Nascosto nel gruppo alpino del Delfinato,proprio davanti al Pic San Nom sul monte Pelvoux esiste una linea disegnata all'interno di una imponente parete rocciosa,forse uno dei più bei canali nella zona d'Ecrins...un couloir di 1000 metri con pendenza costante tra i 45 e 50 gradi.
Dalla prima volta che l'ho visto in foto ho voluto andare a metterci gli sci e così lunedi notte sono andato a bivaccare col furgone al paese fantasma di Pelvoux.
Alle 4.20 del mattino seguente ho iniziato il lungo avvicinamento sotto una stellata imbarazzante in compagnia della musica del primo Ben Harper,ho passato nel buio il paese di Ailefroide sepolto nella neve,mi sono goduto l'alba su da un vallone sorpassando un paio di valanghe primaverili marmoree ed inquietanti ed alle 7.00 mi sono ritrovato a mangiare un pò di frutta secca alla base della conoide che mi avrebbe portato all'entrata del canale.data la neve tirata a lucido dalla nottata ho dovuto calzare i ramponi da subito...
Il canale da subito si è presentato pisciandomi addosso pallini di rigelo e colate continue di superficie,l'ambiente circostante è di una bellezza notevole e la pendenza è da subito interessante senza essere sconvolgente...
dopo aver ramponato su bella neve compatta invernale,sotto un tiro incrociato pressochè continuo che mi ha fatto vacillare l'umore già provato dalle tante ore di fatica,ho trovato una paretina sotto la quale scavarmi una piazzuola per rifocillarmi,prima di continuare questa salita eterna...
Ho continuato a salire nonostante le continue pallottole,con la testa fissa in avanti ad anticipare dardi di ghiaccio più pericolosi come un paio grossi come un pugno che mi sono fischiati di fianco.
A meno di 80 metri da una vecchia corda fissa ed a 150 dall'uscita ,comunque impraticabile ho trovato un ulteriore riparo ed ho deciso che poteva bastare.
Non ho foto della discesa perchè essendo solo risultava un pò dura,ma la neve che ho trovato a scendere era assolutamente splendida,invernale compattata dalle scarichette,una condizione che rende facile la pendenza,infatti nonostante il primo tratto vanti una cinquantina di gradi ho potuto lasciarmi andare a curve continue con un ritmo sostenuto in totale relax.
La discesa è lunga e sempre bella ripida,le alte pareti ai lati danno un che so di scenografico al posto.
L'armonia perfetta tutto al suo posto!!!
Dopo più di otto ore sono arrivato al mio furgone avvolto dalla primavera e non ho mai apprezzato così tanto il panino e la birra che mi ero lasciato per il ritorno...
Dalla prima volta che l'ho visto in foto ho voluto andare a metterci gli sci e così lunedi notte sono andato a bivaccare col furgone al paese fantasma di Pelvoux.
Alle 4.20 del mattino seguente ho iniziato il lungo avvicinamento sotto una stellata imbarazzante in compagnia della musica del primo Ben Harper,ho passato nel buio il paese di Ailefroide sepolto nella neve,mi sono goduto l'alba su da un vallone sorpassando un paio di valanghe primaverili marmoree ed inquietanti ed alle 7.00 mi sono ritrovato a mangiare un pò di frutta secca alla base della conoide che mi avrebbe portato all'entrata del canale.data la neve tirata a lucido dalla nottata ho dovuto calzare i ramponi da subito...
Il canale da subito si è presentato pisciandomi addosso pallini di rigelo e colate continue di superficie,l'ambiente circostante è di una bellezza notevole e la pendenza è da subito interessante senza essere sconvolgente...
dopo aver ramponato su bella neve compatta invernale,sotto un tiro incrociato pressochè continuo che mi ha fatto vacillare l'umore già provato dalle tante ore di fatica,ho trovato una paretina sotto la quale scavarmi una piazzuola per rifocillarmi,prima di continuare questa salita eterna...
Ho continuato a salire nonostante le continue pallottole,con la testa fissa in avanti ad anticipare dardi di ghiaccio più pericolosi come un paio grossi come un pugno che mi sono fischiati di fianco.
A meno di 80 metri da una vecchia corda fissa ed a 150 dall'uscita ,comunque impraticabile ho trovato un ulteriore riparo ed ho deciso che poteva bastare.
Non ho foto della discesa perchè essendo solo risultava un pò dura,ma la neve che ho trovato a scendere era assolutamente splendida,invernale compattata dalle scarichette,una condizione che rende facile la pendenza,infatti nonostante il primo tratto vanti una cinquantina di gradi ho potuto lasciarmi andare a curve continue con un ritmo sostenuto in totale relax.
La discesa è lunga e sempre bella ripida,le alte pareti ai lati danno un che so di scenografico al posto.
L'armonia perfetta tutto al suo posto!!!
Dopo più di otto ore sono arrivato al mio furgone avvolto dalla primavera e non ho mai apprezzato così tanto il panino e la birra che mi ero lasciato per il ritorno...
