[TRK] Kilimanjaro 5895m - Tanzania 09/08/2010

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alexzappa

Well-known member
Eccomi di ritorno dall'Africa dopo decine di face shot! :D:D
...solo che la polvere che mi arrivava in faccia era quella sollevata dalle jeep sulle sterrate
del Serengeti....:shock:

cmq qui si parla di montagna ed eccovi il report della salita al Kilimanjaro.

Considerazioni generali

La salita in sè non presenta difficoltà tecniche e sotto questo aspetto è alla portata di tutti gli
escursionisti allenati. Le difficoltà principali possono venire naturalmente dalla quota (è pur sempre
un "quasi 6000") e dal freddo la notte della salita alla vetta.
Per questioni principalmente logistiche (l'ultimo punto in cui si trova l'acqua è a quota 3900m) è
difficoltoso fermarsi due notti al Barafu Hut a 4600m, e quindi per avere il tempo di salire in vetta
e ridiscendere ad un campo più basso le guide fanno iniziare la salita attorno alla mezzanotte, e vi
assicuro che le ultime ore prima dell'alba a 5500m possono essere veramente fredde e c'è il rischio
concreto di congelarsi qualche dito se non si è attrezzati opportunamente.:evil:

Dal punto di vista paesaggistico il Kilimanjaro è sicuramente suggestivo e vario, ma confrontandolo
ai panorami alpini non si può definire una bella montagna. La cosa più interessante è la varietà di
ambienti che si attraversano mano a mano che si sale di quota: si passa dalla foresta pluviale alla
steppa, dalla tundra al deserto d'alta quota fino ai ghiacciai sommitali. Tra una valle e l'altra il
tipo di vegetazione cambia a secondo dell'orientamento e della presenza d'acqua.

Inoltre il Kilimanjaro ha dimensioni a cui non siamo abituati sulle Alpi: la base è una specie di
ellisse di 80Km x 60 Km che si innalza sulle pianure circostanti per 5000m. Dalle pianure la cima non
è quasi mai visibile, perchè all'altezza della fascia di foresta pluviale, fra i 2000m e i 3000m,
staziona sempre una cappa di nuvole che fa si che da lontano si intuiscano soltanto i pendii alla base
e si possa solo immaginare ciò che sta sopra. Allo stesso modo quando si è sulla montagna non si vede
altro che un mare di nubi attorno a sè, interrotto solo dal vicino Monte Meru (4566m).
Questo accentua l'impressione di essere sospesi in un mondo a parte.

Per darvi un idea delle dimensioni provate a immaginare se al posto delle Dolomiti ci fosse un'unica
montagna che fra Belluno e Brunico si innalza a forma di cono.:shock::shock:

Il Kilimanjaro è un parco nazionale e si può effettuare il trekking solo con una guida del posto.
Non essendoci rifugi gestiti diventa quasi indispensabile l'utilizzo dei portatori, che si
fanno carico del peso dell'attrezzatura da campeggio, del cibo e nell'ultima parte anche dell'acqua.

La via più diretta e frequentata è la Marangu, che dispone di rifugi non gestiti per dormire e consente
di arrivare in vetta in 4 giorni. Una salita così veloce può facilmente portare a problemi di
acclimatamento, e stando alle statistiche non ha una gran percentuale di successo.
Noi abbiamo scelto un'altra via molto frequetata, la Machame Route, che normalmente porta in vetta
in 5 giorni. Abbiamo aggiunto un'ulteriore notte sotto i 4000m spezzando in due la quarta tappa, e
infatti siamo arrivati in vetta ben acclimatati e senza patire nessun sintomo per la quota.

kili_machame.jpg


machame-route-contour.jpg


Giorno 0

Dopo il volo dall'Italia per Nairobi e il trasferimento in bus fino ad Arusha (tutto un cantiere e
strade sterrate...altro che la Salerno-Reggio Calabria) arriviamo in Hotel. Qui incontriamo la nostra
guida Caspar e l'assistente guida John per un briefing pre-trekking. Ci spiegano come è organizzato
il tutto, il percorso giorno per giorno, gestione del cibo, dell'acqua, dei carichi da dare ai
portatori e inoltre controllano la nostra attrezzatura (scarpe, vestiario, sacchi letto, etc...) per
verificare che ciò che abbiamo vada bene per la salita; se mancasse qualcosa di indispensabile
ce lo darebbero loro a noleggio. Comunque, dall'alto dei nostri 50kg di bagaglio portati in aereo,
superiamo l'esame. Appuntamento la mattina dopo per partire.:D
 
Giorno 1

Machame Gate 1700m - Machame Hut 3000m
Dislivello 1300m salita
4,5 ore

Ci trasferiamo in auto da Arusha alla Machame Gate, una delle porte d'accesso al Parco Naz. del
Kilimangiaro

http://www.tanzaniaparks.com/

Kilimanjaro_SG100354.jpg


Qui incontriamo il resto della comitiva: oltre alle due guide ci sono il cuoco e otto portatori che
cominciano a dividere e distribuire il carico per i 7 giorni di trekking, sotto la sorveglianza delle
autorità del parco che armati di bilancia controllano che non venga sforato il limite di 25kg per
ogni portatore. :shock:
Svolgiamo le formalità di registrazione nel parco e iniziamo ad addentrarci nella foresta pluviale,
prima su una carrareccia e poi su sentiero fangoso ma ben tenuto, e veniamo ben presto superati dai
portatori che poi ritroveremo al campo.
Fin da subito veniamo a conoscenza del motto di questa montagna, ripetuto all'infinito da guide e
portatori: POLE!POLE! (=piano,piano!). Tutti raccomandano di prendersela con molta calma, salire
gradualmente per risparmiare le energie e abituarsi alla quota, e bere molto per combattere la
disidratazione.

Kilimanjaro_SG100356.jpg


Kilimanjaro_SG100366.jpg


Kilimanjaro_SG100368.jpg


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Noi ci sforziamo di andare più piano possibile, ma cmq completiamo la prima tappa in 4,5 ore invece
delle 6-7 preventivate.:roll:

Kilimanjaro_P1020980.jpg


Al nostro arrivo a Machame Hut (il rifugio, "hut", è la casetta dove sta il ranger, in realtà tutti
dormono in tenda) il campo è già pronto e i portatori ci danno due bacinelle di acqua calda per lavarci
le mani e poi the con popcorn e biscotti. Ci riposiamo un po', facciamo le presentazioni con tutti
e alle 18,30 è già pronta la cena. Tipicamente le cene si basavano su una zuppa di verdure seguita da
carne (pollo) cotta ogni volta in modo diverso con riso o pasta, verdure e frutta; niente bustine
liofilizzate insomma. Nei primi giorni ci siamo un po' sentiti dei maiali all'ingrasso perchè
la guida insisteva nel farci mangiare più possibile per accumulare energie in vista delle quote più
alte, dove probabilmente avremmo perso un po' l'appetito.
Anche se siamo solo a 3000m la notte la temperatura scende già vicino allo zero.

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Giorno 2
Machame Hut 3000m-Shira Hut 3750m
Dislivello 800m salita - 50m discesa
4 ore


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Visto che siamo un po' più veloci rispetto alle tabelle di marcia, la guida decide di farci partire
presto in modo da arrivare al campo successivo già all'ora di pranzo e poter così fare un pasto
caldo invece dei panini. Lui però deve ridiscendere a valle per riportare in ufficio la carta di credito
dell'agenzia che per errore non ha riconsegnato il giorno prima: ci lascia con l'assistente guida con la
promessa di raggiungerci prima dell'assalto alla vetta. :evil:
Oggi siamo al di sopra della foresta pluviale, e quindi anche delle nuvole,la vegetazione è cambiata
e si fa più bassa e si comincia a vedere qualcosa della montagna.

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La vetta appare ancora lontanissima e i pendii che salgono sconfinati; sotto di noi uno sterminato mare di
nubi a cui presto ci abitueremo.Si segue una panoramica dorsale e infine si giunge al bordo dello Shira Plateu,
un'immenso altopiano a ovest della vetta che occupa il posto lasciato dallo Shira Peak dopo che in epoca remota
è collassato.Come al solito il campo è già pronto, così come il pranzo. Passiamo il pomeriggio a riposarci e
facciamo una breve passeggiata poco più in alto per aiutare l'acclimatamento.
La notte la temperatura cala ben al di sotto dello zero.

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Giorno 3
Shira Hut 3750m-Barranco Camp 3900m
Dislivello 800m salita - 650m in discesa
6 ore


La mattina ci svegliamo con la brina che ricopre il campo e le tende, a questa quota le notti iniziano
a essere fredde. :(

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Dopo la solita colazione con porridge, omelette e wurstel ci aspetta una tappa un po'
più impegnativa: per facilitare l'acclimatamento saliremo fino a Lava Tower 4550m, sulla via di salita
della Western Breach, per poi ridiscendere a dormire al Barranco Camp a 3900m.
in questo modo dormiremo poco più in alto della notte precedente e dovremmo riuscire ad abituarci
alla quota. Il sentiero parte subito piuttosto ripido e porta in fretta oltre i 4000m: mentalmente non
sembra di essere così in alto, per noi che sulle Alpi siamo abituati a roccia e ghiaccio oltre i 3000m,
visto che ci sono ancora le piante.

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Man mano che si sale la vegetazione cede il passo a pietraie polverose, ma quando oltrepassiamo il crinale
e scendiamo nella Barranco Valley ci troviamo in mezzo a grandi alberi di Senecio Kilimanjarii,
una pianta tipica di questa montagna. Nel frattempo ha iniziato a piovigginare e ogni tanto scende pure
qualche fiocco di neve.

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Arriviamo al campo dopo 6 ore di cammino: oggi siamo piuttosto stanchi e ci infiliamo in tenda a riposare
fino all'ora di cena. Poi a letto per una notte fredda e umida: prima dell'alba si è ghiacciata anche la
condensa all'interno della tenda.
 
Giorno 4
Barranco Camp 3900m-Karanga Valley 3950m
Dislivello 400m salita - 350m discesa
3 ore


Il programma "veloce" prevederebbe la salita direttamente a Barafu Hut 4600m e poi a mezzanotte l'assalto
alla vetta. Noi abbiamo deciso di prendercela più calma spezzando in due questa tappa, ed è stata una
soluzione azzeccata anche perchè il pomeriggio di riposo sotto un bel sole caldo ci ha consentito di
recuperare energie.

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Si inizia con quella che è la parte più tecnica di tutto il trekking: il Barranco Wall.

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Si tratta di una parete alta circa 300m che richiede in molti punti di usare anche le mani oltre ai piedi;
in ogni caso non si va mai oltre il I° grado di difficoltà. Arrivati in cima alla parete si prosegue in
quota con qualche saliscendi fino a Karanga Valley, nostra tappa di giornata e ultimo punto in cui
si trova acqua lungo la salita: da qui i portatori si caricano delle taniche da 25L che porteranno
fino a Barafu Hut a 4600m l'indomani.

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Dedichiamo il pomeriggio al relax e alle foto: la giornata è limpida e da qui si ha un'ottima visuale sulla
vetta e sui ghiacciai occidentali.
Verso le 21 sopraggiunge Caspar, la nostra guida: è partito al mattino da Machame Gate e in un solo giorno ha
fatto il percorso che noi, seppur con molta calma, abbiamo fatto in quattro.:shock:
La notte è molto meno umida delle precedenti e riesco finalmente a dormire a lungo.:D:RE

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.

Giorno 5
Karanga Valley 3950m-Barafu Hut 4600m
Dislivello 700m salita - 50m discesa
2,5 ore


La tappa di oggi inizia subito piuttosto ripida e in breve si giunge ad una forcellina a quota 4400m.

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Da qui si scende nella valle successiva per poi risalire al crinale su cui sorge il Barafu Hut e che seguiremo
per intero il giorno seguente per salire in vetta. Il terreno qui è molto più roccioso e accidentato, e
lo spazio utile per le tende è ridotto, per cui il campo è molto diffuso, con tende che distano anche centinaia
di metri. Dal campo si gode anche di una bella visuale sulla seconda cima del massiccio: il Mawenzi 5149m.

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Stasera una cena leggera alle 5 e poi a riposare in vista dello sforzo finale. Normalmente si prevedono
8 ore per la salita e 2-3 ore per tornare a Barafu e si parte a mezzanotte; visto che per ora siamo andati veloci
la partenza è posticipata all'una, altrimenti rischieremmo di arrivare in vetta prima dell'alba.
Parlando con la guida riguardo i motivi di una partenza notturna, mi da' spiegazioni che non mi convincono del
tutto: per primo dice che molti clienti, se vedessero quanto è lunga e ripida la salita, rinuncerebbero.
Inoltre con il sole si suda e ci si stanca di più, mentre con il freddo uno è stimolato a continuar
e a muoversi.
Adduce poi che il caldo scioglie la neve su cui bisogna camminare prima della vetta (molto poca in realtà) rendendo
difficoltosa l'andatura, e inoltre le foto all'alba sono più belle. La reale motivazione è prettamente logistica:
se si partisse all'alba (6:00) gli escursionisti più lenti farebbero fatica a rientrare prima del tramonto,
e passare una seconda notte a Barafu significa che uno o più portatori dovrebbero scendere a Karanga Valley a
prendere l'acqua e poi tornare su.
Alle 7 siamo già in tenda e cerchiamo di dormire un po'.
 
Giorno 6
Barafu Hut 4600m - Uhuru Peak 5895m - Mweka Hut 3100m
Dislivello 1300m salita - 2800m discesa
11,5 ore


Sveglia a mezzanotte, colazione leggera con the e biscotti e all'una siamo pronti per partire. Per ora non
fa ancora molto freddo, siamo vicini allo zero.
Iniziamo la salita rincorrendo le lucine delle frontale di chi è partito prima di noi. Il sentiero segue una
dorsale per cui riusciamo a vedere la lunga processione di escursionisti che sale nell'oscurità.
Ben presto cominciamo a superare gruppi che sono partiti a mezzanotte o addirittura alle undici, incontriamo
gente ferma a riposare che sembra sul punto di collassare e anche alcuni escursionisti che stanno scendendo
accompagnati dalle guide perchè non si sentono bene. Noi ci guardiamo intorno allarmati ma anche sorpresi
di sentirci in buona forma. La quota impone di salire molto lentamente e l'unico conforto è l'altimetro che
segnala i progressi fatti, ma continuiamo a vedere le luci delle frontali molto più in alto di noi. Verso le 4
inizia a fare veramente freddo,e nonostante gli scarponi da alpinismo i piedi sono quelli che soffrono di più, sia
per me ma soprattutto per Alice che lamenta di aver perso la sensibilità alle dita. A questo punto però la
scelta è obbligata: è inutile pensare di scendere perchè l'unica speranza di avere un po' di calore è attendere
l'alba. Continuiamo a procedere lentamente, concedendoci solo brevissime pause, verso il bordo del cratere che si
raggiunge a Stella Point, circa 5700m. Ci arriviamo al sorgere del sole e la luce e un po' di calore ci confortano
e ci fanno godere dell'ultima parte della salita lungo il bordo del cratere fino al punto più alto, Uhuru Peak,
dove arriviamo alle 7,15. Ci fermiamo solo dieci minuti per le foto e poi si comincia a scendere, con calma fino
a Stella Point e poi di corsa su un lunghissimo ghiaione di cenere; in 2 ore siamo di nuovo a Barafu. Qui veniamo
festeggiati dai portatori per l'impresa riuscita, ci riposiamo e mangiamo qualcosa.

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A Mezzogiorno ricominciamo a scendere verso Mweka Hut, il nostro ultimo campo. La discesa è semplice, ma la
stanchezza e il male alle ginocchia per me e ai piedi per Alice ci fanno procedere con calma, e arriviamo al campo
poco dopo le 3.
Qui finalmente ricominciamo a vedere la vegetazione rigogliosa, siamo ai margini della foresta pluviale, e ci
concediamo un meritato riposo. Dopo la nostra "ultima" cena si va a dormire presto.
 
Giorno 7
Mweka Hut 3100 - Mweka Gate 1700m
Dislivello 1400m discesa
3,5 ore


Sveglia con calma e ultimi saluti dei portatori con tanto di canzoni di festeggiamento; molti di loro li vedremo
passare sul sentiero ma non ci aspetteranno alla base, una settimana è lunga per tutti e non vedono l'ora di
tornare a casa.

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Ci avviamo nella foresta e, come temevamo, la discesa si rivela più pesante della salita; non per
la difficoltà tecnica ma perchè i 2800m di dislivello negativo del giorno prima si fanno sentire nelle gambe.

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Il percorso è lungo e arriviamo alla porta del parco verso le 12; qui segniamo il nostro passaggio sul registro presenze
e riceviamo l'attestato per la salita compiuta. L'autista dell'agenzia è già pronto con la nostra roba per portarci
in albergo a Moshi, lungo una strada che attraversa grandi piantagioni di caffè.
 
Ottimo alex, ma adesso non pensare di cavartela così a buon mercato.
Fallo in OT se ti pare, ma aspetto un report ancor più bello del Serengeti e degli altri parchi......
 
wow...
CHE INVIDA!!!
io sono stato in tanzania in viaggio di nozze nel 2002... e ancora oggi ne ho un ricordo fantastico... certo non ho fatto il Kilimangiaro... mi sono limitato ad un normalissimo safari "tradizionale" nel tarangire e ngoro ngoro...
Solo per curiosità e se posso... Hai organizzato tutto tu o ti sei affidato ad una agenzia? ...e se non sono troppo indiscreto quanto hai speso?

grazie!
 
wow...
CHE INVIDA!!!
io sono stato in tanzania in viaggio di nozze nel 2002... e ancora oggi ne ho un ricordo fantastico... certo non ho fatto il Kilimangiaro... mi sono limitato ad un normalissimo safari "tradizionale" nel tarangire e ngoro ngoro...
Solo per curiosità e se posso... Hai organizzato tutto tu o ti sei affidato ad una agenzia? ...e se non sono troppo indiscreto quanto hai speso?

grazie!

Il trekking (e anche il safari) l'ho organizzato via internet con una agenzia del posto, concordando i vari dettagli.
Per quanto riguarda la spesa preferisco evitare di pensarci per un po'....:D
...e inoltre abbiamo pagato un totale che comprendeva anche gli alberghi e il safari

il costo del trekking varia a seconda del numero dei giorni e dal numero di persone che formano il gruppo: per 7 gg in due i prezzi vanno dai 1300$ a testa in su. Buona parte della cifra va a coprire le tariffe di ingresso al parco: per ogni persona 60$ al giorno e 50$ a notte + 20$ fissi per eventuale soccorso :shock::shock:

e poi ci sono le mance praticamente obbligatorie in caso di successo: 12-15$ al gg per la guida;
10-12$ al gg all'aiuto guida; 8$ al gg ai portatori (per l'intero gruppo non a testa)...
 
che dire senza parole complimenti gran bel giro e foto bellissime :D
e' una mia impressione o nella foto dell'ultimo campo una tenda e' in discesa ?
 
:clap: :clap: :clap: :clap:
bellissimo Ale (e anche Alice ovviamente :D )!

e grazie per aver condiviso (report perfetto! :clap:)

mi stupisce vedere che per "sole" 2 persone occorrano tutti quei portatori. sono effettivamente necessari o hai notato un eccesso di personale?
 
Stato
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