Gli sherpa dei coreani hanno giustamente rifiutato gli stramaledetti dollari e sono tornati a casa, come dar loro torto???
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Non si tratta di business o di soldi,ma di sopravvivenza.Purtroppo a quelle altezze ci hanno lasciato la vita tanti tra i migliori scalatori del mondo,quindi non si puo' neanche parlare di inesperienza.
Io posso capire queste persone ed i rischi che prendono,non riesco neanche ad immaginare cosa si possa provare quando si raggiunge una vetta in cima al mondo![]()
Se ti riferisci ad interessi economici occulti,non saprei cosa dire,non credo che ci si possa arricchireLeggo solo ora: mi spiego solo meglio, a scanso di equivoci...
Il mio dubbio non è su chi aiuta chi, posso immaginare (e solo quello) cosa significhi muoversi in quegli ambienti.. il mio dubbio è sulle odierne "leve" di certe "imprese" (vedi anche altro topic sulla coreana).
Ciau!
Se ti riferisci ad interessi economici occulti,non saprei cosa dire,non credo che ci si possa arricchire
scalando vette,credo sia piu' una passione,molto costosa e che richiede sponsorizzazioni.
In fondo bisogna anche ringraziare gli "sponsor" che permettono certe imprese![]()
Sarò forse crudele, ma la penso così:
Tutti gli alpinisti che fanno gli 8000 sanno benissimo che il minimo imprevisto (malessere, trauma, meteo, visibilità, problemi con l'equipaggiamento ecc... ecc...) a quelle quote, risulta quasi inevitabilmente mortale, e sanno anche, a quelle quote, nessuno può pretendere aiuto e nessuno ha il dovere di farlo.
Chi, ciononostante, decide di andarci, sa che si espone ad un rischio concreto ed elevatissimo per la propria vita, un rischio con una percentuale talmente elevata da essere probabilmente quella più alta in assoluto, anche maggiore di quella di un soldato in battaglia.
Quindi nessuna pietà, e nessuna comprensione per chi, nel fiore degli anni, rischia il bene più prezioso non per un fine nobile, non per la propria sopravvivenza, non per il prossimo, ma per la propria ambizione personale. Se l'è voluta. L'ha avuta.
Se poi chi rischia, oltre ad esporre la propria vita, espone alla paura ed al dolore i propri famigliari, e sacrifica responsabilità verso consorte e prole, allora, oltre che di incoscenza e orgoglio, dà prova anche di smisurato egoismo.
Ammirazione sconfinata, invece per lo sherpa: è sceso, ha cercato aiuto, è risalito coi viveri, è stato là a cercarlo per 11 ore...
Lui, con quei rischi, ci mantiene la famiglia...
Gli sherpa dei coreani hanno giustamente rifiutato gli stramaledetti dollari e sono tornati a casa, come dar loro torto???
E hanno fatto bene,avrebbero rischiato la vita sicuramente.Tutte le volte che qualcuno muore in montagna ecco le sterili polemiche,di piu' se si parla di 8000:e l'hanno abbandonato,e potevano salvarlo,
cattivi,egoisti,senza cuore.Chi parla il piu' delle volte non ha neanche la piu' pallida idea di cosa significhi
essere nella zona della morte,magari con nebbia,tempesta e -40°.
Ed e' vero che queste persone a volte lasciano famiglia,ma le mogli sanno benissimo a cosa vanno incontro,sicuramente condividono quella passione con il marito,altrimenti si sposavano un impiegato.
Fa tutto parte del gioco![]()
Ammirazione sconfinata, invece per lo sherpa: è sceso, ha cercato aiuto, è risalito coi viveri, è stato là a cercarlo per 11 ore...
QUOTE]
Sei stato molto cinico nel tuo commento, tanto valeva esserlo fino in fondo:
Gli Sherpa, tutti gli Sherpa, sono legati da un contratto d'onore, oltre che cartaceo, con chi ne richiede i servigi.
Il contratto prevede l'assistenza ad oltranza in qualunque condizione, alle persone ed attrezzature della spedizione. Ha termine quando la spedizione e' finita.
Il rispetto di questo contratto, e' alla base della cultura Sherpa. E' cio' che assicura a tutti loro il proseguimento dell'attivita' e la certezza di nuovi contratti.
Non e' raro tuttavia assistere a delle richieste di modifica delle condizioni contrattuali, anche in pieno corso della spedizione: questo atteggiamento denota il profilo altamente mercenario dello sherpa medio.
Il comportamento dello sherpa di cui sopra quindi, non e' degno di nessuna nota di particolare merito, essendo previsto nel codice d'onore(e non) che egli e' tenuto a rispettare.
immagino, il "motore" che spinge ad intraprendere certe imprese, è ben più complesso di qualche $$
E' però tutto il "baraccone" che, da fuori e da profano, me lo rende veramente ostico: è un truman show d'alta quota.. deprimente no?
Gli Sherpa, tutti gli Sherpa, sono legati da un contratto d'onore, oltre che cartaceo, con chi ne richiede i servigi.
Il contratto prevede l'assistenza ad oltranza in qualunque condizione, alle persone ed attrezzature della spedizione. Ha termine quando la spedizione e' finita.
Il rispetto di questo contratto, e' alla base della cultura Sherpa. E' cio' che assicura a tutti loro il proseguimento dell'attivita' e la certezza di nuovi contratti.
Non e' raro tuttavia assistere a delle richieste di modifica delle condizioni contrattuali, anche in pieno corso della spedizione: questo atteggiamento denota il profilo altamente mercenario dello sherpa medio.
Il comportamento dello sherpa di cui sopra quindi, non e' degno di nessuna nota di particolare merito, essendo previsto nel codice d'onore(e non) che egli e' tenuto a rispettare.