Fonte: Corriere delle Alpi
E' la croce di Dozulè quella che sarà installata sul monte Serva, in località Croda del Sai. Artefice e promotore dell'iniziativa è un gruppo di giovani bellunesi dell'area Oltrardo che, dopo un percorso religioso, hanno voluto dare un segno. I giovani, una decina, per realizzare l'opera si sono autotassati e hanno presentato regolare domanda al Comune di Belluno per innalzare la croce. Ad oggi tutte le autorizzazioni, tra cui quella dell'Enac, sono state rilasciate. Nei prossimi giorni, quindi, il manufatto potrebbe essere già installato.
L'iniziativa, condivisa dalle parrocchie di appartenenza dei ragazzi e anche dall'amministrazione comunale, continua a suscitare parecchie perplessità.
Cos'è la Croce di Dozulè. La Croce di Dozulè prende il nome dall'omonima cittadina francese dove, tra il 1972 e il 1978, Gesù sarebbe apparso 49 volte a Madeleine Aumont, moglie di un operaio e madre di cinque figli, alla presenza di un abate e di alcune religiose, dettando una serie di moniti per l'umanità, tra cui la preghiera Dozulè.
Sulla vicenda alcuni religiosi chiesero a papa Giovanni Paolo II di aprire un'inchiesta canonica.
Dopo Aumont e le sue apparizioni mai confermate, un'altra donna dalle iniziali Jnsr (acronimo di Je Ne Suis Rien cioè "Io non sono niente"') asserì di essere stata destinataria di nuove rivelazioni dettate da Cristo in cui le sarebbe stato chiesto di diffondere la Croce d'Amore.
Le misure della Croce. La croce dovrebbe essere alta 738 metri, pari alla quota del Golgota sul mare, illuminata
di bianco e azzurro come i colori che identificano la Vergine Maria con bracci di 123 metri. Questa sarebbe la cosiddetta Croce gloriosa di Dozulè, che si distingue dalle Croci d'Amore (in scala 1:100 rispetto a quella originale e alte quindi 7,38 metri), già realizzate in alcune parti d'Italia (come Trento, Treviso, Udine, Firenze) e in località venete come Verona e Padova. Alcune di queste croci sono state volute e innalzate con un progetto condiviso tra le diverse confessioni cristiane, che insieme hanno benedetto la Croce e che si riuniscono ai piedi di questi manufatti per momenti di preghiera interconfessionale.
Le perplessità per l'iniziativa.
Contro la croce sul Serva i Radicali di Belluno hanno annunciato una raccolta firme. Per gli esponenti del partito «la croce risulta fortemente impattante e in contrasto con la naturale bellezza e i valori del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi, visto che la struttura è all'interno dei confini del parco stesso».
Inoltre, i Radicali vorrebbero sapere «se c'è una concessione edilizia, visto che non ci sono ne cartelli né recinzioni nella zona di costruzione; se c'è una delibera dell'ente Parco nazionale Dolomiti bellunesi che permette l'innalzamento dell'opera; da dove provengono i fondi per costruire la croce».
Perplessità concettuali ha espresso anche il consigliere comunale Rufus Bristot, che ha parlato di «un paganismo volgare».
E' la croce di Dozulè quella che sarà installata sul monte Serva, in località Croda del Sai. Artefice e promotore dell'iniziativa è un gruppo di giovani bellunesi dell'area Oltrardo che, dopo un percorso religioso, hanno voluto dare un segno. I giovani, una decina, per realizzare l'opera si sono autotassati e hanno presentato regolare domanda al Comune di Belluno per innalzare la croce. Ad oggi tutte le autorizzazioni, tra cui quella dell'Enac, sono state rilasciate. Nei prossimi giorni, quindi, il manufatto potrebbe essere già installato.
L'iniziativa, condivisa dalle parrocchie di appartenenza dei ragazzi e anche dall'amministrazione comunale, continua a suscitare parecchie perplessità.
Cos'è la Croce di Dozulè. La Croce di Dozulè prende il nome dall'omonima cittadina francese dove, tra il 1972 e il 1978, Gesù sarebbe apparso 49 volte a Madeleine Aumont, moglie di un operaio e madre di cinque figli, alla presenza di un abate e di alcune religiose, dettando una serie di moniti per l'umanità, tra cui la preghiera Dozulè.
Sulla vicenda alcuni religiosi chiesero a papa Giovanni Paolo II di aprire un'inchiesta canonica.
Dopo Aumont e le sue apparizioni mai confermate, un'altra donna dalle iniziali Jnsr (acronimo di Je Ne Suis Rien cioè "Io non sono niente"') asserì di essere stata destinataria di nuove rivelazioni dettate da Cristo in cui le sarebbe stato chiesto di diffondere la Croce d'Amore.
Le misure della Croce. La croce dovrebbe essere alta 738 metri, pari alla quota del Golgota sul mare, illuminata
di bianco e azzurro come i colori che identificano la Vergine Maria con bracci di 123 metri. Questa sarebbe la cosiddetta Croce gloriosa di Dozulè, che si distingue dalle Croci d'Amore (in scala 1:100 rispetto a quella originale e alte quindi 7,38 metri), già realizzate in alcune parti d'Italia (come Trento, Treviso, Udine, Firenze) e in località venete come Verona e Padova. Alcune di queste croci sono state volute e innalzate con un progetto condiviso tra le diverse confessioni cristiane, che insieme hanno benedetto la Croce e che si riuniscono ai piedi di questi manufatti per momenti di preghiera interconfessionale.
Le perplessità per l'iniziativa.
Contro la croce sul Serva i Radicali di Belluno hanno annunciato una raccolta firme. Per gli esponenti del partito «la croce risulta fortemente impattante e in contrasto con la naturale bellezza e i valori del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi, visto che la struttura è all'interno dei confini del parco stesso».
Inoltre, i Radicali vorrebbero sapere «se c'è una concessione edilizia, visto che non ci sono ne cartelli né recinzioni nella zona di costruzione; se c'è una delibera dell'ente Parco nazionale Dolomiti bellunesi che permette l'innalzamento dell'opera; da dove provengono i fondi per costruire la croce».
Perplessità concettuali ha espresso anche il consigliere comunale Rufus Bristot, che ha parlato di «un paganismo volgare».
