quanto tempo?posso avere una domanda di riserva?
ti hanno già risposto in tanti, ti riporto la mia esperienza.
Ho iniziato a sciare da piccola, (per l'epoca ero veramente piccola, si inziava più tardi), i primi anni andavo, poi ero diventata bravina. Il vantaggio era che i miei avevano una casa in affitto annuale in località sciistica ed erano appassionati, quindi quasi tutti i weekend e le feste scolastiche ero on the snow. Questo per dirti...più scii e più i movimenti diventano parte di te (un po' come guidare, le prime volte ti senti un alieno, man mano che guidi diventa naturale...a parte qualche caso irrecuperabile!). Poi ho smesso per parecchi anni, per studio e altri motivi, quando ho ripreso ero più disabile di ora. Ritorna il concetto della pratica...Ero diventata sciatrice della settimana bianca col compagno, ci andavo per lui ma non è che mi sarei ammazzata per andare a sciare.
Poi l'anno nero e la prima domanda (di quelle che quando le fai mentre sei ricoverato in ospedale più di là che di qua dopo una mezz'oretta ti vedi arrivare lo psichiatra, non scherzo....è successo sul serio!) "e io adesso come farò a sciare?". Liquidato lo psichiatra con un discorso del tipo "io penso al futuro, questo problema non deve essere uno scoglio, non voglio deprimermi ma trovare nuove risorse, togliti dai piedi prima che mi arrabbio sul serio e mi devi internare, ecc", ho iniziato a immaginare come avrei sul serio potuto sciare. Bene, le prime volte a un controllo inps sarei risultata invalida al 2000%, rigida come un tronco, giravo anche io le spalle per fare le curve e mi cappottavo (ovviamente). Poi tanta tanta pratica (e testa dura), e un giorno zac...non sembravo io a venire giù dalla pista. Dieci minuti prima se mi fossi vista mi sarei sparata poi non so cosa si è sbloccato e non ero più io. Cosa si è sbloccato?ho sentito sul mio corpo il movimento che sbagliavo e la curva dopo ho sentito quello corretto. Botta di stupida e qualcosa di più, bastava stare più rilassata e spostare di qualche millimetro una spalla, e da allora ho solo continuato a migliorare. Bene, primo approccio all'attrezzo marzo 2009, terribile. Secondo approccio dicembre 2010...è venuta la motoslitta del 118 a recuperarmi a metà pista, ero esausta (potere dell'irrigidirsi per tentare di fare un movimento sbagliato...e più ti irrigidisci e più lo sbagli e più ti stanchi, e per noi disabili la fatica è morte). Altro approccio marzo 2011...tra il terribile e il decente, quantomeno mangiavo un po' meno neve. Dicembre 2011...meglio, ma ancora dura come un palo. Marzo 2011 Lourdes...non ero io!da allora ogni giorno sempre meglio (ma quel mese ho sciato veramente tanto, dopo l'illuminazione). Da marzo 2011 a oggi siamo passati alla fase allenamenti ogni fine settimana, piste sempre più difficili (prima gara della vita sulla agnelli-nasi, un muretto non male, ultimo exploit la Banchetta...per noi disabili è pesantissima e me la sono bevuta con stile...solo una caduta da neve a motti e mi ci sono letteralmente piantata dentro) e prima gara...campionato italiano (vabbè...per noi non esistono circuiti fis e simili, si parte con l'italiano poi si fa ipcas e poi coppa europa e via dicendo, abbiamo poche gare). Ovviamente lo sci disabile è diverso come obiettivi, è facilissimo arrivare a risultati perché fortunatamente siamo pochi (fortunatamente perché si fanno più risultati se si è pochi, ma soprattutto perché meglio non essere disabili), ma il concetto che deve passare è che con la pratica si arriva dove non si immaginava.
Discorso "giro le spalle"...due motivi. Verosimilmente stai un po' sulle code e quindi lo sci è difficile da governare quindi per girare devi farlo di potenza, e girare le spalle è un modo di far potenza soprattutto se non si hanno quadricipiti da calciatore. Secondo motivo inconscio...sei rigida (verosimilmente non sei ancora tranquilla di governare bene lo sci quindi mantieni una certa tensione muscolare). questo ti impedisce di muoverti fluidamente e le spalle girano. Usa il concetto triangolo testa-spalle che deve sempre essere rivolto a valle. Prenditi un punto fisso a valle (un campanile, il fondo della pista, qualcuno davanti a te) e guardalo sempre. Le spalle seguono la testa, se tu guardi giù le spalle non possono girare dalla parte sbagliata. Maestro secondo me si, però cerca di cambiarlo fino a che non trovi quello che ti dice la parolina magica e capisci tutto (la mia illuminazione Lourdes...vedi sopra), e a quel punto non mollarlo.
Buone piste!