pat
Well-known member
Ciao a tutti , ragazzi !
Oggi ho "drogato" un nuovo skifoso, Jinxy69, con la sopraffina materia prima NATURALE presente a Colere; gli ho detto che dava assuefazione... all'inizio era scettico... ma poi, provata di persona la qualità eccellente della neve (nonostante l'annata un po' balorda per le quote medie) e la bellezza dei traccitati, molto vari, ben tenuti e frequentati da pochissime persone ( e tutte molto abili nell'arte della discesa) ... mi ha dato ragione , ed ogni discesa finiva con sempre più incredulità e sempre maggior soddisfazione.
Certo che salendo dalla pianura la situazione sembrava fino all'ultimo sconfortante... a parte il panettone bianco del Pora che spiccava già in media Val Seriana, era tutto verde o marrone , con la neve relegata sui versanti meridionali veramente solo alle alte quote; lo scollinamento del Passo della Presolana, le cui piste erano ancora stoicamente innevate (e apparentemente in uno stato più che soddisfacente) dagli eroici gattisti che secondo me, oltre a un po' di artificiale, hanno riportato in loco neve con i camion prelevata da altre parti , e decisamente e incredibilmente prese d'asalto da orde di principianti (in parte locals ma sicuramente in buona parte stranieri dell'est europa, riconoscibili sia dal Pullman sia dall'abbigliamento "demodé")... la scanapà era chiusa e andavano la seggiovia bassa, il tapis roulant a lato della strada e credo il breve skilift un po' più ripido che sta appena prima dello scollinamento del passo; sulle piste, ad un'occhiata veloce in macchina non mi sembrava ci fosse traccia nè di sassi, nè di marrone, nè di grumi evidenti; temperatura al passo alle 9 circa +4 gradi.
La discesa su Colere non ha "riportato indietro nel tempo" come sovente accade, nel senso che pur scendendo di quota generalmente lo strato di neve presente aumenta fino a raggiungere livelli imparagonabili con quelli del Passo , mentre oggi la neve era assente anche nelle zone più ombrose a ridosso dei canaloni della Presolana (lato nord) , per tornare a farsi uniformemente vedere su tetti e prati solo a Colere paese, dove 10 cm c'erano ancora ovunque in quel piccolo angolo di Siberia orobica ... praticamente il paese di Colere, protetto dall'ombra della "Regina" , era l'unica area bianca del circondario. Se pensate alla pioggia e al caldo anomalo che ci sono stati da un mese a questa parte, capirete che trovare un po' di neve a 1000m sa quasi di miracoloso.
Arrivati al parcheggio (bello pieno) , io e il nuovo compagno di avventura ci scambiamo le prime impressioni: lui non è mai stato a Colere, ma la neve abbondante già visibile alle quote medie , che ammanta uniformemente tutta la nord della Presolana, i selvaggi canaloni, la zona dell'Albani e un bel pezzo sotto, più la pista carbonera che, con l'aiuto dell'artificiale (che a Colere è presente solo da 1600 in giù, sopra i cannoni non li hanno nemmeno) sembra in condizioni decenti fino in paese, lo rincourano e fanno presagire a entrambi una buona giornata.
E così sarà.
La risalita con la lenta biposto ci dà il tempo di conoscerci e dico al nuovo "adepto" che questo è un anno un po' anomalo, tra 1000 e 1400 sembrava essere ad aprile più che ai primi di febbraio; comunque a 1400, alla partenza dello skilift (oggi fermo) la neve era già uniformemente presente su tutto il terreno di gioco e il colpo d'occhio era decisamente confortante; a 1600 del Polzone la neve ancora presente sui tetti era circa 30-40 cm , quindi è verosimile che in pista ce ne fosse non dico un metro ma almeno 70 cm tutti.
La prima seggiovia ci porta da 1600 a 2000 ; il panorama è visivamente dominato dalla Presolana, ampia, imponente e minuziosamente innevata anche nei suoi più piccoli e verticali anfratti; l'aria è già mite, ma i pochi bravi sciatori già in azione sollevano nuvolette di "polvere" ad ogni curva che in molti altri posti più blasonati sono un miraggio già da almeno una decina di giorni; le tracce lasciate dai carvers più aggressivi son tonde, regolari, nette, incise sulla neve come fatte da alabarde: l'occhio esperto riconsoce che quella neve è in condizioni ottime, e già l'acquolina si fa sentire prima del primo assaggio.
http://www.colereski.it/Piste/PisteSci/tabid/67/Default.aspx
Il battesimo di Jinxy69 avviene nel breve ma godurioso tratto della pista Presolana (1) che collega i 2000 della prima "vera" seggiovia con i 1800 della partenza della triposto che arriva alla quota massima di 2250m , e che prendiamo subito dopo; la prima pista vera pertanto, fatta da 2250 ai 1600 del Polzone è stata il tratto alto della 1 , il tatto nero della pista Bretella italia (2) e la pista Bretella Italia rossa (6). Il ragazzo è soddisfatto del "prmo impatto": le piste sgombre e la neve "sana" permetterebbero chissà quali evoluzioni ai più esperti, ma noi abbiamo ancora la "gamba fredda" e ce la spassiamo con discreto impegno e buona dinamicità pur senza andar giù col coltello tra i denti.
Il secondo round prevede la risalita a 2000 e da lì il rifacimento dei primi due tratti su menzionati, con la differenza che questa volta dovremo deviare seccamente verso destra per continuare il tratto "nero" con la Pista Italia vera e propria (2) , ora denominata Pista Italia-Carbonera Itinerario sciistico. Purtroppo per me, che ci tenevo tanto a rifarla in buone condizioni e a farla conoscere al mio compare, la pista Italia è aperta ma in brutte condizioni: non è stata "lavorata" dai gatti probabilmente da molti giorni , ha un attacco di neve morbida decisamente primaverile, seguito subito dopo da un breve tratto gibboso e con ghiaccio esposto (è l'unico tratto delle piste di Colere che prende il sole direttamente e per molto tempo già dalla mattina) , per passare appena all'ombra con un tratto di neve non battuta di recente ma discretamente sciabile, con fondo omogeneo un po' più compatto e diventare regolare (e sicuramente almeno qualche volta battuta) da quota 1500 in giù, praticamente dove ci sarebbe l'innesto della pista che scenderebbe dal breve skilift se fosse aperto; da lì in giù, trasformandosi di fatto nella pista Carbonera, troveremo neve ben battuta e ben sostenuta da uno strato di artificiale con ottimo fondo, col millerighe morbidino e senza insidie; c'è l'intermedio della vecchia seggiovia aperto a 1200, ma scendiamo fino in paese, prima che la giornata prevista già bella mite rovini troppo il manto e ci faccia perdere anche questo piacere.
Continua...
Oggi ho "drogato" un nuovo skifoso, Jinxy69, con la sopraffina materia prima NATURALE presente a Colere; gli ho detto che dava assuefazione... all'inizio era scettico... ma poi, provata di persona la qualità eccellente della neve (nonostante l'annata un po' balorda per le quote medie) e la bellezza dei traccitati, molto vari, ben tenuti e frequentati da pochissime persone ( e tutte molto abili nell'arte della discesa) ... mi ha dato ragione , ed ogni discesa finiva con sempre più incredulità e sempre maggior soddisfazione.
Certo che salendo dalla pianura la situazione sembrava fino all'ultimo sconfortante... a parte il panettone bianco del Pora che spiccava già in media Val Seriana, era tutto verde o marrone , con la neve relegata sui versanti meridionali veramente solo alle alte quote; lo scollinamento del Passo della Presolana, le cui piste erano ancora stoicamente innevate (e apparentemente in uno stato più che soddisfacente) dagli eroici gattisti che secondo me, oltre a un po' di artificiale, hanno riportato in loco neve con i camion prelevata da altre parti , e decisamente e incredibilmente prese d'asalto da orde di principianti (in parte locals ma sicuramente in buona parte stranieri dell'est europa, riconoscibili sia dal Pullman sia dall'abbigliamento "demodé")... la scanapà era chiusa e andavano la seggiovia bassa, il tapis roulant a lato della strada e credo il breve skilift un po' più ripido che sta appena prima dello scollinamento del passo; sulle piste, ad un'occhiata veloce in macchina non mi sembrava ci fosse traccia nè di sassi, nè di marrone, nè di grumi evidenti; temperatura al passo alle 9 circa +4 gradi.
La discesa su Colere non ha "riportato indietro nel tempo" come sovente accade, nel senso che pur scendendo di quota generalmente lo strato di neve presente aumenta fino a raggiungere livelli imparagonabili con quelli del Passo , mentre oggi la neve era assente anche nelle zone più ombrose a ridosso dei canaloni della Presolana (lato nord) , per tornare a farsi uniformemente vedere su tetti e prati solo a Colere paese, dove 10 cm c'erano ancora ovunque in quel piccolo angolo di Siberia orobica ... praticamente il paese di Colere, protetto dall'ombra della "Regina" , era l'unica area bianca del circondario. Se pensate alla pioggia e al caldo anomalo che ci sono stati da un mese a questa parte, capirete che trovare un po' di neve a 1000m sa quasi di miracoloso.
Arrivati al parcheggio (bello pieno) , io e il nuovo compagno di avventura ci scambiamo le prime impressioni: lui non è mai stato a Colere, ma la neve abbondante già visibile alle quote medie , che ammanta uniformemente tutta la nord della Presolana, i selvaggi canaloni, la zona dell'Albani e un bel pezzo sotto, più la pista carbonera che, con l'aiuto dell'artificiale (che a Colere è presente solo da 1600 in giù, sopra i cannoni non li hanno nemmeno) sembra in condizioni decenti fino in paese, lo rincourano e fanno presagire a entrambi una buona giornata.
E così sarà.
La risalita con la lenta biposto ci dà il tempo di conoscerci e dico al nuovo "adepto" che questo è un anno un po' anomalo, tra 1000 e 1400 sembrava essere ad aprile più che ai primi di febbraio; comunque a 1400, alla partenza dello skilift (oggi fermo) la neve era già uniformemente presente su tutto il terreno di gioco e il colpo d'occhio era decisamente confortante; a 1600 del Polzone la neve ancora presente sui tetti era circa 30-40 cm , quindi è verosimile che in pista ce ne fosse non dico un metro ma almeno 70 cm tutti.
La prima seggiovia ci porta da 1600 a 2000 ; il panorama è visivamente dominato dalla Presolana, ampia, imponente e minuziosamente innevata anche nei suoi più piccoli e verticali anfratti; l'aria è già mite, ma i pochi bravi sciatori già in azione sollevano nuvolette di "polvere" ad ogni curva che in molti altri posti più blasonati sono un miraggio già da almeno una decina di giorni; le tracce lasciate dai carvers più aggressivi son tonde, regolari, nette, incise sulla neve come fatte da alabarde: l'occhio esperto riconsoce che quella neve è in condizioni ottime, e già l'acquolina si fa sentire prima del primo assaggio.
http://www.colereski.it/Piste/PisteSci/tabid/67/Default.aspx
Il battesimo di Jinxy69 avviene nel breve ma godurioso tratto della pista Presolana (1) che collega i 2000 della prima "vera" seggiovia con i 1800 della partenza della triposto che arriva alla quota massima di 2250m , e che prendiamo subito dopo; la prima pista vera pertanto, fatta da 2250 ai 1600 del Polzone è stata il tratto alto della 1 , il tatto nero della pista Bretella italia (2) e la pista Bretella Italia rossa (6). Il ragazzo è soddisfatto del "prmo impatto": le piste sgombre e la neve "sana" permetterebbero chissà quali evoluzioni ai più esperti, ma noi abbiamo ancora la "gamba fredda" e ce la spassiamo con discreto impegno e buona dinamicità pur senza andar giù col coltello tra i denti.
Il secondo round prevede la risalita a 2000 e da lì il rifacimento dei primi due tratti su menzionati, con la differenza che questa volta dovremo deviare seccamente verso destra per continuare il tratto "nero" con la Pista Italia vera e propria (2) , ora denominata Pista Italia-Carbonera Itinerario sciistico. Purtroppo per me, che ci tenevo tanto a rifarla in buone condizioni e a farla conoscere al mio compare, la pista Italia è aperta ma in brutte condizioni: non è stata "lavorata" dai gatti probabilmente da molti giorni , ha un attacco di neve morbida decisamente primaverile, seguito subito dopo da un breve tratto gibboso e con ghiaccio esposto (è l'unico tratto delle piste di Colere che prende il sole direttamente e per molto tempo già dalla mattina) , per passare appena all'ombra con un tratto di neve non battuta di recente ma discretamente sciabile, con fondo omogeneo un po' più compatto e diventare regolare (e sicuramente almeno qualche volta battuta) da quota 1500 in giù, praticamente dove ci sarebbe l'innesto della pista che scenderebbe dal breve skilift se fosse aperto; da lì in giù, trasformandosi di fatto nella pista Carbonera, troveremo neve ben battuta e ben sostenuta da uno strato di artificiale con ottimo fondo, col millerighe morbidino e senza insidie; c'è l'intermedio della vecchia seggiovia aperto a 1200, ma scendiamo fino in paese, prima che la giornata prevista già bella mite rovini troppo il manto e ci faccia perdere anche questo piacere.
Continua...
