Impianti di risalita di ultima generazione

Gianvi

Freerider Dentro
vagando un po' per il Web mi sono imbattuto in questo link.
All' inizio pensavo alla solita bufala, a un progetto astratto ad opera di qualche scienziato pazzo ... ma invece ne hanno gia' fatto uno e il prossimo inverno parte il secondo !!!

Non ci avrei mai creduto che si potesse arrivare a tanto; se funziona, e penso di si, pensate un po' come si potrebbero ampliare gli impianti anche in luoghi lontanissimi dove il primo scoglio e' "ma come lo faccio funzionare ?? "

Impianti risalita ulrima generazione
 
Impatto ambientale/visivo non trascurabile, come prima impressione.
Non sarei d'accordo con questa soluzione: le montagne già soffrono le ferite degli impianti, delle piste da sci, ecc.... Costringerle, loro che sono belle e pulite, a subire anche questa ferita non mi trova d'accordo.
L'energia, anche la più verde/pulita/rinnovabile del mondo può essere prodotta, magari con lo stesso sistema, altrove.
 
Da quello che ho capito, hanno un sistema che li fa' ruotare e quindi la neve cade.

impatto ambientale : forse si', ma anche fare una centraline di deviazione della corrente e uno scavo di qualche km per portare su la corrente, non e' poi cosi' a non impatto
 
E quando c'è vento che succede, volano via i pannelli o a mo' di spinnaker si portano via anche i cavi ?
 

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Sì, magari in uno sciliftino da pochi metri può anche andare, ma non me lo vedo proprio (considerando anche i costi) su un impianto più grande.
 
se lo hanno progettato, penso che abbiano pensato a questi problemi, no?

Questa e' una lettera di risposta dalla societa' ad alcune domande :

The T-bar lift ist 500 meter long. The motor power is 36 kw.
That means the lift is using during the season 22'000 kwH.

The solar panels are producing 90'000 kwH per year.
This is the energy for about 15 one-family houses.

We have still some weeks to find the missing 300.000 CHF.
We are looking for sponsoring and money sources.
The whole projects costs 1,2 Mio CHF.

In July we have to order the new solar T-bar, because we want to open it
in december 2010.

Quindi dai loro dati, hanno un surplus di quasi 68.000 kwH per anno (che non so quantificare in $$), che viene rivenduto e quindi pian piano rientrano dell' investimento o almeno si pagano le spese di gestione.
 
Appunto.

Produce energia elettrica fotovoltaica tutto l'anno.
Ne ricomprano in inverno per far funzionare il motore.

Rimane qualche dubbio sulla reale convenienza economica, spesso legata a incentivi vari .... e comunque l' impatto estetico e' pesante.
:-?
 
Forse per uno skilift breve e con poco disivello potrebbero funzionare, cioè fornire l'energia necessaria per farlo funzionare tutto il giorno. Penso che considerando l'energia fornita per l'intero anno, anche in estate, si arrivi ad una sorta di parità.

Per seggiovie questo senza grandissimi "campi di pannelli" è secondo me impossibile.

Una idea bella per promuovere le rinnovabili potrebbe essere quella di tappezzare di PV le stazioni di valle e di monte... solo per sensibilizzare le persone all'ambiente e per produrre un pochino di energia.:HH
 
Non sono un ingegnere quindi non so se un impianto del genere possa essere completamente autosufficiente, però se così fosse dovrebbe venir presa in considerazione seriamente: il pianeta già è inquinato alla morte adesso, se ci mettiamo a pensare anche all'impatto visivo che possono avere dei pannelli non si risolverà mai nulla.
L'energia pulita è buona in tutte le forme, e se davvero un impianto del genere produce più del proprio fabbisogno, allora ben venga, anche se i gestori non abbasseranno mai i costi per noi sciatori anche se non spendono più un euro per l'energia.
 
Il mio ragazzo che ne ha progettati di impianti per i pannelli solari dice che non è possibile a occhio e croce fare un impianto autonomo, ma ammette di non sapere quasi niente di quanta energia necessitino i motori delle seggiovie.
Tuttavia la grossa difficoltà non è nell'avere energia, perchè vendendola d'estate e comprandola d'inverno ci siamo, ma nell'impatto ambientale non superabile.
Se qualcuno sa darmi dei link sulla meccanica degli impianti di risalita gli faccio fare due conti reali (se lo convinco).
Al momento però devono uscire dei pannelli più piccoli che mantengono la resa....chissà che in un futuro....certo che è una proposta interessante!
 
.......... il pianeta già è inquinato alla morte adesso, se ci mettiamo a pensare anche all'impatto visivo che possono avere dei pannelli non si risolverà mai nulla.
L'energia pulita è buona in tutte le forme............

In linea di principio non si può non condividere. Ma scendendo nel pratico, secondo me ci sono molti se e molti ma.
Se mettiamo dei PV in cima ad una seggiovia o ad uno skilift, allora li possiamo mettere davvero ovunque..... quasi anche sulla Torre di Pisa! :shock:
Ci sono mille altri modi e luoghi per creare campi di PV a minor impatto visivo.
Meglio l'idea di Fabio di metterli nelle stazioni di valle e di monte, allora. Ma per crear cultura e rispetto, più che altro. Come dire: non credere che questa seggiovia giri per incanto, serve un pozzo di energia e ti facciamo vedere come e dove la creiamo!
Vi ricorso però che la montagna, che è uno dei pochi posti dove spesso vedi le cose dall'alto in basso, soffrirebbe più di altri l'impatto visivo dei PV.

O deve passare l'idea che qualunque fonte di consumo di energia si deve alimentare con una rinnovabile generata in loco? Con questa idea talebana non sarei d'accordo.
 
concordo con Botto e Fabio... e sopratutto uno dei vantaggi che Gianvi prospettava nel primo post, e cioè la possibilità di realizzare più facilmente anche impianti in zone remote (e dunque lontane da allacci elettrici utilizzabili), non sussiste: sia per trasferire l'energia verso la rete quando prodotta in eccesso, che per prelevarne dalla rete quando quella prodotta non basta (cioè molto spesso d'inverno) è comunque necessario un normale collegamento elettrico.

Diventa quindi solo una questione di poter dire "questo impianto è energeticamente autonomo" più utile all'immagine che ad altro o, se, vogliamo metterla giù bene, a sensibilizzare gli sciatori sull'impatto ambientale del loro sport preferito!

Sarebbe però davvero il colmo tappezzare di pannelli l'ambiente montano d'alta quota, che oltre ad essere uno di quelli di maggior pregio a livello paesaggistico è anche uno dei meno adatti allo scopo (per condizioni meteorlogiche spesso avverse, difficoltà di installazione e passaggio dei cavi etc.), quando si mettono poi un sacco di vincoli e freni paesaggistici all'installazione di pannelli sui tetti di case e industrie - e non solo nei centri storici! -, o all'installazione di pale eoliche anche in zone di scarso interesse ambientale.
 
Beh però non fatevi troppi problemi per l'impatto visivo.. In Austria due terzi delle case hanno i pannelli sui tetti e pure le malghe...
L'idea di Fabio sarebbe un'ottimo inizio (l'avevo pensata anch'io :D) però funzionerebbe solo d'estate se non li si vuole ripulire dopo ogni nevigata.
 
ovviamente sarebbe molto meglio cercare di accumulare energia con dei pannelli a valle, ma un impianto del genere permette di aumentare gli spazi per i pannelli, cosa che magari in paese o alla base degli impianti potrebbe non essere possibile.
Il fatto è che comunque sia ora come ora la tecnologia offre questa soluzione con i pannelli solari, quindi se si vogliono usare per le seggiovie le dimensioni devono essere quelle..non si scappa..
non dico mica che mi piacerebbe vedere le montagne murate di pannelli, però è una bella idea e apprezzerei un imprenditore che si preoccupasse anche dell'inquinamento.
 
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