[TRK] 22 Mag 10 // La classica meravigliosa - M. Amariana (UD) - Alpi carniche

Mac751

Old school supporter
LA CLASSICA MERAVIGLIOSA

In un sabato dal meteo finalmente favorevole decidiamo di accompagnare Giorgio sulla montagna più "di casa" per tutti gli abitanti della conca tolmezzina, il M. Amariana. L'Amariana va considerato come il primo baluardo della catena alpina carnica, anche se le sue forme hanno ancora i connotati tipicamente prealpini. Vista la stagione ancora in fase iniziale decidiamo di percorrerne la piacevolissima e divertente via normale, lasciando per il futuro l'idea dello spigolo Sud-Ovest solcato dal sentiero alpinistico "Dalla Marta".
Sfruttiamo al meglio la comodità dell'accesso e parcheggiamo la macchina presso il Cristo di Forca, raggiungo da una carrozzabile che anche Giorgio ricordava malmessa, evidentemente messa in ordine negli ultimi tempi, e per le 8.30 cominciamo la veloce ascesa.
Dopo un primo tratto nel bosco, breve, usciamo sullo splendido balcone naturale che rappresenta la parete Sud dell'Amariana, constatando ben presto come il clima sia cambiato dallo scorso weekend. Fortunatamente saremo in cima prima che il sole possa infastidirci più di tanto. Da qui lo sguardo spazia ovunque ma a catturare l'occhio sono i colori contrastanti del letto del Tagliamento e del Fella, azzurro pallido, e il blu più intenso del lago di Cavazzo e del laghetto di Cison, noto agli amanti della pesca sportiva.

La conca tolmezzina e le alpi carniche occidentali
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Il Cuel Feltron e in secondo piano anche il Lago di Cavazzo
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Verso SE il M. Plauris
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Sguardo all'insù verso la vetta
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Ora la salita si fa più ripida, procede su un sentiero sempre ben tenuto con continui tornanti che ci aiutano a prendere quota molto rapidamente. Davanti a noi c'è qualche gruppetto di escursionisti, e addirittura nella prima parte incontriamo un paio di persone che sono già al termine della loro discesa. La salita da questo versante, nonostante la stagione non ancora matura, è già molto frequentata e le feste di Pentecoste ci hanno portato un notevole afflusso dall'Austria.
Molto rapidamente arriviamo laddove ambiente e pendenze cambiano decisamente. Siamo in vista del canale che conduce sotto l'anticima Est dell'Amariana. E' giunto il momento di tirare fuori il caschetto, perché in questa fase la possibilità di smuovere pietre, visto anche il discreto affollamento, è decisamente alta.

Marti all'attacco del canale
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Sguardo ancora verso Sud: il M. S. Simeone domina Amaro. Si riconoscono il laghetto di Cison e il lago dei Tre Comuni
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Dopo le prime roccette divertenti (I+) e un tratto di sentiero molto panoramico e lievemente esposto eccoci al secondo punto di sosta dove recuperiamo un paio di austriaci che erano davanti a noi e che si stanno infilando l'imbrago e il kit da ferrata. In effetti il cavo continuo di qui fin quasi alla cima lo suggerirebbe, ma optiamo come molti per stare nel centro del canale continuando una divertente arrampicata mai veramente pericolosa (max II-).

Marti nella parte iniziale del canale, in secondo piano i due austriaci legati al cavo e sullo sfondo il lago di Cavazzo
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Giorgio e Marti in un passaggio obbligato
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Ancora Giorgio e Martina in un passaggio suggestivo e panoramico
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Giorgio, Carnia inside. Casa sua è nella foto
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L'arrivo alla classica forcella esposta sul versante nord, ancora parzialmente innevato, è molto suggestivo. Sulla destra di stacca il breve segnavia che conduce all'anticima Est. Lo ignoriamo e pieghiamo a sinistra verso la cima ormai molto vicina. Sempre seguendo il cavo, tra roccette e mughi, spuntiamo sull'ampio e comodo crinale erboso e, in pochi metri, alla Madonnina di vetta, attrezzata con fiori, libro, campana e altare. Non siamo soli, qualche gruppetto ben dislocato sulla cima fa il solito parlare di vette, sentieri, ricordi e progetti. Tutto normale.

Marti nei pressi della forcella
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Ultime roccette condite da mughi, un po' esposte
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M. Amariana, la vetta
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Dalla vetta il panorama spazia a 360° su tutta la Carnia e il Friuli. Verso NW il contrasto tra la cima dello Zoncolan, quasi addobbato a festa per il passaggio del Giro d'Italia, e il massiccio del Coglians ancora in veste invernale. Della vista verso Sud e dei suoi colori si è detto già durante la descrizione della salita. Verso NE compaiono le bellissime cime del Sernio, del Cavallo, della Creta di Aip. Voltandosi più ad Est si riscopre la neve verso il Montasio e soprattutto verso il Canin.
Immagino solamente quanto possa essere bello quassù in una giornata completamente tersa. Ma ciò che abbiamo trovato ci basta ed avanza dopo numerosi weekend grigi.

Marti affacciata sul Friuli
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Contrasti verso il Canin
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Solo la stazione meteorologica rovina qualcosa di magico
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Marco affacciato sulla conca di Tolmezzo e sulle carniche occidentali
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Giorgio e Martina in vetta
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Ancora foto caiotta
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Cogliàns - Cjanevate
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Sculture di vetta
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La discesa, sul percorso di salita, è altrettanto piacevole. Scendiamo senza kit ma stavolta seguendo molto di più il cavo per maggiore sicurezza. Davanti e noi, e poi con noi nella parte terminale di discesa, anche un simpatico escursionista di Spilimbergo e il suo piccolo cagnolino Magritte, dotato di personale kit di assicurazione! In un'oretta e venti siamo comodamente all'auto e per l'una seduti comodamente al tavolo di Giorgio.

Giorgio in discesa "alternativa"
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In uscita dal canalino
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Il nostro compagno di discesa
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Informazioni

Link originale: http://www.sport2k.net/trekking/FVG-100522.htm

Itinerario: Cristo di Forca - Amaro (UD) - M. Amariana // Carta Tabacco n° 13

Dislivelli: totale circa 850m. Salita continua.

Difficoltà: EEA. Agile il sentiero nella parte inferiore, ben curato. Il canale attrezzato a mo' di via ferrata si può percorrere senza dispositivi di autoassicurazione, che sono consigliabili comunque in discesa. Caschetto molto utile nel canale. L'arrampicata nel canale è di I grado, con qualche brevissimo passaggio di II.

Esposizione: S.

Rifugi: Nessun rifugio o bivacco sul percorso.

Acqua e cibo: Assente.
 
bel giro marco!!!!!

se qualche week end avete piacere a venir di qua andiamo tutti insime a farci un giro in grignetta o grignone!!!ciaooo
 
quindi? passate a Tolmezzo, mi salite la montagna di casa a sfregio e non fate nemmeno un fischio per bere una roba? :KEV:skifrusta::WHYxprrr
 

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Bel reportage, complimenti. Potevano mettere ancora qualcos'altro in vetta, 'sti buzzurri :-? ! Per curiosità, sul lato sud, che andando in autostrada in direzione Tarvisio sembra una perfetta pista da sci quando c'è neve, qualcuno fa del fuoripista ?
 
Bel reportage, complimenti. Potevano mettere ancora qualcos'altro in vetta, 'sti buzzurri :-? ! Per curiosità, sul lato sud, che andando in autostrada in direzione Tarvisio sembra una perfetta pista da sci quando c'è neve, qualcuno fa del fuoripista ?

Oddio, il lato sud ha dentro una barra rocciosa imponente (non la si vede nelle foto, ma è sotto a dove passa il sentiero nella parte mediana)... non sono sicuro di aver presente quale possa essere la "pista da sci"... lascio la risposta a amen o giorgio!
 
Bel reportage, complimenti. Potevano mettere ancora qualcos'altro in vetta, 'sti buzzurri :-? ! Per curiosità, sul lato sud, che andando in autostrada in direzione Tarvisio sembra una perfetta pista da sci quando c'è neve, qualcuno fa del fuoripista ?

Beh dai meglio del santuario del Grisa ahahah :D

si si fa in invernale, qualche scialpinista capace cmq. l'anno scorso sarebbe stata pefetta!

cmq quella staz meteo è recente, e non so di che rete faccia parte, sono curioso...

hai ragione max!!!!!!! ti abbiamo anche pensato.... ma saresti venuto anche tu???

forse no che siamo andati ad arrampicare :D
 
Beh dai meglio del santuario del Grisa ahahah :D

Monte Grisa da un punto di vista architettonico è agghiacciante (infatti mi pare l'abbia disegnato un ingegnere...), però è stato fatto per essere visto da lontano. Le cime dei monti andrebbero gestite un po' meglio, invece. Sempre in quella zona, andando in auto verso Tarvisio, mi pare di aver visto almeno altre due cime deturpate da grandi pannelli rettangolari (ripetitori, credo).
 
Monte Grisa da un punto di vista architettonico è agghiacciante (infatti mi pare l'abbia disegnato un ingegnere...), però è stato fatto per essere visto da lontano. Le cime dei monti andrebbero gestite un po' meglio, invece. Sempre in quella zona, andando in auto verso Tarvisio, mi pare di aver visto almeno altre due cime deturpate da grandi pannelli rettangolari (ripetitori, credo).

beh la madonna c'è sempre stata ed ha pure la luce di notte.

quella staz meteo non la capisco tra l'altro c'è qualche sensore pure sulla madonna, potevano integrare tutto là dietro.

i ripetitori ci sono sullo strabut ma non so se sono quelli che vedi tu

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beh la madonna c'è sempre stata ed ha pure la luce di notte.

quella staz meteo non la capisco tra l'altro c'è qualche sensore pure sulla madonna, potevano integrare tutto là dietro.

i ripetitori ci sono sullo strabut ma non so se sono quelli che vedi tu

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Non parlavo della statua della Madonna, naturalmente :D ! No, quel "pannello" che dico io mi pare di averlo visto su qualche monte orientativamente sopra Sella Chianzutan....
 
Cania Inside mi piace molto! bravo Marco! :)))
quando hai tempo se puoi, mandami anche le foto dello Zuc dal Bor

Non parlavo della statua della Madonna, naturalmente :D ! No, quel "pannello" che dico io mi pare di averlo visto su qualche monte orientativamente sopra Sella Chianzutan....

Il pannellone che vedi sulla sinistra percorrendo la statale verso Tolmezzo si trova sul Monte Verzegnis, ma purtroppo ce ne sono molti altri in giro, la montagna più "deturpata" è sicuramente il Monte Tenchia
 
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