La Teoria degli "Occhi del Neonato"

Come intendi l' apprendimento sugli sci?

  • Maestro

    Voti: 2 8.0%
  • Lezione + ripasso rigoroso autonomo

    Voti: 3 12.0%
  • Lezione + sperimentazione libera e autonoma

    Voti: 8 32.0%
  • Maestro di tanto in tanto

    Voti: 10 40.0%
  • Autodidatta + forum,amici,etc e maestro come ultima spiaggia

    Voti: 3 12.0%

  • Votatori totali
    25

francesco190

New member
Amici del Forum, vorrei soffermarmi su un argomento a mio parere delicato e di basilare importanza sul quale al giorno d' oggi si potrebbero aprire numerosi dibattiti:
I nuovi metodi di insegnamento e apprendimento: un modo diverso di intendere lo sci
del quale ogni tanto si sente parlare con opinioni tra l' altro discordanti tra loro e su cui secondo me non si ripone abbastanza attenzione.
Quali sono i limiti della "scuola di sci tradizionale"? Come reagire a dubbi e insuccessi? E' giusto imparare a sciare da soli? Perchè?

Inizio la mia trattazione premettendo una cosa che a mio parere e sulla base della mia esperienza è la chiave di tutto: se ci sono Volontà e dedizione il fai da te può essere più stimolante di qualunque altra cosa. Non mi piace pensare che per fare qualcosa (come può essere imparare a sciare, riprendere dopo anni di inattività o proseguire nel proprio percorso di apprendimento sugli sci) si debba per forza sempre ricorrere ai maestri.
Che fine hanno fatto la curiosità, la voglia di imparare, di sperimentare (talvolta sbagliando, ma con l' esperienza sviluppando una certa capacità di autoanalisi), di cadere e rialzarsi, magari con un sorriso o con una sana botta nel fondoschiena, come il bambino nei primi mesi di età in cui null' altro chiede se non di esplorare il mondo nuovo che vede attorno a sè?
E' anzitutto questo l' atteggiamento da tenere quando si intraprende una nuova esperienza come può essere lo sci (che poi può piacere o no, il tutto è determinato dalle prime fondamentali sensazioni) e, facendo un paragone, penso che per i primi passi anche il neonato abbia bisogno di essere seguito pur essendo evidente che questo tenta in tutti i modi autonomamente di rialzarsi e raggiungere i primi grandi traguardi, ma sono altrettanto dell' idea che appena quest' ultimo ha appreso i rudimenti per reggersi in piedi, debba essere lasciato Libero di provare e sbagliare (come lo sciatore apprendista, con le adeguate attenzioni) ; SOLO così riuscirà, animato dalla giusta curiosità ed autonomia, a prendere la vita con lo spirito di un gioco, di un piacere: il piacere della scoperta.

Sento spesso rispondere a chi chiede un consiglio o si deprime per un insuccesso: "prenditi un maestro per qualche ora e andrà meglio". Ora chi sono io per giudicare certe affermazioni, ma la mia convinzione è che, fino a certi livelli, per riuscire in qualcosa se lo si vuole davvero non c' è maestro che regga alla propria aspirazione di un miglioramento graduale e consapevole, alimentato da entusiasmo e interesse.

Oltre al fatto che non tutti possono permettersi di pagare continue lezioni, trovo che oggi siamo troppo abituati (io in primis) a pretendere di avere la pappa pronta in un sacco di situazioni, tralasciando per comodità quel poco in più che ci basterebbe per intendere l' auto-apprendimento come qualcosa di stimolante e fortificante. Perchè non entriamo un pò più nell' ottica del "bimbo poco più che in fasce" sopracitato...

Cominciamo ad uscire dai soliti schemi!, troppo rigidi e sistematici, iniziamo piuttosto a ragionare senza un "paraocchi mentale" che ci vincola a seguire troppo spesso metodi di apprendimento ostinati ed indeformabili che non danno spazio alla creatività e all' inventiva personale, elementi fondamentali ed elementari.

E' consigliabile iniziare a sciare con un maestro? Sì! Quando non si hanno ancora ben chiare in testa alcune cose e ci si sta per addentrare in una nuova realtà è indispensabile poter contare su qualcuno che, con pazienza e quella competenza e professionalità di cui non certo tutti sono dotati, ci fornisca almeno le basi su cui poter in un secondo momento far leva per seguire con un minimo di familiarità la nostra strada.

Una volta acquisite le basi, posso pensare di progredire da solo con buoni risultati fino a raggiungere traguardi soddisfacenti? Certo. Limitarsi a pensare che, per superare un certo scoglio, sia necessariamente opportuno farsi seguire almeno per breve tempo da un maestro (per evitare di trascinarsi dietro errori difficili poi da scrollarsi di dosso con il tempo), non è sempre la soluzione appropriata. Mi spiego e sono consapevole del fatto che qui si trovano le più svariate interpretazioni.

C' è chi impiega del tempo e chi assimila le cose quasi al volo, chi si giudica totalmente negato e per questo ci rinuncia o opta subito per la scuola di sci più vicina e chi ritiene di aver capito tutto subito.. ma non sono solo l' attitudine allo sport, la fisicità o la capacità di apprendimento a determinare la velocità con cui progrediamo! Il maestro per quanti insegnamenti possa impartire non può sempre sostituirsi alla libera sperimentazione, accompagnata dal desiderio di provare e fallire con la propria capoccia, inventare, dare sfogo a curiosità e fantasia, mettere in pratica a modo proprio, interpretare secondo diverse chiavi di lettura, ma soprattutto osservare gli altri.. Sono anche i propri sbagli a fare la differenza contribuendo ad accrescere un' elasticità mentale che meglio ci aiuta a prendere confidenza con le proprie capacità e che ci permette con il tempo di approcciare la pista con crescente entusiasmo e confidenza. L' importante è trovarsi nella condizione di poter sbagliare e rialzarsi, divertirsi, prendersi ogni tanto i propri spazi facendo qualche discesa (adatta al proprio livello) come meglio ci si sente, senza dover per forza puntualmente sottostare a regole posturali (mi riferisco a braccia tese in avanti, movimenti in estensione e piegamento fortemente enfatizzati e chi più ne ha più ne metta) che in certi casi non fanno altro che irrigidire ulteriormente e mandare in palla soprattutto sciatori poco esperti che, non divertendosi affatto, rischiano addirittura di voler abbandonare il campo.
I fondamentali sono d' obbligo, ma è il modo inflessibilmente stereotipato in cui ci si ostina a volerli insegnare che potrebbe essere diverso e ben più stimolante per l' alunno. Capisco 30 anni fa, ma oggi per chiunque sono a disposizione supporti di qualsiasi tipo e per tutti i gusti, a partire da questo forum. Attraverso il confronto, "gli occhi del neonato", la ricerca, l' osservazione e l' imitazione dei giusti modelli, mettendo in pratica ciò che si crede di aver imparato e rimettendosi continuamente in discussione, nasce un nuovo modo di intendere la disciplina/hobby/passatempo che non deve passare obbligatoriamente attraverso la figura altamente specializzata ogni qualvolta qualcosa non va subito come si vorrebbe. Il prendere confidenza con il proprio corpo, con le proprie abilità, gestire emozioni e paure nasce anzitutto da una certa capacità di ascoltare sè stessi, di crearsi i propri spazi, di muoversi sia fisicamente che mentalmente, abbattendo quelle convinzioni/tradizioni scolastiche che sono rimaste in un certo modo in piedi troppo a lungo e che non sempre risultano efficaci.
E' altrettanto vero che oltre un certo livello (oppure per affinare la propria tecnica) con le sole proprie forze non è possibile arrivare ed è pertanto indispensabile il prezioso aiuto del maestro, ma quando dico che se ci sono le componenti principali di cui ho parlato fin' ora c' è quasi tutto, si tratta di una convinzione connaturata di pari passo alla mia sperimentazione personale. Non dimentichiamoci che per la stragrande maggioranza delle persone sciare è e deve rimanere prima di tutto un piacere ed un' occasione per staccare la spina dalla routine e sentirsi finalmente "allo stato puro", liberi. Se cominciamo a sentire la nostra sciata come qualcosa di più spontaneo e naturale (se vogliamo a volte quasi istintivo), risulterà tutto più semplice. Di pari passo all' entusiasmo e al divertimento cresceranno anche l' attenzione alle proprie azioni e la capacità di autocritica.

N.B.: Prima di addentrarsi nei propri commenti, onde evitare di ripetere concetti già espressamente chiariti e risolti, invito a leggere il "Punto secondo"
 
Ultima modifica:
Naturalmente ti riferisci aglui adulti ...

Premesso che la base con il maestro, meglio se individuale, è indispensabile almeno fino alle curve a sci paralleli,

tutto nasce da una domanda fondamentale?

A quale livello voglio arrivare?
- scendere tutte le piste? Posso anche fermarmi lì e fare solo pratica e in 2 anni scendo tutte le piste
- sciare bene su tutti i terreni? la cosa cambia e sensibilmente. Ci vuole tanta applicazione e secondo me la via più breve è un corso intensivo o un maestro conosciuto vicino casa individuale. Il problema è il costo ... :D
Un'altra via è formarsi su libri, dvd, ecc ma bisogna partire da un livello di base molto alto.
 
Ciao a tutti sono nuovo del Forum! :alpc: Spero di trovare tanto bel materale e consigli utili e mi auguro che ci potremo dare una mano a vicenda in questo settore. :prosit: Ma ora passiamo all' argomento...In un certo senso mi rispecchio in quello che c è scritto..Quella ke manca è proprio la sperimentazione e la voglia di arrivare con le proprie forze o almeno provarci!Come è vero che un neonato o un bambino per imparare ha bisogno di tanta tanta pratica,di piangere e gioire,di farsi le sue esperienze è da riconoscere per come la vedo io che battere sempre sugli stessi punti è una soluzione che potrebbe (per me..poi ditemi se sbaglio --> sto prendendo spunto dalla mia esperienza) lasciare più spazio a metodi diversi da quelli che siamo abituati a prendere come universali..Per come la vedo io quando vado a sciare penso a divertirmi e a creare (anche dopo vari tentativi ma è quello il bello! :clap:) un certo feeling con i miei sci e anche se so di non essere da subito un campione,prendermi i miei spazi come dici e volere far di meglio guardando chi è più bravo di me oppure imitando i migliori è la cosa più importante.Se poi vorrò ambire a diventare livello oro dovrò per forza di cose impegnarmi a prendere un maestro per qualche ora in cui mi dia delle dritte ma la cosa che fa la differenza è la passione accompagnata dalla dedizione e il provare e riprovare con la propria testa..senza accontentarsi di quello che ci dicono gli altri!
 
A mio modesto parere, scio da circa due anni e mezzo e fra due settimane compio 48 anni, il maestro specie se non sei giovanissimo è fondamentale, perchè lo sci non è uno sport scevro da rischi e la sperimentazione può costare più cara delle lezioni.
Io scio tutti i fine settimana, prendo il maestro all'inizio della stagione per 4 ore per scrostare la ruggine e durante la settimana bianca per vedere se riesco ad evolvere quel poco che basta per aumentare il già grande divertimento e per porsi nuovi obiettivi (Canalone di Madesimo)
 
Naturalmente ti riferisci agli adulti ...
Premesso che la base con il maestro, meglio se individuale, è indispensabile almeno fino alle curve a sci paralleli,...

zobo ti riporto la mia esperienza, quella di un ragazzo che da quando si è avvicinato alla neve in settimana bianca per quelle poche sciate ad un livello bronzo avanzato fino ai 14-15 anni ha giustamente alternato lezioni individuali a pomeriggi di piena libertà sulla neve, com' è giusto che fosse, in cui prendere confidenza con un sacco di cose..e per l' età ma soprattutto per le mie esigue competenze penso sia stata la scelta più giusta. Ripreso a sciare quest' anno a 20 anni, dopo una piacevolissima uscita con amici mi sono cominciato a chiedere alcune cose, tra le quali:
(e qui mi ricollego ai tuoi punti)

1)

A quale livello voglio arrivare?
- scendere tutte le piste? Posso anche limitarmi al fai da te e restare più o meno allo stesso livello, fare solo pratica e in 2 anni scenderò molto meglio tutte le piste

La mia risposta è stata ovviamente "Sì", scendere tutte le piste (cosa che già facevo.. Si trattava di Scendere tutte le piste senza correre dietro agli sci!..la mia era una sciata di trasporto) e riuscire ad imparare il più possibile (per come sono fatto io) cercando di sviluppare quantomeno delle abilità che mi permettessero di affrontare le varie piste come le persone più brave di me e che in un certo senso ammiravo pensando: "mi piacerebbe sapermi muovere a sci completamente paralleli come loro" - pur senza capirci granchè di livelli tecnici perchè non mi ero mai posto il problema".

Nell' arco di un mese e mezzo, ad ora, "ho vissuto e continuo a vivere" di continua e crescente curiosità, voglia di imparare, di confrontarmi, di mettermi alla prova per capire se quello che in teoria credo di aver assimilato in pratica mi riesce bene o no. Con questo atteggiamento, con gli "occhi del neonato", informandomi, cercando, imparando, sperimentando con una certa autocritica (la chiave di tutto!) è stato estremamente appagante rendermi conto di essere in davvero poco arrivato a pormi la seconda domanda.

[ Nota. (infatti se guardate la cronologia dei miei interventi in questo mese e mezzo di Skiforum qualcuno si domanderà perchè una settimana chiedo se sia giusto sciare con sci da principiante a livello intermedio, senza masticare ancora l' argomento, mentre 3 settimane dopo scrivo la recensione dello skitest degli sci da slalom con cui mi sono trovato in gran sintonia e oggi sono qua a interrogarmi su quest' argomento così delicato) ]

Ebbene la seconda domanda è stata proprio questa:

2)

- mi piacerebbe sciare bene su tutti i terreni? la cosa cambia e sensibilmente. Ci vuole tanta applicazione..
Secondo le parole di zobo, ma non solo (ed è per questo che ho deciso di aprire questa discussione) :
la via più breve è un corso intensivo o un maestro conosciuto vicino casa individuale. Il problema è il costo ... :D
Un'altra via è formarsi su libri, dvd, ecc ma bisogna partire da un livello di base molto alto.

Avere un maestro tutto per sè per un certo periodo oppure ogni tanto per ritoccare i dettagli o correggere alcune imprecisioni importanti è oro, decidere di farsi quella che può ad esempio essere una Jam Session (da farsi sicuramente il prossimo anno, viva la Jam Session! quello che so è soprattutto grazie ai loro numerosi preziosissimi filmati che mi sto continuamente divorando, frutto di tanto lavoro, pasisone, professionalità maturata negli anni..una garanzia!) secondo me è la cosa più consigliata da fare una volta giunti ad un certo livello..

Ma ciò su cui (a mio modesto parere) si sbaglia è il dare troppo poco spazio al libero approccio dei propri mezzi! Personalmente ho sempre evitato (tanto per riportare un esempio banale che poi tanto banale non è affatto) di emulare certe pose rigidissime e del tutto forzate, innaturali e che talvolta mandano in tilt chi è costretto ad assumerle (è successo a me..e ce n' è voluto di tempo per scrolalrmele per sempre di dosso) "per prendere meglio confidenza con la propria sciata".
(Da un livello oro base in su è un altro discorso, parlo fino ad un buon argento avanzato nel quale mi riconosco..ma a breve pubblicherò un mio video cosicchè possiate bastonarmi :D) La mia idea è che il gesto sciistico e atletico debba essere il più spontaneo e naturale possibile. Tutto il resto viene dopo.
 

.

A mio modesto parere, scio da circa due anni e mezzo e fra due settimane compio 48 anni, il maestro specie se non sei giovanissimo è fondamentale, perchè lo sci non è uno sport scevro da rischi e la sperimentazione può costare più cara delle lezioni.
(Canalone di Madesimo)

Non lo metto in dubbio, io porto il mio esempio di ragazzo vent' enne e posso parlare facendo riferimento a esperienze di un certo tipo, non è di mia competenza esprimere certi pareri riguardo a chi mette gli sci ai piedi molto più "tardi" (non è mai tardi :D) di me. Al di là di quelli che possono essere alcuni ostacoli legati ad un' età piuttosto che ad un' altra, sono però sicuro che oltre all' attitudine o alla negazione, all' elasticità mentale e alla capacità di assorbimento, il tipo di approccio sia di fondamentale importanza.
 
Caro Fracesco190, che hai vent'anni si è capito e ti invidio tanto per cominciare.

Cosa vuol dire "tradizione"? Non certamente: "Si fa così, perchè si faceva così dunque sempre si farà così !" Tradizione vuol dir trasmettere, consegnare. Un maestro trasmette le proprie conoscenze ad un apprendista che le fa sue e le mette in pratica sotto la guida del maestro stesso. Una volta padrone di quanto trasmesso, l'apprendista diventerà maestro. A quel punto ci si aspetta che, una volta appreso con disciplina tutto -ma proprio tutto- quello che c'è da apprendere, il nuovo maestro ci metta "del suo" e cominci a dare il proprio contributo per il bene ed il progresso dello sci.
Senza questa trasmissione da maestro ad allievo, tutte le volte si ricomincerebbe da capo. Ma se il neo maestro non ci aggiungerà del suo non avremo progresso.

Secondo me, nella tua teoria degli "occhi del neonato" sottovaluti questo fondamentale aspetto. Forse perchè nel mondo moderno il termine "tradizionale" suona come vecchio e superato e neghi quella sana sperimentazione alla quale tieni moltissimo.

Il pensare che un maestro serva solo per farti muovere i primi passi, ti fa ottenere il risultato opposto a quello che ti aspetti. La tua impazienza per andare oltre ti rende insofferente a quegli insegnamenti che fanno invece da base per la tua futura evoluzione.
Vedo che la sto facendo lunga :old:
Se tu non vuoi appartenere a questa catena ma vuoi sperimentare (cose sicuramente già sperimentate), innanzitutto perdi più tempo. Poi, con la passione e l'entusiasmo sicuramente arriverai a dei buoni risultati. Ma ad un certo punto ti inchioderai senza più progredire, perchè avrai sviluppato e consolidato vizi nella postura e nei gesti che ti impediranno di arrivare a quei livelli che magari i tuoi amici arriveranno con una "tradizionale" scuola sci !
 
Un buon maesro di sci dovrebbe avere le capacità tecniche e didattiche per analizzare la tua sciata e spiegarti dove e come migliorarla. In questo senso le lezioni mi sembrano la via più rapida per progredire rapidamente.

Ovviamente si può imparare anche seguendo sciatori più bravi, guardando video o sperimentando nozioni apprese sul forum, ma in tutti questi casi non c'è mai la certezza di fare effettivamente le cose nel modo corretto piuttosto di essere solo convinti di farle bene: i progressi saranno più lenti.

E' logico supporre che chi è alle prime armi senta l'esigenza di mettersi rapidamente in condizione di percorrere tutte le piste senza troppi patemi.
Chi scia da più tempo potrebbe avere precisi obiettivi in testa (agonismo, fuoripista impegnativo,...), ma potrebbe anche ritenersi soddisfatto del livello raggiunto e non sentire la necessità di prendere lezioni per "migliorare velocemente" in qualche aspetto della sua sciata.

Una lezione di sci non mi sembra che cozzi contro la voglia di sperimentare e di scoprire nuove cose, anzi, andrebbe vista come l'occasione per dotarsi di nuovi strumenti da sperimentare poi con calma nelle uscite successive, fino a farli realmente propri.

D'altro canto, non è strettamente indispensabile un maestro tesserato per imparare a sciare (anche piuttosto bene), a condizione di avere validi modelli di riferimento alternativi e poca fretta di raggiungere i propri obiettivi.

Insomma, partendo dal concetto che sciare è un divertimento, il maestro è un mezzo a disposizione di chi ne sente la necessità e non è un obbligo per nessuno.
 
:clap:
Caro Fracesco190, che hai vent'anni si è capito e ti invidio tanto per cominciare.

Cosa vuol dire "tradizione"? Non certamente: "Si fa così, perchè si faceva così dunque sempre si farà così !" Tradizione vuol dir trasmettere, consegnare. Un maestro trasmette le proprie conoscenze ad un apprendista che le fa sue e le mette in pratica sotto la guida del maestro stesso. Una volta padrone di quanto trasmesso, l'apprendista diventerà maestro. A quel punto ci si aspetta che, una volta appreso con disciplina tutto -ma proprio tutto- quello che c'è da apprendere, il nuovo maestro ci metta "del suo" e cominci a dare il proprio contributo per il bene ed il progresso dello sci.
Senza questa trasmissione da maestro ad allievo, tutte le volte si ricomincerebbe da capo. Ma se il neo maestro non ci aggiungerà del suo non avremo progresso.

Secondo me, nella tua teoria degli "occhi del neonato" sottovaluti questo fondamentale aspetto. Forse perchè nel mondo moderno il termine "tradizionale" suona come vecchio e superato e neghi quella sana sperimentazione alla quale tieni moltissimo.

Il pensare che un maestro serva solo per farti muovere i primi passi, ti fa ottenere il risultato opposto a quello che ti aspetti. La tua impazienza per andare oltre ti rende insofferente a quegli insegnamenti che fanno invece da base per la tua futura evoluzione. Vedo che la sto facendo lunga :old:
Se tu non vuoi appartenere a questa catena ma vuoi sperimentare (cose sicuramente già sperimentate), innanzitutto perdi più tempo. Poi, con la passione e l'entusiasmo sicuramente arriverai a dei buoni risultati. Ma ad un certo punto ti inchioderai senza più progredire, perchè avrai sviluppato e consolidato vizi nella postura e nei gesti che ti impediranno di arrivare a quei livelli che magari i tuoi amici arriveranno con una "tradizionale" scuola sci !

quotone, thanks etc.:clap::clap::clap::clap::clap:
sicuramente tu non hai vent'anni....e la frase sottolineata è l'essere giovani
 
Caro Fracesco190, che hai vent'anni si è capito e ti invidio tanto per cominciare.

Cosa vuol dire "tradizione"? Non certamente: "Si fa così, perchè si faceva così dunque sempre si farà così !" Tradizione vuol dir trasmettere, consegnare. Un maestro trasmette le proprie conoscenze ad un apprendista che le fa sue e le mette in pratica sotto la guida del maestro stesso. Una volta padrone di quanto trasmesso, l'apprendista diventerà maestro. A quel punto ci si aspetta che, una volta appreso con disciplina tutto -ma proprio tutto- quello che c'è da apprendere, il nuovo maestro ci metta "del suo" e cominci a dare il proprio contributo per il bene ed il progresso dello sci.
Senza questa trasmissione da maestro ad allievo, tutte le volte si ricomincerebbe da capo. Ma se il neo maestro non ci aggiungerà del suo non avremo progresso.

Secondo me, nella tua teoria degli "occhi del neonato" sottovaluti questo fondamentale aspetto. Forse perchè nel mondo moderno il termine "tradizionale" suona come vecchio e superato e neghi quella sana sperimentazione alla quale tieni moltissimo.

Il pensare che un maestro serva solo per farti muovere i primi passi, ti fa ottenere il risultato opposto a quello che ti aspetti. La tua impazienza per andare oltre ti rende insofferente a quegli insegnamenti che fanno invece da base per la tua futura evoluzione.
Vedo che la sto facendo lunga :old:
Se tu non vuoi appartenere a questa catena ma vuoi sperimentare (cose sicuramente già sperimentate), innanzitutto perdi più tempo. Poi, con la passione e l'entusiasmo sicuramente arriverai a dei buoni risultati. Ma ad un certo punto ti inchioderai senza più progredire, perchè avrai sviluppato e consolidato vizi nella postura e nei gesti che ti impediranno di arrivare a quei livelli che magari i tuoi amici arriveranno con una "tradizionale" scuola sci !

complimenti...
ricordatevi queste parole...più la base motoria è ampia e più l'apice, della nostra piramide evolutiva, sarà elevato...
e questo si raggiunge solo con un buon maestro di sci!!!
o con un corso con valerio!!!! :D:D:D:D
 
Parte seconda

Pier63 riguardo al termine "tradizione" mi riferivo molto più generalmente alla "consuetudine", ma mi piace molto la tua spiegazione ed apprezzo il modo in cui hai scritto certi pensieri. Hai riassunto in poche righe dei concetti importanti e non posso che condividere la tua risposta. Sarà che forse noi giovani di ultima generazione (@ AXL67 certo che ho vent' anni, perchè "sicuramente no"?) siamo abituati a voler tutto e subito credendo di essere nati maestri quando ancora non sappiamo nulla (è vero spesso la tendenza purtroppo è quella) , ma non penso sia " l' insofferenza a quegli insegnamenti che fanno invece da base per una futura evoluzione " a fare al caso mio. Stando anche a quello che ho scritto precedentemente, tengo a ribadire anche a PM10 che non ho mai pensato che il maestro dopo i primi passi vada abbandonato; è una figura fondamentale durante alcune fasi di apprendimento e sò bene che, mentre attualmente sto avendo da autodidatta dei risultati assolutamente insperati e inimmaginabili fino a pochissimo tempo fa, fra non molto se intenderò fare un salto di qualità ulteriore la mia accortezza/"passione"/dedizione non mi basterànno.
Non sono tipo da abbattersi dopo i primi insuccessi, tantomeno da vantarsi di aver concluso qualcosa di buono, affatto, ma in questa fase (almeno in questa fase, per la successiva sò preventivamente che non sarà così e che l' affiancamento ad un maestro sarà d' obbligo) che io progredisca indubbiamente più lentamente dei miei amici seguiti dal maestro ho seri dubbi, reali e motivati.
Ripeto non sono lo "sbruffone" che pretende di aver capito o è convinto di avere la verità in mano (tutt' altro, più critiche ricevo e più sono motivato a cercare di migliorarmi, mettendo in discussione le mie convinzioni più radicate), ma posso dire che fin' ora il mio modo di intendere lo sci si è rivelato estremamente più proficuo di quello delle persone che conosco che, partendo al di sopra del mio livello iniziale e ben prima [entusiaste (chi più chi meno) di alternare continue ore di lezione all' esperienza personale "ludica" sul campo..persone comunque con una certa attitudine allo sport] , ancora si ritrovano a fare i conti con una sciata di trasporto e non hanno reale consapevolezza di che cosa sia una conduzione, ad esempio.. Cosa che nessuno mi ha mai spiegato, ma che grazie ad uno stimolo che va ben oltre il semplice "lasciarsi guidare da qualcuno" in poche giornate con tutte le dovute attenzioni, mattone dopo mattone ho cercato di far mia.
Come si può pensare che un giovane possa tendenzialmente attribuire scarsa importanza alle "tradizioni", quasi fossero dei tabù, è altrettanto vero per come la vedo io che si tenda certe volte a sottovalutare le parole di quello che può essere un ragazzo che in partenza si pensa non abbia sviluppato un' adeguata obiettività di giudizio ed autocritica.
Le esperienze servono a maturare e migliorare e soprattutto alla mia età ci si trova ad un punto (almeno io) in cui si mette tutto in discussione e provare a ragionare con la propria testa aiuta a volte.
Perchè sana sperimentazione, autodocumentazione, ricerca, curiosità fanno per me la differenza in questa fase? Perchè non mi arrendo alla prima difficoltà come fanno molti miei coetanei che si accontentano o si rivolgono subito alla figura competente, ho voglia di mettermi alla prova e di migliorarmi, di divertirmi con la consapevolezza di conoscere ciò che provo a fare e perchè..Sono convinto che senza questi importanti stimoli che mi sono andato a cercare non sarei qui a parlarne e non solo, non saprei come impostare una nuova discussione, non mi porrei molti problemi e quello dello sci continuerebbe a rimanere un mondo da guardare e praticare con una certa impassibilità.
 
Pier63 riguardo al termine "tradizione" mi riferivo molto più generalmente alla "consuetudine", ma mi piace molto la tua spiegazione ed apprezzo il modo in cui hai scritto certi pensieri. Hai riassunto in poche righe dei concetti importanti e non posso che condividere la tua risposta. Sarà che forse noi giovani di ultima generazione (@ AXL67 certo che ho vent' anni, perchè "sicuramente no"?) siamo abituati a voler tutto e subito credendo di essere nati maestri quando ancora non sappiamo nulla (è vero spesso la tendenza purtroppo è quella) , ma non penso sia " l' insofferenza a quegli insegnamenti che fanno invece da base per una futura evoluzione " a fare al caso mio. Stando anche a quello che ho scritto precedentemente, tengo a ribadire anche a PM10 che non ho mai pensato che il maestro dopo i primi passi vada abbandonato; è una figura fondamentale durante alcune fasi di apprendimento e sò bene che, mentre attualmente sto avendo da autodidatta dei risultati assolutamente insperati e inimmaginabili fino a pochissimo tempo fa, fra non molto se intenderò fare un salto di qualità ulteriore la mia accortezza/"passione"/dedizione non mi basterànno.
Non sono tipo da abbattersi dopo i primi insuccessi, tantomeno da vantarsi di aver concluso qualcosa di buono, affatto, ma in questa fase (almeno in questa fase, per la successiva sò preventivamente che non sarà così e che l' affiancamento ad un maestro sarà d' obbligo) che io progredisca indubbiamente più lentamente dei miei amici seguiti dal maestro ho seri dubbi, reali e motivati.
Ripeto non sono lo "sbruffone" che pretende di aver capito o è convinto di avere la verità in mano (tutt' altro, più critiche ricevo e più sono motivato a cercare di migliorarmi, mettendo in discussione le mie convinzioni più radicate), ma posso dire che fin' ora il mio modo di intendere lo sci si è rivelato estremamente più proficuo di quello delle persone che conosco che, partendo al di sopra del mio livello iniziale e ben prima [entusiaste (chi più chi meno) di alternare continue ore di lezione all' esperienza personale "ludica" sul campo..persone comunque con una certa attitudine allo sport] , ancora si ritrovano a fare i conti con una sciata di trasporto e non hanno reale consapevolezza di che cosa sia una conduzione, ad esempio.. Cosa che nessuno mi ha mai spiegato, ma che grazie ad uno stimolo che va ben oltre il semplice "lasciarsi guidare da qualcuno" in poche giornate con tutte le dovute attenzioni, mattone dopo mattone ho cercato di far mia.
Come si può pensare che un giovane possa tendenzialmente attribuire scarsa importanza alle "tradizioni", quasi fossero dei tabù, è altrettanto vero per come la vedo io che si tenda certe volte a sottovalutare le parole di quello che può essere un ragazzo che in partenza si pensa non abbia sviluppato un' adeguata obiettività di giudizio ed autocritica.
Le esperienze servono a maturare e migliorare e soprattutto alla mia età ci si trova ad un punto (almeno io) in cui si mette tutto in discussione e provare a ragionare con la propria testa aiuta a volte.
Perchè sana sperimentazione, autodocumentazione, ricerca, curiosità fanno per me la differenza in questa fase? Perchè non mi arrendo alla prima difficoltà come fanno molti miei coetanei che si accontentano o si rivolgono subito alla figura competente, ho voglia di mettermi alla prova e di migliorarmi, di divertirmi con la consapevolezza di conoscere ciò che provo a fare e perchè..Sono convinto che senza questi importanti stimoli che mi sono andato a cercare non sarei qui a parlarne e non solo, non saprei come impostare una nuova discussione, non mi porrei molti problemi e quello dello sci continuerebbe a rimanere un mondo da guardare e praticare con una certa impassibilità.

era riferito a pier63!:D
 
mi piace questo sondaggio!
ho votato x
Lezione + sperimentazione libera e autonoma

lezione: personalmente credo nella figura del "maestro" (uno più esperto e abile che tramanda o divulga la sua conoscenza e segue un metodo didattico creativo/indicativo che coinvolga l'allievo ad un apprendimento attivo e non passivo; se ha un titolo ufficiale e formalizzato magari è una garanzia in più, ma non sempre: si può avere la fortuna di conoscere un bravo sciatore in grado di insegnarci poi dipende anche dalle caratteristiche dell'allievo ognuno ha i suoi tempi e i suoi limiti);

sperimentazione libera e autonoma : fondamentale per progredire, trovare la propria qualità di movimento adattando la tecnica ad un proprio stile di esecuzione. Indispensabile, IMHO, l'atteggiamento ludico >infantile non forzato ma naturale ed istintivo che sia veramente ludico e che faccia divertire veramente e "seriamente" e anche volta a ricercarsi le proprie dimensioni dello sciare.

Per dimensioni dello sciare: quelle che ci sono più congeniali anche se consistono nel non avere l'ambizione di superare un livello bronzo ad esempio o di voler scendere "rigidi" ed "ingessati" dietro un maestro turistico perchè è quello che ci piace e ci far sentire "bravi" comunque!
 
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