Chiusa/klausen/Tluses. 13 novembre 2011.

Maxima

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Chiusa/Klausen/Tluses. 13 novembre 2011.

Un po di immagini di una delle città di Sued Tirol. Bella giornata di novembre, di sole e di fogli gialli di uva e decidiamo di andare a fare peligrinagio... di scapare dai canoni che lavorano quasi fino del mezzogoirno e la brina sul'erba resta per tutto il giorno nell'ombra - via da VG per 4 ore esatte :WHOO
Siamo a Chiusa

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Chiusa estiva. (unica foto dal web)

Chiusa vive il suo 8-vo secolo come la città, situata lungo fiume Isarco nella Valle Isarco, piccola, compatta, antica, tedesca (o austriaca? o.k. è sudtirolese. 90 anni fa è stato aluvione che ricordano proprio adesso: è il foglio mensile di comune di Chiusa con un articolo e immagini dal archivio dedicati alla tragedia http://www.gemeinde.klausen.bz.it/gemeindeamt/download/Clausa_2011_10_0.pdf quando 90% delle abitazioni erano sommerse nell'acqua.
Chiusa deve il suo nome allo stretto passaggio naturale che si forma tra la rupe di Sabiona, il fiume Isarco e il torrente Tinne.
info storica dal sito borghitalia.it

Fiume Tinne.
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I parcheggi di città sono pieni anche questi a pagamento, troviamo posto 100 metri fuori lungo fiume Tinne sul orlo della strada che porta a Lazins (P3):

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Dal parchegio entriamo nella città. Belli fiori sui balconi e nel giardino fioriscono rose (13.11.11 !)

Lasciamo bambini a giocare nel parco giochi del Parco dei Capuccini http://www.feldthurns.info/App_Upload/downloads/2714_Klausen-Plan-7-5-2010.pdf Mappa!
Entrata da Capuccini (nel compleso c'è museo civico)

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Mentre bimbi si divertono, adulti vanno su verso complesso di Sabiona - la meta di peligrinagio di altoatesini, ogni 3 anni partano abitanti di Val Badia a piedi, fanno la gita di 3 giorni a Sabiona , lo stesso penso in Val Gardena e ect.

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andiamo su fino la chiesa bianca

Il sentiero parte fra muri e case della città. Qui dobbiamo svoltare a sinistra - c'è il passagio stretto fra 2 case, questa decorata di atrezzi è la casa di minerali :MONKEY

Negozio di minerali a Chiusa
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Il sentiero turistico fra le case
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ufficio di agronomo :D :HIP

La vista sulla città dal sentiero
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Presto arriviamo
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Via Crucis di Sabiona tra vigna monastera

Il sentiero di sassi lisci è ripido, intorno ci sono muri di sassi circondano le vigne di Val Isarco

Informazione turistica
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Torre grigia
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10-ma stazione di Via Crucis
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dopo la torre andiamo avanti , piu su

l monastero è circondato di grande muraglia

Giu è Valle Lazins
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il nostro sentiero prosegue tra galeree scavate nelle rocce
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pero... illuminate!

Cosi arrivavano su i provisti
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Nel cortile di Sabiona
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è una piccola città

l'acqua non scorre piu , è l'inverno
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Info
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Convento Sabiona, monastero femminile

Dentro nella chiesa
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Sopra entrata
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Campanili antichi
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Dal'altra parte di Val'Isarco. L'ombra di convento.

Val'Isarco dal'alto
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Chiusa dal'alto
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scendiamo per un altro sentiero che passa nel bosco
Quercia
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ciliegio canino
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pianti hanno tabelini con i nomi, come in giardino botanico :HIP

Fogli sul sentiero
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Scendiamo nel centro, tramonta presto a novembre

Le strade strette di Chiusa - una città chiusa schiacciata fra fiume e montagna
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Compriamo le castagne arroste.

Alberghi sulla piazza centrale
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Dare una occhiata alla chiesa (Duomo) di Chiusa, mentre altri mangiano i maroni
Chiesa di Chiusa
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foto di ottobre scorso

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Cosi sono le strade centrale strette viste da fuori (da dietro)))
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Non solo le strade strette, ma anche quasi titte le case sono strettissime, si vede come mancava il posto sotto il sole :PAAU :MULLET

Giardini di Chiusani
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albero di cachi a Chiusa
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Troll :MONKEY
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Monumento a un pittore locale. ALEXANDER KOESTER
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Non siamo stati prima volta, certo, a Chiusa. Non prima volta che saliamo su al monastero. E' la cittadina piu vicina a Val Gardena. Ma prima volta ho fatto delle foto qua. Grazie per la vostra pazienza e alla prossima (proverò di essere piu corta nei reports :skifrusta:) :D
 
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grazie dell'interessante report
ci hai offerto un punto di vista nuovo, almeno a me che, essendo lontano, difficilmente riesco a fare giri del genere le poche volte che sono nelle vostre bellissime terre
grazie ancora
p.s. belle foto e bellissimi colori
 
La fortezza che si nota arrivando a Chiusa mi ha sempre affascinato, questa costruzione sulla roccia che domina la valle è molto simile a come disegnavo da bimbo il classico castello!
Belle foto ed ancora bellissimi colori :CC
 
Grande report e grande nostalgia.

Siamo stati a Chiusa l'ultima volta nel tuo stesso periodo ma l'anno scorso.

Con la foto dell'albergo al Cervo hai proprio colto nel segno perchè ci siamo andati a mangiare un sacco di volte.
Ottima cucina.

Ciao
 

.

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:HIP Grazie mille a voi che avete sfogliato, cosi il lavoro :WW mio non è stato inutile, magari darà a qualcuno una idea di come passare una giornata senza sci in inverno o visitare Chiusa in ogni altra stagione. Ma durante l'inverno giu in valle fa freddo vicino il fiume, invece la colina di Sabiona è sempre solegiata, anche a decembre penso per un paio di ore. Ci sono negozii in città, ristoranti e bar. Noi alle volte tornando a casa, abbiamo mangiato al grande ristorante all'uscita autustradale, si chiama Uberbacher, mi pare... O nei masi sparsi intorno e sulle colline e mezzo-valli laterali si mangia bene (ma pesante un po'...:skipasta:) adesso tipico tirolese: è il tempo di Törggelen in autunno
Alto Adige / Südtirol - Törggelen
Origine: tutte le fonti indicano la Valle Isarco come luogo d'origine del Törggelen. I contadini della valle, che producevano vino e facevano pascolare il bestiame nei masi dei contadini di montagna, festeggiavano il periodo della vendemmia e il vino nuovo offrendo loro un banchetto ricco di prodotti autunnali della terra. Il Törggelen nacque quindi come ringraziamento e merce di scambio. Per degustare il vino nuovo si scendeva nelle cantine a valle dove si trovava il torchio per pressare i grappoli d'uva. Con il tempo ci si spostò poi in un ambienti più caldo e accogliente: la tipica stube in legno riscaldata dalla stufa in maiolica.

Enogastronomia: le bevande tipiche del Törggelen sono il mosto (in tedesco Süßer, pronunciato Sìaser) e il vino nuovo (in tedesco Nuier, pronunciato come si legge). A chiusura del Törggelen non mancano mai le caldarroste (in tedesco Keschtn, pronunciato Chesctn) e per i più golosi i dolci Krapfen del contadino. Come piatto principale si mangiava in origine solo Speck e Kaminwurzen (salamino affumicato) di produzione propria, o semplici piatti della cucina contadina altoatesina. Oggi si trovano sulle tavole del Törggelen ricchi piatti a base di carne affumicata, crauti, vari affettati e würstel (al sangue o della casa) e naturalmente canederli, Schlutzkrapfen (mezzalune di spinaci), zuppe (di vino, di orzo...), pane di segale, formaggi ecc. :prosit: :semagna:

Fabio - parli di Fortezza di Bressanone? Consigli: Fortezza - Alto Adige, Provincia di Bolzano è dopo di Bressanone, ancora piu vicino all'Austria. Chiusa è fra Ponte Gardena e Bressanone, 28 km da Bolzano.
Va bene , ho capito - questi monasteri, castelli, chiese mediovale tutti sembrano fortezze, sono sempre sulla cima di colline, in alto. Sempre dovevano protegersi dietro grosse mura. AA è il primo nel mondo di quantita di castelli per centinai di km quadrati - ho letto da tempo da qualche parte. (ma non pretendo che questo è vero :D)
:MUCCA Ma quanti macchine :MAC: giravano ieri, è la fine settimana, tanti si spostano (come noi abbiamo fatto), tornando in VG abbiamo incontrato una colonna nel opposito senso - loro venivano da Gardena, dopo la passegiata con il sole in montagna - non fa freddo su ancora durante il giorno...
Il rumore di traffico di Valle Isarco: strada statale lungo fiume, la ferrovia, l'autostrada - le realtà locali :PAAU fanno girare da tempo voci/l'idea: incapsulare o mettere in tunnel i tratti autostradali che attraversano Bressanone e Chiusa. Sarebbe fattibile in tempi rapidi, diminuirebbe l'inquinamento acustico e ambientale.
"a scapito della popolazione locale, in misure atte migliorare la qualità di vita della popolazione della Valle Isarco".
dal quotidiano di AA. di piu BBT - stanno costruendo il tunnel del Brennero di base (ferroviale).

e presto dal 1 dicembre si aprono mercatini di Natale. E cosi il traffico e giro di gente, macchine e soldi si multiplica di nuovo. C'est la vie :ciaociao:
 
Con la parola fortezza intendevo quelal costruzione che c'è sopra alla roccia, il Monastero di Sabiona :D

La collina sulla quale si trova il monastero di Sabiona, già all’età della pietra era insediata e rappresenta inoltre uno dei più antichi luoghi di pellegrinaggio del Tirolo.

Il monastero di Sabiona troneggia quasi come un castello su un’alta rupe, la cosiddetta “Acropoli“ del Tirolo, che sorveglia la cittadina di Chiusa. Dal 1687 il monastero è un monastero delle benedettine e venne abitato per la prima volta da monache provenienti da Nonnberg nei pressi di Salisburgo. Nel 1699 il monastero di Sabiona divenne sede dell’Abbazia di suore benedettine e Maria Agnes Zeillerin la prima Badessa. Ancora oggi vivono suore nel monastero.
Monastero di Sabiona - Chiusa - Alto Adige, Provincia di Bolzano
 
Forse sono un po' OT ma visto che si parla di Torggelen ...

Nella zona che va da Barbiano a Velturno, nel versante soleggiato, crescono decine di castagni secolari.
Molti di questi sono posti sotto tutela provinciale e classificati come monumento naturale: un giusto, seppur minimo, riconoscimento alle migliaia di persone che hanno salvato dall'ingiusta morte per fame.
Immaginiamo quelle zone nei secoli scorsi, l'unica parola che viene in mente è miseria.
Agricoltura di montagna/mezza montagna con scarsi raccolti per l'assenza di terreni congeniali, forse ce la fanno solo le patate.
Se non ci fossero stati i castagni la situazione sarebbe stata nerissima.

Ricordo in particolare un albero poco fuori dal maso dove abbiamo alloggiato in settembre, ottobre e novembre del 2010; era talmente grosso che ci sarebbero volute 3-4 persone per abbracciarlo.

La tradizione del Torggelen è molto più profonda di quanto si creda.
Ovviamente oggi è stata un po' snaturata per necessità turistiche ma una volta era importantissima.
Ne parlavo nella stube del maso con il padre del titolare: nonno Balthasar, 88 anni di lucidità ed un inaspettato italiano fluente (durante il ventennio si insegnava solo ed esclusivamente l'italiano).
Il suo racconto mi parlò di come la ricorrenza dei defunti fosse molto sentita e questa era un'occasione di incontro tra parenti che non si vedevano.
I masi della zona erano tutti a regime di maso chiuso Maso chiuso - Wikipedia , le famiglie erano spesso numerose ma i terreni molto avari.
Il 1° figlio prendeva il jackpot ma gli altri erano costretti ad emigrare perchè consapevoli che il maso avrebbe potuto sfamare solo la famiglia del fratello maggiore.
Tornavano nelle case natie solo in rare occasioni: forse 2 in 1 anno.
La prima occasione poteva essere la Pasqua sempre che non cadesse quando la neve era ancora alta, in tal caso non si potevano muovere.
La seconda occasione era la commemorazione dei defunti perchè in quel periodo il lavoro nei campi era quasi fermo e la neve rara o ancora bassa.
Le altre grandi festività erano soffocate da freddo e neve (Natale, Epifania e 1° dell'anno) o dai lavori nei campi (Pentecoste, Assunzione della Beata Vergine Maria il 15 agosto, ecc.).
Il Torggelen era una specie di pellegrinaggio.
I parenti si incontravano nel maso nativo e dopo aver mangiato castagne e bevuto il vino novello si recavano in raccoglimento alle tombe dei loro cari.
Gli anni pari toccava ai parenti dello sposo, gli anni dispari a quelli della sposa.

Il racconto di nonno Balthasar è stato un bellissimo spaccato sul Tirolo autentico, quello autentico che piace a me.

Ciao e scusate l'OT
 
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ciao.
ho letto adesso l´articolo. regime di maso chiuso é cambiato in ultimi 2 decenni: puo essere erreditato da ogni uno di fratelli, non sempre che magiore vuole fare la vita da contadino e anche puo essere erreditato dalla figlia, basta che farà la contadina. Ho parenti strtetti contadini nei masi chiusi, tutti i due avevano sorelle e fratelli numerosi, hanno dato a ogni uno un pezzo di terreno e anche qualcosa equivalente nella forma monetaria (soldi come la parte di patrimonio di padre) come permetteva la legge che regola staccamento parziale di terreni piccoli dal grande maso chiuso e cosi nessuno di loro non ha dovuto migrare e vivano tutti vicino nella vallata, hanno costruito le case. Ma val gardena é un caso particolare, una vallata ricca che da tempi (ancora in millettocento dava il lavoro ai "migrati" dai territorii vicini, come a badioti, belunesi (Fodoma, Col s.Lucia), pusteresi ect. chi erano ancora piu poveri e venivano cercare il lavoro stagionale o semplice tuttofare nel maso per un " un pezzo di pane" come dicevano qua. Tanti sono restati in VG, sono sposati, questo si vede dai cognomi diffusi o rari di famiglie gardenesi.
Evoluzione recente :L'annessione dell'Alto Adige all'Italia, nel 1919, comportò l'abrogazione della legge sul maso chiuso, istituto estraneo alla tradizione giuridica italiana. Ciononostante esso sopravvisse come consuetudine. Dopo la seconda guerra mondiale, in seguito al riconoscimento costituzionale dell'autonomia all'Alto Adige/Sudtirolo, la legislazione teresiana ritornò in vigore, almeno nei suoi aspetti più qualificanti. Ma con il passare degli anni, la legge sul maso chiuso dovette essere riformata, in particolare per quegli aspetti che riguardavano la parità degli eredi di sesso femminile, e la tutela del coniuge superstite. Il risultato di questa riforma è confluito nella "Legge Provinciale 28 novembre 2001, n. 17".

Oggi, in Alto Adige, esistono circa 12.300 aziende classificate come masi chiusi.

di marmellata di castagne: sulla strada insieme con i maroni vendevano anche dolci riempiti di questa marmellata... Buoni!... M-mmm...:D
 
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...
di marmellata di castagne: sulla strada insieme con i maroni vendevano anche dolci riempiti di questa marmellata... Buoni!... M-mmm...:D

Quando l'abbiamo comprata noi, direttamente al convento, ce l'ha venduta una suora simpaticissima.
Disse che era fatta da loro (vero) e la prendevano con un ottimo passatempo per il periodo "di bassa".
In effetti c'è da pensare che durante i corti giorni tardo autunnali e invernali le suore non è che c'abbiano molto da fare.



Conosco le evoluzioni del maso chiuso e ne condivido solo in parte il concetto.

Il racconto di nonno Balthasar si riferiva ai suoi tempi.
A noi paiono lontanissimi ma si parla in realtà di pochi decenni.

Il maso chiuso ha perpetuato l'integrità del patrimonio a discapito di tutti i figli tranne il 1°.
Balthasar descrisse come una grande conquista, quello che a noi pare ovvio, cioè l'uguaglianza tra 1° figlio maschio e 1a figlia femmina.
Un maso chiuso era appannaggio totale del primo figlio maschio anche se questo arrivava dopo 5 femmine.
Essere passati dal concetto di 1° figlio maschio al concetto di 1° figlio è stato un passaggio epocale.

Ciao
 
e se primo non voleva ereditare il maso, come dicedevano? chi? Il "re" locale? una commisione adesso che decide quanto si puo stacare per altri fratelli?
dalla Wikipedia
L'eredità andava di solito al figlio maschio maggiore
Diritto di maggiorasco: si, adesso vedo alcune risposte.
Penso che poteva ottenere sempre qualcosa "fuori legge"...

e se nella famiglia nascevano solo femmine? Uno dei parenti stretti maschi ereditava tutto un giorno?

Ma sono convinta ch'è giusto cosi
Il maso chiuso è un'azienda agricola indivisibile.
Per istituire un maso chiuso è necessario che i fabbricati ed i terreni ad esso attinenti permettano il sostentamento di almeno quattro persone
, in caso contrario (dare a tutti una parte uguale della casa e terreni) - non vedremo piu contadini (almeno nei posti dove il turismo prevalentemente sostiene l'economia). Gia cosi vivono di aiuti come contributi provinciali e europei per agricultura in montagna.
 
Grazie, mi hai fatto mostrare un punto della valle che non sapevo fosse così interessante. Da turista della pianura, si è più attratti da Bolzano o da Bressanone.

bel lavoro.
 
e se primo non voleva ereditare il maso, come dicedevano? chi? Il "re" locale? una commisione adesso che decide quanto si puo stacare per altri fratelli?

Ne parlavo con H. Menara proprio nell'estate del 2009 a proposito di un paio di masi chiusi a Glorenza che avevano questo problema.
Non so come andava una volta e non so nemmeno se nel passato vi fossero problemi del genere, tuttavia al momento della discussione (agosto 2009) erano per mano di avvocati e notai perchè la spartizione del terreno non andava bene a tutti i fratelli.
Menara fece 2 battute serafiche e taglienti

  1. Ottima maniera per ingrassare i notai e gli avvocati di turno.
  2. Questo andrà a tutto vantaggio dei masi circostanti che amplieranno i loro terreni acquistando i campi frazionati dei vari fratelli, probabilmente ad un prezzo inferiore rispetto al valore unitario. Alla seconda parte del discorso avresti dovuto assistere, vidi l'amico Menara trasformarsi, seppur per pochi secondi, nell'irriducibile altoatesino che J. Rampold aveva sempre criticato. Disse che quel maso chiuso era destinato a scomparire e con lui un pezzo di storia, il caso specifico non era grave perchè quel maso non era molto antico ma era il concetto ad essere sbagliato perchè avrebbe potuto capitare ad un maso importante.




dalla Wikipedia Diritto di maggiorasco: si, adesso vedo alcune risposte.
Penso che poteva ottenere sempre qualcosa "fuori legge"...

e se nella famiglia nascevano solo femmine? Uno dei parenti stretti maschi ereditava tutto un giorno?

Sia sul discorso fuori legge che sul discorso di solo nascite femminili non ti so dare una risposta.

Ma sono convinta ch'è giusto cosi , in caso contrario (dare a tutti una parte uguale della casa e terreni) - non vedremo piu contadini (almeno nei posti dove il turismo prevalentemente sostiene l'economia). Gia cosi vivono di aiuti come contributi provinciali e europei per agricultura in montagna.

Ad un occhio poco attento (dire con tristezza un 90%) potrebbe apparire sbagliato.
Nell'ottica attualmente imperante del politically correct potrebbe apparire sbagliato.
Il maso chiuso non va interpretato solo in base economica o della disuguaglianza tra fratelli.
E' una questione di sopravvivenza montana e storica. E' un fatto culturale.

Ti faccio un esempio che riguarda il Comelico.
Lì vi sono ampie isole germanofone ma il maso chiuso non esisteva.
Il Comelico è una zona più fertile rispetto a molte aree dell'Alto Adige e vi erano molti più masi, oggi è tutto abbandonato: costruzioni ridotte a macerie, erbacce
e sterpaglie ovunque.
Tutto il patrimonio disperso.
Questo gioca a favore dei più ricchi che se fossero interessati ad una zona ridotta in quello stato la prenderebbero spendendo poco e tutti sappiamo come vanno a finire queste speculazioni in Italia.

Ciao
 
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