SHAUN WHITE run Torino 2006 da 46.8! DOVE?

...l'ho trovata anche io, assolutamente incredibile, manovre a parte, la fluidità delle "uscite" e "rientri dal pipe sono ALIENE!!!!!
 
infinitosci ha detto:
...l'ho trovata anche io, assolutamente incredibile, manovre a parte, la fluidità delle "uscite" e "rientri dal pipe sono ALIENE!!!!!

in effetti è di un'altro pianeta, se si confronta alla run che valse l'oro a Simmen di nagano98 sembra siano passati 50 anni.
Sapete se c'è in giro il video della sua seconda run nella finale?

molto bello anche l'editoriale del Diretur dedicato a lui sull'ultimo freerider

FREERIDING IS NOT DEATH. Un ragazzino americano con i capelli rossi è in cima all’half pipe. Da su in cima guarda il mondo, e il mondo guarda lui. è il freestyler più bravo del pianeta. E’ di gran lunga lo snowboarder più bravo di tutti, e ha già vinto la medaglia d’oro olimpica. L’ha appena vinta. Le telecamere cercano il suo volto, vorrebbero catturare l’emozione di una medaglia che qualcuno insegue tutta la vita senza riuscire ad acciuffarla e che lui, Shaun White, si è preso al primo colpo. L’ha vinta così senza fatica, senza stress, senza rabbia, senza sconfiggere nessuno. Senza gareggiare "contro" nessuno. Le telecamere vorrebbero qualche lacrima o qualche gesto spettacolare, perché si sa, le lacrime e i fuori programma fanno audience. Ma Shaun è tranquillo, sereno sorride. Oggi ha semplicemente fatto quello che gli piace e che gli viene meglio nella vita: scivolare di traverso sul suo surf da neve giocando con la gravità. Shaun parte per la seconda run. E’ già il vincitore, potrebbe stravincere. Potrebbe definire con i numeri la superiorità che separa lui freestyler dal resto dell’universo. E invece no. La sua è una run “old school”. Mette in serie una dopo l’altra manovre di un’altra epoca, tiratissime, ampie ed eseguite lente. Quasi al rallentatore, forse per fare vedere meglio al mondo intero che lo snowboard è stile allo stato cristallino, genio e creatività. Improvvisazione. Arte. Qualcosa in più e di diverso che non una disciplina sportiva acrobatica nella quale eseguire fino all’infinito, fino alla nausea, gesti e azioni che necessariamente diventano aggraziati e fluidi quando li ripeti sempre allo stesso modo qualche milione di volte nell’arco della tua carriera. Shaun vola leggero. Mentre si muove nell’aria e mi sembra quasi fermo, penso al carrozzone olimpico. Penso ai discorsi dei politici, ai lavori sulla Milano - Torino che non finiranno mai; penso al business olimpico, ai budget e all’impegno dei volontari. Penso al percorso della fiaccola olimpica e alle facce paonazze dei tedofori vestiti di bianco, una buona metà di loro con lo sport e con lo spirito olimpico non aveva proprio niente a che vedere. Penso ai cinque anarchici di Trento che si sono presi e portati a spasso per qualche centinaio di metri, finalmente di vera corsa, la fiaccola olimpica. Penso che non l’hanno rubata a nessuno quella fiaccola, semplicemente se la sono ripresa un momento per ricordare al mondo intero che è la nostra quella fiaccola, e che qualcuno ci fa un enorme business sopra. Intorno. Nella scia della fiaccola c’era un corteo pubblicitario da fare accapponare la pelle, se penso all’ipocrisia dei campi di gara olimpici privi di qualunque marchio pubblicitario, non so se ridere o incazzarmi. Shaun è lì immobile nell’aria, e io penso. Mi chiedo se come al solito sono pazzo o esagerato a immaginare questo immenso business che chiamiamo Olimpiade, come una cosa sporca. Penso alle solite frasi lette sui giornali, a chi dice che un’olimpiade è un’occasione per creare le infrastrutture. Penso che il pipe nel quale si sta disputando questa gara è pronto da due anni e non è mai stato usato, mai stato aperto al pubblico. Mai, dico. Mai. Mentre penso, Shaun è alla fine della sua run. Sale sul muro front mimando il gesto di surfare un’onda dell’oceano, poi scende con un layback perfetto, dopo aver schizzato neve in cielo. Ancora una seconda volta, muro front e layback. Penso che si può diventare campioni olimpici e dimostrare al mondo intero che lo spirito del freeriding o del puro freestyle vengono prima, molto prima delle medaglie, dei ranking e delle classifiche.
Molto prima del business e dei fiumi di parole. Penso che questo ragazzino di 19 anni dai capelli rossi ci ha già mostrato tutto. Penso che domani parto per lo Utah e andrò a caccia di neve fresca. Grazie Shaun, le Olimpiadi non mi mancheranno. di Emilio Previstali
 

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anche io ne ho prese un po' dal mulo...oltretutto anche da due posizioni diverse...ma non so come aiutarvi...magari è una domanda stupida e inopportuna,sinceramente non so come funzionano le cose e quindi ve la facciocomunque:non si possono mettere le cose qui,vero?! :think:
 
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