Alla scoperta dell'Appennino tosco emiliano!

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Sci_cane
“Topic in progress”, con gli identikit di varie montagne dell'Appennino tosco-emiliano: foto, informazioni sui sentieri, consigli sugli itinerari... spero possa tornare utile, in rete non si trova poi tutta quella roba!
Se le informazioni mano a mano saranno più carenti vorrà dire che mi starò rompendo le biglie; per quanto riguarda le foto, spero invece che in fututo saranno migliori, dato che ho appena sostituito il vecchio macchinario. Al primo nuovo giro foto più decenti dunque! :D
Se poi qualcun altro si vuol prendere la briga di postare anche lui qualche identikit, sarà il benvenuto! Scopriamo e facciamo scoprire l'Appennino in questo forum dolomitocratico!!!:HIP:HIP

Monte Sillara , 1861 metri slm
Si trova sul crinale dell'Appennino tosco emiliano, entro i confini del Parco nazionale, ed è la cima più alta della provincia di Parma. La presenza dei due Laghi Gemelli, il panorama ampio su entrambi i versanti e il percorso abbastanza faticoso la rendono particolarmente affascinante.

La parte toscana del Sillara


Il Sillara si può raggiungere a partire dai Lagoni o da Prato Spilla, sul versante emiliano; ci sono percorsi alternativi anche dalla strada sterrata del passo della Colla, ma li sconsiglio ( sentieri sporchi o estremamente faticosi).
Dalla parte Toscana il discorso è più complicato: un po' perché da quella parte il versante è più scosceso, ma soprattutto perché la strada che arrivava alle pendici del monte è chiusa da anni (anche se ho visto che quest'estate ci stavano lavorando).
Il sillara dall'Alta val Cedra


Da Prato Spilla, 1350 metri:
la piccola località sciistica si raggiunge dall'ex SS Massese, che collega Parma ad Aulla. Da qui si sale per il sentiero 707 fin dopo la Capanna Cagnin, poi si può optare per il crinale (segnavia 00) o il 709: consiglio di tornare su quello non fatto all'andata, come sempre!
Questo itinerario permette di lambire le sponde di ben 7 laghi, e supera un dislivello di circa 700 metri. Di buon passo, in 4 ore comode si fa. A Prato Spilla si trova un rifugio con ristorante self service.
I due Laghi Gemelli, 1750 m


Dai Lagoni, 1340 metri:
per arrivare ai Lagoni occorre fare una strada sterrata di circa 5km, che comunque non presenta grandi difficoltà: quando è periodo di funghi c'è quasi più traffico che in via Emilia...

1 proposta: seguite il 711A, sulla sponda sinistra del lago, almeno fino alla Sella di Rocca Pumaciolo. Da qui si può seguire il 737 verso il Paitino, sul crinale; oppure continuare sul 711, che scende in una valletta spettacolare, senz'altro la più selvaggia e meno frequentata della zona. Frequenti ometti in pietra aiutano a non perdere la traccia, abbastanza flebile. Se scegliete il 711, occhio quando arrivate alla Sella di Rocca Pianaccia: il Sillara è vicino alla vostra sinistra, ma non c'è un sentiero segnato che vada direttamente su: o andate ad intuito, o perdete quota sul 711 per poi risalire col 709. Dalla cima del Sillara scendete col crinale fino al passo Paitino, e da lì per tornare ai Lagoni potete scegliere tra il 737 e il 713. Farla in questo modo comporta 800 metri minimo di dislivello, e 5 ore di cammino ma si può prenderla anche più dolce.
I mulinelli glaciali


2 proposta: dai Lagoni state sulla sponda destra, sul 711 (non A!), che seguite fino alle capanne del Lago Scuro. Da qui il 713 con una discreta salita vi conduce alla Buca della neve, poi sul passo Paitino. Crinale e poi Sillara, poi si può fare 737 più 711A. Il dislivello si attesta così sui 600 metri e se si va alla svelta in 3 ore si sale e si scende. Soltanto, non si toccano i Laghi Gemelli del Sillara.
Ai Lagoni c'è un rifugio che fa panini e menu normale.

I periodi ideali sono primavera ed autunno, come sempre su di qua. Nelle giornate terse (cioè non in estate) dal Sillara si possono contare buona parte delle Alpi e delle isole toscane. Altrimenti ci si può accontentare dei profili dentellati delle Apuane, che sono sempre una bella visuale.
dalla cima
 
Monte Giovo e monte Rondinaio

Queste due cime si trovano in uno dei rari tratti del crinale modenese libero da impianti di risalita: il gran numero di laghi, la vista amplissima e la presenza di imponenti pareti quasi alpine le rendono mete davvero appaganti per l'escursionista.
Il punto di partenza migliore è il lago Santo modenese, 1500 m, raggiungibile in pochi minuti dall'ampio parcheggio sottostante (a pagamento).
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Monte Rondinaio, 1964 m
Dislivello: 500
Tempo: 2,15 h

Poco prima di raggiungere il Lago Santo, si abbandona la carrareccia e si volta a sinistra sul sentiero 523, direzione lago Baccio. In un quarto d'ora si raggiunge questo affascinante specchio d'acqua, dominato dalle pareti strapiombanti del Giovo e dell'Altaretto.
Monte Rondinaio e Giovo, 9, 9 2011 (5).JPG
Qui c'è una diramazione: il 523 è il sentiero principale e prosegue più dolcemente nella valletta, mentre il 521 compie quasi subito una brusca (e piuttosto pericolosa se c'è bagnato) salita su una pietraia al sole; entrambi conducono comunque al Rondinaio e coprono la stessa distanza.
Monte Rondinaio e Giovo, 9, 9 2011 (16).JPG
Salendo sul 521, si raggiunge un crinaletto secondario che a destra regala una vista esclusiva sull'alta valle delle Tagliole, con i laghetti Turchino e Torbido e la sterrata della Foce a Giovo; a sinistra sul gruppo del Giovo; di fronte infine incombe il gran burrone del Rondinaio con in cima la croce.
Poco prima di raggiungere il crinale ToscoEmiliano ci si ricongiunge con il 523: un'ultima salita sulla pietraia conduce senza gran difficoltà in cima.
Monte Rondinaio e Giovo, 9, 9 2011 (32).JPG
Il panorama è straordinario, basta osservare la posizione del Rondinaio su una cartina per rendersene conto... è iper-esposto verso la Toscana, e non ha nulla di più alto a sud-ovest e sud-est. In primo piano il Cimone, le Apuane e il Giovo; più in là l'Alpe di Succiso, il monte Pisano, il Penna; e più in là ancora (posso intuire che nelle giornate terse sia possibile) l'Amiata, l'arcipelago Toscano, la Corsica, le Alpi Marittime e Pennine.
Monte Rondinaio e Giovo, 9, 9 2011 (23).JPG
Terminata la goduria, si può tornare al lago Santo in un'ora scarsa facendo il sentiero che non si è fatto all'andata, oppure proseguire sul crinale per il Giovo (vedi dopo)

Monte Giovo, 1991 m
Dislivello: 500
Tempo: 2,15 h

Monte Rondinaio e Giovo, 9, 9 2011 (17).JPG
Escursione simile alla precedente, ma su tracciati diversi. Raggiunto il lago Santo la parete del Giovo, dominata da una grande croce, sembra davvero vicina: ma è 500 metri più su. Il sentiero 525 brucia tutto il dislivello in un paio di km a dire tanto: è un tracciato per masochisti, quasi tutto fuori dalle piante e in parte scivoloso: l'unico pregio è la vista sui laghi sottostanti.
Monte Rondinaio e Giovo, 9, 9 2011 (49).JPG
Il 529 invece fa un po' di strada in più ma almeno consente di prendere il fiato: in questo caso, raggiunto il bivio al passo Beccaccia si tiene la sinistra sul 527 verso la cima del Giovo.
Anche da qui il panorama è notevole: ciò (il poco) che dal Rondinaio era coperto dalla sagoma di questo gruppo, ora è ben visibile a nord.
Monte Rondinaio e Giovo, 9, 9 2011 (44).JPG

Monte Giovo + Monte Rondinaio
Dislivello: 700
Tempo: 4 h

Questo itinerario permette di compiere un ampio anello intorno al lago Santo, toccando entrambe le cime e percorrendo il tratto spettacolare di crinale che le congiunge. Oltre ai tempi però aumentano anche le difficoltà. Una volta sul Rondinaio (vedi primo itinerario) si torna indietro sulla pietraia per poi seguire lo 00 verso il Giovo.
Monte Rondinaio e Giovo, 9, 9 2011 (34).JPG
I cartelli non dicono nulla sulle caratteristiche di questo sentiero, che presenta un breve tratto attrezzato con cavo e molto esposto (non aggirabile) e diversi altri passaggi meno esposti ma senza il cavo. Certo, nulla di infattibile: però qui il tempo cambia alla svelta, e con vento e/o pioggia tratti del genere possono rivelarsi davvero temibili, soprattutto se affrontati a cuor leggero.
Monte Rondinaio e Giovo, 9, 9 2011 (40).JPG
Comunque ho avuto la fortuna di farli in condizioni ottimali e godermi il panorama: la Garfagnana e le Apuane a sinistra, a destra il lago Baccio su cui precipitano le pareti che ci si accinge a scavalcare. Dopo un'anticima rocciosa ecco la Porticciola, un pinnacolo roccioso che da lontano sembra davvero invalicabile. Una volta di fronte però il sentiero si rivela ben protetto, anche se con qualche sasso scivoloso di troppo. Ormai il Giovo è vicino, ma il pezzo più delicato deve ancora arrivare. Superato un bivio verso la Garfagnana, il sentiero si arrampica sull'Altaretto. Dopo breve ci si trova di fronte una roccia di 5 o 6 metri attrezzata con un cavo e una catena: gli appigli sono buoni, ma a destra c'è un discreto strapiombo.
Passato questo pezzo il grosso è fatto: un ultimo sforzo in salita e si è sul Giovo (vedi secondo itinerario).
Monte Rondinaio e Giovo, 9, 9 2011 (53).JPG
 
Monte Orsaro, 1821m

Il tratto di Appennino che va dal passo del Lagastrello a quello del Cirone ha caratteristiche uniformi: montagne sui 1800 metri in media, versante toscano scosceso ed emiliano più dolce, con numerosi laghi e rocce di origine glaciale. L'Orsaro è la cima più settentrionale di questo gruppo: ben visibile dall'alta Lunigiana ma anche dalla val di Taro, ha la vista aperta verso tutto l'arco alpino; certo, bisogna essere fortunati a trovare la giornata adatta... l'autunno potrebbe essere la stagione giusta.

Monte Marmagna
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L'atmosfera è più tersa, le montagne e i boschi assumono un colore unico... certo il bosco è pieno di cercatori di funghi, ma questi non si spingono fino in cima e non sporcacciano (la cima...) senza pulire come i tanti turisti improvvisati in estate.

Il crinale Tosco Emiliano visto dall'Orsaro con al centro il lago Santo
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Descrivo due semplici itinerari ad anello per scoprire questa bella montagna e i luoghi ad essa vicini. Il punto di partenza è sempre Lagdei (Pr), che è il più comodo. E' comunque bene sapere che si può raggiungere l'Orsaro su sentieri segnati anche dal passo del Cirone e dal rifugio Mattei in Lunigiana; con un po' più di impegno però.

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Monte Orsaro diretto
Dislivello: 580 metri
Tempo: 2h 40 min

Parcheggiato nell'ampia area di fronte al rifugio Lagdei, si percorre un breve tratto sul sentiero illustrato dell Torbiera seguendo per Prato della Valle, Monte Tavola. Dopo breve si entra nell'abetaia e al primo bivio si prende a sinistra il sentiero 725a, in cui già è indicato l'Orsaro.
La traccia sale subito molto ripida ma ampia e ben protetta.

Il sentiero che scende dall'Orsaro alla Bocchetta
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Dopo circa 15 min si incontra un nuovo incrocio con il 723: bisogna proseguire sul 725a, direzione Orsaro – Ronchi di Luciano. La salita prosegue un poco più dolce, attraversando una zona piuttosto desolata di boschi scoscesi, in cui gli abeti sono stati impiantati all'inizio del 900 come specie di ripopolamento. Avevano tagliato un po' troppo...
Al cartello Ronchi di Luciano ci si congiunge con il sentiero 00. Come indicato da diversi cartelli, questo sentiero è chiuso in direzione passo del Cirone (quest'anno) a causa di una frana. Ma a noi non interessa perché dobbiamo andare dall'altra parte, cioè a sinistra (comunque ci sarebbe una deviazione, sempre indicata.

La madonna dell'Orsaro verso la pianura
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Una breve salita conduce sul crinale, alla Foce del Fosco, coperta dal bosco. A questo crocevia di sentieri bisogna restare sullo 00, direzione Orsaro. Dopo un breve tratto ampio, il sentiero per la cima si distacca sulla sinistra (c'è il cartello) e comincia a salire deciso attraverso gli ultimi faggi, dai tronchi contorti dal vento. Usciti dal bosco l'Orsaro si presenta col suo ripido pendio erboso settentrionale, che potrebbe risultare simpatico a qualche sci-alpinista.
La salita ora è piuttosto dura, e come spesso capita quando sei quasi in fondo al pendio e credi di essere in cima, la cima la vedi più avanti... brutto d'estate.

L'Orsaro salendo dalla FOce del Fosco
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Sulla vetta comunque ci si arriva senza troppi sacrifici, e si trova l'orribile (a mio giudizio) scultura della Madonna di un artista lunigianese piuttosto noto. In compenso si gode di un panorama unico su tutto l'Appennino parmense, sulle Apuane, su una parte del golfo della Spezia e se c'è terso sulle Alpi.

Alpi Apuane
Apuane ed orsaro 9-2011 (24).jpg
Si scende dall'altra parte, verso la bocchetta dell'Orsaro. La discesa qui è davvero ripida, e occorre fare attenzione a non scivolare sui sassi smossi. Poco prima della bocchetta, il sentiero gira deciso a destra verso la Lunigiana per aggirare uno sperone roccioso su cui fino a poco tempo fa passava l'unico sentiero attrezzato da un cavo di ferro.

In breve si è alla Bocchetta dell'Orsaro, dove si abbandona lo 00 per il 729 in direzione Capanna Schiaffino-Lagdei. Proprio in prossimità della capanna si lascia il 729 che va al lago Santo per il 727a, seguendo sempre per Lagdei. Sboccati sul 727, in mezzora si è al parcheggio.

Monte Orsaro e Lago Santo
Dislivello: 650
Tempo: 3 ore

Itinerario leggermente più lungo del precedente, che però consente di ammirare il lago più noto di Parma. Da Lagdei si sale verso il lago Santo per il 723a, che parte sulla sinistra proprio all'inizio del parcheggio. In un'ora scarsa si è al lago, che è il più grande dell'Appennino settentrionale fra quelli naturali. Presenta anche un rifugio-bar-ristorante quasi sempre aperto.

Lago Santo e rifugio Mariotti
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Passato il rifugio Mariotti e ignorato il 723 che torna giù a Lagdei, si continua a costeggiare il lago fino ad una fontana, dove il sentiero (719) comincia a salire. All'interno di un'abetaia si incontra un bivio, in cui si gira a destra seguendo per l'Orsaro sul 729, passando in una zona meno frequentata ma affascinante.

La bocchetta dell'Orsaro
Orsaro settembre (2).jpg
Si incontrano subito due zone paludose costeggiate dal sentiero: si tratta di torbiere, antichi laghi interrati frequenti in questa zona di Appennino. La stessa torbiera di Lagdei fu un lago, come suggerisce il nome. Passato il lago Padre, il 729 comincia a salire nella faggeta. Si esce dal bosco in prossimità di una selletta, da cui si apre una bella vista sulla conca della capanna Schiaffino e sull'Orsaro.

La conca della capanna Schiaffino e l'Orsaro
Apuane ed orsaro 9-2011 (28).jpg
Il sentiero perde un po' di dislivello per raggiungere la capanna, da cui si sale alla bocchetta dell'Orsaro sempre seguendo il 729 per poi raggiungere la cima con lo 00.
Per il ritorno si scende dall'altra parte con 00 più 723a (vedi itinerario 1)

Il crinale fra l'Orsaro e la bocchetta
Orsaro settembre (1).jpg

Nota sul cibo: provate i panini di questa zona. Siamo in alta val Parma, cioè la valle di Langhirano e del prosciutto, che è facile trovare più buono qui che non in città; per non parlare del pane, una specialità: mai trovato simile in giro. Fatevi fare mezza ciabatta (o una intera, se avete fame) col crudo, all'alimentari di Bosco di Corniglio o al rifugio Lagdei... non ve ne pentirete!
 
ehi ma questi sono i miei monti... marmagna, sillara, alpe di succiso, monte prado, ventasso, cusna, ecc...
quanti ricordi...
li ho percorsi con mio padre tanti anni fa, qualche anno fa ne ho fatti anche un paio con la bimba nello zaino,
oggi preferisco ammirarli dal basso (ma non troppo) con la mtb
e poi in inverno con gli sci al ventasso cerreto schia pratospilla
 
La mancata salita alla Tofana mi aveva lasciato con l'amaro in bocca... non un monte negro per fortuna. Comunque ho deciso di rifarmi con un'escursione in casa, su uno dei master appenninici che ancora non avevo conquistato.
Il monte Cusna, alias anche Alpe di Cusna, alias il Gigante, alias Omo Morto, con i suoi 2121 metri è la seconda vetta dell'Emilia.
A sinistra il Cusna a destra l'alpe di Succiso

Con sorpresa, un giorno che ero a sciare a MonteCampione ho visto spuntare dall'orizzonte un paio di cime famigliari! A sinistra il Cusna a destra l'Alpe di Succiso, due 2000 appenninici.
Il Cusna visto dagli argini nel parmense

La mole gigante del Cusna, e la sua caratteristica forma di uomo sdraiato o morto che si voglia, lo rendono riconoscibile da buona parte della pianura padana.
Il Cusna con a destra il castello di Torrechiara

Salire sul Cusna significa fare minimo 700 metri di dislivello: ci sono sentieri su diversi versanti: da Febbio, MonteOrsaro, Ligonchio, Civago. Il rifugio più in quota è il Battisti.
Il Cusna dai colli reggiani in primavera

Il CUsna dai colli reggiani in autunno

Quella di Febbio un tempo vantava di essere la stazione sciistica più alta dell'Appennino settentrionale: raggiungeva infatti i 2000 metri con una biposto ora dismessa. Ho avuto la fortuna di farla 3 o 4 anni fa prima che andasse in pensione. Vivaio di Razzoli, Febbio ora fatica a sopravvivere, come altre stazioni sciistiche minori da queste parti. Peccato, perché il suo potenziale era davvero alto...
Cusna da MonteOrsaro, si riconoscono i solchi delle piste

Il Cusna è un enorme massa montuosa di prati, pressoché priva di strapiombi. E' un paradiso per i freeriders, ma molto spesso qualcuno finisce per causare valanghe...
Gli stessi prati in primavera si coprono di fiori, regalando (immagino) spettacoli unici.
Cusna, 8 ottobre (22).JPG

Dalla cima del Cusna lo sguardo spazia in tutte le direzioni: Apuane, arcipelago toscano, Corsica, Amiata, se si è fortunati si può vedere l'arco alpino dai monti Euganei fino alle Marittime. Attorno non ci sono montagne più alte a parte il Cimone, che comunque sta distaccato a sud est.
Cusna, 8 ottobre (43).JPG

Verso la Toscana con le Apuane a destra e il mare

Verso la pianura

I due sentieri che salgono da Monte Orsaro (quelli che ho fatto) sono ben segnati e non presentano pericoli.
Cusna, 8 ottobre (19).JPG

Con l'arrivo dell'autunno i faggi in quota si colorano regalando bellissime sfumature.
Cusna, 8 ottobre (84).JPG

Cardo e pianta di mirtilli

I colori dei faggi
 
Ho scattato una foto simile da Montecampione, si riconosce il Cusna ma l'alpe di Succiso potresti indicarmela nella foto. grazie
 
Giusto, uniamo e valorizziamo!:HIP le 2 foto del lago Palo non le hai fatte qualche mese fa, visti i colori (molto belle tra l'altro!)
 
Giusto, uniamo e valorizziamo!:HIP le 2 foto del lago Palo non le hai fatte qualche mese fa, visti i colori (molto belle tra l'altro!)


Sono foto di questi giorni un pò dopate8--)8--) di saturazione e temp. colore perchè fatte con videocamera senza optional e quindi non rendevano giustizia ai colori splendidi di questi giorni......
grazie comunque.....
 
Anche l'ultima del mio post sul Cusna è saturata....HIHIHI d'altronde con una compatta ci fai poco, facevo le foto normali ed era tutto verde! allora la funzioncina chrome incorporata può rivelarsi utile
 
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