Lo sci cambia: ma al pubblico piace?

Vittorioc73

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Posto un articolo interessante che ho letto su Eurosport...

I Mondiali di Sci di Garmisch stanno esaltando una discussione che sta letteralmente cambiando il modo di vivere lo sci: le stagioni più lunghe, con viaggi più faticosi e prove sempre più stressanti, stanno portando anche il circo bianco a una riflessione su quella che deve essere la gestione delle risorse.

Gli sciatori in grado di lottare su tutte le discipline, come Ivica Kostelic, sono sempre di meno: "E a poco a poco non ci saranno più - dice Christof Innerhofer, fresco di medaglia d'oro in SuperG - perché lo sci sta cambiando e dobbiamo chiederci se conviene fare tutto abbastanza bene o solo qualcosa davvero molto bene".

Una sola vittoria vale più di molti piazzamenti, e anche la classifica generale di Coppa del Mondo alla fine la puoi ottenere garantendoti magari non la perfezione assoluta ma due mesi, due mesi e mezzo al massimo, di gare ad altissimo livello nella tua specialità.

Per cui si arriva alle gare più importanti dell'anno, Mondiali o Olimpiadi, con piste preparate in modo molto estremo sulle quali gli sciatori più tecnici finiscono per frenare e rischiare il meno possibile lamentandosi molto (come hanno fatto Cuche e Miller), se non addirittura evitando di scendere per non farsi male (come hanno hanno fatto Riesch e Vonn ieri).

Lo sci sta cambiando e diventando sempre più selettivo uniformandosi quindi a molti altri sport dove negli ultimi anni la fisicità e la resistenza alla fatica hanno preso il sopravvento rispetto a tecnica e talento. Il pubblico sembra seguire questa trasformazione con un certo distacco: avere le piste piene di folla è sempre più difficile. Ai Mondiali di Val d'Isere le tribune erano colme solo perché non si pagava; a Garmisch non c'è certamente il tutto esaurito, e gli organizzatori non se lo aspettano neppure.

Uno sport più televisivo, più estremo, è quello che il pubblico vuole o i Mondiali di Garmisch stanno dimostrando, tra tante proteste per le condizioni delle piste, che gli sciatori che vogliono tornare a sciare, più che a rischiare, hanno ragione?
 
beh basta vedere che razza di fisici si presentano ai cancelletti di partenza... 90Kg ormai è un peso "normale"... e di certo non di panza... ma di forza e ed esplosività...
la concorrenza è spietata e per vincere è necessario rischiare tantissimo, fare una buona gara senza sbavature non paga.

non so se il mondo dello sci sarebbe molto contento se per risolvere il problema si eliminasse la DH... oltretutto in un ambiente "conservatore" quale lo sci...
 
pericolosità... eccessivi costi per preparare le piste... potrebbero essere dei motivi...
anche De Chiesa ha parlato della difficoltà di far allenare gli atleti in funzione della discesa libera (causa poche piste disponibili)

resta il fatto che io sono PRO DH... e non contro...
 

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Mi piacerebbe sapere che differenza c'e' tra questa discussione e quella che si faceva alla fine degli anni '70. Stessa minestra.
Allora c'erano fortissimi atleti specializzati e ci si chiedeva che senso avesse la polivalenza. Poi sono arrivati i Girardelli e gli Zurbriggen e giu' lodi ai polivalenti come fossero i nuovi modelli da seguire.

Se e' vero che lo sci agonistico cambia sarebbe interessante vedere questo cambiamento su un arco di tempo piu' lungo di un paio di stagioni.
 
Non è lo sci che cambia... sono gli atleti...
Si dopano bene, vincono, si dopano male o smettono di doparsi, non vincono più...
Innerhofer ha vinto... bravo... farà la fine di Razzoli? secondo me si.
Una medaglia, e poi l'oblio...

Campioni polivalenti come Zurbriggen, da allora, non ne esistono più (Tomba era un fuoriclasse ma è stato anche quello che ha lanciato la specializzazione dello sciatore)...
Quelli bravi, oggi, hanno la farmacologia alle spalle... un tempo invece era talento e allenamento...

Lo sport oggi non esiste più a livello agonistico... è business e doping, e basta!
 
Mi piacerebbe sapere che differenza c'e' tra questa discussione e quella che si faceva alla fine degli anni '70. Stessa minestra.
Allora c'erano fortissimi atleti specializzati e ci si chiedeva che senso avesse la polivalenza. Poi sono arrivati i Girardelli e gli Zurbriggen e giu' lodi ai polivalenti come fossero i nuovi modelli da seguire.
Purtroppo per la mia età anagrafica, seguo lo sci dalla fine degli anni '60. Da allora i cambiamenti epocali sono stati diversi. Tanto per dirne una, all'epoca la 3-Tre, che oggi faccio perfino io, era discesa di coppa del mondo, perché si badava più alla tecnica che alla velocità pura. E infatti Gustav Thoeni, che eccelleva in slalom e nel gigante ed era un peso leggero, era spesso nel primo gruppo di merito anche in discesa, e una volta giunse secondo per pochi centesimi. E nella prima valanga azzurra ce n'erano diversi come lui: tecnica sopraffina, fisico asciutto e polivalenza. Alla fine degli anni '70, scusa Bill se non sono del tutto d'accordo, la situazione era ancora abbastanza simile, tanto che quando fu inventato il SuperG i primi vincitori furono degli slalomisti di grandissima qualità tecnica, come il nostro Richard Pramotton.
Poi arrivò il culto della velocità, ma questo avvenne diverso tempo dopo. Ricordo infatti che all'inizio Tomba i SuperG li faceva e si piazzava anche bene. Smise dopo essersi lussato una spalla ed essere rimasto fuori 3 mesi, perché nel frattempo il SuperG era diventato una sorta di discesa-bis, con velocità assurde. Se il SuperG fosse rimasto quello originale, Tomba avrebbe continuato a farli e forse di coppe del mondo ne avrebbe vinte molte, sommando i punti di 3 specialità su 4, anziché 2 su 4.
Ma a parte questo, non dimentichiamo che gli anni 80 sono stati quelli di Ingemar Stenmark, squisito interprete della tecnica pura.
E' stato solo nella seconda metà degli anni '90 che si sono affermati atleti dal fisico mostruoso, che hanno trasformato lo sci in una esibizione di potenza. Fino ad arrivare agli eccessi di oggi. Magari ci fosse oggi uno Zurbriggen, che ai mondiali di Bormio gareggiò e vinse in discesa libera 2 settimane dopo aver subito un intervento al menisco! L'ha potuto fare perché sciava di tecnica, non di potenza!!!
 
Non è lo sci che cambia... sono gli atleti...
Si dopano bene, vincono, si dopano male o smettono di doparsi, non vincono più...
Innerhofer ha vinto... bravo... farà la fine di Razzoli? secondo me si.
Una medaglia, e poi l'oblio...

Campioni polivalenti come Zurbriggen, da allora, non ne esistono più (Tomba era un fuoriclasse ma è stato anche quello che ha lanciato la specializzazione dello sciatore)...
Quelli bravi, oggi, hanno la farmacologia alle spalle... un tempo invece era talento e allenamento...

Lo sport oggi non esiste più a livello agonistico... è business e doping, e basta!
mi sembra un discorso che poteva andare bene negli anni 90...
Razzoli non mi sembra proprio nell'oblio...
La gente vuole le vittorie a raffica, ma lo sci è cambiato... il livello generale è altissimo. i primi 30 hanno il potenziale per vincere. meglio così.
 
Purtroppo per la mia età anagrafica, seguo lo sci dalla fine degli anni '60. Da allora i cambiamenti epocali sono stati diversi. Tanto per dirne una, all'epoca la 3-Tre, che oggi faccio perfino io, era discesa di coppa del mondo, perché si badava più alla tecnica che alla velocità pura. E infatti Gustav Thoeni, che eccelleva in slalom e nel gigante ed era un peso leggero, era spesso nel primo gruppo di merito anche in discesa, e una volta giunse secondo per pochi centesimi. E nella prima valanga azzurra ce n'erano diversi come lui: tecnica sopraffina, fisico asciutto e polivalenza. Alla fine degli anni '70, scusa Bill se non sono del tutto d'accordo, la situazione era ancora abbastanza simile, tanto che quando fu inventato il SuperG i primi vincitori furono degli slalomisti di grandissima qualità tecnica, come il nostro Richard Pramotton.
Poi arrivò il culto della velocità, ma questo avvenne diverso tempo dopo. Ricordo infatti che all'inizio Tomba i SuperG li faceva e si piazzava anche bene. Smise dopo essersi lussato una spalla ed essere rimasto fuori 3 mesi, perché nel frattempo il SuperG era diventato una sorta di discesa-bis, con velocità assurde. Se il SuperG fosse rimasto quello originale, Tomba avrebbe continuato a farli e forse di coppe del mondo ne avrebbe vinte molte, sommando i punti di 3 specialità su 4, anziché 2 su 4.
Ma a parte questo, non dimentichiamo che gli anni 80 sono stati quelli di Ingemar Stenmark, squisito interprete della tecnica pura.
E' stato solo nella seconda metà degli anni '90 che si sono affermati atleti dal fisico mostruoso, che hanno trasformato lo sci in una esibizione di potenza. Fino ad arrivare agli eccessi di oggi. Magari ci fosse oggi uno Zurbriggen, che ai mondiali di Bormio gareggiò e vinse in discesa libera 2 settimane dopo aver subito un intervento al menisco! L'ha potuto fare perché sciava di tecnica, non di potenza!!!

Grazie per la tua analisi, davvero interessante!!
Insomma nello sci è avvenuto lo stesso processo come ad es. nel tennis: potenza e ancora potenza!
Ma il fatto che due regine assolute come Riesch e Vonn si siano rifutate di gareggiare è piuttosto significativo, non trovate? E già loro di potenza ne hanno parecchia.....
 
a vedere le gare di oggi mi convinco di quanto albertone TOMBA fosse avanti di due generazioni rispetto agli altri....
Oggi vince il fisico ragazzi in tutti gli sport...anche nel famigerato calcio...se facciamo un raffronto...negli anni 70 erano tutti magrolini..se confrontati ad oggi....oggi o sei un marcantonio di un e 90 di altezza o ti scartano...e poi devi correre come un atleta che fa maratona...e la tecnica ne risente...come nello sci..sciano sopra ghiaccio puro..solo con la potenza a far curve in pochi metri...eclatante...la catena di infortuni...
è un dato di fatto...poi che piaccia o no lo dicono gli sponsor?o no?
 
Non è lo sci che cambia... sono gli atleti...
Si dopano bene, vincono, si dopano male o smettono di doparsi, non vincono più...
Innerhofer ha vinto... bravo... farà la fine di Razzoli? secondo me si.
Una medaglia, e poi l'oblio...

Campioni polivalenti come Zurbriggen, da allora, non ne esistono più (Tomba era un fuoriclasse ma è stato anche quello che ha lanciato la specializzazione dello sciatore)...
Quelli bravi, oggi, hanno la farmacologia alle spalle... un tempo invece era talento e allenamento...

Lo sport oggi non esiste più a livello agonistico... è business e doping, e basta!

Ma hai fatto un corso accelerato di frasi fatte e luoghi comuni da bar???

Come puoi permetterti di insinuare, in un momento in cui lo sci italiano ci sta dando qualche gioia, che i risultati arrivano con la chimica???

Perchè caxxo l'italiano medio deve sempre parlare a sproposito: quando le cose non vanno:"che sfigati, non sanno sciare, non hanno le palle degli altri"; quando finalmente i risultati arrivano: "ah, per fare i risultati bisogna per forza essere dopati".

A proposito di luoghi comuni, che nessuno tiri in ballo il ciclismo: quello si sa che è un mondo in cui di "marcio" c'è tanto, non tutto spero ma tanto...
 
Non è lo sci che cambia... sono gli atleti...
Si dopano bene, vincono, si dopano male o smettono di doparsi, non vincono più...
Innerhofer ha vinto... bravo... farà la fine di Razzoli? secondo me si.
Una medaglia, e poi l'oblio...

Campioni polivalenti come Zurbriggen, da allora, non ne esistono più (Tomba era un fuoriclasse ma è stato anche quello che ha lanciato la specializzazione dello sciatore)...
Quelli bravi, oggi, hanno la farmacologia alle spalle... un tempo invece era talento e allenamento...

Lo sport oggi non esiste più a livello agonistico... è business e doping, e basta!

Una buona serie di minchiate e qualche verità:
-Si dopano? probabilmente si, come in tutti gli sport agonistici. Ma questo non inficia la bellezza della prestazione, nè la necessità di avere il telento e la sensibilità per vincere.

-Come Razzoli? Intanto Razzoli ha vi nto lo scorso anno, e non sappiamo ancora cosa farà da qui a fine stagione e in questi mondiali. Poi Innerhofer aveva GIA' vinto e ha preso tre medaglie. Questo non è culo, è classe.

-Zurbriggern? Mah, io ricordo Aamodt, Kjus, Janca, Raich, Maier fra gli ateleti capici di vincere in 4 discipline su 5, e tutti ben dopo l'era Zurbriggen.

-Tomba ha inventato la specializzazione? Dai, e io che pensavo che Stenmark e Klammer fossero degli specialisti...

-Il doping nello sci, si narra, essere una scoperta di uno slalomista Norvegese fine anni 80-primi anni 90. nel senso che fu il primop atleta a credere che una massimizzazione delle masse muscolari potesse portare vantaggi significativi anche in uno sport tecnico come lo sci.

-lo sport agonistico non esiste ma è solo buisiness e doping? Questa è una minchiata: business e doping ci sono perchè l'agonismo è vivo e vegeto...
 
Nota su "Innerhofer la sua medaglia e poi l'oblio": per ora le medaglie sono 3 in 6 giorni (o+a+b)... ;)

Si può discutere sul fatto che siano pochi quelli che tiran la carretta, si può discutere di tante cose, ma non sul talento (né sul sacrificio).
Il talento c'è e lo dimostriamo, purtroppo non con una frequenza reale.

A noi manca continuità a lungo termine, data oggettivamente, dalle poche certezze che l'ambiente sciistico (agonistico) italiano concede, per cause non sue: impatto sui media ridicolo, sponsor = 0, insieme a tanti altri sport figlio di un dio minore che ha la sola colpa di non essere uno sport per sfigati con una palla tonda a pezze pentagonali bianconere.


Togliere la Discesa?
Ci vuole più sicurezza?

Chi dice questo non sa nemmeno quello di cui si sta parlando, lo stesso De Chiesa (del quale sono sicurissimo che non abbia mai detto "meglio togliere la discesa") ha sottolineato come la sicurezza non sia mai stata così alta come negli ultimi 3-5 anni e anzi, era in passato che gli atleti erano sottoposti a rischi molto più alti.

Gli atleti sono professionisti e sono lì consapevoli di ciò che affrontano weekend dopo weekend; a Kitzbuhel dopo l'incidente di Grugger, Cuche e Ghedina sono stati chiari, apparentemente duri, ma giusti.

Per contro lo sport professionistico porta sempre ad incrementare il livello di prestazioni e di fisicità richiesta (lo vivo abitualmente giocando e seguendo il rugby da 12 anni): si diventa più grossi.
Non è una novità in nessuno sport... Si lavora tanto in palestra per poter metter su un fisico in grado di sopportare stress articolari, muscolari e ossei paurosi.

C'è doping?

Ad alto livello probabilmente c'è anche nello sci, e questo bisognerà combatterlo con i mezzi giusti (analisi incrociate etc...).

Io so che nel rugby professionistico ce n'è tanto e c'è tutto un gran silenzio ipocrita intorno, con le decisioni riguardanti le analisi sangue-urine che slittano di anno in anno. Per fortuna essendo sport "povero" di natura, a basso livello non esiste il doping "sistematico", quello di squadra fatto di steroidi e anabolizzanti da migliaia di euro, perché semplicemente in una squadra dove si paga una quota per giocare, non ci sono certo i soldi per queste cose.

Diversamente secondo me da altri sport dove anche chi gioca nella categoria Over40-ExDLF-ManagerCalcettisti prende dei quattrini.


Per ora lo sci è ancora abbastanza sano secondo me, spero possa continuare così e spero che prenda un po' più di considerazione soprattutto per gli sponsor e coloro che permettono agli atleti di vivere, allenarsi e gareggiare come professionisti, quali sono sicuramente per bravura!
 
A Innerhofer auguro tutto il bene del mondo... ma non mi aspetto che da adesso vinca tutto... non me l'aspettavo per razzoli, e infatti dalla medaglia dello scorso anno, ha fatto se non erro un misero 3° posto e stop.

Quanto al doping, inutile nascondersi, esiste nello sci come in ogni altro sport, quando girano i soldi, gira il doping...
Ed è anche a causa del doping che le carriere si accorciano e i risultati sono altalenanti...

Sparare sul ciclismo è fin troppo facile, ma è da ingenui pensare che il doping si fermi li...
 
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