E poi si prosegue: con autobus a pianale ribassato si arriva in 20 minuti in Alta Badia e di lì si accede alla Sellaronda, sul leggendario carosello di piste che circonda il massiccio del Sella nel cuore delle Dolomiti. Non è una novità, al contrario: è un successo continuo che già negli anni 70 era argomento serale per gli sciatori che esaltavano le proprie imprese. “Quanto ci hai messo, per quanti chilometri le lamine sono diventate incandescenti?”:shock::shock::shock: È la maestà incontrastata degli eventi sciistici. Negli anni 70 era già un record completare il giro, :shock::shock::shock: storie veramente orrende riguardo alle seggiovie monoposto che si arrampicavano sulle montagne sulle quali, quando mancava la corrente, si rimaneva anche delle ore a dondolare nel gelido freddo invernale.:shock::shock::shock::shock: Negli anni 80 era un record aggiungere al Sellaronda delle puntate sulle grandi piste classiche: la “Porta Vescovo” ad Arabba, la “Saslonch” in Val Gardena, la “Gran Risa” in Alta Badia. Ed oggi, 2006/7, uno stimolo del tutto nuovo: dal Plan de Corones in Val Pusteria fino alla Sellaronda. Scommettiamo che il Plan de Corones-Sellaronda diventerà un oggetto di culto?:shock: