botto
I ♥ Pelmo
Ho voluto fare un report su questa ciclabile, benché sia molto nota, per tre motivi:
1. la stragrande maggioranza delle info e delle relazioni presenti sul web sono vecchie ed ancora riportano il fatto che per 2 km. (tra Peaio e Venas di Cadore) è necessario percorrere un tratto di trafficatissimo statale n°51. Invece già dallo scorso anno, la ciclabile, con opere anche costose e non banali, è stata completata. Se questo fatto poteva scoraggiare qualcuno, sappiate che il problema non esiste più.
2. esiste un (quasi) efficiente servizio “bike’n bus” che fa la spola tra Calalzo e Dobbiaco, che permette di scegliere quali tratti percorrere e se percorrerli in salita o discesa, potendosi poi appoggiare al bus con carrello porta bici per tornare al punto di partenza. Il “quasi” è dovuto al fatto che ci sono solo 4/5 corse al giorno, che i posti sono limitati (30 bici sul carrello più qualcuna nel baule) ed il servizio prenotazione non funziona benissimo. Il servizio è attivo in luglio, agosto e primi gg. di settembre
3. rispetto alle blasonatissime ciclabili della Val Pusteria e della Drava (tra cui la famosissima San Candido-Lienz) è secondo me 100 volte più bella. Molto più panoramica (sei in mezzo alle Dolomiti), molto meno frequentata (si può fare in entrambi i sensi senza il timore di essere asfaltati come se provate a fare da Lienz a San Candido in salita), molto più selvaggia, in certe parti. Per contro il servizio bike’n bus è certo 100 volte meno efficiente del servizio treno+bici della Val Pusteria.
Fondo: asfalto da Calalzo a Dogana Vecchia (al confine tra San Vito e Cortina), ghiaino molto ben pedalabile tutto il resto (salvo l’attraversamento di Cortina che è di nuovo asfalto ed il tratto Carbonin-Lago di Landro che è ghiaia un po’ malmesso, ma non lo percorro da diversi anni).
Dislivello: tra Calalzo e Passo Cimabanche (punto più alto a 1500 mt.) ci sono 700 mt. di dislivello, ma sono distribuiti in ca, 50 km in modo graduale.
Vi sono però tratti più faticosi di altri.
Da Calalzo a San Vito e da Cortina a Passo Cimabanche la ciclabile segue il percorso della vecchia ferrovia, e dunque è in leggera e costante ascesa. Se percorso ad andatura turistica ed in assenza di vento contrario non è per nulla faticoso.
Da San Vito a Cortina (e in parte nel nuovo tratto Peaio-Venas) segue invece l’antica strada regia tra saliscendi e strappetti (soprattutto in direzione Cortina).
Percorso alla portata di tutti, ma se percorso ad andatura sostenuta può essere ottimo per farsi un buon fondo.
Tratto più bello: molto soggettivo. Secondo me tra Vodo e San Vito, quando già appaiono Pelmo, Rocchette ed Antelao e pedali spesso sopra la valle ed attraversando i paesi nella loro parte alta e meno caotica. Bello ovviamente anche tra Cortina e Cimabanche, anche se dopo il ponte sul Ru Felizon scompaiono dalla vista le cime dolomitiche.
Comunque la macchina è parcheggiabile in moltissimi punti del percorso.
Attenzione: ai 3 tratti dove la ciclabile “sottopassa” la statale, soprattutto se avete dei bimbi, pericolo di scontri con altri ciclisti; all’attraversamento di San Vito (dove però la larghezza della sede stradale aumenta) e soprattutto Cortina, dove la ciclabile è anche frequentata passeggiata.
Ecco alcune foto
Partendo da Calalzo si ha una bella vista sul lago di centro Cadore
si percorrono alcuni tratti quasi in campagna
Brevi gallerie ed anche lunghe gallerie illuminate
Una delle cose che mi piacciono di questa ciclabile è che attraversi i paesi nella parte alta (salvo Venas) in posizione dominante. Qui a volte la ciclabile è anche via di accesso alle case, ma passano 2 auto al giorno!
Valle di Cadore
Borca
San Vito
Cortina
Si incontrano poi le vecchie stazioncine. Questa è quella all’ingresso di San Vito
Verde e Dolomiti dominano (solo per brevi tratti la ciclabile corre a lato della statale, ma sempre ben divisa e distanziata)
Molto pregevoli (e ritengo costosi) gli interventi per aprire il pezzo mancante tra Venas e Peaio
Attenzione ora ad alcuni punti non ben segnalati.
Questo è dopo Venas (venendo da Calalzo). Dovete stare bassi sulla sinistra per fare il nuovo tratto (protetto e con saliscendi) , mentre andando a destra arrivereste sulla statale.
A San Vito la ciclabile sembra interrompersi, ma riprende poco più avanti ed è segnalata
Qui la ciclabile (poco prima di Cortina in località Acquabona-Pian da Lago) sbuca su una atrada asfaltata e ci sono 2 possibilità
1. si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per strada ghiaiata: percorso molto bello lungo il fiume, ma faticoso per riprendere quota per entrare a Cortina. ATTENZIONE: questo tratto è attualmente ufficialmente chiuso per frana, ma è percorribile
2. si svolta a destra e si sale per 100 metri fino alla statale, dove riparte un altro ramo della ciclabile (asfaltata e più alta, dunque con meno salita per entrare a Cortina)
Consiglio la soluzione 2 per famiglie, la 1 per chi vuole stare un po’ più a contatto con la natura
Lo stesso dilemma si può porre arrivando da Cortina in direzione San Vito sempre in località Acquabona:
1. se svoltate a destra prendete la ciclabile seguendo i cartelli, facendo un po’ di saliscendi
2. se andate diritto fate 1 km. di statale per poi rincontrare la ciclabile (più pericolosa ma meno faticosa
All’ingresso in Cortina (si percorre il ponte nella foto e si trova a destra la stazione di partenza della funivia del Faloria) la ciclabile sembra scomparire, ma niente paura. Si attraversano parcheggi e piazzali fuori traffico andando sempre diritto e, subito dopo la strada che sale a Passo 3 Croci/Misurina, la ciclabile riprende
Tra Cortina e Passo Cimabanche poco da segnalare se non il bel panorama sulla Valle del Boite e le Dolomiti circostanti, la galleria a forma di locomotiva (scusate per la pessima qualità della foto)
Ed il ponte sul Ru Felizon; guardate di sotto quando arrivate su questo ponte, la forra fa impressione.
Alcuni bei laghetti e si arriva a Passo Cimabanche.
Nel tratto Passo Cimabanche-Dobbiaco segnalo:
- gli scorci incredibili sul Cristallo (se la percorrete verso nord da Dobbiamo)
- il lago di Ladro, non un granchè
- lo scorcio sulle 3 Cime di Lavaredo (se la percorrete da Dobbiaco)
- il lago di Dobbiaco (di cui si può fare il periplo in bici, se ricordo bene in senso antiorario)
Provate a percorrere questa ciclabile (anche un breve pezzetto) in un giorno d’autunno quando i boschi sono verdi gialli e rossi. Ne rimarrete affascinati.
1. la stragrande maggioranza delle info e delle relazioni presenti sul web sono vecchie ed ancora riportano il fatto che per 2 km. (tra Peaio e Venas di Cadore) è necessario percorrere un tratto di trafficatissimo statale n°51. Invece già dallo scorso anno, la ciclabile, con opere anche costose e non banali, è stata completata. Se questo fatto poteva scoraggiare qualcuno, sappiate che il problema non esiste più.
2. esiste un (quasi) efficiente servizio “bike’n bus” che fa la spola tra Calalzo e Dobbiaco, che permette di scegliere quali tratti percorrere e se percorrerli in salita o discesa, potendosi poi appoggiare al bus con carrello porta bici per tornare al punto di partenza. Il “quasi” è dovuto al fatto che ci sono solo 4/5 corse al giorno, che i posti sono limitati (30 bici sul carrello più qualcuna nel baule) ed il servizio prenotazione non funziona benissimo. Il servizio è attivo in luglio, agosto e primi gg. di settembre
3. rispetto alle blasonatissime ciclabili della Val Pusteria e della Drava (tra cui la famosissima San Candido-Lienz) è secondo me 100 volte più bella. Molto più panoramica (sei in mezzo alle Dolomiti), molto meno frequentata (si può fare in entrambi i sensi senza il timore di essere asfaltati come se provate a fare da Lienz a San Candido in salita), molto più selvaggia, in certe parti. Per contro il servizio bike’n bus è certo 100 volte meno efficiente del servizio treno+bici della Val Pusteria.
Fondo: asfalto da Calalzo a Dogana Vecchia (al confine tra San Vito e Cortina), ghiaino molto ben pedalabile tutto il resto (salvo l’attraversamento di Cortina che è di nuovo asfalto ed il tratto Carbonin-Lago di Landro che è ghiaia un po’ malmesso, ma non lo percorro da diversi anni).
Dislivello: tra Calalzo e Passo Cimabanche (punto più alto a 1500 mt.) ci sono 700 mt. di dislivello, ma sono distribuiti in ca, 50 km in modo graduale.
Vi sono però tratti più faticosi di altri.
Da Calalzo a San Vito e da Cortina a Passo Cimabanche la ciclabile segue il percorso della vecchia ferrovia, e dunque è in leggera e costante ascesa. Se percorso ad andatura turistica ed in assenza di vento contrario non è per nulla faticoso.
Da San Vito a Cortina (e in parte nel nuovo tratto Peaio-Venas) segue invece l’antica strada regia tra saliscendi e strappetti (soprattutto in direzione Cortina).
Percorso alla portata di tutti, ma se percorso ad andatura sostenuta può essere ottimo per farsi un buon fondo.
Tratto più bello: molto soggettivo. Secondo me tra Vodo e San Vito, quando già appaiono Pelmo, Rocchette ed Antelao e pedali spesso sopra la valle ed attraversando i paesi nella loro parte alta e meno caotica. Bello ovviamente anche tra Cortina e Cimabanche, anche se dopo il ponte sul Ru Felizon scompaiono dalla vista le cime dolomitiche.
Comunque la macchina è parcheggiabile in moltissimi punti del percorso.
Attenzione: ai 3 tratti dove la ciclabile “sottopassa” la statale, soprattutto se avete dei bimbi, pericolo di scontri con altri ciclisti; all’attraversamento di San Vito (dove però la larghezza della sede stradale aumenta) e soprattutto Cortina, dove la ciclabile è anche frequentata passeggiata.
Ecco alcune foto
Partendo da Calalzo si ha una bella vista sul lago di centro Cadore
si percorrono alcuni tratti quasi in campagna
Brevi gallerie ed anche lunghe gallerie illuminate
Una delle cose che mi piacciono di questa ciclabile è che attraversi i paesi nella parte alta (salvo Venas) in posizione dominante. Qui a volte la ciclabile è anche via di accesso alle case, ma passano 2 auto al giorno!
Valle di Cadore
Borca
San Vito
Cortina
Si incontrano poi le vecchie stazioncine. Questa è quella all’ingresso di San Vito
Verde e Dolomiti dominano (solo per brevi tratti la ciclabile corre a lato della statale, ma sempre ben divisa e distanziata)
Molto pregevoli (e ritengo costosi) gli interventi per aprire il pezzo mancante tra Venas e Peaio
Attenzione ora ad alcuni punti non ben segnalati.
Questo è dopo Venas (venendo da Calalzo). Dovete stare bassi sulla sinistra per fare il nuovo tratto (protetto e con saliscendi) , mentre andando a destra arrivereste sulla statale.
A San Vito la ciclabile sembra interrompersi, ma riprende poco più avanti ed è segnalata
Qui la ciclabile (poco prima di Cortina in località Acquabona-Pian da Lago) sbuca su una atrada asfaltata e ci sono 2 possibilità
1. si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per strada ghiaiata: percorso molto bello lungo il fiume, ma faticoso per riprendere quota per entrare a Cortina. ATTENZIONE: questo tratto è attualmente ufficialmente chiuso per frana, ma è percorribile
2. si svolta a destra e si sale per 100 metri fino alla statale, dove riparte un altro ramo della ciclabile (asfaltata e più alta, dunque con meno salita per entrare a Cortina)
Consiglio la soluzione 2 per famiglie, la 1 per chi vuole stare un po’ più a contatto con la natura
Lo stesso dilemma si può porre arrivando da Cortina in direzione San Vito sempre in località Acquabona:
1. se svoltate a destra prendete la ciclabile seguendo i cartelli, facendo un po’ di saliscendi
2. se andate diritto fate 1 km. di statale per poi rincontrare la ciclabile (più pericolosa ma meno faticosa
All’ingresso in Cortina (si percorre il ponte nella foto e si trova a destra la stazione di partenza della funivia del Faloria) la ciclabile sembra scomparire, ma niente paura. Si attraversano parcheggi e piazzali fuori traffico andando sempre diritto e, subito dopo la strada che sale a Passo 3 Croci/Misurina, la ciclabile riprende
Tra Cortina e Passo Cimabanche poco da segnalare se non il bel panorama sulla Valle del Boite e le Dolomiti circostanti, la galleria a forma di locomotiva (scusate per la pessima qualità della foto)
Ed il ponte sul Ru Felizon; guardate di sotto quando arrivate su questo ponte, la forra fa impressione.
Alcuni bei laghetti e si arriva a Passo Cimabanche.
Nel tratto Passo Cimabanche-Dobbiaco segnalo:
- gli scorci incredibili sul Cristallo (se la percorrete verso nord da Dobbiamo)
- il lago di Ladro, non un granchè
- lo scorcio sulle 3 Cime di Lavaredo (se la percorrete da Dobbiaco)
- il lago di Dobbiaco (di cui si può fare il periplo in bici, se ricordo bene in senso antiorario)
Provate a percorrere questa ciclabile (anche un breve pezzetto) in un giorno d’autunno quando i boschi sono verdi gialli e rossi. Ne rimarrete affascinati.
no, no le indicazioni ci sono, ci sono ma sono rarefatte! oppure ti sembra che indicano una direzione invece poi la giusta era un'altra, infatti sapendo che la ciclabile si trova in alto "a naso" l'abbiamo recuperata. :KKO: