T
terios
Guest
Sì, lo so: il titolo è un pò forte. Però è quello che penso, sia pure con la morte nel cuore... come sciatore e come piemontese.
Mi spiego.
Assaliamo le località sciistiche ad ogni inizio stagione, spesso in barba ad ogni ragionevole considerazione in merito allo stato dell'innevamento (spesso scarso) del freddo porco, dei prezzi dei giornalieri che non vengono ridotti in funzione dei pochi impianti aperti e delle scarse e ghiacciatissime piste percorribili.
In compenso, già prima di Pasqua, assistiamo ad una costante rarefazione dell'utenza che preferisce migrare al mare (eh, il caldo, il sole, il mare...vuoi mettere? Sono stufo di patire il freddo... ne ho le palle piene della motagna....) quando proprio in primavera, dalla metà di marzo in avanti sino a fine aprile, la montagna è bellissima da sciare: tanta neve, bel sole, temperature accettabili, possibilità di tintarelle tropicali (altro che Riviera) magari in qualche rifugio dopo le 14 qundo la neve tende a trasformarsi in pappa (personalmente mi piace anche quella... ma io sono un maniaco, lo riconosco... non sono del tutto normale....).
Così gli esercizi chiudono (deficenti pure i loro proprietari: insomma, se vuoi guadagnare cerca di sforzarti per offrire qualcosa di diverso, di invogliare la clientela a salire in montagna, offri divertimenti, intrattenimenti.... insomma, fai l'imprenditore se vuoi ritenerti tale) e gli impianti rimangono desolatamente fermi pur in presenza di un innevamento fantastico (non una pietra sulle piste, tutti i collegamenti che potrebbero essere funzionanti: meglio, molto meglio di dicembre!!!): sono ritornato da pochi minuti da Sauze. Mai viste le cime così cariche di neve a fine stagione. Mai vista tanta sconfortante desolazione resa ancor più bruciante da un sentimento di frustrazione nel veder negata la possibilità di praticare una passione a causa dell'imbecillità ed incompetenza altrui.
Perdonate lo sfogo.
Mi spiego.
Assaliamo le località sciistiche ad ogni inizio stagione, spesso in barba ad ogni ragionevole considerazione in merito allo stato dell'innevamento (spesso scarso) del freddo porco, dei prezzi dei giornalieri che non vengono ridotti in funzione dei pochi impianti aperti e delle scarse e ghiacciatissime piste percorribili.
In compenso, già prima di Pasqua, assistiamo ad una costante rarefazione dell'utenza che preferisce migrare al mare (eh, il caldo, il sole, il mare...vuoi mettere? Sono stufo di patire il freddo... ne ho le palle piene della motagna....) quando proprio in primavera, dalla metà di marzo in avanti sino a fine aprile, la montagna è bellissima da sciare: tanta neve, bel sole, temperature accettabili, possibilità di tintarelle tropicali (altro che Riviera) magari in qualche rifugio dopo le 14 qundo la neve tende a trasformarsi in pappa (personalmente mi piace anche quella... ma io sono un maniaco, lo riconosco... non sono del tutto normale....).
Così gli esercizi chiudono (deficenti pure i loro proprietari: insomma, se vuoi guadagnare cerca di sforzarti per offrire qualcosa di diverso, di invogliare la clientela a salire in montagna, offri divertimenti, intrattenimenti.... insomma, fai l'imprenditore se vuoi ritenerti tale) e gli impianti rimangono desolatamente fermi pur in presenza di un innevamento fantastico (non una pietra sulle piste, tutti i collegamenti che potrebbero essere funzionanti: meglio, molto meglio di dicembre!!!): sono ritornato da pochi minuti da Sauze. Mai viste le cime così cariche di neve a fine stagione. Mai vista tanta sconfortante desolazione resa ancor più bruciante da un sentimento di frustrazione nel veder negata la possibilità di praticare una passione a causa dell'imbecillità ed incompetenza altrui.
Perdonate lo sfogo.