"carving"= anno zero?

Raffaele75

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confronto:
ottimo sciatore da 20 anni
ottimo sciatore da 10 anni

Secondo voi, l'avvento della sciata moderna (facciamo una decina di anni fa) ha azzerato la tecnica dello sci aprendo un nuovo capitolo? Mi spiego, l'esperienza di un ottimo sciatore (esperienza ventennale) ha valore tecnico aggiunto su un ottimo sciatore che scia per es. da 10 anni?

Oddio non so se ho reso la mia idea!!:-?
 
confronto:
ottimo sciatore da 20 anni
ottimo sciatore da 10 anni

Secondo voi, l'avvento della sciata moderna (facciamo una decina di anni fa) ha azzerato la tecnica dello sci aprendo un nuovo capitolo? Mi spiego, l'esperienza di un ottimo sciatore (esperienza ventennale) ha valore tecnico aggiunto su un ottimo sciatore che scia per es. da 10 anni?

Oddio non so se ho reso la mia idea!!:-?

No, perchè la tecnica che si rispetti, prevede un continuo adattamento, tanto per il tipo di neve che trovi, il tipo di sciata che vai a fare, quindi anche per i nuovi materiali.

Quindi uno sciatore che aveva già raggiunto un ottimo livello, non può dirsi un ottimo sciatore se non ha saputo adattare la sua vecchia tecnica ai nuovi materiali, al tempo stesso uno che ha imparato in epoca carving, non può dirsi uno sciatore completo se ha qualche pecca in qualche circostanza, come possono essere ad esempio le gobbe, la neve primaverile, il fuoripista, ed è schiavo delle sciancrature, quindi non sa eseguire bene un cortoraggio condotto su ripido con sci da GS.

E difatti ci sono maestri vecchio stampo che hanno una tecnica di sciata piuttosto perfettibile, e ci sono ragazzi che sanno andare bene tra i pali, ma che fuori hanno il manico di scopa nel....
 
No, perchè la tecnica che si rispetti, prevede un continuo adattamento, tanto per il tipo di neve che trovi, il tipo di sciata che vai a fare, quindi anche per i nuovi materiali.

Quindi uno sciatore che aveva già raggiunto un ottimo livello, non può dirsi un ottimo sciatore se non ha saputo adattare la sua vecchia tecnica ai nuovi materiali, al tempo stesso uno che ha imparato in epoca carving, non può dirsi uno sciatore completo se ha qualche pecca in qualche circostanza, come possono essere ad esempio le gobbe, la neve primaverile, il fuoripista, ed è schiavo delle sciancrature, quindi non sa eseguire bene un cortoraggio condotto su ripido con sci da GS.

E difatti ci sono maestri vecchio stampo che hanno una tecnica di sciata piuttosto perfettibile, e ci sono ragazzi che sanno andare bene tra i pali, ma che fuori hanno il manico di scopa nel....


ecco, "esser schiavo della sciancratura"!! Questa frase penso sia la abbastanza significativa per chi ha iniziato qualche anno fa.
 
Non mi ritengo affatto un "ottimo" sciatore, ma siccome scio da quasi 40 anni, provo a risponderti, almeno per quel che ho vissuto e osservato personalmente.
A mio modestissimo parere (o IMHO, come usa barbaramente adesso), bisogna distinguere due casi:
NUOVI SCIATORI: la nuova tecnica i nuovi materiali e le piste lisciate e fresate "a biliardo" hanno facilitato ed abbreviato ENORMEMENTE l'apprendimento dello sci ai neofiti.
Io vedo ogni giorno dei principianti, che affrontano piste anche difficili a velocità un tempo impensabili, in ciò favoriti anche dalla perfetta manutenzione delle piste stesse. Per contro, in condizioni di neve o di fondo non perfetti, emergono drammaticamente i limiti di tale rapido apprendimento.

VECCHI SCIATORI (non solo anagraficamente, intendo coloro che, come me, hanno imparato con sci dritti e tecnica "classica"): In genere l'assimilazione della nuova tecnica ed dei nuovi materiali è pressochè istantanea: tale è la differenza in termini di facilità e gestibilità degli attrezzi rispetto ai vecchi sci dritti da 2 metri, che non vi è praticamente transizione; semplicemente ti metti gli sci sciancrati, dai un'occhiata a come fanno gli altri, angoli le lamine e quelli girano da soli (almeno, a me è successo così). In più resta il valore aggiunto di tutta la tecnica classica, perfettamente utilizzabile anche con i nuovi attrezzi, e che consente di cavarsi d'impaccio elegantemente quando la neve non è perfetta e/o la pista non è un biliardo; inoltre il cristiania a medio, corto o cortissimo raggio è divertentissimo, ed io tuttora lo alterno alla conduzione anche quando pista e neve sono perfette.

Concludendo, per me il valore aggiunto c'è eccome!!!
 
Non mi ritengo affatto un "ottimo" sciatore, ma siccome scio da quasi 40 anni, provo a risponderti, almeno per quel che ho vissuto e osservato personalmente.
A mio modestissimo parere (o IMHO, come usa barbaramente adesso), bisogna distinguere due casi:
NUOVI SCIATORI: la nuova tecnica i nuovi materiali e le piste lisciate e fresate "a biliardo" hanno facilitato ed abbreviato ENORMEMENTE l'apprendimento dello sci ai neofiti.
Io vedo ogni giorno dei principianti, che affrontano piste anche difficili a velocità un tempo impensabili, in ciò favoriti anche dalla perfetta manutenzione delle piste stesse. Per contro, in condizioni di neve o di fondo non perfetti, emergono drammaticamente i limiti di tale rapido apprendimento.

VECCHI SCIATORI (non solo anagraficamente, intendo coloro che, come me, hanno imparato con sci dritti e tecnica "classica"): In genere l'assimilazione della nuova tecnica ed dei nuovi materiali è pressochè istantanea: tale è la differenza in termini di facilità e gestibilità degli attrezzi rispetto ai vecchi sci dritti da 2 metri, che non vi è praticamente transizione; semplicemente ti metti gli sci sciancrati, dai un'occhiata a come fanno gli altri, angoli le lamine e quelli girano da soli (almeno, a me è successo così). In più resta il valore aggiunto di tutta la tecnica classica, perfettamente utilizzabile anche con i nuovi attrezzi, e che consente di cavarsi d'impaccio elegantemente quando la neve non è perfetta e/o la pista non è un biliardo; inoltre il cristiania a medio, corto o cortissimo raggio è divertentissimo, ed io tuttora lo alterno alla conduzione anche quando pista e neve sono perfette.

Concludendo, per me il valore aggiunto c'è eccome!!!


la domanda sorge spontanea, ma quella foto in avatar sei tu?? :D
 

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Sinceramente non concordo con gonzales, gli sciatori "old style" che sfruttano almeno decentemente i nuovi materiali, e quindi hanno adattato correttamente la tecnica di base, non sono tantissimi. Almeno per quanto ho visto io....

A meno che non ci sia un fraintendimento nei termini: "in genere", per me = "la maggior parte".
 
In più resta il valore aggiunto di tutta la tecnica classica, perfettamente utilizzabile anche con i nuovi attrezzi, e che consente di cavarsi d'impaccio elegantemente quando la neve non è perfetta e/o la pista non è un biliardo....
Concludendo, per me il valore aggiunto c'è eccome!!!

bravo Gonzales e' la stessa cosa che volevo dire anch'io...

In tutte quelle situazioni dove serve "controllo" e quindi sciate a bassa velocita', o in situazioni di emergenza, o in terreni difficili, la sciata di un tempo e' molto simile o comunque le azioni motorie che servono sono sempre le stesse

chiaramente a patto di adattarsi anche al nuovo, altrimenti si resta degli inguaribili "vecchietti" controruotati come "cavatappi"
 
la domanda sorge spontanea, ma quella foto in avatar sei tu?? :D

No, è mio nonno, la foto risale agli anni 30' , località Bardonecchia.

X Drey: si, hai ragione, forse mi sono espresso male; intendevo dire che, per me e le due o tre persone mie coetanee che conosco, il passaggio ai nuovi materiali non è stato per nulla difficoltoso, e la sciata "binariata" viene subito benissimo (ovviamente su pista bella liscia); naturalmente mi rendo conto che si tende un po' a farsi "portare a spasso" dalla sciancratura; ma del resto si scia per divertirsi.
D'altra parte, volendo essere cattivi, di sciatori che "sfruttano almeno decentemente i nuovi materiali" io ne vedo pochini anche tra i new style....

X Malf64: grazie, il tuo apprezzamento è per me un onore; seguo i vostri bellissimi e utilissimi filmati con interesse, e mi pare che in alcuni venga ben evidenziato il valore della tecnica classica.
Purtroppo un po' controruotato a volte mi ci trovo, ma insomma...
 
D'accordo sia con Drey che con Gonzales. Chi impara ora, a meno di mettersi alla prova su terreni difficili (fuoripista, ripido, gobbe, SOTTOSEGGIOVIA :D ) difficilmente acquisirà quelle skills di base che distinguono molti sciatori della vecchia generazione: La gradualità, la sensibilità nel dosare lo spigolo, la centralità, l'equilibrio sui vari assi. Non per niente non è rado vedere allenatori che portano i bocia degli sci club a fare fuoripista: serve proprio a sviluppare queste doti. Anzi, sono i ragazzini stessi che si buttano, anche perchè è divertente...

Piccolo off topic: Gonzales, tu che hai memoria "storica": vorrei riesumare i vecchi sci di mio nonno: dei Fischer Senator rsl, sono completamente bianchi col bordo nero, logo in punta. Hai idea di che anni possano essere? Forse primi anni '70? E sai per caso che tipologia sono?
 
Sinceramente non concordo con gonzales, gli sciatori "old style" che sfruttano almeno decentemente i nuovi materiali, e quindi hanno adattato correttamente la tecnica di base, non sono tantissimi. Almeno per quanto ho visto io....

A meno che non ci sia un fraintendimento nei termini: "in genere", per me = "la maggior parte".


per questo ti do ragione.. pero' il vecchio che non si e' adattato non fa danniHIHIHI
 
Il confronto vecchio-nuovo è fattibile, il contrario no ovviamente, a meno che non si prenda un 15enne, gli si diano degli RC4 del '94 (che conservo gelosamente) e gli si dica "tè, prova.."

Nella mia esperienza di insegnante, posso dire con certezza che i ragazzi non imparano solamente la conduzione, ma anche altri elementi come serpentine o scodinzoli o curve in fresca, elementi che presuppongono il possesso di una tecnica ottima; comunque, in questi casi, la tecnica necessaria è superiore a quella richiesta da delle semplici curve in conduzione.

Il passaggio vecchio-nuovo invece è mooolto duro. Ho perso il conto dei clienti che ho avuto in questi anni deisderosi di imparare il "carving", sempre con scarsi risultati.
E ritengo (fortunatamente non solo io :D ) di essere un buon maestro.
Il nodo è la conduzione, perchè sul resto se la tecnica c'è, il passaggio è facile - anzi, con gli sci più corti si raddoppia il divertimento dimezzando la fatica.
Il problema, alla base, è che i "vecchi" sciatori non riescono a fidarsi dello sci; sono abituati alla derapata, ad uno sci molto più lento e dunque (giusto o sbagliato che sia) "a sensazione" più prevedibile. Non riescono a piegare piedi e gambe in velocità pensando che lo sci terrà, è più forte di loro. Non so se riesco ad essere chiaro: è esattamente come iniziare ad andare in moto: non riesci a piegarti perchè non sei convinto che la gomma anteriore terrà l'asfalto.

Gli unici risultati li ho visti su mio padre (30anni di sci) che però a)scia abbastanza spesso e b)ha un figlio maestro che può sfruttare per molto più tempo rispetto ad un cliente normale, anche in senso di lunghezza della stagione (più ore, e maggiormente distribuite sull'arco della stagione); e beninteso, nonostante tutto non arriverà mai ad avere lo stesso "coefficiente di bravura" che aveva quando sciava in modo classico.

Questo post non ha pretese di Verità, ovviamente.
 
Giusto malf, "le nevi brutte non esistono" :D e sicuramente chi si fa prendere la mano senza un sufficiente bagaglio tecnico "old" diventa un missile terra terra, pericolosissimo!

Chiaramente chi ha imparato, per dire, 30 anni fa, qualche retaggio se lo porta dietro... sci mai abbastanza larghi, rotazione...
 
Piccolo off topic: Gonzales, tu che hai memoria "storica": vorrei riesumare i vecchi sci di mio nonno: dei Fischer Senator rsl, sono completamente bianchi col bordo nero, logo in punta. Hai idea di che anni possano essere? Forse primi anni '70? E sai per caso che tipologia sono?

No, mi dispiace, non ho memoria di quel modello; negli anni 70 i Fischer che ricordo andassero per la maggiore erano i Superglass, che già allora alimentavano la tradizionale fama Fischer di sci votati a fondi duri e ghiacciati.
 
D'accordo sia con Drey che con Gonzales. Chi impara ora, a meno di mettersi alla prova su terreni difficili (fuoripista, ripido, gobbe, SOTTOSEGGIOVIA :D ) difficilmente acquisirà quelle skills di base che distinguono molti sciatori della vecchia generazione: La gradualità, la sensibilità nel dosare lo spigolo, la centralità, l'equilibrio sui vari assi. Non per niente non è rado vedere allenatori che portano i bocia degli sci club a fare fuoripista: serve proprio a sviluppare queste doti. Anzi, sono i ragazzini stessi che si buttano, anche perchè è divertente...

Piccolo off topic: Gonzales, tu che hai memoria "storica": vorrei riesumare i vecchi sci di mio nonno: dei Fischer Senator rsl, sono completamente bianchi col bordo nero, logo in punta. Hai idea di che anni possano essere? Forse primi anni '70? E sai per caso che tipologia sono?

No, scusami ma non sono d'accordo.
Se parliamo di approccio e di prime sciate ok, ma quando si comincia a fare sul serio tutti gli elementi che hai citato, a meno che non si scii con un maestro cane, si sviluppano anche oggi.
E' sbagliato mettere il discorso su queste rotaie: sarebbe come dire "eh ma uno che impara a guidare oggi, non saprebbe guidare una macchina senza servosterzo" quando le macchine senza servosterzo non esistono più (quelle comuni, non le speciali o da corsa).
Gradualità, sensibilità e centralità sono argomenti che vengono sviluppati fino allo sfinimento; un buon 40%dei nostri corsi di aggiornamento riguarda la centralità....quando poi si comincia ad approcciare all'attività agonistica, vedessi che teste facciamo ai ragazzi con quegli argomenti!!!

NB: Senza alcun intento polemico.
 
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