Ciao!
Oramai siamo in chiusura di stagione, la prima in assoluto per me e la mia fidanzata.
Le prime uscite le ho raccontate qui: http://www.skiforum.it/forum/showthread.php?t=46898&pagenumber= ...
Siam partiti dal campo baby di Lizzola, passando alla pista verde di Spiazzi, quindi la blu e indi la rossa baby. '^^ Nel frattempo abbiamo acquistato dei buoni scarponi entry level, così da preservare le nostre sensibili estremità.
Finalmente, alla prima settimana di marzo, la mia lei prende coraggio e fiducia e si lancia nella proposta che aspettavo "andiamo al rifugio e facciamo la rossa grande" che sarebbe poi la cosiddetta Pagherolo.
Ottimismo e soddisfazione!
Teniamo presente che dopo circa sette ore di lezione io sto cercando di evolvermi in un argento base e lei verso un pieno bronzo avanzato o oltre.
Si lo so che i bronzi/argenti/ori sono indicativi ma giusto per capire come portiamo lo sci.
Prendiamo la seggiovia
Si riesce persino a scendere dalla seggiovia senza problema alcuno.. Si percorrono gli spiazzi e quindi ci si trova davanti all'inizio della Testa, che è una nera ma che all'inizio è abbastanza percorribile, per poi svoltare verso il boschetto e la parte media della rossa. E' pomeriggio avanzato e la neve si presenta in cumuli non propriamente gradevoli, ma d'altro canto è più facile andar piano. ^^
Sul ripido scopro di trovarmi a mio agio e secondo me anche le gambe della mia fidanzata vanno bene, ma lei non se ne rende conto e vede solo la pendenza.
Ad ogni modo facciamo lentamente la parte iniziale e quindi ci inoltriamo nel boschetto. Essendo un passaggio stretto ci passiamo con un onesto spazzaneve e quindi arriviamo sulla metà della pista.
E qui inizia il delirio...
La pendenza è notevole, la pista presenta notevoli cumuli e forse le gambe sono stanche. Risultato, dopo due curve fatte con estrema riluttanza, si arriva al blocco totale!
Non ho più una fidanzata, ma un nanetto di gesso sugli sci. O un gatto di marmo se preferite. Rimane li ferma senza riuscire nemmeno a pensare di voltare gli sci a valle per effettuare una curva. E' talmente nel panico che il pensiero stesso di guardare verso valle la fa sudare. Io provo a smuoverla in vari modi, ma senza ottenere grandi risultati. Onestamente non posso dirle di appoggiarsi a me o tendermi i bastoncini, in quanto non sono abbastanza bravo da fare una cosa del genere, ed ogni mia spiegazione sul fatto che quel tipo di pendenze lo ha già affrontato in precedenza e persino poco prima cade nel vuoto.
Provo a stare vicino, ma non succede niente.
Provo ad allontanarmi e mi prendo una serie di vaffanculi.
Provo ad insultarla a mia volta, ma non ottengo nessun risultato se non quello di vergognarmi io. '^^
Oggettivamente era in uno stato tale da risultare sorda a qualsiasi cosa.
Ad ogni modo, nel giro di una mezzoretta, riusciamo a perdere quota per un centinaio di metri ed arrivare al punto da cui si vede la fine della pista.
La situazione è altamente stressante anche fisicamente. dopo più di mezzora immobile sulla pista mi fanno male le gambe ed i piedi e non oso immaginare le sue condizioni, visto quant'è tesa!
Intanto sono quasi le cinque del pomeriggio... gli impianti sono fermi e a breve chiuderà persino il noleggio, suppongo io.
A quel punto, mentre spiego con calma alla mia dolce metà che ci mancano giusto un centinaio di metri per arrivare alla pista intermedia che conosciamo a memoria e mentre vedo che assolutamente non ce la fa, odiamo un rumore!
E dall'alto della pista vediamo scendere a valle una motoslitta del soccorso alpino.
Finito il turno di lavoro e chiuse le piste, rientrava alla base.
....
Esatto, avete indovinato: ho caricato la fidanzata sulla motoslitta e l'ho mandata a valle e ho potuto riprendere la discesa, ovviamente cadendo liberatoriamente subito dopo.
Ero abbastanza giù di morale poichè il panico che le avevo visto in faccia non lasciava molto ben sperare per un proseguimento futuro del divertimento sulle piste.
Ma invece ho potuto appurare che secondo lei aveva bisogno di migliorare un po' e di rifare la pista con un maestro, quando si fosse sentita pronta.
In pratica l'attacco di panico è stato vissuto in qualche modo come esterno alla sua persona, un po' come un raffreddore che è destinato a passare.
Almeno, così ho capito io.
Per questo motivo questo fine settimana ho organizzato un'uscita prenotando il maestro per due ore...
Al maestro ho spiegato i problemi che avevamo avuti e i nostri obbiettivi tecnici.
Così abbiamo inziato a girare sulla pista facile.
Lei non era per niente convinta, ma poi ha cominciato a divertirsi ed a sciogliersi e abbiamo rivisto un pochetto i nostri movimenti sugli sci...
Finchè, com'era ovvio, il maestro non ha proposto di proseguire facendo la Pagherolo.
Panico totale, stavolta non cieco ma cosciente, e devo dire che il maestro è stato proprio in gamba e rassicurante.
La fidanzata ha ceduto ma sulla seggiovia già ci stava ripensando.
E mi sono dovuto subire un'altra serie di improperi.
Siam andati su fino al rifugio ed era talmente concentrata sulla paura che non si ricordava come scendere dalla seggiovia, tant'è che mi ha buttato per terra. '^^
Ha proposto di riscendere tutti con la seggiovia, ha proposto di rimanere lei ad aspettarci bevendo una cioccolata mentre noi facevamo la pista, ha proposto di farsi portare giù in barella.
Il maestro è stato molto fermo e gentile e decisamente paziente.
E finalmente abbiamo iniziato la pista.
Lei l'ha fatta tutta con lo spazzaneve, ma senza attacchi di panico.
Io l'ho fatta via via migliorando i movimenti delle curve a sci paralleli, tranne il sentiero nel boschetto dove non riesco a serpentinare nello stretto...
E ne siamo usciti vincitori!!
Pista fatta e paura vinta.
Non sarà l'ultima volta di sicuro, ma è un precedente incoraggiante.
Ed una degna chiusura della nostra prima stagione.
Finalmente si può trarre qualche conclusione:
0) Sciare. La neve. La montagna. Il vento freddo.
E' fantastico.
1) Una quindicina di uscite sulla neve, nove ore di lezione.
E mi sembrano pochissime!! Ma la stagione è finita? Ma che cavolo!
2) Gli scarponi presi da Marino.
Ottimi risultati, la mia lei è soddisfattissima ed anche io mi trovo benissimo, ma sono sicuro che alla fine della prossima stagione li cambierò per qualcosa di più sensibile. Per ora aumenterò la rigidità del gambetto.
3) L'abbigliamento acquistato da Decathlon.
E' andato benissimo. Solo ieri, con 15 gradi, mi ha fatto sudare un po'. In precedenza, da -15 a +10 non mi ha dato alcun problema.
4) Evoluzione tecnica.
Bèh, partendo da principianti assoluti non si poteva che migliorare. Io curvo a sci paralleli dappertutto, ma devo imparare a gestirmi sullo stretto ripido ( il classico passaggio ripido nel boschetto) e ho difficoltà a eseguire movimenti decenti quando la pendenza è poca, il che vuol dire che la tecnica è da migliorare molto. La mia lei l'ultimo giorno è riuscita a riavvicinare lo sci interno nelle curve. Siamo soddisfatti.
5) Ma la stagione è veramente finita?
Sono ripetitivo lo so... Spero in altre occasioni e sto già studiando eventuali giorni a les 2 alpes. Ma per scaramanzia ho lavato gli scarponi e il resto...
Oramai siamo in chiusura di stagione, la prima in assoluto per me e la mia fidanzata.
Le prime uscite le ho raccontate qui: http://www.skiforum.it/forum/showthread.php?t=46898&pagenumber= ...
Siam partiti dal campo baby di Lizzola, passando alla pista verde di Spiazzi, quindi la blu e indi la rossa baby. '^^ Nel frattempo abbiamo acquistato dei buoni scarponi entry level, così da preservare le nostre sensibili estremità.
Finalmente, alla prima settimana di marzo, la mia lei prende coraggio e fiducia e si lancia nella proposta che aspettavo "andiamo al rifugio e facciamo la rossa grande" che sarebbe poi la cosiddetta Pagherolo.
Ottimismo e soddisfazione!
Teniamo presente che dopo circa sette ore di lezione io sto cercando di evolvermi in un argento base e lei verso un pieno bronzo avanzato o oltre.
Si lo so che i bronzi/argenti/ori sono indicativi ma giusto per capire come portiamo lo sci.
Prendiamo la seggiovia
Si riesce persino a scendere dalla seggiovia senza problema alcuno.. Si percorrono gli spiazzi e quindi ci si trova davanti all'inizio della Testa, che è una nera ma che all'inizio è abbastanza percorribile, per poi svoltare verso il boschetto e la parte media della rossa. E' pomeriggio avanzato e la neve si presenta in cumuli non propriamente gradevoli, ma d'altro canto è più facile andar piano. ^^
Sul ripido scopro di trovarmi a mio agio e secondo me anche le gambe della mia fidanzata vanno bene, ma lei non se ne rende conto e vede solo la pendenza.
Ad ogni modo facciamo lentamente la parte iniziale e quindi ci inoltriamo nel boschetto. Essendo un passaggio stretto ci passiamo con un onesto spazzaneve e quindi arriviamo sulla metà della pista.
E qui inizia il delirio...
La pendenza è notevole, la pista presenta notevoli cumuli e forse le gambe sono stanche. Risultato, dopo due curve fatte con estrema riluttanza, si arriva al blocco totale!
Non ho più una fidanzata, ma un nanetto di gesso sugli sci. O un gatto di marmo se preferite. Rimane li ferma senza riuscire nemmeno a pensare di voltare gli sci a valle per effettuare una curva. E' talmente nel panico che il pensiero stesso di guardare verso valle la fa sudare. Io provo a smuoverla in vari modi, ma senza ottenere grandi risultati. Onestamente non posso dirle di appoggiarsi a me o tendermi i bastoncini, in quanto non sono abbastanza bravo da fare una cosa del genere, ed ogni mia spiegazione sul fatto che quel tipo di pendenze lo ha già affrontato in precedenza e persino poco prima cade nel vuoto.
Provo a stare vicino, ma non succede niente.
Provo ad allontanarmi e mi prendo una serie di vaffanculi.
Provo ad insultarla a mia volta, ma non ottengo nessun risultato se non quello di vergognarmi io. '^^
Oggettivamente era in uno stato tale da risultare sorda a qualsiasi cosa.
Ad ogni modo, nel giro di una mezzoretta, riusciamo a perdere quota per un centinaio di metri ed arrivare al punto da cui si vede la fine della pista.
La situazione è altamente stressante anche fisicamente. dopo più di mezzora immobile sulla pista mi fanno male le gambe ed i piedi e non oso immaginare le sue condizioni, visto quant'è tesa!
Intanto sono quasi le cinque del pomeriggio... gli impianti sono fermi e a breve chiuderà persino il noleggio, suppongo io.
A quel punto, mentre spiego con calma alla mia dolce metà che ci mancano giusto un centinaio di metri per arrivare alla pista intermedia che conosciamo a memoria e mentre vedo che assolutamente non ce la fa, odiamo un rumore!
E dall'alto della pista vediamo scendere a valle una motoslitta del soccorso alpino.
Finito il turno di lavoro e chiuse le piste, rientrava alla base.
....
Esatto, avete indovinato: ho caricato la fidanzata sulla motoslitta e l'ho mandata a valle e ho potuto riprendere la discesa, ovviamente cadendo liberatoriamente subito dopo.
Ero abbastanza giù di morale poichè il panico che le avevo visto in faccia non lasciava molto ben sperare per un proseguimento futuro del divertimento sulle piste.
Ma invece ho potuto appurare che secondo lei aveva bisogno di migliorare un po' e di rifare la pista con un maestro, quando si fosse sentita pronta.
In pratica l'attacco di panico è stato vissuto in qualche modo come esterno alla sua persona, un po' come un raffreddore che è destinato a passare.
Almeno, così ho capito io.
Per questo motivo questo fine settimana ho organizzato un'uscita prenotando il maestro per due ore...
Al maestro ho spiegato i problemi che avevamo avuti e i nostri obbiettivi tecnici.
Così abbiamo inziato a girare sulla pista facile.
Lei non era per niente convinta, ma poi ha cominciato a divertirsi ed a sciogliersi e abbiamo rivisto un pochetto i nostri movimenti sugli sci...
Finchè, com'era ovvio, il maestro non ha proposto di proseguire facendo la Pagherolo.
Panico totale, stavolta non cieco ma cosciente, e devo dire che il maestro è stato proprio in gamba e rassicurante.
La fidanzata ha ceduto ma sulla seggiovia già ci stava ripensando.
E mi sono dovuto subire un'altra serie di improperi.
Siam andati su fino al rifugio ed era talmente concentrata sulla paura che non si ricordava come scendere dalla seggiovia, tant'è che mi ha buttato per terra. '^^
Ha proposto di riscendere tutti con la seggiovia, ha proposto di rimanere lei ad aspettarci bevendo una cioccolata mentre noi facevamo la pista, ha proposto di farsi portare giù in barella.
Il maestro è stato molto fermo e gentile e decisamente paziente.
E finalmente abbiamo iniziato la pista.
Lei l'ha fatta tutta con lo spazzaneve, ma senza attacchi di panico.
Io l'ho fatta via via migliorando i movimenti delle curve a sci paralleli, tranne il sentiero nel boschetto dove non riesco a serpentinare nello stretto...
E ne siamo usciti vincitori!!
Pista fatta e paura vinta.
Non sarà l'ultima volta di sicuro, ma è un precedente incoraggiante.
Ed una degna chiusura della nostra prima stagione.
Finalmente si può trarre qualche conclusione:
0) Sciare. La neve. La montagna. Il vento freddo.
E' fantastico.
1) Una quindicina di uscite sulla neve, nove ore di lezione.
E mi sembrano pochissime!! Ma la stagione è finita? Ma che cavolo!
2) Gli scarponi presi da Marino.
Ottimi risultati, la mia lei è soddisfattissima ed anche io mi trovo benissimo, ma sono sicuro che alla fine della prossima stagione li cambierò per qualcosa di più sensibile. Per ora aumenterò la rigidità del gambetto.
3) L'abbigliamento acquistato da Decathlon.
E' andato benissimo. Solo ieri, con 15 gradi, mi ha fatto sudare un po'. In precedenza, da -15 a +10 non mi ha dato alcun problema.
4) Evoluzione tecnica.
Bèh, partendo da principianti assoluti non si poteva che migliorare. Io curvo a sci paralleli dappertutto, ma devo imparare a gestirmi sullo stretto ripido ( il classico passaggio ripido nel boschetto) e ho difficoltà a eseguire movimenti decenti quando la pendenza è poca, il che vuol dire che la tecnica è da migliorare molto. La mia lei l'ultimo giorno è riuscita a riavvicinare lo sci interno nelle curve. Siamo soddisfatti.
5) Ma la stagione è veramente finita?
Sono ripetitivo lo so... Spero in altre occasioni e sto già studiando eventuali giorni a les 2 alpes. Ma per scaramanzia ho lavato gli scarponi e il resto...
