Emilia-Romagna o Siberia?
Strada da fiaba per il Passo del Lupo
Al Passo neve, neve, neve
Io, lo Slash, e la neve fresca
GRAZIE FISIO CHE HAI SCATENATO LA SCIMMIA E mi hai fatto fare la follia in giornata!
Ecco il breve report-
Venerdi’ sera mi ero messo d’accordo con una mia collega sciatrice e anche avevo chiamato un amico che ha casa a Zoldo. Poi guardo il sito e vedo il messaggio e le foto di Fisio e mi sento male. Sono combattuto dalla voce della ragione che mi dice ma no dai vai tranquilla a un’ora e mezza da casa, vabbè non c’è fresca ma tu sei convalescente (pressione alta) e blablabla. Ma l’istinto urla carpedieeeeeeem. Prendo il telefono e con scuse varie dico all’amica non vale la pena farà freddissimo, ghiaccio, lupi, meteoriti…
Svegli alle 5.30, Venezia è così, il vaporetto non c’è e a piedi fino in stazione, treno e passeggiata, sono in macchina alle 6.45 circa. Via senza pensare, ricacciando gli ultimi strilli della ragione che dice che ***** fai gira la prua verso Zoldo, acuiti dalla neve già a Ferrara. Testa bassa e contachilometri piantato a 130 abbondanti. Catene sulle gomme da neve a Vignole e dietro in carovana a altri coraggiosi che salgono nel tutto bianco, nemmeno a velocità ridotta, prendo un grumo di neve o mi casca da un albero e parabrezza cieco per alcuni secondi, via via, senza colazione, senza bere.
Al Passo del Lupo monto gli attacchi sullo Slash e mi lancio, non ci si può muovere molto e la funivia o cabinovia è chiusa per vento. Ma c’è sta nera del Faggio lasciata com’è senza batterla, si è formato solo un canale di rientro al centro, qualcuno prova ad allargare ma nemmeno nel muro si riesce a planarci sopra, sarà un metro, un metro e mezzo totalmente impalpabile, e chi se lo ricorda quando ho visto una neve così secca? Vedo che un fatskier allarga e piano piano stile uboot riesce a fare una traccia, subito semirichiusa, dico ci provo. Il primo tentativo non va, ma al secondo e al terzo mi lancio a tutta nel pezzo iniziale e giù cercando di tenere un qualche equilibrio. Ah dopo il primo passaggio capisco che è necessario usare l‘avalung per evitare di mangiare o respirare neve a nastro e congelarsi, quindi al secondo arrivo sempre più carico e al terzo la faccio sparata e riesco pulito a rientrare col pugno alto dalla gioia!!!
Le piste aperte sono poche e non collegate le zone, ma chissenefrega, penso a fare ben qui e tanto so che non ho molta autonomia, ma le cose cambieranno un giorno. Poi ci sarà un 80% di snowboarder e questo mi da una gioia immensa. Ne conosco due, ragazzo e ragazza, eh si stupiscono a sentire che sotto quel casco giallo io ne ho dieci più di lei, 44. Facciamo alcuni giri, io alcune immersioni non volute, davvero essenziale ieri l’avalung, in almeno tre tuffi la neve si è richiusa sopra di me e ho bloccato il panico dicendo tranquillo puoi respirare col boccaglio, ed infatti, ho tolto piano la neve che continuava a richiudersi. Da rivedere le ciaspe-ancora che mi impedivano di rialzarmi e i cricchetti dei pur favolosi vecchi flow che col cavolo che li apri messo così.
Giri e rigiri, provando sempre a lanciarsi in questa incredibile neve immateriale, veramente troppo impalpabile, ma lo spettacolo è pazzesco, anche solo in seggiovia è da sogno. Sosta al bar-rifugio con tigella crudo e stracchino, mi devo tirare su perché comincio a sentire il freddo, poi ancora polvere, peccato non si riesca ad uscire perché si affoga e ci si ferma, tocca sempre fare rapide escursioni e rientri, ma anche così solo ad andare fai lo slash, vola polvere ovunque!
Alle tre e mezza scarse stop e via rotta di collo a casa. Arrivare dritto in ristorante dagli amici con la giacca da sno e il sorriso del reduce da una splendida avventura non ha prezzo!