K2 Rictor + Garmont Delirium

azzurro

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Ciao a tutti,

dopo un bel po' di tempo torno a condividere con voi una prova che ho fatto oggi ad Andalo.
Premetto che gli amanti della powder rimarranno delusi per due motivi: non ce n'era e comunque io non mi ritengo un fenomeno in fresca pur essendo uno sciatore esperto.

Ricordo le mie caratteristiche: h 177cm per 82 kg, anni 43

ATTREZZATURA
SCI: K2 Rictor h = 174 cm (127/80/109 mm) , R:16m
Scarponi: Garmont Delirium, suola sci alpino, 130 flex lunghezza piede 26,5 cm

CLIMA
soleggiato con temperatura da -2 a +5

NEVE
battuta a centro pista con cumuli di pappa e un po' di fresca ai bordi ( pare sia nevicato qualche cm ieri notte)

PREPARAZIONE
Lo scarpone ad una prima prova statica in casa risultava molto facile e veloce nella calzata ma leggermente largo rispetto ad una lunghezza perfetta.
L'ho attribuito alla presenza di sedi laterali in corrispondenza dei tipici calli che caratterizzano i piedi degli sci alpinisti come se l'azienda avesse previsto dei volumi " di sfogo" per questi casi.
Per un piede abbastanza standard come il mio, risultavano quindi volumi cavi in eccesso. MI riferisco a quelle aree scure fumeè che si vedono sul lato dello scafo.
Ho quindi semplicemente termoformato la scarpetta e l'effetto è pressochè scomparso.
Evidenzio la qualità costruttiva della scarpetta che è impressionante anche per comfort/ergonomia. Volendo si può indossare con lacci per uso in rifugio senza scafo: ha una soletta resistentissima. Io non l'ho fatto.
Rimane la sensazione di una chiusura non progressiva dello scafo come invece sento sui miei Nordica Dobermann, ovvero di assetto del piede che si avvolge dalla punta alla caviglia uniformemente per tutto il suo volume.
Sul Garmont, all'atto della chiusura delle leve, il piede si sente prima stretto dall'alto per poi "spanciare" un po' sui lati.
Poco male: sarà solo una sensazione preliminare.
Non mi dilungherò sull' efficacia dello skiwalk in magnesio che mi sembra veramente ben fatto, funzionale e facilmente accessibile.
Molto utili a tal proposito le leve con "sicurezza" ( mi scuso se non si dovesse chiamare così) che con skiwalk in posizione camminata, consentono di mantenere il cambetto semichiuso senza leve libere e senza penetrazione di neve all'interno grazie al linguettone tipico di Garmont ed ad una guarnizione sul collo veramente eccellente per efficacia. Ottima inclinazione del gambetto.
Le leve, micrometriche ovviamente, hanno una forma particolare che agevola molto l'azione anche con i guanti.

PROVA

Parto da cima Paganella verso Andalo.
Abituato alla mia solita accoppiata scarponi Nordica Dobermann + sci Head Supershape iMagnum, la prima sensazione prevedibile è di un set più morbido e meno preciso.
Più traccio più apprezzo la grande progressione dei Garmont, molto meno asciutti dei Dobermann quindi meno precisi: ne consegue che sono decisamente più confortevoli, molto caldi. Non aprirò più le leve fino a fine giornata.
Ho l'impressione che il linguettone favorisca molto il trasferimento progressivo dell'energia nella conduzione.
L'azione laterale non è precisa e rigorosa come quella dei Dobermann, ma comunque buona e sicura.
Il tallone è sempre ben bloccato in ogni situazione, molto meglio del Dobermann. Il peso mi è parso leggermente inferiore a quello di uno scarpone GT, forse pesante per ski touring (?).
In sintesi, non avendolo testato in vera powder o in touring, posso dire di aver sciato con un eccellente scarpone da granturismo, molto ben fatto con materiali nobili - ha anche il gambetto in Pebax -, comodo, molto caldo con irrorazione delle dita costante.
Magari la mia lettura è improria ma le condizioni di oggi non mi consentono di esprimere opinioni differenti.

Il k2 è stata proprio una bella sorpresa fin dalle prime curve e non prendetemi per visionario ma una sua caratteristica che mi ha subito affascinato è....il sound. Proprio così, quel suono generato dalla leggera vibrazione del legno che ti comunica direttamente: "Bando ai compositi e ai materiali hi-tech: son fatto di acero canadese, senti qui!"
A differenza della sensazione in spalla o in mano, lo sci ai piedi risulta inoltre leggero.
Non è precisissimo, soprattutto alle alte velocità, ma direi che non è la sua destinazione.
Anzi, la neve di oggi sembrava perfetta per lui: aggredisce i cumuli in modo fluido grazie all'azione del rocker, la larghezza di 80 cm underfoot invita a sciare a bordo pista o leggermente fuori a caccia di neve fresca anche se pochi cm e pappa. Quello è decisamente il suo terreno ideale: neve primaverile, leggero fuori pista.
In conduzione in pista garantisce un buon inserimento in curva ma per un paio di volte ho sentito agganciare innaturalmente lo sci esterno che seguiva leggermente la tangente verso valle anzichè assecondare il raggio concentricamente allo sci interno.
Altro limite, dato dalle geometrie generose è l'inversione di spigolo che secondo me non è rapidissina, ma stiamo parlando di un allmountain con attitudine al free ride, quindi non gliene si può fare una colpa, anzi si difende comunque bene vista la sa natura.
Per questo aspetto mi sento di riportare un'altra testimonianza di un tester che provando il k2 Charger, non ha avvertito queste sensazioni, complici anche le dimensioni del Charger più ridotte di ca 5 mm ( più o meno) su tutta la lunghezza dello sci. Il raggio dovrebbe essere il medesimo del Rictor.
Una caratteristica che ho molto apprezzato è la grande sensibilità del terreno: lo sci sembra più sottile di quanto sia veramente, molto flessibile, si sentono tutte le asperità, bella la sensazione dell'effetto vellutato della neve appena battuta dal gatto delle nevi.
Il Rictor risulta in sintesi uno sci dalla personalità ben distinta, versatile, divertente, non troppo impegnativo e che ti consente anche di fare una sciata turistica tornando a casa riposato.
Sicuramente un ottimo partner dei Garmont Delirium, quantomeno per usi analoghi al mio di oggi.

Non vedo l'ora di riprovarlo con più neve....sperando che arrivi presto e abbondante.

Ciao a tutti.

Azzurro
 
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