Selezioni maestri in Trentino: meglio o peggio di quelle in Romania?

WellnessGourmet

Well-known member
selezioni in trentino meglio o peggio di quelle in Romania?

Il titolo è volutamente provocatorio.
A proposito del fatto che le selezioni italiane siano così meritocratiche, consideriamo che in Trentino, una guida alpina o un maestro di snowbord che risiedono in trentino (credo da TOT anni ma non fa differenza) possono saltare la prima selezione (dunque niente gigante e serpentina, vanno direttamente ai 3 archi con 70 candidati invece di 200-300) e si beccano 0,50 punti di bonus SULLA MEDIA, cioè possono prendere, per es, rispettivamente 5,40; 5,60; 5,50 nei tre archi e passare.

E capita spesso, quest'anno uno è passato così, con una media del 5,50 e rotti. Ora, chi ha provato a fare selezioni varie sa bene che questo è un aiuto ENORME, ci può volere un anno di allenamento per passare da 5,50 a 6 pieno. Questa non è meritocrazia, è un aiuto a chi risiede in provincia, la scelta di aiutare l'appartenenza geografica a scapito dell'abilità come sciatore.
Per me è sacrosanto, la provincia di Trento può fare quel che vuole, ma non lamentatevi se qualcuno non trentino che vale 5,50 decide di diventare maestro fuori dall'Italia. San Marino dà 0,30 a chi conosce l'inglese, ma lo dà a tutti, non solo a quelli di San Marino! Questo è un esempio evidente dei vantaggi che hanno alcuni italiani e non altri.

Andrea
 
Ciao Andrea, discussione interessante. Le tue sono voci di corridoio oppure effettivamente in Trentino si fa così?
Ed in Alto Adige applicano la stessa filosofia per la gente del posto oppure sono tutti su un pari livello di partenza?
 
Allora per quanto ne so alle ultime selezioni le guide alpine non erano un numero scandaloso e nonostante ciò qualcuna è stata bocciata lo stesso. Quelle che hanno passato la selezione non sono maestri di sci ma devono fare tutto il corso formativo e l'esame finale e non è scontato che passino.
Riguardo ai crediti delle certificazioni linguistiche in Trentino sono al massimo 0,14 e non credo lo diano solo ai Trentini.

Secondo me uno che viene bocciato per 5:50 ha tutte le possibilità con un minimo di allenamento e tenuta psicologica di passare anche in Trentino o in altre regioni senza problemi l'anno dopo, senza "emigrare" in altri stati.

Parlando da Trentino mi sembra lecito favorire un minimo i locals a favore degli esterni che possono tentare la selezione nella propria regione di appartenenza.
 
Parlando da Trentino mi sembra lecito favorire un minimo i locals a favore degli esterni che possono tentare la selezione nella propria regione di appartenenza.

Sarebbe più corretto penalizzare gli esterni, in modo che la selezione nella propria regione sia "pari" per tutti, senza far sì che in alcune zone i candidati siano più avvantaggiati rispetto ad altre.
 
Ciao Andrea, discussione interessante. Le tue sono voci di corridoio oppure effettivamente in Trentino si fa così?
Ed in Alto Adige applicano la stessa filosofia per la gente del posto oppure sono tutti su un pari livello di partenza?



confermo che in Trentino si fa così e, visto che sono citate le selezioni Rumene, in Trentino fanno anche la guerra a colpi di denunce e boicottaggi di qualsiasi tipo a chi il brevetto lo ha preso in Romania e ha chiesto il riconoscimento italiano (credevo che italia fosse superiore a trentino...ma evidentemente non è così...loro NON lo riconoscono). Altra chicca...l'insegnamento ai disabili. Ogni maestro nel corso fa anche qualche ora in cui insegnano scuola sci disabili (mi chiedo cosa possano insegnargli...se ci fosse qualche maestro sarei lieta di avere lumi). Ora, se io provo ad andare in una scuola sci a chiedere lezioni appena vedono la carrozzina storcono il naso e mi dicono che non posso sciare, che blablabla, ecc (oltre al problema di dove reperire l'attrezzatura, ma evidentemente se per loro non posso sciare evidentemente non sanno neppure dove indirizzarmi a affittare l'attrezzatura o a imparare). Giusto in Trentino è anni che una onlus in collaborazione con gli istruttori della GdF porta i disabili a sciare. Bene...è anni che il collegio maestri trentini tenta di osteggiare, affermando che gli istruttori della GdF non possono insegnare ai disabili (molti sono anche maestri di sci, quasi tutti sono del soccorso alpino, ecc). Ora la fisip potrebbe iniziare a organizzare corsi per maestri in cui si insegna veramente cosa è un disabile e come gli si insegni, in Piemonte questo viene già fatto, con parecchie ore di lezione e tirocinio sul campo. Il mio parere: il collegio trentino si sente una potenza e tutto deve passare sotto di loro, nulla succede se loro non lo decidono.
Piccola chicca...il 18 marzo ero a sciare a bellamonte e stavo decisamente andando bene, neve accettabile la mattina presto, pochissima gente quindi mi permettevo anche qualcosa di più come velocità, conduzione spinta, spigoli, ecc. C'erano alcuni maestri con bambini dietro. Dopo le prime discese uno quando sono scesa dalla seggiovia e bloccavo il gancio del guscio ha detto alla bimba "guarda come è brava questa ragazza, fa anche i campionati italiani e le gare" (diciamo che il giorno prima durante una garetta sociale han saputo chi c'era e chi non c'era...). Non sono partita subito, ma mi sono fermata a dirlgi che se fosse stato per loro sarei stata davanti alla tv a guardare la coppa del mondo degli abili, invece ora grazie a tutto tranne che al collegio trentino potrei anche un giorno andare a farla io la coppa del mondo. Silenzio di qualche secondo, poi mi ha detto "hai ragione", e sorridendo sono ripartita. Piccola vittoria morale.... (sono anche i primi che a bellamonte posteggiano le loro auto private nei posti riservati ai disabili....
 

.

Al fine di fare chiarezza allego della documentazione della provincia riguardo ai crediti.


Crediti
75676-cattura.jpg
 
Top