Due giorni in Val di Fassa

tantaneve

Sono tornata in montagna
Ciao!
Domenica e lunedì, tanto per cambiare un po’ aria, siamo stati in Val di Fassa.
Era una vita che volevamo fare ‘sta benedetta cima Cadina e così, domenica, anche persuasi dal non proprio rassicurante bollettino valanghe, abbiamo messo la sveglia alle 5.
Durante il viaggio ci siamo subito resi conto che il vento, già insistente in settimana, era aumentato molto. Sull’Antelao spostava la neve in orizzontale per 200 m. Giunti in Val di Fassa, invece, la situazione sembrava migliore.
Siamo partiti da Alba verso le 9. Non avevo ancora fatto 1400 m di dislivello con il T-Rock e non è stata proprio una passeggiata…
C’era, per essere domenica, poca gente. La neve ci ha subito comunicato che la discesa sarebbe stata molto bella! Solo sulla cresta c’era vento (ma non fortissimo) e, di conseguenza, la neve non era granché.
In cima panorama fantastico!
Discesa divertente, solo un po’ di crosta sulla cresta; ma non era neanche malissimo.
Ecco le foto

Verso il Passo delle Cirelle
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Poco sotto la Cima Cadina Est
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Sulla cresta della Cima Cadina Est
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Discesa poco sotto la cima
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Comincia la farina!
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Col Ombert
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Libertà
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Angelo
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Poco sopra il Contrin
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Lunedì, entusiasmati dalla giornata appena trascorsa, abbiamo deciso di rimanere in zona. Siccome eravamo abbastanza stanchi, abbiamo optato per un giro con poco dislivello in salita: la traversata delle Selle, una classicissima.
Purtroppo, durante la notte, il vento ha lavorato tantissimo…
Alle 9:10 prendiamo lo skibus da Moena al Passo San Pellegrino. All’arrivo sul passo, la situazione è deprimente: vento, vento e ancora vento…
Prendiamo, un po’ incerti, la seggiovia di Costabella. Ci mettiamo una vita ad arrivare: è sempre ferma e i seggiolini vuoti dondolano di brutto.
Quando finalmente riusciamo a scendere, ci ripariamo dietro il muro della stazione a monte. Decidiamo di salire al Passo delle Selle. Poi si vedrà…
Sferzati dal vento e senza un attimo di tregua, raggiungiamo il passo e ci precipitiamo al riparo nel ricovero invernale.
Intorno a noi, i resti di trincee e baracche, ci ricordano che, più di 90 anni fa, qui c’era una sacco di gente che non era venuta in gita…
Usciamo per fare un giro nei dintorni ed affacciarci verso il versante per il quale vorremmo scendere. Il vento ha già creato diversi accumuli (comunque, la possibilità di evitarli, almeno fin dove riusciamo a vedere, c’è).
Tuttavia non siamo del tutto convinti e stiamo per tornare sui nostri passi quando… chi ti arriva? Un’ allegra squadra composta da 6 ragazzi e una ragazza.
Corrono a destra e a manca, cercando il bivacco = non sono mai stati da queste parti.
Finalmente ci vedono e ci raggiungono al riparo.
Hanno intenzione di scendere in Val Monzoni e non sembrano essere impensieriti dalle nostre perplessità sugli accumuli già presenti. Noi, a questo punto, aspettiamo. Se scendono loro che sono ben 7…
Mangiano e bevono abbondantemente, tolgono le pelli ed escono. Noi dietro (naturalmente a debita distanza).
Il vento, nel frattempo, si è calmato un po’.
E qui comincia lo show!
Non si sono lasciati sfuggire un accumulo: li hanno proprio beccati tutti (anche cadendoci sopra, che è l’ideale!).
Naturalmente scendevano tutti insieme, ridendo e scherzando come se fossero al luna-park.
Comunque è andata bene… Non si è mosso niente…
E’ un itinerario molto frequentato, forse siamo noi a farci troppi problemi…
Spero per loro che non agiscano così ovunque…
Nella parte alta dell’itinerario la neve è brutta, nella parte bassa non male. In fondo, nei pressi della Malga Monzoni, c’è ancora farina!
Dalla malga seguiamo la pista per slitte e poi quella da sci fino a Pozza di Fassa.
Da qui a Moena prendiamo il pullman di linea.
Abbiamo fatto poche foto. Eccone alcune

Bufera al Passo delle Selle
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Il Rifugio Taramelli
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Canale sotto il rifugio Taramelli
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Farina nel bosco vicino a Malga Monzoni
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Ciao!
 
Bravi :clap: soprattutto per la prima gita, sembra davvero bella neve, e grazie per aver caricato il report, mi sarà sicuramente d'ispirazione

poi fa piacere constatare che ci stai prendendo gusto (a fare i fotoreportages) ;)
 
poi fa piacere constatare che ci stai prendendo gusto (a fare i fotoreportages) ;)

Ciao!
Vorrei farne di più e più dettagliati, ma mi manca il tempo!!!

Per quanto riguarda il primo itinerario, ti fornisco qualche dritta utile se vai con la tavola.
La strada della Val Contrin presenta un lungo tratto monotono e assolutamente pianeggiante. Si tratta, però, di un itinerario molto frequentato anche da gente a piedi. Quindi il fondo è portante (a meno che non abbia fatto un metro di fresca il giorno prima...). Al ritorno puoi percorrere questo tratto a piedi, con la tavola in mano, senza problemi di sprofondamento.
Sempre al ritorno, dopo il tratto pianeggiante, all'altezza del piccolo rifugio (chiuso) Locia Contrin, è consigliabile prendere un sentirino a sx (sempre battuto) che, con qualche saliscendi, porta alla parte finale della pista del Ciampac. Per questa si arriva in breve al punto di partenza.
Questa è, a mio parere, un'ottima alternativa anche con gli sci, perchè l'ultima parte della strada della Val Contrin è spesso ghiacciata e ci sono sassi (domenica già ce n'erano).
Anche la traversata delle Selle, comunque, con la tavola dev'essere molto bella! Non ci sono contropendenze! 280 m di dislivello in salita (o circa 700 se non usi l'impianto) e più di 1200 in discesa!
E si può fare con una sola auto grazie ai collegamenti con skibus (gratuito per tutti) e mezzi di linea (1,6 € a cranio da Pozza a Moena)
Ciao!
 
grazie per le ulteriori informazioni, ne terrò conto.

a proposito della discesa dal passo delle Selle (l'ho fatta un paio di volte) com'era il traverso sopra il lago? (secondo me è quello il tratto più pericoloso della discesa)

Per la prossima volta che la farai ti consiglio di ripellare poco prima del rif. Monzoni e salire sulla destra orografica per far la cima Pecol (o Pocol non ricordo bene) e poi scendere in val San Nicolò. è una variante simpatica che a mio avviso vale a pena anche perché così si integra un po' il dislivello in salita che altrimenti rimane pochissimo.
 
Il traverso era compatto senza riporti. Comunque noi siamo passati molto bassi. Sul breve tratto della conca del lago che guarda a sud, invece, c'era un enorme cornice. Quando l'allegra compagnia ci è passata vicino (non sopra) è andata giù. Si è fermata dopo pochi metri, sul lago.

Conosco la variante della Cima Pecol, è un'ottima alternativa!
Ma lunedì non era il caso...:-?
Ciao!:D
 

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penso di avervi incrociati in discesa domenica....ero con un gruppo di altri 6...
veramente giornatona super!
:evvvvai:
 
Bellissima la zona del Passo Cirelle e delle cime Cadine, l'ho battuta più volte d'estate ed è spettacolare (oltre che poco frequentata)!:D
 
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