semplice,ma a vedersi....
Torniamo da Gianni che sta dormendo sul prato,lo svegliamo e ripartiamo.
Ci imbattiamo in un prato di tarassaco e "non ti scordar di me" uno spettacolo incredibile,mai visto una tale concentrazione di fiori in un prato.
Stanchi ma contenti arriviamo alla macchina.
Felice ci invita a mangiare una fetta di torta a casa sua,accettiamo di buon grado.
Sua moglie ci dice che ne è avanzata poca perchè i nipotini se la sono mangiata tutta!
Nipotini?
eh si...
Il più giovane dei miei compagni di viaggio ha 70 anni.
Mai visto niente del genere.
Felice sa dove dobbiamo andare e ci guida fino alla sbarra dove parcheggiamo la macchina.
Dalla sbarra è una bella camminata per arrivare fino all'attacco della ferrata circa 500 mt di dislivello e il trasporto della corda tocca a me visto che "sono il più giovane".
La camminata è tutta su asfalto per la maggior parte e il peso dello zaino (10kg circa)e della corda si fa sentire.
Con me ho 1 pile,1 maglietta termica,1 windstopper,2 banane,2 uova sode,tonno,pane,crackers,2 redbull,1,5lt di acqua,simmenthal,casco,imbrago,moschettoni vari,coltello etc.
Ad un certo punto,mentre sto pisciando rilassato,un particolare attira la mia attenzione e guardo per terra a destra,un essere verde e giallo con gli occhi rossi!!!
Mi spavento e faccio un salto...è un dinosauro di plastica...
Gianni,ernesto e Felice si conoscono da una vita e scherzano per tutto il tempo,conoscono quasi tutte le piante e i fiori che incontriamo.
Arriviamo all'attacco della ferrata,una parete verticale....si scorge il percorso che è obliquo...ma la ripidità è impressionante,è simile ad una parete da arrampicata.
La descrizione della ferrata è molto vicina alla realtà "Via ferrata difficile.Più continua per difficoltà tecniche ed esposizione dell’allestimento precedente. Sconsigliata per principianti."
La mia prima ferrata.
Non ho mai avuto paura dell'altezza,non in modo esagerato comunque.
Cominciamo a salire e subito sento il peso dello zaino e della corda,ogni 2 metri c'è da tirare in qua i moschettoni sulla catena,sganciarli e agganciarli saltando l'anello che tiene la catena,un lavoraccio!
Fa freddo e le dita sono semicongelate,non ho il tatto.Mi tengo sulla roccia ma non so se è roccia.
I moschettoni non sono così collaborativi e a venir su son sempre da scrollare perchè si incastrano.
Felice è dietro e mi aiuta pazientemente,Gianni ed Ernesto da sopra mi spronano e mi chiedono come va.
Quando guardo dove mettere i piedi vedo il terreno distante decine di metri e penso...no meglio che non penso.
Io ho paura ma non demordo,penso che forse quello è il pezzo più difficile e poi diventa facile.
Il *****.
Non chiedo neanche quanto manca,ho paura della risposta.
Arriviamo ad un passaggio laterale a strapiombo,vedo che più avanti la parete è sporgente e non si vede nulla se non il cielo e la roccia....adesso non ho più paura,ho il terrore.
Mi accovaccio e guardo Felice ma non sono felice,faccio dei respiri e guardo da dove sono venuto...torno indietro? no non è il caso...vado avanti vaffanculo!
La paura mi fa tenere attaccato alla catena come un naufrago al relitto in una tempesta.
Passato il tratto sporgente vedo Gianni che ridendo mi fa una foto..io non riesco a ridere.
Saliamo una scala...le braccia cominciano ad essere stanche.
Arriviamo all'ultimo pezzo in cui ci si può anche sedere e ci riposiamo un attimo... manca poco,l'ultimo pezzo è come l'inizio ma è dritto.
Solo il fatto che era l'ultimo pezzo mi ha dato l'energia per farlo.
Arriviamo in cima...1387mt,150mt di ferrata,1 ora e trenta minuti circa per farla.
In cima la vista è veramente impagabile,sarà per la paura di morire o la fatica fatta ma son proprio contento di essere li coi miei compagni di gita!
Per loro è stato tutto normale,gli dico che mi son cagato addosso e loro mi dicono che è normale la prima volta...sarà.
Scendiamo da un percorso in cui bisogna scalare a ritroso più semplice della ferrata ma non meno ripido.
Arrivati al rifugio SEV Gianni si sdraia e dorme,noi proseguiamo fino ad una enorme spaccatura della montagna dove Ernesto e Felice vorrebbero arrampicarsi.
Ernesto sale di una decina di metri per cercare un chiodo per fare sicura ma non lo trova,allora fa passare la corda attorno una sporgenza e si cala per la discesa.
Detto così sembra semplice,ma a vedersi....
Torniamo da Gianni che sta dormendo sul prato,lo svegliamo e ripartiamo.
Ci imbattiamo in un prato di tarassaco e "non ti scordar di me" uno spettacolo incredibile,mai visto una tale concentrazione di fiori in un prato.
Stanchi ma contenti arriviamo alla macchina.
Felice ci invita a mangiare una fetta di torta a casa sua,accettiamo di buon grado.
Sua moglie ci dice che ne è avanzata poca perchè i nipotini se la sono mangiata tutta!
Nipotini?
eh si...
Il più giovane dei miei compagni di viaggio ha 70 anni.
Mai visto niente del genere.



