ecco il resoconto della gita:
GIORNO 1 - passo falzarego - gallerie lagazuoi - rifugio lagazuoi - val travenanzes - majarie - rifugio giussani
parto da milano ipotizzando di metterci circa 4 ore per raggiungere il passo di falzarego (l'anno scorso ci ho messo 3 ore per il passo pordoi)
ne impiegherò la bellezza di 6 dato che da cavalese in poi è un delirio di traffico, camper e pullman
arrivato al passo di falzarego guardo la funivia e penso se non mi convenga prenderla per recuperare il tempo perso
cambio idea subito, ed inizio a camminare in direzione delle gallerie lagazuoi
sono le gallerie scavate durante la prima guerra mondiale, ripide, buie ed incredibilmente umide
ripercorrere i luoghi dove si è combattuto un secolo fa mi fa sempre una certa impressione
quando esco dall'ultima galleria si palesano davanti a me le tofane, meta della mia escursione
ridiscendo subito lungo la val travenanzes che si rivela essere bellissima
in più, complice anche l'ora tarda (sono le 16 passate) non c'è in giro praticamente nessuno, e questo me la fa apprezzare ancora di più
arrivo all'attacco delle scalette del minighel e, dopo una rapida occhiata, preferisco non farle
è tardi, non c'è anima viva e sono un po' stanco. meglio non rischiare
proseguo quindi per il sentiero majarie che risale in maniera molto ripida fino alla forcella tra la tofana di rozes e la tofana di mezzo, dove è situato il rifugio giussani
sarà colpa del passo sostenuto che ho tenuto fino a qua a causa del ritardo della partenza, oppure dello zaino a pieno carico
sarà colpa della fibia della ventrale che mi si è rotta e mi ha costretto a scaricare tutto il peso sulle spalle, ma faccio un bel po' di fatica a salire al rifugio
è evidente che non sono in forma come speravo...
raggiungo il rifugio quando oramai il sole sta tramontando, ceno e mi butto a letto
piccola parentesi sul rifugio giussani
è il miglio rifugio CAI in cui abbia mai pernottato
gestione ottima, disponibilità totale, camere pulite e comode, bagno di lusso e cucina ottima
mi chiedono se voglio dormire in camerata da 10 o in camera da 5, vista la piccola differenza economica opto per la camera da 5 e la prima sera me ne danno una solo per me
meglio che stare in albergo
GIORNO 2 - rifugio giussani - vallon de tofana - castelletto - ferrata lipella - tofana de rozes - rifugio giussani
dopo un'abbondante colazione parto per affrontare la ferrata lipella
scendendo lungo il vallon de tofana incontro parecchi camosci (o almeno così sembrano da lontano)
raggiunta la parete della tofana di rozes la costeggio, aggiro tutto il versante est ed arrivo al castelletto
questa prima parte si può anche aggirare per attaccare direttamente la ferrata lipella
si tratta sempre di un percorso all'interno delle gallerie scavate durante la prima guerra mondiale
in questo caso la salita è aiutata da una moderna scala in metallo a tratti quasi verticale
usciti dal castelletto, dopo qualche roccetta attrezzata in discesa si aggira tutta la parete sud della tofana di rozes lungo un ghiaione e si raggiunge l'attacco della ferrata vera e propria
la ferrata lipella è bellissima, immersa in un panorama stupendo (sale per la parete ovest della tofana, è quindi sempre affacciata sulla val travenanzes)
parte subito molto verticale, caratteristica che non cambia per tutto il percorso
la difficoltà è data proprio dalla verticalità e dalla lunghezza (a metà però si puù uscire e raggiungere il rifugio giussani)
i tratti verticali sono interrotti in un paio di casi da delle lunghe cengie (in alcuni casi non attrezzate) che mi fanno procedere a passo lento (le cengie mi obbligano a guardare verso il basso, e se non sono assicurato il vuoto mi fa sempre un po' di paura)
la ferrata è molto frequentata e mi capita anche di fare incontri particolari
prima una coppia di ultracinquantenni (che poi incontrerò di nuovo in vetta) che procedono a passo molto lento a causa dell'insicurezza della signora
il marito invece non fa altro che urlarle addosso ("sali", "stacca quel moschettone", "appoggia quel piede qua" e via dicendo)
meno male che dopo una ventina di minuti riesco a superarli, se no lo manderei a quel paese
nella parte finale vengo raggiuto da un tedesco che sale senza set e, essendo molto veloce, mi si attacca alle chiappe (letteralmente a non più di 20 cm)
la cosa mi da molto fastidio ed alla prima occasione gli chiedo se vuole passare. la risposta è un seccato NO
gli chiedo allora di non starmi troppo attaccato, dato che mi da fastidio e riparto
la scena si ripresenta identica
mi rifermo, gli richiedo di passare, risponde di no, gli chiedo nuovamente di non starmi attaccato
riparto e si riattacca al mio sedere
a questo punto, visto che le parole non servono, ne mollo una proprio quando mi è più vicino
non si scompone e continua a rimanere attaccato!!!!
a questo punto, al primo terrazzino disponibile, mi stacco dalla ferrata, mi tolgo lo zaino e lo costringo così a passarmi davanti
finita la ferrata ci sono ancora circa 200 metri di dislivello per raggiungere la croce di vetta
peccato che la vetta sia immersa in una nuvola che non si sposta, malgrado io sia rimasto li quasi 45 minuti
solo ogni tanto si apre la visuale e si vedono le altre due tofane
nel frattempo arriva in vetta anche il cinquantenne di cui parlavo prima che esordisce così "che bello arrivare in cima, spero ci riesca anche mia moglie"
e io "ma non eravate insieme"
e lui "si, ma era troppo lenta e l'ho lasciata indietro, adesso vediamo se arriva fino a qua o no"
:shock:
dopo poco comprare il suo caschetto
lui scende di qualche metro, la prende per mano e la trascina in vetta
lui "dai che facciamo una foto"
lei, visibilmente provata "fammi riposare un attimo, ti prego"
lui "no, ti riposi in macchina, adesso dobbiamo scendere"
glil faccio una foto e fatico a non intervenire per dire qualcosa
nel frattempo le nuvole si sono un po' diradate (solo verso la val travenanzes) e si vede il rifugio giussani ai piedi della parete della tofana di mezzo
mi incammino verso il rifugio che si raggiunge facilmente per la via normale
altra ottima cena e poi a letto
GIORNO 3 - rifugio giussani - vallon de tofana - sentiero astaldi - rifugio pomedes - ferrata punta anna - sentiero olivieri - rifugio dibona - passo falzarego
visto l'allenamento non ottimale decido di ridurre il percorso dell'ultimo giorno
tagliata senza troppo rammarico la ferrata delle tofana di dentro mi rimangono due opzioni:
1 - scendere lungo il vallon de tofana, prendere il sentiero astaldi e fare la ferrata di punta anna
2 - rimanere in quota e prendere il sentiero che mi porta all'uscita della ferrata punta anna, fare la ferrata olivieri alla tofana di mezzo
siccome un membro autorevole di questo forum mi ha detto che la ferrata di punta anna è "la più bella ferrata che abbia mai fatto", opto per la prima soluzione
scendo lungo il vallon de tofana alla mattina presto
attacco il sentiero astaldi, che altro non è se non una lunga, stretta e bassa cengia che passa sotto la parete di punta anna
risalgo fino al rifugio pomedes e guardo la parete che mi aspetta, bella ripida...
la ferrata attacca poco sopra il rifugio, è molto pià corta della lipella (poco più di un'ora) ma io la trovo più impegnativa
forse a causa dei passaggi estremamente aerei (che mi incutono sempre un po' di timore) forse a causa delle nuvole basse che mi privano della visuale per tutta la salita (cosa che solitamente mi aiuta a stemperare la tensione), però la percorro tutta sempre troppo teso e non me la godo troppo
anche questa è molto frequentata, per fortuna però non faccio incontri "strani"
anzi, incontro due ragazzi gentilissimi che, nel caso volessi continuare la ferrata fino alla tofana di mezzo, si offrono poi di accompagnarmi in macchina fino al passo di falzarego
ma la stanchezza si fa sentiree preferisco scendere lungo il ghiaione che porta al rofugio ra valles
a metà del ghiaione taglio per il sentiero attrezzato olivieri (qualche scaletta e qualche cengia con cavo d'acciaio) che in poco tempo mi riporta al pomedes
una pausa per un panino e poi scendo fino al rifugio dibona, dal quale prendo un comodissimo sentiero pianeggiante, in mezzo al bosco, fresco che mi riporta alla macchina
evito di parlare degli 87 minuti (cronometrati) per fare gli ultimi 3,5 km del passo pordoi perchè se no mi innervosisco troppo
in conclusione, tre giorni fantastici
e il prossimo week end si replica in valgardena