Ogni volta che uno pensa troppo ad un progetto,finisce poi che lo fa deragliare!
E' così è successo al sottoscritto ormai abituato troppo bene.
Quella che doveva essere l'ennesima bella linea sul Tacul si è trasformata per me in una semplice ricognizione...
Domenica notte infatti appena sul piano della Midi,dopo che il giorno prima complice l'assenza del sentiero ci eravamo divertiti a fare qualche curva sul seraccone della nord dell'Aguille du Midi,ho subito sentito che qualcosa non andava,gambe e braccia pesanti,sudore assurdo e fitte allo stomaco,nonostante questo siamo arrivati sotto la conoide del Diable,ma già nella salita alla terminale ero proprio ko.
Rinunciare a questo couloir così bello mi faceva stare ancora peggio e così mi sono trascinato come un vecchio ancora oltre la terminale fino alla goulotte di ghiaccio,dove abbiamo allestito un piccolo tiro,ma lì mi sono reso conto che la mia condizione fisica ( soprattutto i crampi allo stomaco) mi avrebbero fatto salire in modo pietoso in troppo tempo per l'ora tarda, a malincuore ho deciso di tornare giù lasciando un pò di materiale (chiodi ed una corda) al mio amico Matteo Eydallin che ha battuto traccia fino a circa metà canale inseguito dal figlio di Anselme Baud ,Philippe probabilmente allucinato dall'andatura del mio secco socio.
Sono sceso sul plateau e sono rimasto coricato circa due ore in botta totale,fino a che non ho visto il mio compagno,Philippe ed un suo amico scendere su bella neve il ripido scivolo finale del couloir e dopo la doppia raggiungermi ovviamente felici.Dopo qualche minuto è apparso anche pa Anselme Baud che dopo essersi informato sulla discesa ha continuato per la sua strada.
Pazienza!Il Mont Blanc du Tacul è un posto davvero bello e ci tornerò volentieri...
Come se tutto ciò non bastasse la macchinetta fotografica ( che Simona mi impresta...) si è bloccata non aprendosi più,quindi ho scroccato due foto che ci ha fatto un turista che passava da sotto.
Come dice l'immensa Nives Meroy:l'alpinista non è un estremista del coraggio,ma una persona che non si scoraggia!
E' così è successo al sottoscritto ormai abituato troppo bene.
Quella che doveva essere l'ennesima bella linea sul Tacul si è trasformata per me in una semplice ricognizione...
Domenica notte infatti appena sul piano della Midi,dopo che il giorno prima complice l'assenza del sentiero ci eravamo divertiti a fare qualche curva sul seraccone della nord dell'Aguille du Midi,ho subito sentito che qualcosa non andava,gambe e braccia pesanti,sudore assurdo e fitte allo stomaco,nonostante questo siamo arrivati sotto la conoide del Diable,ma già nella salita alla terminale ero proprio ko.
Rinunciare a questo couloir così bello mi faceva stare ancora peggio e così mi sono trascinato come un vecchio ancora oltre la terminale fino alla goulotte di ghiaccio,dove abbiamo allestito un piccolo tiro,ma lì mi sono reso conto che la mia condizione fisica ( soprattutto i crampi allo stomaco) mi avrebbero fatto salire in modo pietoso in troppo tempo per l'ora tarda, a malincuore ho deciso di tornare giù lasciando un pò di materiale (chiodi ed una corda) al mio amico Matteo Eydallin che ha battuto traccia fino a circa metà canale inseguito dal figlio di Anselme Baud ,Philippe probabilmente allucinato dall'andatura del mio secco socio.
Sono sceso sul plateau e sono rimasto coricato circa due ore in botta totale,fino a che non ho visto il mio compagno,Philippe ed un suo amico scendere su bella neve il ripido scivolo finale del couloir e dopo la doppia raggiungermi ovviamente felici.Dopo qualche minuto è apparso anche pa Anselme Baud che dopo essersi informato sulla discesa ha continuato per la sua strada.
Pazienza!Il Mont Blanc du Tacul è un posto davvero bello e ci tornerò volentieri...
Come se tutto ciò non bastasse la macchinetta fotografica ( che Simona mi impresta...) si è bloccata non aprendosi più,quindi ho scroccato due foto che ci ha fatto un turista che passava da sotto.
Come dice l'immensa Nives Meroy:l'alpinista non è un estremista del coraggio,ma una persona che non si scoraggia!