Vittoria ambientalista e sconfitta per l'ambiente? Bloccata riconversione Porto Tolle

Fabio

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Staff Forum
Il CCS è una tecnologia che prende i fumi d iscarico di una centrale/impianto, li pulisce, tira via da essi la CO2 e poi accumula (in qualche modo) la CO2 tolta.

Il suo potenziale per alcuni studi è "consistente" ma come si vede la tecnologia non è affatto matura, anzi è ancora in fase di sperimentazione (ecco perchè chi prima parte potrebbe avere notevoli vantaggi, soprattutto considerando quanto carbone ciene usato in cina):
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C'è un bellissimo progetto in Italia, un progetto d'avantguardia, nel quale si pensa di prendere una centrale a Porto Tole (Veneto) e di farla funzionare a carbone iniziando a studiare questo CCS. Il progetto è un progetto pilota a livello europeo, avrebbe ricadute sulle conoscenze scientifiche della zona ed italiane enormi (dalla chimica, alla fisica, alle scienze applicate passando per geologia etc.).

Bene, o male, questo progetto ora è bloccato.
http://corrieredelveneto.corriere.i...ata-via-ministero-ambiente-190669193439.shtml

A mio avviso, poichè sarà molto improbabile che la nazione non necessiti più di energia, bloccare un progetto pilota del genere è una ferita per l'ambiente.

I ricorrenti, tra cui il Wwf (insieme con Greenpeace, Italia nostra, operatori turistici, alberghieri, e di balneari, associazioni di pescatori, e cittadini organizzati in gruppi), avevano impugnato il provvedimento del ministero dell’Ambiente prima al Tar che però a giugno dell’anno scorso aveva avuto esito negativo. Il Consiglio di Stato, di cui si attendono le motivazioni, rende nullo il decreto con il parere favorevole sulla Valutazione ambientale da parte del ministero dell’Ambiente. Greenpeace «esulta per la decisione del Consiglio di Stato. Battuta quindi la tesi dell’Enel - si legge in una nota dell’associazione ambientalista - secondo cui la centrale a carbone sarebbe meno inquinante di una equivalente centrale a gas». «Viene travolto anche il provvedimento del ministero dello Sviluppo economico con cui si autorizza la costruzione dell’impianto». A riferirlo all’agenzia Ansa è l’avvocato di tutti i ricorrenti Matteo Ceruti. «La sentenza del Consiglio di Stato arriva in un giorno particolare: quello in cui gli elettori hanno bocciato alle urne quegli amministratori di Rosolina che negli ultimi 5 anni sono stati parte attiva nei ricorsi contro la riconversione della centrale di Porto Tolle». Lo sostiene in una nota Maurizio Ferro, portavoce del Comitato Lavoratori della centrale di Porto Tolle. Lo stop alla conversione a carbone della centrale di Porto Tolle dell’Enel deciso dal Consiglio di Stato è un «danno per l’economia nazionale». Lo afferma in una nota il gruppo elettrico, che «prende atto con stupore della sentenza». (Ansa)
Fra 15 anni sentiremo forse gli stessi attuali promotori del NO auspicare l'acquisto di questa costosa tecnologia... sviluppata all'estero.
 
La cosa assurda è che la regione Veneto ed in generale tutto il nordest dava per scontata la riconversione. I piani energetici futuri e le pianificazioni che si sono fatte e che si stanno facendo si basavano su questa centrale che sarebbe stata in grado di dare una "bella botta" di energia. Ora non ho la minima idea di come si soddisferà il fabbisogno futuro. Ci penseranno i promotori della chiusura... spero.
Strano che i media grossi non diano risalto a questa notizia, le possibili riflessioni economiche sull'interno nord non sono piccole.
 
ENEL ha detto che probabilmente investira all'estero. Come peraltro tutti gli altri investitori stanno gia facendo, italiani e no.

http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=149659&sez=NORDEST

ROVIGO - Lo stop alla conversione a carbone di Porto Tolle è un «danno per l'economia nazionale». Lo afferma in una nota l’Enel che «prende atto con stupore della sentenza» e ricorda come «questa decisione rischia di cancellare un progetto necessario per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici del Paese e per la riduzione del costo finale dell'energia, progetto che vedeva un investimento da circa 2,5 miliardi di euro e oltre 3 mila posti di lavoro per i 5 anni necessari a costruire l'impianto». Di fronte alle accuse di rischi di inquinamento, Enel replica che l’impianto «avrebbe migliorato di molto l'ambiente con l'utilizzo delle più avanzate tecnologie di abbattimento di fumi e inquinanti. In vista dell'avvio dei lavori, previsto per fine anno, Enel aveva già qualificato 400 aziende e indetto 52 gare per un valore di circa 1,8 miliardi di euro pari a circa il 70 per cento dell'intero investimento». Con questa decisione «si impedisce la realizzazione del primo impianto in Europa di cattura e sequestro dell'anidride carbonica su scala industriale, sostenuto dall'Unione Europea». Per questo, «se necessario, a malincuore, Enel si vedrà costretta a portare gli investimenti in altri paesi interconnessi con l'Italia».

Il Gazzettino riporta le impressioni di Imprenditori e sindacati

http://www.gazzettino.it/articolo_app.php?id=38619
 

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Ma se il CCS è una tecnologia a favore dell'ambiente come mai è stata bloccata proprio dagli ambientalisti? E' proprio paradossale, nel progetto del CCS si avevano vantaggi per tutti:
- produzione energia
- con basso impatto ambientale
- occupazione
- ricerca e sviluppo in innumerevoli ambiti
- ripristino ed uso di un'area già stigmatizzata.

Non riesco a capire, ci sarà sicuramente un qualche motivo serio per una decisione del genere... altrimenti... si salvi chi può :PAAU
 
Non riesco a capire, ci sarà sicuramente un qualche motivo serio per una decisione del genere... altrimenti... si salvi chi può :PAAU

Te lo riassumo brevemente (abito nelle vicinanze, notizie prese direttamente):
la centrale è all'interno del parco regionale del delta del Po, a detta del Cons. Stato andava presa in considerazione, prima della riconversione a carbone, la possibilità di riconversione a gas (metano), considerata la soluzione migliore come ecocompatibilità ma esclusa fin da subito dall'enel per i maggiori costi di esercizio
(nelle vicinanze esiste un rigassificatore, ma di proprietà dell'edison).
Considerazioni mie:

- il Cons. di Stato (che spero abbia preso una decisione basandosi sul parere di esperti:-?) dovrebbe sapere che l'unico modo per rendere conveniente l'utilizzo del metano consiste nell'estrarlo sul posto (cosa che avveniva fino agli anni 70), peccato che per il territorio sia soggetto a subsidenza, la quota del terreno (viviamo sotto il livello del mare) si abbassa ogni anno di circa 1,5 cm e nel ventennio in cui si è estratto il metano di 15/20 cm all'anno, in conclusione la sentenza (parere personale) sembra voler dire:
non si inquini ma allagate pure le popolazioni per rispetto dell'ambiente!
 
conclusione la sentenza (parere personale) sembra voler dire:
non si inquini ma allagate pure le popolazioni per rispetto dell'ambiente!
Quindi, mi pare di capire, anche la popolazione locale è rimasta sorpresa dalla scelta. Grazie.
 
Mi permetto di esprimere un'opinione del tutto personale.
In Italia le organizzazioni "verdi", "ambientaliste" ecc sono francamente ridicole: sanno solo dire NO a qualunque cosa senza minimamente pensare alle ricadute positive di un progetto.
Da anni, la loro strategìa di marketing politico si basa sul farsi vedere come i "buoni" contro i "cattivoni inquinatori"....ed avrei molti esempi in merito.
Il problema è duplice: a)non si risolvono i problemi dicendo sempre e solo NO, si dovrebbero fare proposte serie e strutturate e non assurdità guidate da un'ideologia; b)i Verdi, facendo come hanno fatto, hanno perso totalmente la rappresentanza parlamentare che invece i loro omologhi in nazioni come Germania e Svizzera e presso il Parlamento Europeo mantengono, evidentemente perchè si comportano in maniera differente.
Per dire: il problema del trasporto su gomma non è risolvibile in altro modo se non spostando le merci sui treni; però certe organizzazioni spingono per non puoi fare suddetti treni (per mille ragioni...) e quindi rimaniamo con i mille camion su strada, il traffico, gli incidenti, i costi, l'inquinamento. Proposte alternative? Ridurre il trasporto su gomma, in che modalità bene bene non si sa.
In poche parole, questo schieramento contro la proposta citata da Fabio per me è l'ennesimo esempio di miopia ideologica: meglio niente subito "perchè il carbone è cattivo" che un "qualcosa" domani; meglio le auto elettriche in città, però con l'energia prodotta non-si-sa-bene-dove ma NIMBY, ovviamente.
Bah!!!!
 
Quindi, mi pare di capire, anche la popolazione locale è rimasta sorpresa dalla scelta. Grazie.

Molto sorpresa, tieni presente che oltre alle considerazioni in merito all'inquinamento (doverose) la zona è molto depressa e 4000 posti di lavoro (compreso l'indotto) riuscirebbero a sanare molte problematiche lavorative /sociali, basti pensare che la più grande fabbrica della provincia (bassano grimeca) ha lasciato a casa nell'ultimo mese (è stata acquistata da un nuovo compratore) circa 400 persone, la pesca è in crisi e ha raggiunto il max numero di addetti possibile, l'agricoltura è in forte declino, industrie non ce ne sono......in sostanza sulla riconversione e futura gestione/manutenzione venivano riposte le aspettative di molti.
 
Grazie.
Quello che mi sorprende è che il blocco è stato contro una tecnologia per limitare l'inquinamento.

E' come se 30 anni fa, in vista dell'installazione di una fabbrica per studiare il fotovoltaico, l'eolico, etc, gli ambientalisti (quelli che sono a favore dell'ambiente...) avessero bocciato il progetto.

Capisco che ci sono le parole carbone-gas nel progetto, ma presumo che chi ha fatto bloccare il progetto abbia capito che era un progetto pilota per una tecnologia a favore dell'ambiente.
 
sono d'accordo che in assoluto non sia stata una scelta sensata.
però, attenzione a giudicare le sentenze solo sotto il profilo logico. magari c'era qualche problema di natura legale (e quindi non è che il CdS dice no alla tecnologia, ma no alla sua applicazione in quel luogo, con quelle modalità, etc etc)
 
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