Sviluppo dello sci in Friuli: i conti tornano ?

matteo81

Pendolare dello Sci
Prendo spunto da un articolo sotto per fare delle considerazioni.
Negli ultimi anni si e' parlato molto di quello che stanno facendo in FVG per migliorare la situazione delle stazioni sciistiche.

Sono stati fatti numerosi nuovi impianti e piste in tutte le localita.

La perdita di gestione nel 2010 di Promotur e' stata di 3.3 mlioni di euro e questa verra ripianata da soldi pubblici.
Molte localita nelle alpi sono in rosso ma a sensazione questo dato non e' affatto trascurabile secondo me, ancora di piu perche viene pagato completamente dalla collettivita' ( a differenza di altri posti dove c'e' anche una partecipazione privata).

Nel momento in cui venivano rinnovati impianti e costruite nuove piste non si poteva essere piu accorti e gravare di meno nei futuri costi di gestione e, ripeto, sulla collettivita ?

Perche non possiamo negare che con le spese si sia stati generosi e allegri anche in paragone a altre localita'

Faccio degli esempi forse esagerati e volutamente provocatori..

  • Forni di Sopra: Tre seggiovie nuove, era necessario farle tutte a AA?
  • Piancavallo: Era necessario fare una Tremol 2 a AA e cosi lunga quando si poteva fare un agganciamento fisso dall'Arneri
  • Zoncolan : Ci sono a mio avviso troppi impianti, il Funifor da Ravascletto era necessario, non bastava rinnovare la funivia ?
  • Sella Nevea : Una cabinovia S2 era proprio l'unica soluzione possibile ?
  • Tarvisio: Zona Florianca, Duca d'Aosta non ci sono quasi piu impianti che piste?

Ma soprattutto non sarebbe stato meglio spendere di meno per gli impianti e piu per creare un tessuto di attivita extra sci e alberghi in modo da riempire le piste anche durante la settimana?

Per favore niente campanilismi nelle discussioni..


da Il Gazzettino

IL PASSIVO DI PROMOTUR ALLA CORTE DEI CONTI.

TRIESTE - Non emergono circostanze di colpa grave o, peggio, di dolo nell’andamento passivo di Promotur, la società per azioni controllata dalla Regione che gestisce gli impianti sciistici del Friuli Venezia Giulia da Tarvisio a Piancavallo, dallo Zoncolan a Sella Nevea.
Viaggiano verso l’archiviazione gli atti dell’indagine avviata dalla Procura della Corte dei conti, in quanto i bilanci in rosso non sono ascrivibili a imperizia o cattiva volontà d chi ha amministrato negli ultimi anni la società, ma piuttosto - come chiarisce il procuratore capo Maurizio Zappatori - all’evidente squilibrio fra i costi per mantenere in efficienza gli impianti di risalita da una parte e la scarsità di utenza dall’altra.
La magistratura inquirente contabile aveva avviato gli accertamenti di fronte all’evidenza delle passività accusate da Promotur negli ultimi 5 anni e con perdite 2010 pari a 3,3 milioni, aggravate per oltre un milione di euro a causa dei danni generalizzati provocati dalle nevicate di due inverni fa alle reti di recinzione delle piste. Un’esposizione finanziaria, questa, che tuttavia è destinata a essere sanata non appena la compagnia assicurativa avrà versato il risarcimento, al termine di un contenzioso che l’ha vista opposta alla società.
La Procura tiene conto, inoltre, della funzione sociale di Promotur, che come rivela il suo stesso nome deve di fatto promuovere il turismo montano sul territorio del Friuli Venezia Giulia e agisce, in tal senso, da volano per arrivi e presenze. Una prova di ciò si ha proprio in questi frenetici giorni di gare ed eventi collaterali legati alla Coppa del mondo femminile di sci in Val Canale.
È tuttavia evidente che per quanto possibile la società dovrà procedere a un contenimento severo de costi, cosa che la Regione ha semplicemente ordinato ai responsabili della società.
Ancora in pieno svolgimento, invece, le inchieste "parallele" che riguardano la legittimità dell’impiego di tre autovetture di servizio all’agenzia Turismo Fvg e di una all’agenzia di sviluppo agricolo Ersa. In entrambi i casi, come precisa il procuratore Zappatori, la magistratura contabile deve procedere a ulteriori approfondimenti prima di escludere o per contro affermare l’esistenza di un danno erariale. Di recente la Procura aveva chiesto alla Regione e rapidamente ottenuto una serie di documentazioni aggiuntive sulle auto di Turismo Fvg, ma non è detto che siano state sufficienti a delineare del tutto il quadro dell’indagine.​
 
Zoncolan salva Promotur E ora fa paura a Pramollo

da Il Messaggero Veneto.

http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2011/03/22/NZ_28_227234.html

Zoncolan salva Promotur E ora fa paura a Pramollo
22 marzo 2011 — pagina 28 sezione: Nazionale

di Antonio Simeoli - Numeri positivi, nonostante la crisi, capaci di tenere a galla i conti di Promotur, in rosso per presenze e ricavi in tutte le altre località se si eccettua Sella Nevea, dove però i turisti che sciano sono ancora pochi per 'spostare' i bilanci. Promotur ancora una volta a fine stagione invernale è in testa alle classifiche delle presenze e dei ricavi nei cinque poli friulani. Rispetto alla scorsa stagione, le cifre sono state fornite dal vicepresidente Promotur Piero Morassi, le presenze sulle piste della località carnica sono aumentate del 3,7%, contro il -2,8% di Piancavallo, il -2,3% di Tarvisio, il -8,2% di Forni di Sopra. Solo Sella ha fatto registrare un +3,8%, ma all'ombra del Canin scia un sesto dei turisti che affollano lo Zoncolan. Che fino al 6 marzo, praticamente a fine stagione, ha tirato il carro del biancio Promotur con 2,7 milioni di euro di ricavi contro gli 8 di tutti gli impianti di risalita della società. Più di un terzo dei guadagni, insomma, arriva dal centro della Carnia in cui evidentemente la cinquantina di milioni di investimenti degli ultimi dieci anni continua a pagare. «La località sta dando buoni risultati nonostante la crisi - spiega Piero Morassi - anche grazie alla gestione oculata dei responsabili della località. Ora però non ci si deve accontentare». E Promotur sta pensando a un progetto ambizioso: collegare il demanio dello Zoncolan con Arta e le sue poco sfruttate terme e i suoi 1.100 posti letto in cerca di rilancio da una vita. Un piano da 40 milioni di euro, non bazzeccole certo in un momento di crisi come questo. Si tratta di collegare Arta, sci ai piedi o con il monte Arvenis o con il Tamai. Il tutto grazie a tre funivie e una quindicina di chilometri di piste capaci di aumentare del 50% in un colpo solo il demanio sciabile dello Zoncolan. Se la fattibilità delle opere sarà confermata, i turisti potranno arrivare sulle piste fin sopra Arta Terme, scendere con la funivia fino al piazzale delle terme. Una rivoluzione copernicana per la località, un sogno che i carnici avevano cominciato a cullare addirittura dal 1949, quando, all'indomani del disastroso conflitto, si svilupparono le prime idee per il rilancio della montagna friulana grazie al turismo. Insomma, dalla Carnia arriva un messaggio forte e chiaro a Pramollo e all'ambizioso progetto di sviluppo della località carinziana e di Pontebba da 80 milioni di euro. In Friuli, su piste friulane e per imprese friulane è possibile investire con nuovi impianti. E il gioco vale la candela, visti i risultati dello Zoncolan, regina nel mondo d'estate grazie alla memorabile salita e alle sue 'damigelle' e, d'inverno, signora dello sci made in Friuli.
 
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