la giusta pressione......

fausto1961

Well-known member
Carissimi tutti, lo so , lo so...è passato molto tempo da quando non mi sono fatto più sentire...la vita a volte ci porta lontano......comunque riprendo volentieri un pò di chat con tutti , i maestri in particolare e le opinioni della jam Session , del mio amico Valerio e staff, di cui anni fà sono stato uno dei primi sostenitori dentro il forum (Fabio lo sà)...ho sciato un pò all'estero, il mio lavoro mi porta a volte lontano e io, approfitto sempre di qualche sprazzo di bianco...dal canada al giappone, e ovviamente colgo sempre l'occasione per osservare, chiedere confrontarmi con sciatori di tutti i livelli e culture.Valerio lo sà, (ne abbiano , per mail, parlato anche ultimamente). Vorrei una vostra opinione ascoltando le parole del Bode Miller in questo video che credo molti di voi avranno già visto
e forse apprezzato. Mi interessa il framento da minuto 2 e 28 sec al minuto 4 e 35 sec. Scelgo questo video solo per l'argomento, non per Bode in particolare , ma caso vuole che ne parli, come ne
parla anche Valerio Malfatto nei suoi check point, in sostanza invitando( non ricordo in quale video...ma lo troverò)a fare esattamente l'opposto di quello che si dice nel video in questione. In sostanza il carico di pressione da dare..o appoggio da usare sugli scarponi...... vi sembrano parole attuali ? Nelle vostre esperienze? specie di insegnamento? Io arrivo fresco , come uditore,da una sorta di stage con vari argomenti dove la questione della flessione della caviglia ( tutti americani per lo più) è stata affrontata e discussa ampiamente e ritenuta sempre la parte fondamentale della sciata , specie su terreni duri e ripidi. E tutto in iglese...ma leggendovi mi pare di capire che non sia più un problema per voi..
Ski Tips for Advanced Skiers - YouTube
a presto ciao
 
Bentornato Fausto, sei stato uno dei primi con cui ho interloquito qui, e mi fa proprio piacere rileggerti :D.
 
Il discorso che fanno bode e Phil e' molto semplificato, in linea con la scuola americana che di certo non e' tra le piu' raffinate.
La scuola italiana parla di centralità' perche' le forze da applicare allo sci devono passare esclusivamente dalla pianta del piede. Lo scarpone ha lo scopo di creare un supporto all'articolazione della caviglia.

Marco Girardelli lo spiega qui con estrema semplicita':

marc Girardelli bottero ski 2 - Cerca con Google

(Il primo video)
 
Carissimi tutti, lo so , lo so...è passato molto tempo da quando non mi sono fatto più sentire...la vita a volte ci porta lontano......comunque riprendo volentieri un pò di chat con tutti , i maestri in particolare e le opinioni della jam Session , del mio amico Valerio e staff, di cui anni fà sono stato uno dei primi sostenitori dentro il forum (Fabio lo sà)...ho sciato un pò all'estero, il mio lavoro mi porta a volte lontano e io, approfitto sempre di qualche sprazzo di bianco...dal canada al giappone, e ovviamente colgo sempre l'occasione per osservare, chiedere confrontarmi con sciatori di tutti i livelli e culture.Valerio lo sà, (ne abbiano , per mail, parlato anche ultimamente). Vorrei una vostra opinione ascoltando le parole del Bode Miller in questo video che credo molti di voi avranno già visto
e forse apprezzato. Mi interessa il framento da minuto 2 e 28 sec al minuto 4 e 35 sec. Scelgo questo video solo per l'argomento, non per Bode in particolare , ma caso vuole che ne parli, come ne
parla anche Valerio Malfatto nei suoi check point, in sostanza invitando( non ricordo in quale video...ma lo troverò)a fare esattamente l'opposto di quello che si dice nel video in questione. In sostanza il carico di pressione da dare..o appoggio da usare sugli scarponi...... vi sembrano parole attuali ? Nelle vostre esperienze? specie di insegnamento? Io arrivo fresco , come uditore,da una sorta di stage con vari argomenti dove la questione della flessione della caviglia ( tutti americani per lo più) è stata affrontata e discussa ampiamente e ritenuta sempre la parte fondamentale della sciata , specie su terreni duri e ripidi. E tutto in iglese...ma leggendovi mi pare di capire che non sia più un problema per voi..
Ski Tips for Advanced Skiers - YouTube
a presto ciao

ciao Fausto, e ciao a tutti,

si puo' essere d'accordo contemporaneamente con Valerio e con Bode nello stesso tempo. Il messaggio di Valerio e' quello che il movimento piu' importante che fa la differenza tra uno sciatore mediocre ed uno bravo, e' quello laterale, dato per scontato che lo sciatore non sia arretrato. Il fatto di essere centrali (e quindi di avere l'angolo della caviglia "chiuso") e' comunque una cos fondamentale. Nella nostra esperienza di insegnanti, vediamo tutti i giorni sciatori bravi che gia' sono centrali e si appoggiano adeguatamente con le tibie in avanti sugli scarponi, che quando vigliono essere piu' dinamici, anziche' aumentare l'inclinazione, si accaniscono a schiacciare ancora di piu' sugli scarponi, confondendo le due cose e ritrovandosi quindi poco inclinati e molto "compressi". Il Check di Jam ha questo significato.
 

.

Il discorso che fanno bode e Phil e' molto semplificato, in linea con la scuola americana che di certo non e' tra le piu' raffinate.
La scuola italiana parla di centralità' perche' le forze da applicare allo sci devono passare esclusivamente dalla pianta del piede. Lo scarpone ha lo scopo di creare un supporto all'articolazione della caviglia.

Marco Girardelli lo spiega qui con estrema semplicita':

marc Girardelli bottero ski 2 - Cerca con Google

(Il primo video)


ma direi che la scuola americana , ho conosciuto quella canadese che più o meno si avvicina, cura molto di più l'aspetto
all mountain, formando sciatori capaci di affrontare egregiamente e in sicurezza realtà sciistiche che da noi non sono
neanche proponibili, fosse solo per la mancanza di posti dove fare del vero free ride, anche la la conformazione del terreno
o per la tipologia delle piste. Comunque secondo voi la maggior parte delle persone usano scarponi adeguati? O in genere troppo
rigidi? Porto l'esempio di qualche tempo fà,,,,personale. ,,,, Giornata di vento e sole...ometto la zona....pista spazzolata ,,,,,molto
freddo...una lastra lucente di vetro ripida da morire..... di traverso non riesci nemmeno a stare fermo,,,,continui a scendere derapando....sci a posto... scarponi tecnici con flex 130..... inizio e subito arrivano i problemi... tenuta poca.... attingo a tutte le risorse...provo a variare raggio e velocità....cerco la centralità..... provo a cercare più spigolo,meno spigolo, ...cerco di essere
più delicato...provo a spingere un pò di più.....riposiziono le anche cercando di essere più sopra lo sci.......cerco più inclinazione...
insomma le provo tutte secondo le indicazioni classiche, ma i problemi rimangono...vi è mai capitato o siete tutti dei fuoriclasse?
Allora torno in macchina...e si....tolgo gli scarponi super tecnici e mi rimetto un vecchio scarpone turistico...con un flex di 85 credo
di ricordare e torno su....... l'appoggio sullo scarpone è inevitabile, però come di incanto la sciata prende un pò di consistenza, sento
che quasi quasi ci siamo...va molto meglio, se non altro la senzazione è di maggior sicurezza....me la passo molto meglio (sempre nel contesto particolare di quella situazione)..... mi sono divertito e decido di provare a fare quello che un vecchio maestro mi disse tempo
fà, sempre in inglese,.....disegna un otto con il c.u.l.o....... ovvero inizia la curva premendo forte avanti sullo scarpone e finisci premendo forte dietro con carico sulle code.....un otto rovesciato......e va ancora meglio.....
insomma la veritò sta nel mezzo ? sono io che ho gli scarponi troppo duri ? magari l'ho romanzata un pò però ........
 
disegna un otto con il c.u.l.o....... ovvero inizia la curva premendo forte avanti sullo scarpone e finisci premendo forte dietro con carico sulle code.....

E con questo metodo riesci correttamente ad impostare la curva successiva? Come riesci a caricare correttamente le spatole nel cambio di spigoli? Detto in altre parole, non decolli? Che tipologia di scii utilizzi? Con un SL già alla prima curva son problemi....
 
E con questo metodo riesci correttamente ad impostare la curva successiva? Come riesci a caricare correttamente le spatole nel cambio di spigoli? Detto in altre parole, non decolli? Che tipologia di scii utilizzi? Con un SL già alla prima curva son problemi....

mi sono espresso male, intendevo dare una pressione forte con la punta dei piedi, come a premere sull'acceleratore , con inevitabile appoggio sul gambaletto e chiudere con una pressione sui talloni ..... usando comunque l'appoggio sullo scarpone , in alcuni momenti.
questo volevo dire, mentalmente disegnando un otto con il cdm. Adesso cerco, ma non so se trovero un filmatino supportato da una grafica a tal proposito. Questo esercizio mi ha sempre aiutato molto in situazioni un pò più difficili del solito....comunque io scio con
132-80-115......cm 172....r14.5......nordica
 
volevo aggiungere che in questi giorni con alcuni ragazzini, sto lavorando moltissimo sul portare l'assetto + centrale passando per la sensazione delle tibie che appoggiano sugli scarponi...quando si scia arretrati e' sempre un consiglio fondamentale,

diverso e' quando si vuole passare un messaggio che deve "sradicare" la credenza che + si schiaccia e meglio e' (vedi Check point di cui si parlava)

Dartfish.tv - Channel Jam Session subscriptions ....questo e' link per vedere esercizio semplice che facevo l'altro ieri con ragazzini
( dovete logarvi per entrare e poi su "iscrizioni" cercare la collezione video "settiman 2/7 gennaio 2012", filmato "1° giorno gruppo Paolo" ....ultimi 4 spezzoni.....)


Sono anche superstradaccordo con quanto diceva Fausto sulla distribuzione del peso a livello pianta, che dovrebbe nella 1^ parte di curva essere sull'avampiede e passare a tutto piede con un bell'appoggio anche sul tallone nel finale.
 
Ciao malf, volevo un tuo parere.

Seppur molto meno evidente rispetto al video postato, in gara, Miller è molto più centrale e ha un angolo di caviglia più aperto...sempre rispetto al video didattico.

Bode Miller Garmisch-Partenkirchen 2011 Super G - YouTube

Rispetto invece a questo video del nostro azzurro, si nota comunque un angolo più chiuso sintomo di un appoggio maggiore sul gambetto...

Bode Miller Garmisch-Partenkirchen 2011 Super G - YouTube

Se però guardo più in alto delle ginocchia, vedo un Bode molto più seduto e arretrato con la parte alta rispetto ad Inner.

Non è che, quell'avanti, è per lui indispensabile per non creare un baricentro risultante arretrato rispetto allo sci?

Io comunque son dell'idea che di Bode ci sia bello da vedere i piedi...e la sua potenza che gli permette di riprendersi da situazioni per altri drammatiche.
Ciao.
 
mi sono espresso male, intendevo dare una pressione forte con la punta dei piedi, come a premere sull'acceleratore , con inevitabile appoggio sul gambaletto e chiudere con una pressione sui talloni ..... usando comunque l'appoggio sullo scarpone

Sono anche superstradaccordo con quanto diceva Fausto sulla distribuzione del peso a livello pianta, che dovrebbe nella 1^ parte di curva essere sull'avampiede e passare a tutto piede con un bell'appoggio anche sul tallone nel finale.

Adesso ho capito :) la locuzione "carico sulle code" era fuorviante :HIP
 
Ciao malf, volevo un tuo parere.

Seppur molto meno evidente rispetto al video postato, in gara, Miller è molto più centrale e ha un angolo di caviglia più aperto...sempre rispetto al video didattico.

Bode Miller Garmisch-Partenkirchen 2011 Super G - YouTube

Rispetto invece a questo video del nostro azzurro, si nota comunque un angolo più chiuso sintomo di un appoggio maggiore sul gambetto...

Bode Miller Garmisch-Partenkirchen 2011 Super G - YouTube

Se però guardo più in alto delle ginocchia, vedo un Bode molto più seduto e arretrato con la parte alta rispetto ad Inner.

Non è che, quell'avanti, è per lui indispensabile per non creare un baricentro risultante arretrato rispetto allo sci?

Io comunque son dell'idea che di Bode ci sia bello da vedere i piedi...e la sua potenza che gli permette di riprendersi da situazioni per altri drammatiche.

Ciao.

ciao Fiocco,

non vedo il video di Inner, forse hai linkato 2 volte quello di Bode.

Comunque nel primo 3° curva e max pendenza tutti gli atleti sono molto avanti col corpo rispetto ai piedi, vedi anche Bode, quindi anche molto in appoggio sui gambaletti...questo avanzamento e' la conseguenza del buttarsi senza paura verso la discesa nel momento del cambio e inversione degli spigoli (verso l'interno avanti), sfruttando le energie della curva precedente.
Dopo questo avanzamento ad inizio curva, nel finale tutti gli atleti riportano il carico un po' piu' indietro e questo per non esagerare "insaccandosi" in avanti, cosa che provocherebbe una deformazione eccessiva degli sci (producendo traiettorie poco efficaci....quasi "a risalire").

Qualcuno arretra di piu' e qualcuno meno, ma la dinamica generale e' questa per tutti.
Il tempismo con cui si generano avanzamenti nella prima parte di curva e ripristini della centralita' nella seconda parte (a volte persino arretramenti, come nel caso di Bode), costituisce per chi lo fa meglio, una sorta di "motore"....ognuno con i suoi personalismi, che devono tener conto delle doti di equilibrio e forza.

Su Bode in particolare e' vero quello che dici, sia riguardo al fatto che sia bello giudicarlo sui piedi e sulla destrezza, sia sul fatto che la parte alta del corpo e' piu' arretrata ed eretta....in ogni caso la dinamica che utilizza nella curva e' la stessa di tutti: cercare la discesa a manetta ad inizio curva,(quindi tutto avanti interno) e poi nel momento di chiusura curva togliere pressione avanti, ristabilendo un equilibrio piu' centrale, anzi nel suo caso quasi arretrato.
 
Su Bode in particolare e' vero quello che dici, sia riguardo al fatto che sia bello giudicarlo sui piedi e sulla destrezza, sia sul fatto che la parte alta del corpo e' piu' arretrata ed eretta....in ogni caso la dinamica che utilizza nella curva e' la stessa di tutti: cercare la discesa a manetta ad inizio curva,(quindi tutto avanti interno) e poi nel momento di chiusura curva togliere pressione avanti, ristabilendo un equilibrio piu' centrale, anzi nel suo caso quasi arretrato.

anche se lui dice all' inizio del video che lui e gli altri racers cercano di avere la pressione in avanti sugli scarponi per tutta la discesa e ci lavorano tanto per trovare il modo di mantenerla...

penso che questo punto e questa dichiarazione siano quello che aveva spinto Fabio ad iniziare questa discussione.

Ciao Paolo! :MONKEY
 
Ultima modifica:
anche se lui dice all' inizio del video che lui e gli altri racers cercano di avere la pressione in avanti sugli scarponi per tutta la discesa e ci lavorano tanto per trovare il modo di mantenerla...

penso che questo punto e questa dichiarazione siano quello che aveva spinto Fabio ad iniziare questa discussione.

Ciao Paolo! :MONKEY


ciao ddski!

chiarissimo,

pero' a mio avviso gli atleti quando devono spiegare certe cose non vanno troppo per il sottile...generalizzano su concetti che hanno imparato nella loro costruzioni da atleti, perche' comunque stare avanti e sfruttare gli appoggi e' stato, per lui come per tutti noi, un obiettivo costante in fase di apprendimento...pero' certi personalismi ed adattamenti che utilizzano spontaneamente alle alte velocita', non sempre sono frutto di ragionamenti raffinati come noi saremmo portati a pensare, almeno questa e' la mia interpretazione.

Se un talento come Bode avesse come obiettivo quello di essere costantemente in appoggio con le tibie in ogni fase della sua sciata, dovrebbe dimostrarci che lo fa e basta....magari potrebbe sbagliare qualche volta, ma non ritrovarsi ogni fine curva seduto col busto eretto..siccome non e' un incapace, ma un grande campione, dovrebbe facilmente riuscirci.

Io penso che lui, come tutti gli atleti, ha si imparato ad essere centrale mediante un contatto costante delle tibie sugli scarponi, ma che a velocita' alte, nell'ultimissima fase della curva, l'atleta adattando l'asse del suo corpo alla variazione di pendio (nel senso che a inizio curva e' come se il pendio aumentasse e a fine curva e' come se il pendio tornasse in "piano"), deve stare bene attento a non eccedere in avanzamento, pena una deformazione eccessiva che lo terrebbe troppo "agganciato" alla curva.


Per tornare alla sciata nostra e all'argomento sollevato da Fausto, io credo che per fare ordine in questo discorso bisogna distinguere tra quello che si deve vedere guardando uno sciatore dall'esterno (quanto e' chiuso l'angolo tibia sci, cioe' quanto e' piegata l'articolazione della caviglia, in quale fase dell curva e a quale velocita') e cio' che si deve pensare come azione motoria piu' importante

faccio un esempio, poi semmai continuiamo domani perche' ora e' tardi....se mi guardo in un video a 2/3 curva, velocita' oro, la mia caviglia e' piegatissima, quindi gli appoggi tibiali lavorano tantissimo, pero' in quel momento sto pensando esattamente al contrario, cioe' a tenere la caviglia quasi "aperta", perche' se pensassi come azione motoria a schiacciare di piu' in avanti, avrei un carico esagerato sulle spatole e perderei conduzione con le code degli sci, le mie ginocchia andrebbero in "genoflessione!".
L'ultima cosa che sento in velocita' quindi, pur essendo piegato con le caviglie, e' l'appoggio sulle tibie....eppure sono appoggiato eccome!

se scio a velocita' argento base, a 2/3 curva avrei lo stesso angolo di chiusura delle caviglie che uso nell'oro, ma in questo caso asseconderei volontariamente questa ricerca di appoggio in avanti..... quindi dal punto di vista degli angoli il risultato visivo e' uguale, ma motoriamente l'zione che penso e' diversa.
 
Top