ildudu
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Malcesine - Punta Telegrafo - Prada - Malcesine
Attesa gitarella sul Baldo, il caldo dei giorni scorsi ha sciolto la neve e aperto l’alta via che ci condurrà dalla colma di Malcesine alla Punta Telegrafo.
Sabato mattina solita levataccia alle 4.30, 5 si parte e ritrovo alle 5.30 a Cornaredo per poi partire tutti insieme (15 persone) alla volta del lago di Garda. Piccolo problemino nel seguire i cartelli un po’ infami che indicano un po’ la funivia di Malcesine ed un po’ la seggiovia Pra Alpesina sul lato opposto della montagna mi porta a fare il panoramico passo a 700m sopra Rubiana invece che passare per la più veloce litoranea.
Giorno 1 – Malcesine -> Punta Telegrafo
Lasciamo l’auto ai 68m di Val di Sogno, proprio davanti alla caratteristica isoletta dell’Olivo, e iniziamo l’escursione sul camminamento del lungo lago attraversando i caratteristici vicoli in pietra ed il castello di Malcesine tra gli spettacolari moli e discese al mare … ops …. al lago!
Riproduzione di una delle antiche navi commerciali del Garda
Al mare queste non ci sono
Rocca di Malcesine
Vicoli molto caratteristici fra le case in pietra
Sembra così strano ma è vero, tutto ricorda il mare e più precisamente la Liguria! Un po’ di coda alla funivia del Baldo, la prima in Europa a girare su se stessa, e siamo già ai 1783m del Mt. Grande. Non mi sarebbe dispiaciuto partire dal basso, ma l’escursione sarà già fin troppo impegnativa per qualcuno così quindi teniamola come scusa per ritornarci (si accettano volontari).
Telegrafo dato a 3.30, noi ce ne metteremo 5
Prima tappa la Colma di Malcesine sul panoramicissimo sentiero che offre un panorama sconfinato sulla Pianura, su tutto il Garda e le sue montagne ed il gruppo dell’Adamello e del Brenta, sui monti della Val D’Adige e soprattutto sui 2079m del Monte Altissimo proprio davanti alla terrazza panoramica.
Pista di lancio dalla Colma di malcesine
Muuuuuu
Dudins
Un po’ di foto anche in compagnia delle vacche al pascolo e poi ritorniamo al punto di partenza per attraversare l’alta via del Monte Baldo che percorre con un itinerario escursionistico (seppur con qualche passaggio esposto o pericoloso) tutte le vette del versante est del Baldo (seppur alcune cime non siano raggiungibili a piedi).
Prima parte del sentiero, sullo sfondo il Mt Altissimo che ci lasciamo alle spalle
Attraversiamo quindi tutta la zona sciistica lasciandoci sulla destra lo skilift dismesso della Val di Colonei e la seggiovia (chiusa) Pra Alpesina guadagnando quota su un bel sentiero costeggiato da strane costruzioni in pietra, probabilmente di origine extraterrestre fino a guadagnare a 2132m la Cima delle Pozzette.
Verso Cima delle Pozzette
I pini invadono il sentiero
Dudins
Da qui si entra nella Riserva Naturale Integrale di Lastoni Selva Pezzi e l’itinerario si fa più ostico per il continuo susseguirsi di scarichi di pietra con alcuni passaggi su rocce ripide nei quali è necessario usare la catena e per l’attraversamento di alcuni nevai che invadono il sentiero e rendono scivolosi i sassi.
Sentiero in cresta
Sentiero prosegue dietro ed est della cresta
nevai invadono la retta via
Qua e là nei tratti di cresta si aprono scorci magnifici sulle valli glaciali ed i piccoli nevai annessi che, con i loro depositi sassosi, scendono fino a circa 1500m sulla parete Nord Ovest del Massiccio del Baldo come la Val Finestra e la Val Dritta.
Val Finestra
Val Dritta
Avremmo dovuto salire ai 2218m della Cima Dritta ma purtroppo il gruppo era stremato e quindi a malincuore ho dovuto lasciar perdere.
Cima Dritta
CAMOSCIO
Il sentiero continua con un susseguirsi di cime e scarichi intorno ai 2000m prendendo o perdendo leggermente quota tra un passaggio e l’altro fino ad addolcirsi e diventare più largo superata Punta Pettorina. In vista dei pali metallici di una moderna teleferica si abbandona il sentiero 651 per imboccare sulla destra la deviazione che porta in qualche minuto al rifugio Telegrafo e ai 2200m della Punta Telegrafo che sono l’unico a salire. Il resto del gruppo si ferma stremato al rifugio.
Dudino in vetta
Il rifugio non è malaccio ma molto umido, i letti sono quasi bagnati ed i materassi morbidi come cuscini, a mio avviso si sarebbe potuto curare meglio vista la fortuna della teleferica ma per far lavori ci voglion soldi, specie a 2000m. L’accoglienza comunque è discreta, la cena a base di pasta al Ragù, spezzatino e polenta e dei biscotti al burro soddisfacente ed il prezzo per pernottamento, cena e pseudocalzione (panino e marmellata in scatola) di 40 euro (ma non avevamo concordato 37 che avremmo dovuto trattare a 35?).
Nuvole che salgono dal lago
Dopo Mangiato colgo l’occasione per risalire a punta Telegrafo ed ammirare il tramonto tra le nuvole che avvolgono le cime circostante, un panorama magnifico davvero difficile da descrivere. Cala la notte e mi intrattengo in vetta fino alle 11 per ammirare un po’ di stelle ...
cala la notte, le nuvole abbracciano la montagna e tu sei lassù sospeso in paradiso....
Buonanotte Punta telegrafo
Giorno 2 -> Punta Telegrafo – Malcesine
Alle 6.30 già in piedi così ho l’onore di alzare la bandiera e alle 8 si riparte ritornando sul sentiero 651 che diventa dopo il bivio per Punta Telegrafo il 658, ancora un po’ di creste e passata la Vedetta delle Buse il sentiero diventa una comoda e larga mulattiera che scende ai 2072m del Coal Santo e poi 1815 del Rifugio Fiori del Baldo dove arriva la seggiovia monoposto del vecchio comprensorio sciistico del Monte Blado Garda - S. Zeno di Montagna ora chiuso ed aperto solo agli escursionisti.
ultimi nevai della cresta est, poi si scenderà ad ovest sul versante opposto
paesaggio lunare
Vettore in miniatura
la comoda mulattiera
La mulattiera scende prendendo il bivio sulla Dx una volta giunti al Rif. Fiori del Baldo e proseguendo per il sentiero 51 fino ai Baiti di Ortigara dove si può visitare la piccola cappella della Madonna della Neve a 1438m, successivamente, giunti Val di Sacco si abbandona il sentiero 51 per proseguire a destra seguendo il 655 che scende agevolmente nel bosco fino al Paese di Prada. Considerata la nebbia ho evitato di fare fotografie.
Da Prada abbiamo percorso un pezzo di strada asfaltata fino alla Malga Val di Fries a 979 m per poi scendere sulla vecchia e noiosa mulattiera, un po’ fastidiosa per i sassi lisci e per il caldo umido appiccicoso, segnata come itinerario 33.
Il panorama da Alpino diventa mediterraneo
Sosta pranzo alla piccola cappella di S. Antonio delle Pontare e poi giù in mezzo agli ulivi fino all’abitato di castello e da qui a Val di Sogno sul lungolago tra le belle turiste in costume.
Avrei fatto volentieri il bagno e mi sarei intrattenuto un po’ ma vabè sarà per la prossima volta.
Attesa gitarella sul Baldo, il caldo dei giorni scorsi ha sciolto la neve e aperto l’alta via che ci condurrà dalla colma di Malcesine alla Punta Telegrafo.
Sabato mattina solita levataccia alle 4.30, 5 si parte e ritrovo alle 5.30 a Cornaredo per poi partire tutti insieme (15 persone) alla volta del lago di Garda. Piccolo problemino nel seguire i cartelli un po’ infami che indicano un po’ la funivia di Malcesine ed un po’ la seggiovia Pra Alpesina sul lato opposto della montagna mi porta a fare il panoramico passo a 700m sopra Rubiana invece che passare per la più veloce litoranea.
Giorno 1 – Malcesine -> Punta Telegrafo
Lasciamo l’auto ai 68m di Val di Sogno, proprio davanti alla caratteristica isoletta dell’Olivo, e iniziamo l’escursione sul camminamento del lungo lago attraversando i caratteristici vicoli in pietra ed il castello di Malcesine tra gli spettacolari moli e discese al mare … ops …. al lago!
Riproduzione di una delle antiche navi commerciali del Garda
Al mare queste non ci sono
Rocca di Malcesine
Vicoli molto caratteristici fra le case in pietra
Sembra così strano ma è vero, tutto ricorda il mare e più precisamente la Liguria! Un po’ di coda alla funivia del Baldo, la prima in Europa a girare su se stessa, e siamo già ai 1783m del Mt. Grande. Non mi sarebbe dispiaciuto partire dal basso, ma l’escursione sarà già fin troppo impegnativa per qualcuno così quindi teniamola come scusa per ritornarci (si accettano volontari).
Telegrafo dato a 3.30, noi ce ne metteremo 5
Prima tappa la Colma di Malcesine sul panoramicissimo sentiero che offre un panorama sconfinato sulla Pianura, su tutto il Garda e le sue montagne ed il gruppo dell’Adamello e del Brenta, sui monti della Val D’Adige e soprattutto sui 2079m del Monte Altissimo proprio davanti alla terrazza panoramica.
Pista di lancio dalla Colma di malcesine
Muuuuuu
Dudins
Un po’ di foto anche in compagnia delle vacche al pascolo e poi ritorniamo al punto di partenza per attraversare l’alta via del Monte Baldo che percorre con un itinerario escursionistico (seppur con qualche passaggio esposto o pericoloso) tutte le vette del versante est del Baldo (seppur alcune cime non siano raggiungibili a piedi).
Prima parte del sentiero, sullo sfondo il Mt Altissimo che ci lasciamo alle spalle
Attraversiamo quindi tutta la zona sciistica lasciandoci sulla destra lo skilift dismesso della Val di Colonei e la seggiovia (chiusa) Pra Alpesina guadagnando quota su un bel sentiero costeggiato da strane costruzioni in pietra, probabilmente di origine extraterrestre fino a guadagnare a 2132m la Cima delle Pozzette.
Verso Cima delle Pozzette
I pini invadono il sentiero
Dudins
Da qui si entra nella Riserva Naturale Integrale di Lastoni Selva Pezzi e l’itinerario si fa più ostico per il continuo susseguirsi di scarichi di pietra con alcuni passaggi su rocce ripide nei quali è necessario usare la catena e per l’attraversamento di alcuni nevai che invadono il sentiero e rendono scivolosi i sassi.
Sentiero in cresta
Sentiero prosegue dietro ed est della cresta
nevai invadono la retta via
Qua e là nei tratti di cresta si aprono scorci magnifici sulle valli glaciali ed i piccoli nevai annessi che, con i loro depositi sassosi, scendono fino a circa 1500m sulla parete Nord Ovest del Massiccio del Baldo come la Val Finestra e la Val Dritta.
Val Finestra
Val Dritta
Avremmo dovuto salire ai 2218m della Cima Dritta ma purtroppo il gruppo era stremato e quindi a malincuore ho dovuto lasciar perdere.
Cima Dritta
CAMOSCIO
Il sentiero continua con un susseguirsi di cime e scarichi intorno ai 2000m prendendo o perdendo leggermente quota tra un passaggio e l’altro fino ad addolcirsi e diventare più largo superata Punta Pettorina. In vista dei pali metallici di una moderna teleferica si abbandona il sentiero 651 per imboccare sulla destra la deviazione che porta in qualche minuto al rifugio Telegrafo e ai 2200m della Punta Telegrafo che sono l’unico a salire. Il resto del gruppo si ferma stremato al rifugio.
Dudino in vetta
Il rifugio non è malaccio ma molto umido, i letti sono quasi bagnati ed i materassi morbidi come cuscini, a mio avviso si sarebbe potuto curare meglio vista la fortuna della teleferica ma per far lavori ci voglion soldi, specie a 2000m. L’accoglienza comunque è discreta, la cena a base di pasta al Ragù, spezzatino e polenta e dei biscotti al burro soddisfacente ed il prezzo per pernottamento, cena e pseudocalzione (panino e marmellata in scatola) di 40 euro (ma non avevamo concordato 37 che avremmo dovuto trattare a 35?).
Nuvole che salgono dal lago
Dopo Mangiato colgo l’occasione per risalire a punta Telegrafo ed ammirare il tramonto tra le nuvole che avvolgono le cime circostante, un panorama magnifico davvero difficile da descrivere. Cala la notte e mi intrattengo in vetta fino alle 11 per ammirare un po’ di stelle ...
cala la notte, le nuvole abbracciano la montagna e tu sei lassù sospeso in paradiso....
Buonanotte Punta telegrafo
Giorno 2 -> Punta Telegrafo – Malcesine
Alle 6.30 già in piedi così ho l’onore di alzare la bandiera e alle 8 si riparte ritornando sul sentiero 651 che diventa dopo il bivio per Punta Telegrafo il 658, ancora un po’ di creste e passata la Vedetta delle Buse il sentiero diventa una comoda e larga mulattiera che scende ai 2072m del Coal Santo e poi 1815 del Rifugio Fiori del Baldo dove arriva la seggiovia monoposto del vecchio comprensorio sciistico del Monte Blado Garda - S. Zeno di Montagna ora chiuso ed aperto solo agli escursionisti.
ultimi nevai della cresta est, poi si scenderà ad ovest sul versante opposto
paesaggio lunare
Vettore in miniatura
la comoda mulattiera
La mulattiera scende prendendo il bivio sulla Dx una volta giunti al Rif. Fiori del Baldo e proseguendo per il sentiero 51 fino ai Baiti di Ortigara dove si può visitare la piccola cappella della Madonna della Neve a 1438m, successivamente, giunti Val di Sacco si abbandona il sentiero 51 per proseguire a destra seguendo il 655 che scende agevolmente nel bosco fino al Paese di Prada. Considerata la nebbia ho evitato di fare fotografie.
Da Prada abbiamo percorso un pezzo di strada asfaltata fino alla Malga Val di Fries a 979 m per poi scendere sulla vecchia e noiosa mulattiera, un po’ fastidiosa per i sassi lisci e per il caldo umido appiccicoso, segnata come itinerario 33.
Il panorama da Alpino diventa mediterraneo
Sosta pranzo alla piccola cappella di S. Antonio delle Pontare e poi giù in mezzo agli ulivi fino all’abitato di castello e da qui a Val di Sogno sul lungolago tra le belle turiste in costume.
Avrei fatto volentieri il bagno e mi sarei intrattenuto un po’ ma vabè sarà per la prossima volta.
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