Tutto inizia con una telefonata dell'amico Dani, e i sogni che avevo ormai riposto per l'anno a venire hanno ripreso vita. Si doveva essere in quattro: Dani in arte "Pinna" ,
Cecco in arte "Cecco", Rolli in arte "Rufus" ed il sottoscritto.
Purtroppo Rufus ci ha mollato per un contrattempo e la compagnia si e' ridotta a tre, pochi ma buoni.
Ritrovo a Madonna di Campiglio nella serata di sabato, raggiungo Pinna e Cecco in pizzeria, trangugio una pizza margherita e una birra media e in men che non si dica siamo al rifugio Vallesinella (1500mt) tutti e tre infuocati per la voglia di iniziare la nostra gita.
Cominciamo a salire verso la nostra tappa serale ovvero il Rifugio Tuckett (2230 mt circa) Carichi come dei muli alla luce solo delle frontali, il sentiero e'una scala continua fino ai 2000 mt circa e le gambe si sentono, ma la compagnia e l'eccitazione tengono altissimo l'umore e la fatica non si sente.
Per fortuna arrivati alla quota neve, tracce di chi ci ha preceduto durante il giorno ci guidano fino al rifugio, senza di quelle il nostro arrivo sarebbe davvero stato difficile. Il Tuckett e' molto bello, un piccolo edificio intero e' riservato all'uso invernale e ci accomodiamo stanchi ma felici in una grande camera da 7 posti tutta per noi. Qualche chiacchera e a nanna pensando a quello che ci aspetta il giorno dopo. La mattina alle 5:00 siamo in piedi, il sole accarezza le cime innevate tingendole di rosa, l'aria e' fresca, noi smaniosi di conquistare la cima. La salita split e sci ai piedi procede velocemente e si fa presto a trovarsi all'attacco del canale, ci precedono alcuni ragazzi anche loro ospiti al tuckett che ci fovoriranno la salita nel canale con le loro tracce.
E' per noi arrivato il momento di togliere gli sci e calzare ramponi e armarci di piccozze.
La progressione e' buona anche se man mano che si guadagna quota l'altitudine si fa sentire e giunto a 2900 mt comincio a pormi obiettivi molto ravvicinati del tipo 25 passi poi pausa e così via; questo sistema mi fa risparmire fiato senza affannarmi troppo. Al termine del primo tratto di canale alcune scariche di neve farinosa provenienti dalle rocce soprastanti ci spronano ad accellerare visto che in questa stagione le temperature salgono in pochissimo tempo e fa gia' di per se' caldo. Si giunge col fiatone a ridosso dell'ultimo tratto di misto dove roccia e neve si mescolano incrementando le difficoltà ed anche la soddisfazione ed il piacere di arrampicare. Leghiamo gli zaini ad una fettuccia abbandonando il pesante fardello e cominciamo a salire con solo ramponi e piccozze verso la cima: mi sembra di volare così leggero, godo del potermi tenere alla roccia lasciando le picche, mi godo quell'ultimo tratto, impegnativo ma molto bello da arrampicare, stando attentissimo ad ogni singolo movimento visto la friabilita' della roccia e la neve che col salire delle temperature si squaglia. Ci fermiamo appena prima della vetta perché la cresta che ci porterebbe in vetta ci appare troppo pericolosa visto le temperature e le condizioni della neve. Due foto e si scende, raggiunti gli zaini decidiamo di calarci con una doppia fino all'ingresso del canale per sicurezza.
Per poter montare la tavola e calzarla ci aspetta un bel lavoro di approntamento piazzola ed eseguire tutte queste operazioni su un pendio di 45/50 gradi non e' semplicissimo; ci aiutiamo a calzare la tavola e siamo pronti a scendere.
La neve e' bella con un 20 cm di farina pazzesca e con una decina di curve siamo fuori dal canale nord, ora la neve cambia consistenza divenendo pesante anche se la surfata rimane piacevole. Si giunge ai piedi del tuckett recuperiamo alcune cose che avevamo lasciato in loco e un po' di energie e ripartiamo per tornare alle auto. L'ultimo tratto la stanchezza si fa sentire e la sete mi prosciuga le ultime energie. Faticosamente raggiungiamo le auto pronti per la doppia birra finale col sorriso stampato e i sogni che vanno ad un altro canale visto dal tuckett meta buona per l'anno prossimo.
Grazie ragazzi e'stato un piacere, alla prossima.
Cecco in arte "Cecco", Rolli in arte "Rufus" ed il sottoscritto.
Purtroppo Rufus ci ha mollato per un contrattempo e la compagnia si e' ridotta a tre, pochi ma buoni.
Ritrovo a Madonna di Campiglio nella serata di sabato, raggiungo Pinna e Cecco in pizzeria, trangugio una pizza margherita e una birra media e in men che non si dica siamo al rifugio Vallesinella (1500mt) tutti e tre infuocati per la voglia di iniziare la nostra gita.
Cominciamo a salire verso la nostra tappa serale ovvero il Rifugio Tuckett (2230 mt circa) Carichi come dei muli alla luce solo delle frontali, il sentiero e'una scala continua fino ai 2000 mt circa e le gambe si sentono, ma la compagnia e l'eccitazione tengono altissimo l'umore e la fatica non si sente.
Per fortuna arrivati alla quota neve, tracce di chi ci ha preceduto durante il giorno ci guidano fino al rifugio, senza di quelle il nostro arrivo sarebbe davvero stato difficile. Il Tuckett e' molto bello, un piccolo edificio intero e' riservato all'uso invernale e ci accomodiamo stanchi ma felici in una grande camera da 7 posti tutta per noi. Qualche chiacchera e a nanna pensando a quello che ci aspetta il giorno dopo. La mattina alle 5:00 siamo in piedi, il sole accarezza le cime innevate tingendole di rosa, l'aria e' fresca, noi smaniosi di conquistare la cima. La salita split e sci ai piedi procede velocemente e si fa presto a trovarsi all'attacco del canale, ci precedono alcuni ragazzi anche loro ospiti al tuckett che ci fovoriranno la salita nel canale con le loro tracce.
E' per noi arrivato il momento di togliere gli sci e calzare ramponi e armarci di piccozze.
La progressione e' buona anche se man mano che si guadagna quota l'altitudine si fa sentire e giunto a 2900 mt comincio a pormi obiettivi molto ravvicinati del tipo 25 passi poi pausa e così via; questo sistema mi fa risparmire fiato senza affannarmi troppo. Al termine del primo tratto di canale alcune scariche di neve farinosa provenienti dalle rocce soprastanti ci spronano ad accellerare visto che in questa stagione le temperature salgono in pochissimo tempo e fa gia' di per se' caldo. Si giunge col fiatone a ridosso dell'ultimo tratto di misto dove roccia e neve si mescolano incrementando le difficoltà ed anche la soddisfazione ed il piacere di arrampicare. Leghiamo gli zaini ad una fettuccia abbandonando il pesante fardello e cominciamo a salire con solo ramponi e piccozze verso la cima: mi sembra di volare così leggero, godo del potermi tenere alla roccia lasciando le picche, mi godo quell'ultimo tratto, impegnativo ma molto bello da arrampicare, stando attentissimo ad ogni singolo movimento visto la friabilita' della roccia e la neve che col salire delle temperature si squaglia. Ci fermiamo appena prima della vetta perché la cresta che ci porterebbe in vetta ci appare troppo pericolosa visto le temperature e le condizioni della neve. Due foto e si scende, raggiunti gli zaini decidiamo di calarci con una doppia fino all'ingresso del canale per sicurezza.
Per poter montare la tavola e calzarla ci aspetta un bel lavoro di approntamento piazzola ed eseguire tutte queste operazioni su un pendio di 45/50 gradi non e' semplicissimo; ci aiutiamo a calzare la tavola e siamo pronti a scendere.
La neve e' bella con un 20 cm di farina pazzesca e con una decina di curve siamo fuori dal canale nord, ora la neve cambia consistenza divenendo pesante anche se la surfata rimane piacevole. Si giunge ai piedi del tuckett recuperiamo alcune cose che avevamo lasciato in loco e un po' di energie e ripartiamo per tornare alle auto. L'ultimo tratto la stanchezza si fa sentire e la sete mi prosciuga le ultime energie. Faticosamente raggiungiamo le auto pronti per la doppia birra finale col sorriso stampato e i sogni che vanno ad un altro canale visto dal tuckett meta buona per l'anno prossimo.
Grazie ragazzi e'stato un piacere, alla prossima.