OK: allora come già detto una corda DINAMICA si allunga quando sottoposta a carico, una corda STATICA no.
Quindi: una corda dinamica mi serve per scaricare sulla corda un (improvviso) aumento di carico, salvaguardando tutti gli altri anelli della catena.
Es: arrampico, cado. I punti chiave sono dal basso in alto
- chi mi fa sicurezza
- freno (es 8, grigri)
- ancoraggio (spit, rinvio)
- imbrago
- e non ultimo io.
Se tutti i punti fossero statici e di sufficiente tenuta nulla si rompe, ma io mi prendo una tranvata esagerata.
Caduta su corda statica sollecita paurosamente tutto il resto (per esempio il chiodo! che non è cosa buona o giusta).
Quindi in montagna in genere si usano corde dinamiche.
Fa eccezione la corda fissa, che è bene sia statica.
Farebbe eccezione una corda per uso solo calata, come accennato sopra, ma più per il confort che a fine calata l'elasticità disturba un po'.
Di solito non è realistico: uno si porta una corda e usa quella.
So che a volte le guide che escono per itinerari di friraid si portano una corda statica da 5mm per eventuali calate (qui il vantaggio non è tanto la staticità quanto una questione di peso e ingombro).
Una volta andava di moda il kevlar, che ha il difetto di essere una cifra sensibile agli UV.
Ora esistono lo spectra e mglio ancora il dyneema.
Come detto sopra a occhio un 5 tiene una tonnellata, un 6 una tonnellata e mezzo.
Corde statiche: servono dove NON DEVE allungarsi. Per esempio nella vela più il modulo di allungamento si avvicina a zero meglio è. Inoltre i carichi sono quasi sempre statici (anche se come niente arrivano a centinaia di kg).
In generale quindi:
- se hai bisogno una corda che "assorba" l'energia allungandosi corda dinamica (esempio: guinzaglio del cane)
- se devi sollevare un peso costante corda statica (es calare il cocomero nel pozzo).
Per finire, visto che il discorso si sta allargando, il tipo di recupero di corda di cui si parla sopra è fattibile ma in genere non si trova sui manuali del CAI.
A buon intenditor poche parole... ;-)