Aiutiamoli a conoscere la montagna……

kirama

Powder Ranger
La scorsa settimana, invitato da un conoscente, sono andato ad un concreto benefico a favore di bambini non vedenti.
Lo scopo dell’evento era raccogliere soldi per portarli in vacanza.
Cosa c’entra con questo forum??
Presto detto.
Dopo alcuni anni andavano in vacanza al mare, i bambini hanno chiesto di andare in montagna: volevano e vogliono conoscere altri luoghi.
Allora ho pensato, perché non chiedere a tutti gli “skifosi”, donne e uomini che hanno la montagna negli occhi, nel cuore e nel sangue, di parlare di cosa significa per loro la montagna, quali sensazioni provano in vetta ad una cima, in mezzo ad un bosco, in mezzo alla neve, esposti al vento, al sole ed all’acqua, distesi sui prati od in riva ad un torrente.
Mi piacerebbe, prima che i bambini partano per le vacanze, dare loro il nostro contributo perché riescano a comprendere, anche con gli occhi di altri, quali sono le bellezze infinite che le montagne offrono alle persone che con serietà, passione ed amore vi si avvicinano.

Ognuno ha la propria esperienza, le proprie sensazioni, vi chiedo di condividerle con loro….

Per quanto mi riguarda, d’inverno trovo magica la sensazione di silenzio quando cade la neve, è solo una sensazione, perché basta fermarsi ed ascoltare bene, la neve che cade fa rumore, un rumore dolce e bellissimo; d’estate, invece, sono rapito (e respiro a pieni polmoni) dal profumo della natura, dei pini, dei larici, dei prati in fiore che caratterizzano ogni valle.

Aspetto le vostre..... più sono meglio è.
 
Fabio ha detto:
Possiamo organizzare loro una bella gita al Sass Pordoi?

:think: sarebbe una bella iniziativa

Per quanto riguarda le emozioni, i rumori della montagna aggiungerei senza dubbio quanto puo fare sognare una cascata! .. essere li a sentire lo scroscio d'acqua e sulla pelle sentire le goccioline d'acqua nebulizzata...
e il tutto in una magica e fresca atmosfera che solo un bosco in estate sa regalare. :D
 
L'odore caldo e umido di sudore che esce dalla giacca quando tutto il resto è perfettamente freddo, da l'idea di essere una cosa così imperfetta, ma che ha il dono di poter contemplare e addirittura temporaneamente sfregiare la perfezione.

Però devo dire che la maggior parte delle emozioni che provo in montagna sono legate alla vista, perchè cmq per me la montagna è velocità, movimento, altezza, accellerazione, insomma è una cosa "distante" legata alla percezione a distanza, poche sono le situazioni in cui il contatto è stretto è ravvicinato, la powder da queste sensazioni, ma di ciechi che riescono a sciare in powder non ne ho ancora visti.
 
La mia esperienza è stata finora invernale ed anch'io apprezzo moltissimo il silenzio e la maestosità che si percepisce in cima ad una vetta, dove magari c'è anche poca gente. Mi sento piccolissima... ed allo stesso tempo riesco a entrare quasi in uno stato di rilassatezza assoluta. La stessa cosa l'ha apprezzata anche mio figlio, tant'è che per questa estate per la prima volta mi ha espressamente chiesto di andare in vacanza in montagna e non come al solito al mare. Sono sicura che ci piacerà tantissimo allo stesso modo!
 

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la Montagna è un modo di scegliere la vita.
vuol dire scegliere di stare fuori all'aperto sotto la neve, con il vento gelido che ti taglia la faccia, con la pioggia che ti inzuppa, con il gelo quando invece potresti stare in casa al caldo.
vuol dire scegliere di alzarsi presto la mattina per andare a sciare, per andare a fare una via alpinistica o per una semplice passeggiata, facendo fatica, sudando, camminando per parecchie ore, quando invece potresti stare seduto sul divano a guardare la televisione.
vuol dire prefiggersi una meta, la meta della passeggiata di un giorno, della via alpinistica che costa settimane di allenamento, di sacrifici ma che una volta raggiunta ti riempie il cuore di soddisfazioni, ti fa dimenticare gli sforzi che hai affrontato durante la salita, quando invece non sapresti cosa fare per intere giornate.
vuol dire amare la natura, l'ambiente circostante, fare in modo che rimanga la più minima traccia del nostro passaggio per consentire a chi verrà dopo di noi di poter trovare tutto come lo abbiamo trovato noi.
vuol dire rendersi conto che siamo un semplice battito d'ali davanti all'età di un pino secolare, siamo una formica lungo i crinali di una montagna, siamo impotenti davanti ad un torrente tumultuoso, a della neve che scivola a valle.
 
Ieri al telegiornale regionale della Lombardia, è stato trasmesso un servizio su un balletto eseguito su una parete d’arrampicata artificiale.
Le gesta degli atleti/ballerini erano belle a vedersi, fluide e armoniche… mi sono ricordato delle stupende foto raccolte nel libro del grande e comianto Patrick Berhault "Il gesto e la pietra" sul quale ho passato delle ore.
L’eleganza / potenza espresse da Patrick sono indimenticabili.

Purtroppo non ho mai raggiunto livelli tali da poter dire di arrampicare in modo “elegante”, di danzare sulla roccia, anche se in passato, mi è capitato più volte di arrivare in cima ad una via in modo soddisfacente senza mai fermarmi, senza alcun intoppo, sapendo che la mano avrebbe tenuto l’appiglio, che le scarpette avrebbero fatto il proprio dovere sia in aderenza, sia sulle tacche sia sugli appoggi (nonostante che, ogni volta, era un supplizio infilarle….).
Poi la roccia calda sotto i polpastrelli delle dita ed alla pace e tranquillità di stare a diversi metri dalla terra appeso a solo a qualche appiglio con la corda di sotto…… ed infine calarsi e sedersi sul sacco con gli avambracci duri e gonfi e guardare soddisfatto in alto dove sei arrivato e pensare dove potresti arrivare……
Sono esperienze, sensazioni che ti danno grandi soddisfazioni

Anche una semplice gita di trekking può dare grandi sensazioni (a prescindere dalla zona e dal paesaggio circostante) perché tu uomo/donna che vai in montagna, senti quando cammini bene sia in salita che sia in discesa, senti che i singoli passi sono stati fatti bene ed ti è sembrato solo sfiorare il sentiero (a me piace, per esempio, camminare sempre in bilico tra un sasso e l’altro – se ci sono sul sentiero ovviamente -, soprattutto in discesa dove, praticamente, corro, salto tra uno e l’altro).

Lo stesso si può dire dello sci, mi è capitato più volte di riuscire a fare una discesa perfetta eseguendo curve regolari e, alla fine, sentire con gioia le gambe bruciare quest’anno poi è stato un anno fantastico di adrenalina pura condivisa con ilconte.
Accade sia in pista che fuori pista dove, ovviamente, la goduria più grande è quella di vedere poi la tua linea, la tua traccia nel bianco candore della neve per poi, insoddisfatti, cercare un'altra linea che ti possa dare ancora maggiori sensazioni di libertà, di piacere, di rilassamento totale sapendo di essere tutt’uno con la montagna e sua figlia la “neve”…..
Anche tracciare per primo una pista appena battuta non è poi cos’ male, anzi….

Mi sembra, che a volte, anche lo sci si possa avvicinare ad un balletto con la montagna.
 
kirama ha detto:
Mi sembra, che a volte, anche lo sci si possa avvicinare ad un balletto con la montagna.
Sono daccordo, anche per me sciare è come una danza, è musica, improvvisazione. Una serie di curve regolari, poi una larga veloce, un passaggio tra le roccette, un saltino (che per altri puo essere "one" o un 360 ecc. che io non sono in grado di fare), sbucare tra gli alberi, giocare con un costone innevato, sfruttare i dossi, le depressioni. Cos'è se non una danza bianca, un' improvvisazione musicale, ogni volta diversa ogni volta da reinterpretare...
 
ecco le mie sensazioni :

INVERNO : quando sei solo su una seggiovia e nel silenzio più assoluto senti il rumore della neve che si stacca dagli alberi e cade a terra

ESTATE : il rumore del vento tra gli alberi o di un ruscello che scorre
 
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