Sarei anche d'accordo al decreto se si cominciasse a strutturare un sistema lavorativo basato non solo su un "Agosto da coprifuoco", ma stile Germania.
Non stop prolungati di 3 mesi, ma più mini periodi di vacanze.
Queste misure fatte a caso per "risparmiare" 15 giorni di scuola, sono l'esempio dell'ottusità di chi ci governa.
Si dovranno allungare i centri estivi perchè le famiglie avranno da essere a lavoro dopo il periodo di stop=più spesa per le famiglie e i comuni.
Capisco che il problema non colpisce chi può permettersi baby sitters o scuole da 800€ di retta mensile, ma in uno Stato Sociale che vuole evolvere nell'uguaglianza dei cittadini ci sarebbe da preoccuparsi di certe riforme....
Un articolo di Marco Bracconi sull'argomento
Il ministero dell’Istruismo
Caro ministro Gelmini, leggo che si dice d’accordo sull’apertura delle scuole il 30 settembre. L’Italia è un paese che vive di turismo, dice, e se le famiglie potranno usare settembre per andare in vacanza, la stagione si allungherà e loro potranno risparmiare.
Capisco che Lei lavora in un governo che sembra si stia sempre in vacanza, e che tende a trasformare il Paese in una specie di luna park permanente. Capisco anche che all’inizio di settembre siete sempre talmente in ritardo con l’assegnazione delle cattedre che tanto vale rimandare e chi s’è visto s’è visto.
Per quanto mi riguarda, mi limito a segnalarle che un ragazzino di terza media, tra vacanze di Natale, Pasqua, ponti, elezioni, assenze dei docenti, campi scuola, breve e fisiologica influenza invernale, quest’anno sarà stato a scuola meno di 200 giorni su 365. Così arriverà agli esami in affanno, e con mezzo programma non fatto, come tutti i ragazzini della sua età in quasi tutte le scuole del paese che Lei governa.
Capisco, come sopra, che c’è un bel pezzo del vostro target elettorale - è statistica – fatto di persone poco scolarizzate, e capisco anche che per il Paese che Lei e il suo premier desiderate cultura, ricerca e istruzione non siano esattamente una priorità.
Però insomma. Lei è il ministro dell’Istruzione, mica del Turismo. E il suo compito è mandarli a scuola, i ragazzi italiani, non in vacanza. A questo lasci che ci pensi la sua collega Brambilla. Può stare certa che meno andranno a scuola e più si iscriveranno, da grandi, ai Promotori della libertà.
(P.S. Le segnalo che in questo Paese ci sono sempre meno soldi, e la maggioranza dei ragazzini, nel suo famoso settembre, non andranno a respirare iodio o a fare trekking, ma staranno a casa davanti a Mediaset o alla Rai, che è lo stesso. Avverta i pubblicitari, che se si sbriga fa in tempo)