Per chi frequenta i ghiacciai: ragazzi fate attenzione!

mao65

skibum wannabe
Posto notizia triste ma che spero faccia riflettere.

Da Montagna.tv

"ZERMATT, Svizzera — Drammatica vicenda nella zona di Zermatt, in Svizzera. Un ragazzo italiano di 19 Fabio Paravella è morto cadendo in un crepaccio del ghiacciaio Theodul. Lo ha reso noto la polizia cantonale, che precisa come l’incidente si sia verificata a 3.400 metri.
Da quanto si è appreso il ragazzo faceva parte di un gruppo di tre italiani, e ha lasciato la pista precipitando poi per 15 metri in un crepaccio.
Il giovane viveva a Stradella in provincia di Pavia. Secondo la ricostruzione, l’incidente sarebbe avvenuto lunedì quando il ragazzo, insieme a due compagni. stava scendendo con il suo snowboard, rientrando da Zermatt verso Cervinia."

RIP
 
Beh, questa volta penso proprio che non ci siano scusanti per un comportamento del genere.

Domenica ero anch'io al Plateau Rosà, per cui so di cosa stiamo parlando: ci sono le piste battute, regolarmente tracciate senza possibiltà di fraintendimenti od interpretazioni, su cui si può sciare in sicurezza; fuori dalla lingua tracciata si vedono solo seracchi e crepacci.
Uscire dalla pista (e non vedi veramente nessuno che lo fa) è un suicidio. E infatti così è stato.
 
purtroppo tanti frequentatori dei ghiacciai in estate sottovalutano il pericolo di uscire dalle piste senza capire quanto sia molto più pericoloso che in inverno.

è vero che magari se l'è cercata ma addolora sempre quando cose di questo tipo succedono
 
...di sicuro è una brutta notizia ma è stato un incidente che si poteva evitare, non posso defire quel ragazzo uno stupido solo perchè è morto maaaa..........se son segnate le zone in cui puoi andare son cacchi tuoi poi se fai diversamente.


Dispiace e basta...bisogna stare attenti , sempre !!!
 
Esatto.

Non é morto perché era stupido: é morto in modo stupido, evitabile.

Chi pratica il nostro sport (e sotto "sport" faccio rientrare tutti gli attrezzi di scivolamento: sci, snowboard, telemark, ecc.) esclusivamente d'inverno e non si reca quasi mai d'estate (o in autunno) sui ghiacciai, si comporterà allo stesso modo.

Se fa fuoripista d'inverno e NON conosce le insidie di un ghiacciaio d'estate, la tentazione di lasciare la pista battuta (e assicurata) é quasi irresistibile.
Chi conosce le insidie non lo fa.
Lo stesso discorso é applicabile per chi si avventura in fuoripista d'inverno quando le condizioni non lo permetterebbero (pericolo di valanghe).

E' già abbastanza triste leggere di un giovane appassionato del nostro sport morto a soli 19 anni (senza pensare allo strazio dei genitori, la morte di un figlio é la tragedia peggiore che possa capitare), cerchiamo di esser costruttivi che é già stato distrutto abbastanza...
 

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Naturalmente,
hanno detto che era esperto,conoscitore,etc etc....

Quindi peggio ancora,superficialità....:-?
 
Infatti nn si capisce.. ma c'è una foto che fa vedere il crepo affianco alla pista delimitata con delle corde.. la zona del crepaccio è la pista quasi piana che collega l'arrivo di cime bianche alle ancore del plateau..

Dall'articolo di montagna.tv dice che aveva abbandonato le piste tracciate.. mentre ai tg come al solito sono confusionari... mi fido molto di più di un sito che parla solo di montagna che dai soliti tg che vogliono fare scalpore..

e poi mi sembra strano che un posto come zermatt siano così superficiali o poco attenti da tenere aperta una pista dove c'è un crepaccio mortale che la taglia a metà..
 
si ma i genitori dicono il contrario ed anche gli amici,e poi stanno cercando qualcuno che era su e che ha visto il crepo!...
 
ricerca.gelocal.it/laprovinciapavese/archivio/.../2010/.../PZ5PO_PZ501.html
questo è l articolo piu'recente che ho trovato|
non so'che dire
 
Non funziona il link.. ho fatto una ricerca su quel sito e li parlano di fuoripista..

Beh cmq sia dispiace per il ragazzo.. però se davvero stavano sciando fuoripista, non vedo la motiviazione che li ha spinti a farlo al 8 di agosto.. oltre al pericolo crepi e ponti di neve instabili, credo che non ci fosse nemmeno neve bella da sciare..

ambiente bellissimo quello glaciale.. ma credo sia il più pericoloso che ci possa essere..
 
«Fabio non doveva morire»
la Provincia Pavese — 26 settembre 2010 pagina 42 sezione: CRONACA

STRADELLA. «Nessuno, purtroppo, potrà restituirci Fabio, ma sulla sua morte ci sono troppi misteri, forse negligenze e comunque dubbi sui quali faremo di tutto per fare piena luce». Parlano così i genitori di Fabio Paravella, venti anni, di Stradella, pr nelle discoteche di Stradella e della Val Versa, studente morto lo scorso 9 agosto mentre faceva snowboard sulle piste di Cervinia, a Plateau Rosa, assieme a due amici. Morto perché caduto in un crepaccio, apertosi nel ghiacciaio, inghiottito a venti metri di profondità. I soccorsi sono arrivati con due elicotteri, da Zermatt, in Svizzera perchè il luogo della disgrazia è, per poche centinaia di metri, in territorio elevetico. Ironia della sorte, in una vicenda che è soprattutto drammatica, anche l’ora della morte, in un territorio famoso nel mondo per la sua precisione cronometrica e la fama dei suoi orologi, lascia perplessi: ore 13 e 5 minuti. «Ma quella è l’ora in cui è partita la richiesta di soccorso - ricordano, sgomenti, mamma e papà di Fabio - non quando è morto Fabio che ha sofferto un’atroce fine». Una morte ingiusta, una disgrazia che, a distanza di un mese, considerando una serie di testimonianze e segnalazioni pervenute alla famiglia di Fabio, da persone prima sconosciute, lasciano supporre che poteva essere evitata. «Dopo che la notizia della morte di Fabio - dice il papà, autotrasportatore, distrutto dal dolore - è stata pubblicata su diversi giornali nazionali, ci sono arrivate diverse segnalazioni, anche con nome e cognome, numeri di telefono o di cellulare, da persone residenti in Toscana, a Roma ed anche altrove. Gente che sostiene di aver evitato, solo per fortuna, di cadere nel crepaccio come, invece, accaduto a Fabio e che, già alcuni giorni prima della disgrazia, aveva segnalato il rischio a chi gestisce gli impianti in territorio svizzero.» Un pericolo sottovalutato? Un paio di giorni dopo la disgrazia, le autorità elvetiche avevano precisato che non c’erano state negligenze. I familiari di Fabio Paravella, però, la pensano diversamente e così i due amici che erano con il giovanissimo stradellino inghiottito dal crepaccio di ghiaccio. - Pierangela Ravizza

http://ricerca.gelocal.it/laprovinciapavese/archivio/laprovinciapavese/2010/09/26/PZ5PO_PZ501.html
 
Che fatica ad avere informazioni.
Ma questa gente che ha telefonato, che vuole testimoniare, ma che ha detto esattamente? Che il crepaccio era in pista? Che era a bordo pista?

Non so, faccio fatica a credere che i PM zelanti li abbiamo solo noi.
Qui c'è stato un morto, quindi la scena del "crimine" è stata (immagino) oggetto d'indagini immediate.
Fatico a pensare che abbiano chiuso o spostato un crepaccio.
O che abbiano messo una segnalazione dove prima non c'era.
E che nessuno dei tantissimi testimoni di questo eventuale aggiustamento non lo abbia segnalato alle autorità.

In attesa di spiegazioni.
 
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