Gli italiani quasi accettano il nucleare e spenderebbero di più per consumare meno

Fabio

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Staff Forum
E' uscito il report di una ricerca accenture sull'energia e la questione energetica in Italia.
Il report si può leggere scaricando il pdf da qui:
http://www.economiadellenergia.com/forum/download/file.php?id=10

Che cosa c'è secondo me da sottolineare?
Mi ha colpito la pagina 7 in cui alla domanda "quali azioni pensi sia necessario intraprendere per ridurre la dipendenza del tuo Paese dalle fonti fossili" le risposte sono state:
- 34%: riduzione dei consumi
- 66%: sviluppo fonti low carbon e rinnovabili

Questa risposta mi ha deluso. Secondo me è necessario spingere molto di più il concetto di risparmio ed efficienza energetica. Il potenziale di "beneficio" derivante dal non consumare è molto maggiore rispetto a quello del "consumare come sempre ma soddisfare la domanda con le rinnovabili".

A pagina 12 si vede come la gente si aspetti dei significativi miglioramenti in termini di efficienza, affridabilità, etc. Pensa che la tecnologia delle rinnovabili sia ancora "giovane".

Il 74% degli italiani è d'accordo con la costruzione di una centrale nucleare nella propria regione (pagina 19).

Molto interessante la pagina 20: gli italiani sono disponibili a spendere qualcosina in più per ridurre i propri consumi.

L'affermazione sul nucleare secondo me... non vedo tutta questa "felicità" verso il nucleare.
 
Il 74% degli italiani è d'accordo con la costruzione di una centrale nucleare nella propria regione (pagina 19).

Questo dimostra che nei sondaggi la gente "crede" di essere sincera, ma non ci riesce. In Italia impera il NimBy
Oppure la domanda giusta era "nel tuo Comune" e non "nella tua Regione". Secondo me, la % calava drasticamente. Un conto è chiedere ad un riminese se accetta una centrale a Caorso, un conto chiedere se l'accetta a Miramare. Sempre Emilia Romagna è ....
 
D'accordo su tutto con te. Faccio notare una cosa. Hanno chiesto nella propria regione che è un termine vago, alcune regione sono molto estese e certe zone sono certe di non vedere mai una centrale (zona densamente abitate o di montagna ad esempio).

Si trova così ad esempio che a uno di Sondrio freghi poco se fanno una centrale nella bassa ad esempio.

Volevo vedere se chiedevano nel tuo comune o a meno di 10 km da casa tua come cambiava questo sondaggio.

Ad ogni modo credo che sarà una mega bufala e le centrali nucleari non si faranno perchè nemmeno il nuovo governatore del Piemonte che si è detto favorevole al nucleare ha saputo indicare un sito in Piemonte (regione poco con ampie zone pianeggianti poco abitate, con abbondanza d'acqua e scarsa attività sismica) adatto secondo i criteri.

E' il NIMBY che diventa sistema.
 
secondo me ci sono una miriade di fonti da cui trarre energia ma che purtroppo non fanno mangiare molta gente...ecco il semplice motivo per il quale le fonti di energia rinnovabili non riescono a prendere piede...un esempio stupido sono le automobili...è da un sacco di anni che ci sono progetti di macchine elettriche funzionanti però per via del petrolio e della "mafia" che lo circonda non si è mai fatto nulla...eppure quella si che sarebbe un idea per poter far respirare l'ambiente...

io rimango dell'idea che prima di curare il mondo bisognerebbe curare la gente che lo governa...
 

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Magari ci fosse solo il NIMBY, per il nucleare stanno crescendo sempre di più anche i BANANA (Build Absolutely Nothing Anywhere Near Anyone) però crescono anche i favorevoli.
 
ehm...senza entrar di nuovo nell'argomento specifico (per quanto riguarda il nucleare mi sembra che ci fosse già un altro post bello "corposo" in cui si trattava l'argomento quindi non sto a ripetere come la penso...;)) vorrei solo far notare a tutti quelli che continuano ad affibbiare a chi è contrario ad alcune opere il termine "nimby", che si può esser contrari a qualcosa non necessariamente per il fatto che verrà "costruita" a poca distanza da dove si vive ma perchè la si reputa "poco utile" (eufimismo! :twisted:) in generale, sia che venga costruita a 100m che a 10000km!! ;)
Continuare a bollare con il termine nimby mi sembra quantomeno un po' riduttivo...oltre che una "mancanza di rispetto" verso chi la pensa diversamente su alcuni argomenti...

Con questo non voglio dire che tra chi si oppone non c'è nessuno che lo fà solo per il fatto che il problema lo tocca da vicino...come in tutte le cose ci sarà chi si preoccupa solo del proprio tornaconto nel modo più diretto possibile e chi invece analizza le cose in modo un po' meno "egoistico", ma il problema, com'è presente tra i sostenitori del "no", è presente anche tra i sostenitori del "si", quindi per par condicio o si evita di marchiare a priori i sotenitori del "no" con il termine "nimby" oppure trovate un termine adatto a marchiare (in modo egualmente dispregiativo) i sostenitori del "si" a priori! :twisted::D
 
Io dico solo: dalle mie parti, NESSUNO vuole aprire una discarica nel proprio comprensorio comunale. Figuriamoci una centrale nucleare. E il bello è che pare che uno dei siti dove pensare di aprire una centrale nucleare, sia dalle mie parti (che è una zona ad alto rischio sismico).

La sindrome del NIMBY secondo me riguarda come minimo il 90% della popolazione. E non la ritengo affatto una cosa dispregiativa, ma un sentimento umano, e più che comprensibile. Non si può chiedere a una comunità di pagare un pesantissimo dazio senza che questa abbia poco, se non niente in cambio.

Il problema di chi vorrebbe spingere di più sull'aumento della produzione di energia, è squisitamente economico. La produzione di energia viene vista come una fonte di guadagno, tale da chiudere entrambi gli occhi sui risvolti ambientali.

Mentre per il BANANA, beh, con tutta la farsa dei piani regolatori che poi non vengono mai rispettati, beh è ovvio che poi crescano questi movimenti e idee di pensiero. Mi viene una grandissima tristezza a pensare come era la mia zona 20 anni fa, con gli insediamenti urbani alquanto circoscritti, ed ora disseminati ovunque. E questo vale per praticamente ogni zona d'Italia. Quello che una volta era il Bel Paese... :(
 
Io dico solo: dalle mie parti, NESSUNO vuole aprire una discarica nel proprio comprensorio comunale. Figuriamoci una centrale nucleare. E il bello è che pare che uno dei siti dove pensare di aprire una centrale nucleare, sia dalle mie parti (che è una zona ad alto rischio sismico).

La sindrome del NIMBY secondo me riguarda come minimo il 90% della popolazione. E non la ritengo affatto una cosa dispregiativa, ma un sentimento umano, e più che comprensibile. Non si può chiedere a una comunità di pagare un pesantissimo dazio senza che questa abbia poco, se non niente in cambio.

Il problema di chi vorrebbe spingere di più sull'aumento della produzione di energia, è squisitamente economico. La produzione di energia viene vista come una fonte di guadagno, tale da chiudere entrambi gli occhi sui risvolti ambientali.

Mentre per il BANANA, beh, con tutta la farsa dei piani regolatori che poi non vengono mai rispettati, beh è ovvio che poi crescano questi movimenti e idee di pensiero. Mi viene una grandissima tristezza a pensare come era la mia zona 20 anni fa, con gli insediamenti urbani alquanto circoscritti, ed ora disseminati ovunque. E questo vale per praticamente ogni zona d'Italia. Quello che una volta era il Bel Paese... :(


1) Il Giappone è a rischio sismico ed è pieno di centrali nuceari
2) Molti Italiani si fiderebbero di più di una centrale giapponese gestita da giapponesi che di una italiana gestita all'italiana
3) Molti italiani non sanno come vien fatta l'attvità di manutenzione ordinaria delle centrali giapponesi e le polemiche sulla sicurezza ad essa associate; se lo sapessero, forse si fiderebbero un po' meno anche dei giapponesi...
4) Quale assicurazione assicurerebbe una centrale nucleare o un sito di stoccaggio dei rifiuti nucleari, ed eventualmente con quali costi e con quali cavilli-scappatoia?
5) Per vincere la logica nimby , perchè quando compro la casa non mi fanno una assicurazione a spese della comunità (comune, regione, stato, quel che volete voi) che mi protegga finanziariamente dal rischio di ribasso improvviso del valore della casa a causa della costruzione di una centrale nucleare nei 2-5-10-50 km intorno (quindi non per ribasso docuto al ciclico andamento del mercato immobiliare generale), cossicchè io possa venderla al prezzo basso di mercato che avrà dopo la notizia, o la costruzione, della centrale, e intascarmi in più l'opzione "call" insita nel contratto assicurativo-finanziario per la differenza tra il valore ex ante e ex post dell'appartamento ? Così vendo la casa a uno di quelli favorevoli alle centrali e io e la mia famiglia sgommiamo altrove senza smenarci troppi soldi nel cambio, ceteris paribus?
6) Perchè dovrei credere nell'efficacia dei controlli della ASL sulle emissioni se, per l'industria chimica a 700 mt da casa di mia mamma, negli anni 70 venivano fatte telefonate dalla ASL ai responsabili degli impianti del tipo "Mettete i filtri ai fumi il giorno tot che in quel giorno veniamo a farvi l'ispezione dei fumi", e quelli li mettevano (e funzionavano benissimo, certo, eran nuovi...) si sorbivano l'ispezione della soffiata e, a ispezione finita, li toglievano...? O per l'atrazina usata dagli agricoltori... sopra il livello di legge... e di molto... e che han fatto? Hanno alzato il limite di legge con deroga temporanea che è diventata definitiva....
6) Che probabilità c'è che, in caso di incidente lieve o medio, ci dicano la verità in tempo utile senza cercare di occultare, insabbiare o smussare l'accaduto? Sarei curioso di sapere l'esito di un sondaggio su questo tema. "Quanti di voi credono che in caso di lieve incidente nucleare le autorità possano dire in tempo utile alla popolazione locale la verità su quanto accaduto e sulle sue conseguenze?"
 
Il problema del Nimby e del Banana mi stanno bene se sono correnti di pensiero di cittadini, non se vengono cavalcati dalla classe politica.

Chi governa deve valutare l'impatto complessivo di un'opera pubblica, positivo e negativo, sia su larga che su piccola scala. A mio modo di vedere attravverso un dialogo serio con le comunità e le amministrazioni locali.

Se si decide che un'opera è necessaria per i suoi benefici bisogna essere ben consci dei sui risvolti negativi. Una volta che tali risvolti siano pesati e ne sia stato minimizzato l'impatto sotto tutti gli aspetti e necessario proseguire con la costruzione dell'opera.

Porto due esempi:

- Termovalorizzatore: Non è una gran soluzione per lo smalitmento di rifiuti, ma per ora è necessario in certe aree. Quindi va fatto, con i giusti criteri e adottano le migliori tecnologie.

- Centrale Nucleare: Non credo che sia necessario (senza entrare nel merito), ma se si decidesse che è una scelta altamente vantaggiosa e strategitica per il paese, si deve procedere con la realizzazione dopo aver individuato la più adatta tra le aree che rispettino i criteri che si sono scelti. Tali criteri devono ovviamente essere approvati da un comitato tecnico e non decisi in modo da essere troppo laschi o da escludere, senza motivo tecnico, qualsiasi zona.
 
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