LA CLASSICA MERAVIGLIOSA
In un sabato dal meteo finalmente favorevole decidiamo di accompagnare Giorgio sulla montagna più "di casa" per tutti gli abitanti della conca tolmezzina, il M. Amariana. L'Amariana va considerato come il primo baluardo della catena alpina carnica, anche se le sue forme hanno ancora i connotati tipicamente prealpini. Vista la stagione ancora in fase iniziale decidiamo di percorrerne la piacevolissima e divertente via normale, lasciando per il futuro l'idea dello spigolo Sud-Ovest solcato dal sentiero alpinistico "Dalla Marta".
Sfruttiamo al meglio la comodità dell'accesso e parcheggiamo la macchina presso il Cristo di Forca, raggiungo da una carrozzabile che anche Giorgio ricordava malmessa, evidentemente messa in ordine negli ultimi tempi, e per le 8.30 cominciamo la veloce ascesa.
Dopo un primo tratto nel bosco, breve, usciamo sullo splendido balcone naturale che rappresenta la parete Sud dell'Amariana, constatando ben presto come il clima sia cambiato dallo scorso weekend. Fortunatamente saremo in cima prima che il sole possa infastidirci più di tanto. Da qui lo sguardo spazia ovunque ma a catturare l'occhio sono i colori contrastanti del letto del Tagliamento e del Fella, azzurro pallido, e il blu più intenso del lago di Cavazzo e del laghetto di Cison, noto agli amanti della pesca sportiva.
La conca tolmezzina e le alpi carniche occidentali
Il Cuel Feltron e in secondo piano anche il Lago di Cavazzo
Verso SE il M. Plauris
Sguardo all'insù verso la vetta
Ora la salita si fa più ripida, procede su un sentiero sempre ben tenuto con continui tornanti che ci aiutano a prendere quota molto rapidamente. Davanti a noi c'è qualche gruppetto di escursionisti, e addirittura nella prima parte incontriamo un paio di persone che sono già al termine della loro discesa. La salita da questo versante, nonostante la stagione non ancora matura, è già molto frequentata e le feste di Pentecoste ci hanno portato un notevole afflusso dall'Austria.
Molto rapidamente arriviamo laddove ambiente e pendenze cambiano decisamente. Siamo in vista del canale che conduce sotto l'anticima Est dell'Amariana. E' giunto il momento di tirare fuori il caschetto, perché in questa fase la possibilità di smuovere pietre, visto anche il discreto affollamento, è decisamente alta.
Marti all'attacco del canale
Sguardo ancora verso Sud: il M. S. Simeone domina Amaro. Si riconoscono il laghetto di Cison e il lago dei Tre Comuni
Dopo le prime roccette divertenti (I+) e un tratto di sentiero molto panoramico e lievemente esposto eccoci al secondo punto di sosta dove recuperiamo un paio di austriaci che erano davanti a noi e che si stanno infilando l'imbrago e il kit da ferrata. In effetti il cavo continuo di qui fin quasi alla cima lo suggerirebbe, ma optiamo come molti per stare nel centro del canale continuando una divertente arrampicata mai veramente pericolosa (max II-).
Marti nella parte iniziale del canale, in secondo piano i due austriaci legati al cavo e sullo sfondo il lago di Cavazzo
Giorgio e Marti in un passaggio obbligato
Ancora Giorgio e Martina in un passaggio suggestivo e panoramico
Giorgio, Carnia inside. Casa sua è nella foto
L'arrivo alla classica forcella esposta sul versante nord, ancora parzialmente innevato, è molto suggestivo. Sulla destra di stacca il breve segnavia che conduce all'anticima Est. Lo ignoriamo e pieghiamo a sinistra verso la cima ormai molto vicina. Sempre seguendo il cavo, tra roccette e mughi, spuntiamo sull'ampio e comodo crinale erboso e, in pochi metri, alla Madonnina di vetta, attrezzata con fiori, libro, campana e altare. Non siamo soli, qualche gruppetto ben dislocato sulla cima fa il solito parlare di vette, sentieri, ricordi e progetti. Tutto normale.
Marti nei pressi della forcella
Ultime roccette condite da mughi, un po' esposte
M. Amariana, la vetta
Dalla vetta il panorama spazia a 360° su tutta la Carnia e il Friuli. Verso NW il contrasto tra la cima dello Zoncolan, quasi addobbato a festa per il passaggio del Giro d'Italia, e il massiccio del Coglians ancora in veste invernale. Della vista verso Sud e dei suoi colori si è detto già durante la descrizione della salita. Verso NE compaiono le bellissime cime del Sernio, del Cavallo, della Creta di Aip. Voltandosi più ad Est si riscopre la neve verso il Montasio e soprattutto verso il Canin.
Immagino solamente quanto possa essere bello quassù in una giornata completamente tersa. Ma ciò che abbiamo trovato ci basta ed avanza dopo numerosi weekend grigi.
Marti affacciata sul Friuli
Contrasti verso il Canin
Solo la stazione meteorologica rovina qualcosa di magico
Marco affacciato sulla conca di Tolmezzo e sulle carniche occidentali
Giorgio e Martina in vetta
Ancora foto caiotta
Cogliàns - Cjanevate
Sculture di vetta
La discesa, sul percorso di salita, è altrettanto piacevole. Scendiamo senza kit ma stavolta seguendo molto di più il cavo per maggiore sicurezza. Davanti e noi, e poi con noi nella parte terminale di discesa, anche un simpatico escursionista di Spilimbergo e il suo piccolo cagnolino Magritte, dotato di personale kit di assicurazione! In un'oretta e venti siamo comodamente all'auto e per l'una seduti comodamente al tavolo di Giorgio.
Giorgio in discesa "alternativa"
In uscita dal canalino
Il nostro compagno di discesa
Informazioni
Link originale: http://www.sport2k.net/trekking/FVG-100522.htm
Itinerario: Cristo di Forca - Amaro (UD) - M. Amariana // Carta Tabacco n° 13
Dislivelli: totale circa 850m. Salita continua.
Difficoltà: EEA. Agile il sentiero nella parte inferiore, ben curato. Il canale attrezzato a mo' di via ferrata si può percorrere senza dispositivi di autoassicurazione, che sono consigliabili comunque in discesa. Caschetto molto utile nel canale. L'arrampicata nel canale è di I grado, con qualche brevissimo passaggio di II.
Esposizione: S.
Rifugi: Nessun rifugio o bivacco sul percorso.
Acqua e cibo: Assente.
In un sabato dal meteo finalmente favorevole decidiamo di accompagnare Giorgio sulla montagna più "di casa" per tutti gli abitanti della conca tolmezzina, il M. Amariana. L'Amariana va considerato come il primo baluardo della catena alpina carnica, anche se le sue forme hanno ancora i connotati tipicamente prealpini. Vista la stagione ancora in fase iniziale decidiamo di percorrerne la piacevolissima e divertente via normale, lasciando per il futuro l'idea dello spigolo Sud-Ovest solcato dal sentiero alpinistico "Dalla Marta".
Sfruttiamo al meglio la comodità dell'accesso e parcheggiamo la macchina presso il Cristo di Forca, raggiungo da una carrozzabile che anche Giorgio ricordava malmessa, evidentemente messa in ordine negli ultimi tempi, e per le 8.30 cominciamo la veloce ascesa.
Dopo un primo tratto nel bosco, breve, usciamo sullo splendido balcone naturale che rappresenta la parete Sud dell'Amariana, constatando ben presto come il clima sia cambiato dallo scorso weekend. Fortunatamente saremo in cima prima che il sole possa infastidirci più di tanto. Da qui lo sguardo spazia ovunque ma a catturare l'occhio sono i colori contrastanti del letto del Tagliamento e del Fella, azzurro pallido, e il blu più intenso del lago di Cavazzo e del laghetto di Cison, noto agli amanti della pesca sportiva.
La conca tolmezzina e le alpi carniche occidentali
Il Cuel Feltron e in secondo piano anche il Lago di Cavazzo
Verso SE il M. Plauris
Sguardo all'insù verso la vetta
Ora la salita si fa più ripida, procede su un sentiero sempre ben tenuto con continui tornanti che ci aiutano a prendere quota molto rapidamente. Davanti a noi c'è qualche gruppetto di escursionisti, e addirittura nella prima parte incontriamo un paio di persone che sono già al termine della loro discesa. La salita da questo versante, nonostante la stagione non ancora matura, è già molto frequentata e le feste di Pentecoste ci hanno portato un notevole afflusso dall'Austria.
Molto rapidamente arriviamo laddove ambiente e pendenze cambiano decisamente. Siamo in vista del canale che conduce sotto l'anticima Est dell'Amariana. E' giunto il momento di tirare fuori il caschetto, perché in questa fase la possibilità di smuovere pietre, visto anche il discreto affollamento, è decisamente alta.
Marti all'attacco del canale
Sguardo ancora verso Sud: il M. S. Simeone domina Amaro. Si riconoscono il laghetto di Cison e il lago dei Tre Comuni
Dopo le prime roccette divertenti (I+) e un tratto di sentiero molto panoramico e lievemente esposto eccoci al secondo punto di sosta dove recuperiamo un paio di austriaci che erano davanti a noi e che si stanno infilando l'imbrago e il kit da ferrata. In effetti il cavo continuo di qui fin quasi alla cima lo suggerirebbe, ma optiamo come molti per stare nel centro del canale continuando una divertente arrampicata mai veramente pericolosa (max II-).
Marti nella parte iniziale del canale, in secondo piano i due austriaci legati al cavo e sullo sfondo il lago di Cavazzo
Giorgio e Marti in un passaggio obbligato
Ancora Giorgio e Martina in un passaggio suggestivo e panoramico
Giorgio, Carnia inside. Casa sua è nella foto
L'arrivo alla classica forcella esposta sul versante nord, ancora parzialmente innevato, è molto suggestivo. Sulla destra di stacca il breve segnavia che conduce all'anticima Est. Lo ignoriamo e pieghiamo a sinistra verso la cima ormai molto vicina. Sempre seguendo il cavo, tra roccette e mughi, spuntiamo sull'ampio e comodo crinale erboso e, in pochi metri, alla Madonnina di vetta, attrezzata con fiori, libro, campana e altare. Non siamo soli, qualche gruppetto ben dislocato sulla cima fa il solito parlare di vette, sentieri, ricordi e progetti. Tutto normale.
Marti nei pressi della forcella
Ultime roccette condite da mughi, un po' esposte
M. Amariana, la vetta
Dalla vetta il panorama spazia a 360° su tutta la Carnia e il Friuli. Verso NW il contrasto tra la cima dello Zoncolan, quasi addobbato a festa per il passaggio del Giro d'Italia, e il massiccio del Coglians ancora in veste invernale. Della vista verso Sud e dei suoi colori si è detto già durante la descrizione della salita. Verso NE compaiono le bellissime cime del Sernio, del Cavallo, della Creta di Aip. Voltandosi più ad Est si riscopre la neve verso il Montasio e soprattutto verso il Canin.
Immagino solamente quanto possa essere bello quassù in una giornata completamente tersa. Ma ciò che abbiamo trovato ci basta ed avanza dopo numerosi weekend grigi.
Marti affacciata sul Friuli
Contrasti verso il Canin
Solo la stazione meteorologica rovina qualcosa di magico
Marco affacciato sulla conca di Tolmezzo e sulle carniche occidentali
Giorgio e Martina in vetta
Ancora foto caiotta
Cogliàns - Cjanevate
Sculture di vetta
La discesa, sul percorso di salita, è altrettanto piacevole. Scendiamo senza kit ma stavolta seguendo molto di più il cavo per maggiore sicurezza. Davanti e noi, e poi con noi nella parte terminale di discesa, anche un simpatico escursionista di Spilimbergo e il suo piccolo cagnolino Magritte, dotato di personale kit di assicurazione! In un'oretta e venti siamo comodamente all'auto e per l'una seduti comodamente al tavolo di Giorgio.
Giorgio in discesa "alternativa"
In uscita dal canalino
Il nostro compagno di discesa
Informazioni
Link originale: http://www.sport2k.net/trekking/FVG-100522.htm
Itinerario: Cristo di Forca - Amaro (UD) - M. Amariana // Carta Tabacco n° 13
Dislivelli: totale circa 850m. Salita continua.
Difficoltà: EEA. Agile il sentiero nella parte inferiore, ben curato. Il canale attrezzato a mo' di via ferrata si può percorrere senza dispositivi di autoassicurazione, che sono consigliabili comunque in discesa. Caschetto molto utile nel canale. L'arrampicata nel canale è di I grado, con qualche brevissimo passaggio di II.
Esposizione: S.
Rifugi: Nessun rifugio o bivacco sul percorso.
Acqua e cibo: Assente.

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