Scarponi, questi sconosciuti...

flg

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Purtroppo l'inverno non è ancora arrivato, e nonostante le piste siano (da noi) in ottime condizioni, rimane del tempo libero per scrivere.

Innanzi tutto mi scuso per i miei scarsissimi interventi, ma nella stagione invernale sono troppo preso dal lavoro per trovare il tempo di riflettere e comunicare.

Ho visto che sul forum ci sono vari interventi sugli scarponi, vorrei implementarli. Fermo restando che il decalogo di Drey è ottimo! Penso che un buon venditore debba per prima cosa analizzare il piede dell'individuo. Se andate a comperare un nuovo scarpone e non vi fanno nemmeno togliere i calzini per esaminare la tipologia del piede, allora iniziate a diffidare. Lo scarpone non consente una buona redditività e sovente dare assistenza durante la fase di vendita è impegnativo, come tempo e pazienza, per cui molti optano per una misurazione sommaria e per vendere uno scafo almeno un numero più grande.

Esistono apposite attrezzature, non le semplici tavolozze con indicati i numeri, ma strumenti termici che rilevano:
- lunghezza
- ampiezza pianta
- altezza collo del piede
- tipologia della pianta del piede

Solo con un attrezzo del genere si può iniziare a dedurre quale potrebbe essere lo scarpone giusto. Ne esistono molteplici in commercio, per tutte le discipline, ma va detto che ogni ditta ha le sue caratteristiche e che esistono vari tipi di volumetria interna.

Detto questo:
- diffidate se non hanno i rilevatore termico
- diffidate se non esaminano il piede nudo, e quindi se non vi fanno togliere i calzini
- diffidate se vi chiedono quale scarpone volete. Prima di vendere o consigliare uno scarpone deve esserci un'intervista tra il venditore e l'utilizzatore
- diffidate se non hanno un laboratorio di boot fitting. Come potranno assistervi dopo?
- diffidate se vi propongono un gara e non avete meno di 150 punti fisi...
- diffidate se vi fanno provare un gara in una stanza a oltre 15°, le plastiche cambiano! E' per questo che quando è caldo gli atleti,prima del via, tengono gli scarponi immersi nella neve.
- diffidate da chi vi propone una fresatura per un soprosso: lo spessore delle plastiche dello scafo è inferiore ai 4 mm, una fresatura può creare un alloggiamento di 1mm, 1mm e mezzo. Anche qui esistono delle macchine a calore indotto per modificare lo scafo senza che la memoria di forma faccia sì che lo scafo stesso torni come prima. Ma servono almeno 4 ore, meglio 6. Quindi diffidate di chi vi propone rimedi in mezz'ora...

Il più delle volte, oltre al volume, è importante verificare il corretto appoggio plantare. Per cui non sarebbe male se chi vi propone gli scarponi effettua anche lavorazioni di solette termoformabili.

Ricordate che dentro lo scarpone il piede non deve muoversi, se non per le dita. E ricordate che la misura esatta non è data solo dalla lunghezza, ma dalla volumetria, dalla larghezza in pianta, e dall'altezza. La lunghezza deve essere verificata con lo scarpone allacciato e le tibie contro lo scafo, piegati come se foste a sciare. Se lo scarpone è della giusta misura, il piede non scivolerà avanti quando vi alzate e diminuite l'angolo di chiusura del ginocchio. Ma se lo scarpone è grande, o se la volumetria è eccessiva per il vostro piede, allora quando avrete le tibie dritte sentirete l'alluce toccare anche se lo scafo è una misura sopra la vostra.

Lo scarpone deve essere provato con il calzino col quale andrete poi a sciare.

Per adesso vi ho annoiato abbastanza, vi saluto. Alle 9 ho lezione.
 
Molto interessante, complimenti per le osservazioni.
Forse ad esempio è per questo che io (v. mio post) quando ho provato lo scarpone in negozio l'ho infilato e sfilato con facilità, mentre ora che me l'hanno regalato lo trovo eccessivamente stretto sul polpaccio e parecchio difficile a metterlo/toglierlo.

Bah......
 
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