Ciao a tutti,
così come ho raccontato i miei esordi assoluti l'anno scorso, ho una gran voglia di raccontare questa mia esperienza, che mi ha lasciato soddisfatto.
Ma tutte le giornate sulla neve alla fine mi lasciano lo stesso gusto.
Preparatevi al papiro, perchè ho proprio voglia di raccontare!
Come molti sciatori-lombardi (io dispongo di una casetta a Gromo) ho patito la scarsità nevosa della stagione, che unitamente agli impegni mi hanno fatto vedere le piste solo tre volte e mezzo quest'inverno..
Se pensate che l'anno scorso, anno di esordio, ne avevo gustati una dozzina, capirete che mi sentivo frustrato.
Così, preso da impeto bellicoso, a dieci giorni da Pasqua ho cercato e prenotato un hotel sulle piste a Cervinia, dove ero sicuro di trovare neve in ogni caso.
Non conoscendo il posto e andando a sensazione, passaparola su internet e foto varie, inizio a vagliare sul sito di Cervinia e poi chiamare direttamente.
Il terzo hotel della lista mi da l'OK: faremo tre notti al Meublè Joli, proprio di fronte al campetto cretaz.
Valuto che per me la cifra vale ciò che mi offre e blocco la stanza.
(Per inciso, per il solo fatto di aver fatto una ricerca sul sito di Cervinia, mi sono arrivate una decina di email molto precise e cortesi da parte di hotel della zona, che attenzione al turista!)
Seguono giorni di grande trepidazione, mentre mi informo sullo skirama, sulle scuole di sci, sui noleggi, etc...
Ovviamente la sfiga ci mette lo zampino: a pochi giorni dal fine settimana tanto agognato, influenza, tosse, mal di gola, febbre. Il mio dottore è desaparecido in orari serali ed io non mi assento certo dal lavoro per poi andare a fare le vacanze in quota. E la mia lei viene contagiata immediatamente... Entrambi siamo ridotti a larve umane dipendenti da aspirine e fazzoletti
Ma la scimmia è troppa, oltre all'anticipo mandato per la stanza, e decido di fottermente altamente. Preferisco crepare sulle piste piuttosto che stare a casa a piangermi addosso.
Venerdì sera si parte, con tutta l'attrezzatura necessaria, uno scatolotto di medicine e due pacchi formato famiglia di fazzolettini (dureranno appena due giorni e mezzo).
Arriviamo all'hotel alle nove e mezza, prepariamo il tutto per l'indomani, tachipirina e via a letto.
Il giorno dopo, colazione abbondante e andiamo a prenotare alla scuola sci del cervino, che ci farà anche uno sconto sul noleggio sci.
Due ore di lezione per due persone, poi si vedrà.
Al noleggio, tutto Head, dichiariamo il nostro essere semi-principianti e alla mia fidanzata viene dato uno Xenon da 162 mi pare mentre a me viene dato uno Shape nonmiricordochè 170, intermedio.
Diciamo che io a tutta prima avrei voluto provare uno i.speed oppure i.titan, visto che la bilancia mi denuncia a 110 Kg per 182 cm... Ma lo skiman (che ha l'aria dell'esperto ma anche l'aria di chi ha passato la notte a fumare la bonga) mi dice che per il mio livello andava bene quello che mi dava e che se non mi trovavo bene potevo comunque cambiarlo. Complice la febbre e l'assennatezza con cui mi convinceva, ho accettato lo sci. E devo dire che non mi sono trovato poi male.
La lezione col maestro inizia alle 12, portiamo l'attrezzatura nella ski room, ci prepariamo, mi imbottisco di tachipirina visto che la febbre sale e ci presentiamo sulle piste un peletto in anticipo, alle 11.
Ne approfitto per fare gli skipass e per fare un primo timido tentativo sulla blu più corta, mentre la mia fidanzata aspetta.
E posso iniziare ad apprezzare comodità e velocità degli impianti di Cervinia in attesa di capire come sarà il primo contatto con la neve...
...ESITO DISASTROSO: appena sceso dalla seggiovia mi accorgo che NON SO PIU' SCIARE!! Gli sci mi scappano via da sotto in ogni direzione e anche la pendenza minima di questa pista è incontrollabile. Sono costretto a muovermi a SPAZZANEVE con gli occhi sgranati e l'infelicità mi coglie per un attimo, ma come diceva quel saggio chi si estrania dalla lotta è un gran fijo de mig....!!
Quindi via, procedere e cercare di parallelizzare sti cavolo di sci scivolosissimi e spigolarli un po'...
Arrivo al "muretto" finale che è talmente tritato e marcio da sembrare un cimitero bombardato dopo un'inondazione.
Riesco quasi ad arrivare alla fine ma mi ribalto su un mucchio di neve sotto lo sguardo impietoso di tutto il mondo...
Questo è decisivo: una volta caduto, mi passano tutte le paranoie.
In effetti, anche se blu, la neve in quel tratto è difficile. Gli sci sono veloci e supersciolinati e la pista in alto è tirata a specchio. Ho ancora un po' di febbre e un paio di tachipirine in corpo.
Quindi che pretendo? ^^
ENJOY!!
La findanzata intanto è in para nera perchè è da troppo che aspettiamo ed è già stanca, non si sente bene, ha paura delle piste che non conosce etc...
Arriva il maestro e partiamo per il primo giro di ispezione (nostra). Il giovane maestro ci valuta mentre concludiamo un altro giro e poi si parte per le blu superiori, direzione Pancheron, pista Rocce Nere ovviamente.
Inizio a smettere lo spazzaneve, ma ancora non del tutto.
Arrivati sul "muro" delle Rocce Nere ecco scoppiare inevitabile la tragedia: dopo tante chiacchiere la fidanzata si inchioda in stile "nanetto di gesso" e non riesce più a puntare gli sci a valle.
Inutili i tentativi di blandirla, incitarla e gli esempi forniti da me medesimo sul fatto che anche puntati a valle, si sta fermi con lo spazzaneve.
Dopo dieci minuti spaventosamente lunghi, e dieci metri percorsi a piedi, finalmente riprende coscienza dell'assenza di pericolo e rimette gli sci ai piedi.
Una vittoria non da poco, secondo me. E secondo me pian piano anche lei sta isolando dentro di se cosa sia veramente a farle paura: il vedere una lunga pendenza davanti, la vertigine di vedere la valle in basso, la scarsa fiducia nelle proprie forze, la paura delle piste mai provate.
Io personalmente continuo a non dare troppo peso alla cosa e le dico che prima o poi sarà lei a trovare la maniera ottimale di superare questi blocchi. E lo penso davvero. ^^
Procediamo verso Plan Maison ed io, finalmente caldo, inizio ad andare solo a sci paralleli, tenendo il peso a valle, cercando di alzarmi sull'inizio delle curve, abbassarmi sugli sci a metà curva, etc...
Lo sapete che per me una delle cose più divertenti sugli sci è quando a metà curva finalmente lo spigolo "attacca" e senti l'accelerazione prepotente verso la direzione in cui stai curvando??
Beh, sappiatelo! Da quel momento in poi mi concentro su questo e godo come un riccio.
Arrivati a Plan Maison, la mia lei è cotta e procediamo da soli per qualche giro con il maestro, che mi da un paio di dritte sul movimento del bastoncino, che io faccio ogni tanto in maniera istintiva (e sbagliata).
Rimaniamo daccordo per trovarci la mattina dopo per un'ora individuale e ci salutiamo.
Resto della giornata, ancora due giri per me, poi si torna in paese per il giro fra le bancarelle ( lei, io mi metto a letto con i fazzoletti ).
Alla sera, facciamo una splendida cena all'hotel Fosson e poi ci ributtiamo a letto.
Purtroppo questa Pasqua niente fine settimana romantico, sembriamo un reparto di geriatria al completo.
La mattina di Pasqua, sverso e ansimante come un lama nel deserto, mi porto alla funivia e alle nove sono a Plan Maison, in attesa del maestro.
Che non c'è. E non ci sarà per un pezzo.
Scopriremo poi che al poveretto hanno rubato il cellulare, che gli fungeva anche da sveglia...
Quindi vado sulle piste da solo in attesa di un colpo di telefono da parte della scuola.
Le piste sono ghiacciate, c'è un vento teso che sposta neve finissima un po' dappertutto, in certi momenti non si vedono neanche gli sci, ma fa anche capolino il sole.
Il Cervino e le altre montagne fanno da teatro a uno scenario stupendo, sono ben attrezzato e ben disposto, benchè malaticcio.
Mi scaldo bene bene e dopo una mezzoretta torno a godere ( non ho preso medicine ed alla fine una volta che il corpo si scalda i malanni passano ).
Mi fermo a prendere un cappuccino e mi chiama la scuola: mi raccontano tutto ed alle 11 mi trovo con il maestro.
Iniziamo a girare, mi fa fare qualche esercizio e poi via.
E' stato veramente bello.
Anche se abbiamo fatto solo piste blu e qualche principio di rossa facile, mi sono sentito padrone e sicuro delle mie traiettorie al cento per cento, sono andato decisamente a velocità sostenuta per le piste; a un certo punto è stato come se gli altri sciatori fossero dei paletti (intendiamoci, passandoci moolto distante).
In effetti ci siamo resi conto che su quelle piste il maestro non riusciva a staccarmi, a tutto merito della sciolinatura dei miei sci. XD
Tra l'altro il maestro ha detto che i progressi fatti in un giorno sono impressionanti e che trarrei gran giovamento a fare diversi giorni di seguito.
E che viste le piste semighiacciate su cui a suo dire mi stavo comportando egregiamente sarebbe stato curioso di vedermi su piste battute ma fresche (non ho capito bene).
Comunque mi sono trovato a sentire bene il parallelismo, a portare bene l'alzarsi ed il piegarsi, il lanciarsi alto interno a inizio curva con puntamento del bastoncino, il piegarsi in avanti, spalle verso valle, per fare presa sugli spigoli e filare come il vento... Vi ho già detto che godo come un riccio?
Cavolo, sarò stato incosciente a venire in montagna nelle mie condizioni di salute, ma la mattina di Pasqua che ho fatto valeva la candela.
Adesso so che quando avrò un paio di giorni veramente pieni da dedicare agli sci, o meglio un settimana, potrò cercare di fissare questa tecnica e queste sensazioni.
E il farlo in un posto fantastico come i campi sotto il Cervino è meraviglioso... Ci tornerò sicuramente, se non altro per turistizzare sulla Ventina. Ma so che in futuro troverò tanti altri posti altrettanto belli e piste altrettanto gradevoli.
Che meraviglia lo sci.
Siparietto per i più curiosi, al pomeriggio siamo andati a mangiare al rifugio sul plateu rosà e a momenti rischiamo di rimanere bloccati su a causa del vento!! Che sensazione!
E la sera, cena di Pasqua al solito Fosson, che ci aveva tenuto da parte la nostra mezza bottiglia di vino... senza neanche sapere che saremmo tornati!
Insomma: mi sono innamorato di Cervinia e molto, ancora di più, degli sci.
Non c'è cosa che non mi appassioni: la neve, le piste, le montagne, le attrezzature, gli impianti, gli altri sciatori.
Il rumore degli scarponi sulle piste la mattina presto.
Il rumore degli sci su una pista ben tirata ma non ghiacciata.
E la sensazione di spinta che ti danno gli sci quando finalmente, a metà curva, lo spigolo "attacca"...
Vi ho già detto che mi fa godere come un riccio?
Mentre sto scrivendo, sono ancora sofferente per i postumi del gran raffreddore, ma non mi pento di nulla. Proprio no.
così come ho raccontato i miei esordi assoluti l'anno scorso, ho una gran voglia di raccontare questa mia esperienza, che mi ha lasciato soddisfatto.
Ma tutte le giornate sulla neve alla fine mi lasciano lo stesso gusto.
Preparatevi al papiro, perchè ho proprio voglia di raccontare!
Come molti sciatori-lombardi (io dispongo di una casetta a Gromo) ho patito la scarsità nevosa della stagione, che unitamente agli impegni mi hanno fatto vedere le piste solo tre volte e mezzo quest'inverno..
Se pensate che l'anno scorso, anno di esordio, ne avevo gustati una dozzina, capirete che mi sentivo frustrato.

Così, preso da impeto bellicoso, a dieci giorni da Pasqua ho cercato e prenotato un hotel sulle piste a Cervinia, dove ero sicuro di trovare neve in ogni caso.
Non conoscendo il posto e andando a sensazione, passaparola su internet e foto varie, inizio a vagliare sul sito di Cervinia e poi chiamare direttamente.
Il terzo hotel della lista mi da l'OK: faremo tre notti al Meublè Joli, proprio di fronte al campetto cretaz.
Valuto che per me la cifra vale ciò che mi offre e blocco la stanza.
(Per inciso, per il solo fatto di aver fatto una ricerca sul sito di Cervinia, mi sono arrivate una decina di email molto precise e cortesi da parte di hotel della zona, che attenzione al turista!)
Seguono giorni di grande trepidazione, mentre mi informo sullo skirama, sulle scuole di sci, sui noleggi, etc...
Ovviamente la sfiga ci mette lo zampino: a pochi giorni dal fine settimana tanto agognato, influenza, tosse, mal di gola, febbre. Il mio dottore è desaparecido in orari serali ed io non mi assento certo dal lavoro per poi andare a fare le vacanze in quota. E la mia lei viene contagiata immediatamente... Entrambi siamo ridotti a larve umane dipendenti da aspirine e fazzoletti
Ma la scimmia è troppa, oltre all'anticipo mandato per la stanza, e decido di fottermente altamente. Preferisco crepare sulle piste piuttosto che stare a casa a piangermi addosso.
Venerdì sera si parte, con tutta l'attrezzatura necessaria, uno scatolotto di medicine e due pacchi formato famiglia di fazzolettini (dureranno appena due giorni e mezzo).
Arriviamo all'hotel alle nove e mezza, prepariamo il tutto per l'indomani, tachipirina e via a letto.
Il giorno dopo, colazione abbondante e andiamo a prenotare alla scuola sci del cervino, che ci farà anche uno sconto sul noleggio sci.
Due ore di lezione per due persone, poi si vedrà.
Al noleggio, tutto Head, dichiariamo il nostro essere semi-principianti e alla mia fidanzata viene dato uno Xenon da 162 mi pare mentre a me viene dato uno Shape nonmiricordochè 170, intermedio.
Diciamo che io a tutta prima avrei voluto provare uno i.speed oppure i.titan, visto che la bilancia mi denuncia a 110 Kg per 182 cm... Ma lo skiman (che ha l'aria dell'esperto ma anche l'aria di chi ha passato la notte a fumare la bonga) mi dice che per il mio livello andava bene quello che mi dava e che se non mi trovavo bene potevo comunque cambiarlo. Complice la febbre e l'assennatezza con cui mi convinceva, ho accettato lo sci. E devo dire che non mi sono trovato poi male.
La lezione col maestro inizia alle 12, portiamo l'attrezzatura nella ski room, ci prepariamo, mi imbottisco di tachipirina visto che la febbre sale e ci presentiamo sulle piste un peletto in anticipo, alle 11.
Ne approfitto per fare gli skipass e per fare un primo timido tentativo sulla blu più corta, mentre la mia fidanzata aspetta.
E posso iniziare ad apprezzare comodità e velocità degli impianti di Cervinia in attesa di capire come sarà il primo contatto con la neve...
...ESITO DISASTROSO: appena sceso dalla seggiovia mi accorgo che NON SO PIU' SCIARE!! Gli sci mi scappano via da sotto in ogni direzione e anche la pendenza minima di questa pista è incontrollabile. Sono costretto a muovermi a SPAZZANEVE con gli occhi sgranati e l'infelicità mi coglie per un attimo, ma come diceva quel saggio chi si estrania dalla lotta è un gran fijo de mig....!!
Quindi via, procedere e cercare di parallelizzare sti cavolo di sci scivolosissimi e spigolarli un po'...
Arrivo al "muretto" finale che è talmente tritato e marcio da sembrare un cimitero bombardato dopo un'inondazione.
Riesco quasi ad arrivare alla fine ma mi ribalto su un mucchio di neve sotto lo sguardo impietoso di tutto il mondo...

Questo è decisivo: una volta caduto, mi passano tutte le paranoie.
In effetti, anche se blu, la neve in quel tratto è difficile. Gli sci sono veloci e supersciolinati e la pista in alto è tirata a specchio. Ho ancora un po' di febbre e un paio di tachipirine in corpo.
Quindi che pretendo? ^^
ENJOY!!
La findanzata intanto è in para nera perchè è da troppo che aspettiamo ed è già stanca, non si sente bene, ha paura delle piste che non conosce etc...
Arriva il maestro e partiamo per il primo giro di ispezione (nostra). Il giovane maestro ci valuta mentre concludiamo un altro giro e poi si parte per le blu superiori, direzione Pancheron, pista Rocce Nere ovviamente.
Inizio a smettere lo spazzaneve, ma ancora non del tutto.
Arrivati sul "muro" delle Rocce Nere ecco scoppiare inevitabile la tragedia: dopo tante chiacchiere la fidanzata si inchioda in stile "nanetto di gesso" e non riesce più a puntare gli sci a valle.
Inutili i tentativi di blandirla, incitarla e gli esempi forniti da me medesimo sul fatto che anche puntati a valle, si sta fermi con lo spazzaneve.
Dopo dieci minuti spaventosamente lunghi, e dieci metri percorsi a piedi, finalmente riprende coscienza dell'assenza di pericolo e rimette gli sci ai piedi.
Una vittoria non da poco, secondo me. E secondo me pian piano anche lei sta isolando dentro di se cosa sia veramente a farle paura: il vedere una lunga pendenza davanti, la vertigine di vedere la valle in basso, la scarsa fiducia nelle proprie forze, la paura delle piste mai provate.
Io personalmente continuo a non dare troppo peso alla cosa e le dico che prima o poi sarà lei a trovare la maniera ottimale di superare questi blocchi. E lo penso davvero. ^^
Procediamo verso Plan Maison ed io, finalmente caldo, inizio ad andare solo a sci paralleli, tenendo il peso a valle, cercando di alzarmi sull'inizio delle curve, abbassarmi sugli sci a metà curva, etc...
Lo sapete che per me una delle cose più divertenti sugli sci è quando a metà curva finalmente lo spigolo "attacca" e senti l'accelerazione prepotente verso la direzione in cui stai curvando??
Beh, sappiatelo! Da quel momento in poi mi concentro su questo e godo come un riccio.
Arrivati a Plan Maison, la mia lei è cotta e procediamo da soli per qualche giro con il maestro, che mi da un paio di dritte sul movimento del bastoncino, che io faccio ogni tanto in maniera istintiva (e sbagliata).
Rimaniamo daccordo per trovarci la mattina dopo per un'ora individuale e ci salutiamo.
Resto della giornata, ancora due giri per me, poi si torna in paese per il giro fra le bancarelle ( lei, io mi metto a letto con i fazzoletti ).
Alla sera, facciamo una splendida cena all'hotel Fosson e poi ci ributtiamo a letto.
Purtroppo questa Pasqua niente fine settimana romantico, sembriamo un reparto di geriatria al completo.

La mattina di Pasqua, sverso e ansimante come un lama nel deserto, mi porto alla funivia e alle nove sono a Plan Maison, in attesa del maestro.
Che non c'è. E non ci sarà per un pezzo.
Scopriremo poi che al poveretto hanno rubato il cellulare, che gli fungeva anche da sveglia...
Quindi vado sulle piste da solo in attesa di un colpo di telefono da parte della scuola.
Le piste sono ghiacciate, c'è un vento teso che sposta neve finissima un po' dappertutto, in certi momenti non si vedono neanche gli sci, ma fa anche capolino il sole.
Il Cervino e le altre montagne fanno da teatro a uno scenario stupendo, sono ben attrezzato e ben disposto, benchè malaticcio.
Mi scaldo bene bene e dopo una mezzoretta torno a godere ( non ho preso medicine ed alla fine una volta che il corpo si scalda i malanni passano ).
Mi fermo a prendere un cappuccino e mi chiama la scuola: mi raccontano tutto ed alle 11 mi trovo con il maestro.
Iniziamo a girare, mi fa fare qualche esercizio e poi via.
E' stato veramente bello.
Anche se abbiamo fatto solo piste blu e qualche principio di rossa facile, mi sono sentito padrone e sicuro delle mie traiettorie al cento per cento, sono andato decisamente a velocità sostenuta per le piste; a un certo punto è stato come se gli altri sciatori fossero dei paletti (intendiamoci, passandoci moolto distante).
In effetti ci siamo resi conto che su quelle piste il maestro non riusciva a staccarmi, a tutto merito della sciolinatura dei miei sci. XD
Tra l'altro il maestro ha detto che i progressi fatti in un giorno sono impressionanti e che trarrei gran giovamento a fare diversi giorni di seguito.
E che viste le piste semighiacciate su cui a suo dire mi stavo comportando egregiamente sarebbe stato curioso di vedermi su piste battute ma fresche (non ho capito bene).
Comunque mi sono trovato a sentire bene il parallelismo, a portare bene l'alzarsi ed il piegarsi, il lanciarsi alto interno a inizio curva con puntamento del bastoncino, il piegarsi in avanti, spalle verso valle, per fare presa sugli spigoli e filare come il vento... Vi ho già detto che godo come un riccio?
Cavolo, sarò stato incosciente a venire in montagna nelle mie condizioni di salute, ma la mattina di Pasqua che ho fatto valeva la candela.
Adesso so che quando avrò un paio di giorni veramente pieni da dedicare agli sci, o meglio un settimana, potrò cercare di fissare questa tecnica e queste sensazioni.
E il farlo in un posto fantastico come i campi sotto il Cervino è meraviglioso... Ci tornerò sicuramente, se non altro per turistizzare sulla Ventina. Ma so che in futuro troverò tanti altri posti altrettanto belli e piste altrettanto gradevoli.
Che meraviglia lo sci.
Siparietto per i più curiosi, al pomeriggio siamo andati a mangiare al rifugio sul plateu rosà e a momenti rischiamo di rimanere bloccati su a causa del vento!! Che sensazione!
E la sera, cena di Pasqua al solito Fosson, che ci aveva tenuto da parte la nostra mezza bottiglia di vino... senza neanche sapere che saremmo tornati!
Insomma: mi sono innamorato di Cervinia e molto, ancora di più, degli sci.
Non c'è cosa che non mi appassioni: la neve, le piste, le montagne, le attrezzature, gli impianti, gli altri sciatori.
Il rumore degli scarponi sulle piste la mattina presto.
Il rumore degli sci su una pista ben tirata ma non ghiacciata.
E la sensazione di spinta che ti danno gli sci quando finalmente, a metà curva, lo spigolo "attacca"...
Vi ho già detto che mi fa godere come un riccio?
Mentre sto scrivendo, sono ancora sofferente per i postumi del gran raffreddore, ma non mi pento di nulla. Proprio no.
