Heinz61
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Resoconto della settimana bianca a Cervinia. La mia seconda volta, dopo l’esperienza dello scorso anno.
Dopo il recente, splendido fotoreportage di fabio_80 (e non me ne vogliano gli altri...) sono stato in dubbio se aprire un nuovo 3D su questo comprensorio, ma alla fine ha prevalso la voglia di condividere con voi pochi scatti e qualche ricordo di una settimana stupenda, nonostante i capricci del tempo, con l’Atlantico che a più riprese ha riportato l’inverno nel nordovest delle Alpi (e ce n’era proprio bisogno).
Termiche elevate solo al lunedì, con neve primaverile sino ai 2500 di Plan Maison. Giornata dedicata a “sgranchire” le gambe e riprendere confidenza dopo la lunga astinenza sciistica sui pistoni larghi e spesso facili della conca del Breuil.
Martedì la prima perturbazione: solo in paese, a Cervinia, ne ha buttato giù una mezza metrata. Non avevo mai sciato in tanta neve fresca, persino in pista, ed a tratti ho creduto di provare sensazioni che ritenevo destinate esclusivamente a un fri-raider. Peccato soltanto per la visibilità, veramente scarsa, che alla fine non te la fa godere sino in fondo.
Mercoledì il tempo volge al bello e ne approfitto per mantenere una promessa fatta lo scorso anno alla gentil consorte: si va a Zermatt per fare un giro a piedi del centro. Fortuna (almeno per i miei modesti mezzi finanziari) che gli sfizzeri usano chiudere i negozi per lo shopping tra le 12.00 e le 14.30 ...
Di seguito un pò di fotine sfizzere: Zermatt, 31 marzo (!), dopo la nevicata del giorno prima.
Alberi innevati a Zermatt
Piazzetta a Zermatt
Cristalli di neve
Torniamo su dopo pranzo e con un paio di voli in funivia arieccoci a quota 3800 s.l.m.
Sciatori si preparano alla discesa all’uscita del tunnel al Klein Matterhorn. Siamo a ca. -17°C.
La pista battuta più alta d’Europa.
Conclusione della giornata: nonostante la lunga passeggiata, due sole discese (la mattina verso Zermatt e il pomeriggio il rientro a Cervinia) ci consentono di metterci alle spalle ca. 30km sciati (un intero Sellaronda vale +/- 22km). Niente male davvero.
Giovedì di nuovo neve e visibilità scarsa. Con i pochi sopravvissuti del gruppone (eravamo in totale 22!, ma non tutti sciano) facciamo una puntata al Trockener Steg. A Zermatt pare un altro mondo: alle 11.00 di mattina abbiamo avvistato 4-5 gatti che battevano la neve fresca sulle piste del Theodulgletscher.
Dopo pranzo tento un’improbabile sortita verso Valtournenche, ed ecco il miracolo: le nubi si aprono e riesco a fare qualche bella discesa anche oggi. Spettacolare soprattutto la discesa lungo la pista di rientro: bella pista davvero, nonostante la neve smolli un pò (siamo al 1° aprile dopotutto). Soprattutto, la trovo pressochè deserta!
Un pò di foto dal versante di Valtournenche:
Notare l'affollamento sulle piste . . .
Il solito, doveroso, tributo al Cervino, che ci sorveglia dall’alto:
Uno scatto sulla neve che fiancheggia la parte bassa della pista del Ventina, dopo la nevicata della mattina, che aspetta solo di essere “trifolata”:
Fine giornata con uno scatto al modesto rifugio che ci ha ospitato in questa vacanza, in puro stile valdotaine
DD
Ed anche una foto dal balcone, con il punto, a sx della foto, dove si può rientrare al pomeriggio con sci ai piedi (dalla pista no. 16, in zona Cielo Alto)
Venerdì, gita a Zermatt, complice una giornata spettacolare (sole, temperature giuste, no vento). L’idea era di arrivare sino al Rothorn. Poi, strada facendo, mi sono “accontentato” del Gornergrat, complici anche i ragazzini che hanno voluto provare i salti sull’airbag gigante montato nel villaggio degli igloo in zona Riffelberg.
Alcune foto scattate dai 3300 mt di Hohtalli
Gruppo del Monte Rosa
Castore e Polluce
Un’ultimo sguardo alla zona dello Steg, verso il Plateau Rosa ed il Thodulgletscher, aspettando la funivia che ci riporterà verso il Piccolo Cervino (l'unico vero collo di bottiglia dell'intero comprensorio)
Sabato, con l’ennessima perturbazione alle porte, di nuovo a Valtournenche, e di nuovo Gran Pista, ma senza foto, stavolta.
Per finire, uno scatto fatto dall’auto, la mattina di Pasqua, mentre cerchiamo di districarci nella neve, prima di ridiscendere lo Stivale.
Che dire oltre? Solo due-tre rimpianti: anche per quest’anno niente Obere National, e niente nere del Cielo Alto, nonostante fossero aperte, e, soprattutto, il mancato incontro con l’uomo che è ormai un mito a Valtournenche (anche se lui è di Bolsena....):ciaociao:
Dopo il recente, splendido fotoreportage di fabio_80 (e non me ne vogliano gli altri...) sono stato in dubbio se aprire un nuovo 3D su questo comprensorio, ma alla fine ha prevalso la voglia di condividere con voi pochi scatti e qualche ricordo di una settimana stupenda, nonostante i capricci del tempo, con l’Atlantico che a più riprese ha riportato l’inverno nel nordovest delle Alpi (e ce n’era proprio bisogno).
Termiche elevate solo al lunedì, con neve primaverile sino ai 2500 di Plan Maison. Giornata dedicata a “sgranchire” le gambe e riprendere confidenza dopo la lunga astinenza sciistica sui pistoni larghi e spesso facili della conca del Breuil.
Martedì la prima perturbazione: solo in paese, a Cervinia, ne ha buttato giù una mezza metrata. Non avevo mai sciato in tanta neve fresca, persino in pista, ed a tratti ho creduto di provare sensazioni che ritenevo destinate esclusivamente a un fri-raider. Peccato soltanto per la visibilità, veramente scarsa, che alla fine non te la fa godere sino in fondo.
Mercoledì il tempo volge al bello e ne approfitto per mantenere una promessa fatta lo scorso anno alla gentil consorte: si va a Zermatt per fare un giro a piedi del centro. Fortuna (almeno per i miei modesti mezzi finanziari) che gli sfizzeri usano chiudere i negozi per lo shopping tra le 12.00 e le 14.30 ...
Di seguito un pò di fotine sfizzere: Zermatt, 31 marzo (!), dopo la nevicata del giorno prima.
Alberi innevati a Zermatt
Piazzetta a Zermatt
Cristalli di neve
Torniamo su dopo pranzo e con un paio di voli in funivia arieccoci a quota 3800 s.l.m.
Sciatori si preparano alla discesa all’uscita del tunnel al Klein Matterhorn. Siamo a ca. -17°C.
La pista battuta più alta d’Europa.
Conclusione della giornata: nonostante la lunga passeggiata, due sole discese (la mattina verso Zermatt e il pomeriggio il rientro a Cervinia) ci consentono di metterci alle spalle ca. 30km sciati (un intero Sellaronda vale +/- 22km). Niente male davvero.
Giovedì di nuovo neve e visibilità scarsa. Con i pochi sopravvissuti del gruppone (eravamo in totale 22!, ma non tutti sciano) facciamo una puntata al Trockener Steg. A Zermatt pare un altro mondo: alle 11.00 di mattina abbiamo avvistato 4-5 gatti che battevano la neve fresca sulle piste del Theodulgletscher.
Dopo pranzo tento un’improbabile sortita verso Valtournenche, ed ecco il miracolo: le nubi si aprono e riesco a fare qualche bella discesa anche oggi. Spettacolare soprattutto la discesa lungo la pista di rientro: bella pista davvero, nonostante la neve smolli un pò (siamo al 1° aprile dopotutto). Soprattutto, la trovo pressochè deserta!
Un pò di foto dal versante di Valtournenche:
Notare l'affollamento sulle piste . . .
Il solito, doveroso, tributo al Cervino, che ci sorveglia dall’alto:
Uno scatto sulla neve che fiancheggia la parte bassa della pista del Ventina, dopo la nevicata della mattina, che aspetta solo di essere “trifolata”:
Fine giornata con uno scatto al modesto rifugio che ci ha ospitato in questa vacanza, in puro stile valdotaine
Ed anche una foto dal balcone, con il punto, a sx della foto, dove si può rientrare al pomeriggio con sci ai piedi (dalla pista no. 16, in zona Cielo Alto)
Venerdì, gita a Zermatt, complice una giornata spettacolare (sole, temperature giuste, no vento). L’idea era di arrivare sino al Rothorn. Poi, strada facendo, mi sono “accontentato” del Gornergrat, complici anche i ragazzini che hanno voluto provare i salti sull’airbag gigante montato nel villaggio degli igloo in zona Riffelberg.
Alcune foto scattate dai 3300 mt di Hohtalli
Gruppo del Monte Rosa
Castore e Polluce
Un’ultimo sguardo alla zona dello Steg, verso il Plateau Rosa ed il Thodulgletscher, aspettando la funivia che ci riporterà verso il Piccolo Cervino (l'unico vero collo di bottiglia dell'intero comprensorio)
Sabato, con l’ennessima perturbazione alle porte, di nuovo a Valtournenche, e di nuovo Gran Pista, ma senza foto, stavolta.
Per finire, uno scatto fatto dall’auto, la mattina di Pasqua, mentre cerchiamo di districarci nella neve, prima di ridiscendere lo Stivale.
Che dire oltre? Solo due-tre rimpianti: anche per quest’anno niente Obere National, e niente nere del Cielo Alto, nonostante fossero aperte, e, soprattutto, il mancato incontro con l’uomo che è ormai un mito a Valtournenche (anche se lui è di Bolsena....):ciaociao: