male ai polpacci...perchè?

JuanGatton

Il Gatto delle nevi
Ciao a tutti,
quesito tecnico/fisiologico....nonostante una muscolatura piuttosto sviluppata, spesso mi capita a fine giornata di avere i polpacci particolarmente induriti. Direte voi, beh normale! Ma chiedo io, secondo qualche esperto, c'è qualche errore tecnico che potrebbe influire particolarmente sulla cosa???
Grazie!
 
ciao,

premetto che non sono certo un'esperto di tecnica ti riporto le mie sensazioni (così approfitto anch'io delle risposte che ti verranno date:D) dato che è un problema che ho anch'io, tuttavia nelle ultime stagioni, grazie a lezioni individuali ho trovato i miei punti deboli:
- avendo iniziato a sciare a quasi trentanni ero troppo teso, quindi contraevo troppo la muscolatura
- la posizione delle braccia mi faceva arretrare con conseguente indurimento dei polpacci.
Ora scio molto più rilassato e con una corretta posizione, non ho quasi più problemi ai polpacci........... ed ora la parola agli esperti!!!:D
 
Premetto che anch'io NON sono un'esperta:D..lascerò a eventuali interventi di maestri esperti, comunque il fatto che tu abbia dolore ai polpacci nonostante la tua preparazione muscolare e atletica mi fa pensare, come già detto, a un probabile arretramento del peso, cosicchè tendi a caricare non sugli stinchi ma sul polpaccio...hai provato a filmarti mentre scii, o a cercare di capire se magari è un fattore posturale?:D
 
Dipende di cosa stiamo parlando: c'è bisogno di specificare.
Il dolore è MUSCOLARE o TENDINEO?
E' in una zona particolare del polpaccio o è generalizzato?
Una volta tornato a casa o anche la mattina dopo, QUALI MOVIMENTI ESATTI ti danno dolore, POSTO che ce ne siano?
Se mi rispondi, forse ho la risposta al tuo quesito.
 
Dipende di cosa stiamo parlando: c'è bisogno di specificare.
Il dolore è MUSCOLARE o TENDINEO?
E' in una zona particolare del polpaccio o è generalizzato?
Una volta tornato a casa o anche la mattina dopo, QUALI MOVIMENTI ESATTI ti danno dolore, POSTO che ce ne siano?
Se mi rispondi, forse ho la risposta al tuo quesito.

Ciao,
innanzitutto non parliamo di dolore ma di indurimento, lavorano troppo in pratica, si concentra sulla parte bassa
Diciamo che il fastidio più grosso poi ce l' ho camminando, nel momento in cui il tallone si alza, e il fastidio si alza dall' attaccatura al "cuore" vero e proprio del polpaccio
 

.

anche a me succedeva all'inizio, e dopo aver preso qualche lezione il maestro mi spiegò che il più delle volte è un dolore causato alla posizione errata ( appunto arretramento )....vedrai che poi quando capirai come stare sugli sci il dolre che hai sul polpaccio passerà alle tibie almeno le prime volte =)
 
Ciao,innanzitutto non parliamo di dolore ma di indurimento, lavorano troppo in pratica, si concentra sulla parte bassaDiciamo che il fastidio più grosso poi ce l' ho camminando, nel momento in cui il tallone si alza, e il fastidio si alza dall' attaccatura al "cuore" vero e proprio del polpaccio

sembra si tratti del tendine d'achille e del soleo

problemi di scarpe?

Il soleo si allunga molto in pronazione /_

sentiamo che ci dice maxxxxcencinquantacinque lui sa
 
no beh non sono a quel livello, non ho problemi di arretramento così vistosi....forse stavo pensando che per spingere più di tibia dovrei avere uno sci più lungo...
 
Sarò matto, ma a me non pare proprio un dolore da arretramento, anzi da esagerato avanzamento.
Mi sembra il classico dolore da ghiacciaio, di quello che ti viene quando prendi continuamente lo skilift e non altri impianti, in poche parole una piccola elongazione dovuta al fatto che non riposi mai quella parte.
Hai fatto caso a quando ti viene? cioè: ti viene sempre sempre sempre oppure solo in circostanze particolari?
Un dolore da arretramento coinvolge l'intero polpaccio e spesso anche l'adduttore, e non porta a un semplice indurimento, ma a veri e propri dolori con tanto di crampi....e il fatto che ti faccia male quando alzi il piede mentre cammini mi fa propendere per l'ipotesi che ti sto proponendo.
Non ho LA VERITA', è semplicemente un'ipotesi dovuta all'esperienza.
 
JuanGatton dice di essere muscoloso, ma non ci dice che altri sport pratica: ad es. il ciclismo rafforza, ma accorcia il polpaccio.
Se oltre allo sci praticasse molto ciclismo, la protratta elongazione di un polpaccio "corto" durante lo sci spiegherebbe il dolore.
 
Sullo skilift, oltre all'elongazione, interviene un certo "lavoro eccentrico muscolare" per tenere la posizione e non far scappare gli sci dequaedellà.

Un buon rimedio è quello di aspettare qualche minuto prima di ripartire con gli sci in piano in modo da aprire l'angolo frontale tra piede e caviglia, sciogliendo un pò le gambe e rilassando la muscolatura in modo che si riequilibri> dargli un pò di respiro insomma:D

aggiungo anche che se nello sciare si utilizzano soltanto movimenti di distenzione e piegamento (sueggiù) sono i muscoli del polpaccio a lavorare parecchio, se sciamo sugli spigoli e quindi praticando la corretta inclinazione laterale sviluppiamo anche il lavoro degli adduttori e "alleggeriamo" il compito ai polpacci.
Sciare poi "rilassati" dosando l'energia coinvolta ed inserendola quando ci vuole, misurando il respiro e accordandolo con l'intensità del movimento richiesto, "ascoltando" le sensazioni di bruciore o tensione insomma le risposte muscolari allo sforzo migliora le prestazioni e la consapevolezza dei propri limiti.
Si consiglia una migliore consapevolezza del proprio corpo e delle sue matrici motorie:D

@maxxx155 non sei matto e cmq sei nel caso in buona compagnia :D perchè anche io penso sia dovuto ad un esagerato avanzamento indotto da vari fattori:1) inclinazione delle plastiche dello scarpone, 2)se siamo in salita il piede rispetto alla tibia forma un angolo acuto,3) questo avviene anche in discesa proprio per non arretrare

(studio queste cose per migliorare l'espressione del movimento nella danza e preservare il mio corpo da stress>mi accingo ad intraprendere un corso per trainer in girokynesis per aumentare le mie potenzialità e il controllo dei miei movimenti, non sono ne un medico ne un fisioterapista)
Sarò matto, ma a me non pare proprio un dolore da arretramento, anzi da esagerato avanzamento.
Mi sembra il classico dolore da ghiacciaio, di quello che ti viene quando prendi continuamente lo skilift e non altri impianti, in poche parole una piccola elongazione dovuta al fatto che non riposi mai quella parte.
Hai fatto caso a quando ti viene? cioè: ti viene sempre sempre sempre oppure solo in circostanze particolari?
Un dolore da arretramento coinvolge l'intero polpaccio e spesso anche l'adduttore, e non porta a un semplice indurimento, ma a veri e propri dolori con tanto di crampi....e il fatto che ti faccia male quando alzi il piede mentre cammini mi fa propendere per l'ipotesi che ti sto proponendo.
Non ho LA VERITA', è semplicemente un'ipotesi dovuta all'esperienza.
 
Ciao a tutti,
quesito tecnico/fisiologico....nonostante una muscolatura piuttosto sviluppata, spesso mi capita a fine giornata di avere i polpacci particolarmente induriti. Direte voi, beh normale! Ma chiedo io, secondo qualche esperto, c'è qualche errore tecnico che potrebbe influire particolarmente sulla cosa???
Grazie!

Capitava anche a mè in passato, a causa degli scarponi troppo grandi.
Purtroppo se non ci si imbatte in un venditore veramente capace, spesso si acquistano scarponi un pò "abbondanti".
con l'uso poi le scarpette cedono un pò ed ecco che dopo un anno il piede "naviga all'interno della scarpa.
Senza accorgemene, mentre sciavo, tendevo ad alzare le dita dei piedi verso l'alto, per avere più sensibilità e questo movimento mette in tensione il polpaccio, con tutte le conseguenze.
Prova a metterti seduto su una sedia, con il piede che preme ben appoggiato a terra, e tira le dita dei piedi verso l'alto.
 
Sullo skilift, oltre all'elongazione, interviene un certo "lavoro eccentrico muscolare" per tenere la posizione e non far scappare gli sci dequaedellà.

Un buon rimedio è quello di aspettare qualche minuto prima di ripartire con gli sci in piano in modo da aprire l'angolo frontale tra piede e caviglia, sciogliendo un pò le gambe e rilassando la muscolatura in modo che si riequilibri> dargli un pò di respiro insomma:D

aggiungo anche che se nello sciare si utilizzano soltanto movimenti di distenzione e piegamento (sueggiù) sono i muscoli del polpaccio a lavorare parecchio, se sciamo sugli spigoli e quindi praticando la corretta inclinazione laterale sviluppiamo anche il lavoro degli adduttori e "alleggeriamo" il compito ai polpacci.
Sciare poi "rilassati" dosando l'energia coinvolta ed inserendola quando ci vuole, misurando il respiro e accordandolo con l'intensità del movimento richiesto, "ascoltando" le sensazioni di bruciore o tensione insomma le risposte muscolari allo sforzo migliora le prestazioni e la consapevolezza dei propri limiti.
Si consiglia una migliore consapevolezza del proprio corpo e delle sue matrici motorie:D

Skiss queste righe me le imparo a memoria e st'inverno me le gioco un casino, farò un figurone :D :D :D
 
Capitava anche a mè in passato, a causa degli scarponi troppo grandi.
Purtroppo se non ci si imbatte in un venditore veramente capace, spesso si acquistano scarponi un pò "abbondanti".
con l'uso poi le scarpette cedono un pò ed ecco che dopo un anno il piede "naviga all'interno della scarpa.
Senza accorgemene, mentre sciavo, tendevo ad alzare le dita dei piedi verso l'alto, per avere più sensibilità e questo movimento mette in tensione il polpaccio, con tutte le conseguenze.
Prova a metterti seduto su una sedia, con il piede che preme ben appoggiato a terra, e tira le dita dei piedi verso l'alto.

ciao
gli scarponi sono perfetti, mi sono fatto 200 km per andare a comprarli dalla persona giusta ;)
il discorso skilift mi convince poco perchè è una cosa che mi capita anche dove di skilift non ce ne sono

propendo molto per l' interpretazione di Ulrico: non sono un grande ciclista ma in effetti ho il polpaccio piuttosto alto, probabilmente è la conformazione stessa del muscolo che mi causa fastidi nella continua elongazione (da qui proprio il fastidio dal basso del muscolo, quando spingo con l' avampiede piede verso il basso e il tallone verso l' alto) sommato probabilmente alla conformazione della pianta del piede un po' arcuata
 
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