Consigli per una vacanza in quota e sul mal di montagna

mao65

skibum wannabe
Ciao,

Vi allego di seguito un breve estratto di un articolo scritto per sicurezzainmontagna.net che penso possa essere interessante. Qualche indicazione sul come prepararsi per una vacanza in quota ed evitare di soffrire il mal di montagna.

".....
Cosa si può quindi fare se ci si sente male?

In primo luogo, quando si manifestano i sintomi precedentemente descritti, si consideri che è molto probabile che si stia soffrendo di mal di montagna ed quindi evitare di salire ulteriormente di quota.

Questo potrebbe anche significare il non poter sciare il primo giorno di vacanza. Inoltre, se la località in cui ci rechiamo è ad altitudine particolarmente elevata o si tratta di un rifugio in quota, è preferibile pianificare di fermarsi prima per una giornata in una località ad altitudine inferiore per consentire un migliore acclimatamento.

E’ bene anche considerare che il primo giorno in quota è particolarmente provante per il nostro fisico e dunque bisogna riposare e dare modo al corpo di non essere ulteriormente affaticato. Se da un lato è quindi importante accettare il fatto che si possa provare una sensazione di stanchezza, respiro corto o mal di testa, dall’altro è fondamentale che ci si riposi e ci si idrati.

I sintomi possono persistere per un periodo che varia da uno a quattro giorni circa. Se i sintomi non sono migliorati in 24 ore, è necessario scendere ad un’altitudine inferiore. Se i sintomi si presentano in forma acuta, è imperativo scendere di quota immediatamente e richiedere un consulto medico.

Spesso, gli effetti negativi della disidratazione si combinano con quelli del mal di montagna. Quote elevate, aria secca, freddo e il fatto di non riuscire a bere abbastanza liquidi, possono portare a disidratazione, che può appunto esacerbare il mal di montagna.

Una soluzione è quindi quella di idratarsi bene già da prima del viaggio, al punto da dover urinare ogni due o tre ore. Durante il periodo di vacanza è importante evitare o ridurre per quanto possibile tutto ciò che disidrata come te o caffè, alcol, sonniferi, vasche idromassaggio o saune e sforzi eccessivi.

In alcuni casi vengono addirittura utilizzati dei farmaci per prevenire il mal di montagna ma sono sconsigliabili eccettuati casi gravi e solo con la prescrizione di un medico..."

qui l'articolo completo: Fisiologia: consigli sul mal di montagna e vacanza in quota | Sicurezza in Montagna ma credo di avere riportato la parte più importante.

peace & powder
 
Un buon articolo: equilibrato e ricco di consigli corretti in un argomento a proposito del quale troppo spesso si leggono fregnacce :D

Se ne era parlato qui (purtroppo con qualche deriva pressapochista)
http://www.skiforum.it/forum/discussioni-generali/41515-mal-di-montagna.html

Esiste una "società Italiana di Medicina di Montagna" che ha pubblicato delle "linee guida" abbastanza accessibili anche a pubblico non medico
Associazione Medici di Montagna
sezione linee guida (in realtà mi ricordavo ne esistessero anche per la popolazione generale non solo per donne bambini e pat neurologiche... forse è stato rimosso il link, comunque si leggono cose utili)

Al congresso 2011 della SIMeM si era parlato di aprire una sezione forum per info specifiche, ma la cosa non credo sia ancora operativa.

Propongo che questo post venga messo in evidenza, visto che l'articolo del link è corretto e di facile comprensione
 
Ieri a 3mila m, sul Gemsstock ad Andermatt, mi girava un poco la testa (due volte su tre), sceso dalla funivia. Dopo qualche curva è passato.

A Madesimo e sul MonteRosa non mi è mai successo, eppure arrivano alla stessa altezza con una funiva. Forse perché sale abbastanza veloce, non saprei.
 
Ieri a 3mila m, sul Gemsstock ad Andermatt, mi girava un poco la testa (due volte su tre), sceso dalla funivia. Dopo qualche curva è passato.

A Madesimo e sul MonteRosa non mi è mai successo, eppure arrivano alla stessa altezza con una funiva. Forse perché sale abbastanza veloce, non saprei.

In realtà sono moltissime le variabili che possono influire sulle reazioni del nostro corpo alla quota ed è pertanto praticamente impossibile tenerle tutte sotto controllo. E' per questo che è bene porre attenzione a quelle pratiche preventive che possano ridurre i rischi. Sicuramente un fisico riposato, idratato e un acclimamento adeguato contribuiscono e migliore molto la condizione.
 
Che bel topic...

Lo scorso anno quando sono andato al rifugio Città di Mantova per fare i giorni seguenti delle skialp prendendolo come base, ho sostanzialmente seguito i consigli dell'articolo perchè istruito da un caro amico più esperto di me.

Quindi:

bevuto tanto
preso mezza aspirinetta
bevuto tea.

Ora: un pò di malessere l'ho avuto lo stesso nel senso che sentivo leggero mal di testa e viso gonfio; ma, per me, il problema vero è stato che non sono riuscito a riposare bene per due motivi:

il primo che non saprei spiegare sinceramente. Semplicemente non riuscivo a prendere sonno. Forse per la tensione del giorno dopo, per l'emozione di essere per la prima volta su un ghiacciaio sero a pellare, per la paura dei crepacci.

il secondo è proprio che dovevo andare al bagno ogni ora e chi conosce quel rifugio sà che è una tragedia (la prima volta, causa ghiaccio, per poco non mi rompo l'osso del collo... se non fosse stato per un tirante di acciaio a cui mi sono aggrappato...).

Insomma per me il vero problema è stato il non riuscire a riposare bene... ma non posso prendermi un sonniffero per dormire cavolo e poi che faccio mi faccio la pipì sotto perchè non sento lo stimolo ?

Morale: il primo giorno sono andato con molta fatica il secondo sono crepato a 4000 metri.

Esiste un modo per ovviare ?
 

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