stefano pasca
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VIA AMALIA AL MONTASIO
Domenica 25 luglio 2010 con l' amico Maurice, che ringrazio per la proposta, ho fatto la via amalia al montasio.
La logistica è un po' problematica: abbiamo lasciato una macchina ai piani del montasio a sella nevea, siamo scesi a chiusaforte, risaliti in val dogna e lasciato la seconda auto alla sella di sompdonga, dopo 1 ora e 10 min di curve e controcorve.
Si parte da quota 1350 e in 10 min si arriva al rif. Grego. Da qui si prende il sentiero n. 611 per il bivacco stuaparich e si perde leggermente quota per poi riprenderla fino ad arrivare al bivacco a quota 1500.
Dl bivacco alla cima del Montasio il sentiero non molla un attimo.
Perciò questo giro risulta molto impegnativo, per la lunghezza 15 km dati gps, 1500 mt di dislivello, quota max 2750, davvero tanto da arrampicare in libera, 1° e 2° grado.
Dopo il bivacco stuparich abbiamo sbagliato leggermente e siamo risaliti verso il ghiacciao del Montasio, quest' anno in piena forma, da cui parte la DIRETTA KUGY.
Invece bisogna rimanere più bassi rispetto al ghiacciaio di un centinaio di metri, piegare a destra e in breve, a quota 1900 circa inizia la ferrata.
Questa è stata ripristinata nel 2007 perciò risulta ben attrezzata. In realtà però la ferrata, che di per sé non presenta particolari difficoltà termina presto e comincia l'arrampicata in libera.
C'è un solo punto (UNO SOLO) in cui c'è una corda rossa, sfilacciata, su cui non fare affidamento.
Noi abbiamo passato un corda che avevamo con noi, ma poi abbiamo visto che si poteva aggirare il problema passando appena sotto.
Lungo il percorso abbiamo trovato 4 nevaietti su cui è d'obbligo passare con la piccozza e prestare la massima attenzione (avevamo al seguito anche i ramponi, quest' anno bisogna averli sempre al seguito).
Ad un certo punto il sentiero piega nuovamente a destra e si giunge sulla Cresta dei Draghi, anche qui da fare molta attenzione causa la notevole esposizione (una caduta ti porta dritto in val dogna) e dopo una breve perdita di quota si arriva al bivacco Suringar a quota 2400, davvero un cosa unica nel suo genere, abbarbicato sulla roccia e tal punto che per aggirarlo bisonga tenersi sul maniglione e sporgersi sul vuoto.
Dal bivacco in un attimo si arriva all' attacco della via findenegg, che rappresenta per me il pezzo più bello della salita, 300 metri continui di arrampicata in libera ma mai esposta al vuota , che in una oretta ti porta in prossimità dalla cima del Montasio. Con una breve crestina, non troppo affilata, si arriva alla croce sullo Jof di Montasio... foto di rito, panino e giù veloci (fin qui 6 ore filate) per la scala pipan e poi scendendo di corsa il ghiaione che ci ha fatto risparmiare una buona mezz' ora fino ad arrivare ai piani del montasio, affollatissimi di turisti della domenica.
Da qui, stanchi (io distrutto a dire il vero) altra oretta di macchina fino alla sella di sompdogna per riprendere la 2 auto.
Grande giro, davvero bello, ma ripeto, da valutare bene la propria condizione fisica.
Volendo si può dormire al bivacco stuparich, accongliente per partire la mattina freschi e ulteriormente dopo il bivacco suringar, si può tagliare per la grande cengia ed arrivare in breve ai piani del montasio senza raggiungere la cima , che si può fare in un' altra gita.
Da percorrere ASSOLUTAMENTE con tempo buono, possibilmente non troppo caldo, e portarsi dietro ovviamente kit ferrata picca ramponi, e se la si sa usare anche una corda non guasta.
Ciao a tutti
Stefano
attacco diretta kugy
BIVACCO SURINGAR
CAVI NUOVI
INIZIO AMALIA
JOF DI MONTASIO
LOCALS
NEVAI PERICOLOSI
PASSAGGIO IMPEGNATIVO
SCALA PIPAN
BIVACCO STUPARICH DALL' ALTO
VIA FINDENEGG
Domenica 25 luglio 2010 con l' amico Maurice, che ringrazio per la proposta, ho fatto la via amalia al montasio.
La logistica è un po' problematica: abbiamo lasciato una macchina ai piani del montasio a sella nevea, siamo scesi a chiusaforte, risaliti in val dogna e lasciato la seconda auto alla sella di sompdonga, dopo 1 ora e 10 min di curve e controcorve.
Si parte da quota 1350 e in 10 min si arriva al rif. Grego. Da qui si prende il sentiero n. 611 per il bivacco stuaparich e si perde leggermente quota per poi riprenderla fino ad arrivare al bivacco a quota 1500.
Dl bivacco alla cima del Montasio il sentiero non molla un attimo.
Perciò questo giro risulta molto impegnativo, per la lunghezza 15 km dati gps, 1500 mt di dislivello, quota max 2750, davvero tanto da arrampicare in libera, 1° e 2° grado.
Dopo il bivacco stuparich abbiamo sbagliato leggermente e siamo risaliti verso il ghiacciao del Montasio, quest' anno in piena forma, da cui parte la DIRETTA KUGY.
Invece bisogna rimanere più bassi rispetto al ghiacciaio di un centinaio di metri, piegare a destra e in breve, a quota 1900 circa inizia la ferrata.
Questa è stata ripristinata nel 2007 perciò risulta ben attrezzata. In realtà però la ferrata, che di per sé non presenta particolari difficoltà termina presto e comincia l'arrampicata in libera.
C'è un solo punto (UNO SOLO) in cui c'è una corda rossa, sfilacciata, su cui non fare affidamento.
Noi abbiamo passato un corda che avevamo con noi, ma poi abbiamo visto che si poteva aggirare il problema passando appena sotto.
Lungo il percorso abbiamo trovato 4 nevaietti su cui è d'obbligo passare con la piccozza e prestare la massima attenzione (avevamo al seguito anche i ramponi, quest' anno bisogna averli sempre al seguito).
Ad un certo punto il sentiero piega nuovamente a destra e si giunge sulla Cresta dei Draghi, anche qui da fare molta attenzione causa la notevole esposizione (una caduta ti porta dritto in val dogna) e dopo una breve perdita di quota si arriva al bivacco Suringar a quota 2400, davvero un cosa unica nel suo genere, abbarbicato sulla roccia e tal punto che per aggirarlo bisonga tenersi sul maniglione e sporgersi sul vuoto.
Dal bivacco in un attimo si arriva all' attacco della via findenegg, che rappresenta per me il pezzo più bello della salita, 300 metri continui di arrampicata in libera ma mai esposta al vuota , che in una oretta ti porta in prossimità dalla cima del Montasio. Con una breve crestina, non troppo affilata, si arriva alla croce sullo Jof di Montasio... foto di rito, panino e giù veloci (fin qui 6 ore filate) per la scala pipan e poi scendendo di corsa il ghiaione che ci ha fatto risparmiare una buona mezz' ora fino ad arrivare ai piani del montasio, affollatissimi di turisti della domenica.
Da qui, stanchi (io distrutto a dire il vero) altra oretta di macchina fino alla sella di sompdogna per riprendere la 2 auto.
Grande giro, davvero bello, ma ripeto, da valutare bene la propria condizione fisica.
Volendo si può dormire al bivacco stuparich, accongliente per partire la mattina freschi e ulteriormente dopo il bivacco suringar, si può tagliare per la grande cengia ed arrivare in breve ai piani del montasio senza raggiungere la cima , che si può fare in un' altra gita.
Da percorrere ASSOLUTAMENTE con tempo buono, possibilmente non troppo caldo, e portarsi dietro ovviamente kit ferrata picca ramponi, e se la si sa usare anche una corda non guasta.
Ciao a tutti
Stefano
attacco diretta kugy
BIVACCO SURINGAR
CAVI NUOVI
INIZIO AMALIA
JOF DI MONTASIO
LOCALS
NEVAI PERICOLOSI
PASSAGGIO IMPEGNATIVO
SCALA PIPAN
BIVACCO STUPARICH DALL' ALTO
VIA FINDENEGG
Che bella escursione alpinistica. Penso che questo tipo di salite siano le mie preferite: il giusto mix tra camminata, semi-arrampicata e panorami da urlo. Grande reportage 