salve a tutti!
Sono un utente poco presente, ma amante folle dello sci.
Volevo condividere la brutta esperienza che ho fatto il 14 febbraio ad Arabba.
Quel giorno siamo partiti da Selva per fare il nostro tradizionale Sellaronda di S. Faustino (il santo patrono di Brescia). Verso le 14 sulla bella pista Ornella, commetto l'errore della mia vita: non so come si sia innesacata la cosa, ma fatto sta che mi ritrovo il bastoncino sinistro puntato in mezzo agli sci su uno dei muri di questa pista. L'effetto che ho provocato è stato di una inforcata in gigante. Mi giro, mi lasco cadere e sbatto violentemente il fianco destro, scivolo per un po' e poi mi fermo. Non riuscivo a respirare e a parlare. All'inizio cerco di riprendermi e dopo pochi minuti sto meglio. Mi sembra di avere tutti gli arti a posto, però ho dolore sul fianco destro. Pen savo fosse la caduta, così mi rialzo piano piano e scendo derapando fino a fine pista, poi mi fermo perchè sono spossato e dolorante. I miei amici chiamano il soccorso alpino, Ma il soldato che mi guarda evidentemente non capisce un tubazzo e dice che seocndo lui non ho nulla ed è solo la forte botta. Comunque non riesco a proseguire, quindi i miei amici decidono dia ndare a prendere la macchina a Selva e tornare a prendermi, mentre uno resta con me. ci andiamo a riparare in un albergo in paese per aspettare. Il mio povero amico fa Arabba Selva con gli sci a tutto gas e poi torna in macchina attraverso Sella e Pordoi (se non sbaglio. Mi prende e mi porta a Brescia per andare in ospedale e farmi vedere. Ho dolore ma non troppo.
Verdetto dei medici: 7 costole fratturale di cui 3 scomposte, infrazione alla scapola destra e pneumotorace (polmone destro collassato).
Ovviamente mi trattengono in ospedale e mi inseriscono un drenaggio tra le costole per far riconfiare il polmone.
Sarei dovuto stare in ospedale 3/4 giorni, ma dopo 3 giorni comincio a respirare male e faccio fatica a camminare. Mi fanno una Tac d'urgenze a salta fuori che ho un embolia polmonare con dei trombi che non si sa come si siano formati, ma si son piazzati nell'ateria polmonare. Finisco in terapia intensiva per 3 giorni rischiando seriamente per almeno 24 ore di non uscirne!!
I medici poi mi diranno che data la gravità avrebbero voluto farmi una Trombolisi per sciogliere tutti i coaguli, ma avrebbe significato un sanguinamento pazzesco da tutte le lesioni interne che avevo. Però se non si fossero sciolti i coaguli più grossi avrebbero fatto comunque per poi operarmi per ridurre l'emorragia interna.
Per fortuna la cura anticoagulante ha funzionato ed il mio fisico ha reagito bene e non è stato necessario.
Dopo 3 giorni sono uscito da quell'inferno che sembravo un derelitto: monitoraggi cardiaci, ossigeno, drenaggio polmonare, flebo ovunque e morale sotto i tacchi.
Per mia fortuna, dopo 42 anni passati a fare sport, mangiar sano, non fumare e non bere, evidentemente il mio corpo ha deciso di ringraziarmi reagendo con forza ed onore al disastro.
Ora sonoa casa e sto discretamente bene. Le costole fanno ancora male, ma da 4 giorni mi sento decisamete meglio. Probabilmente dopo pasqua portò tornare al lavoro ed appena possibile inizierò attività fisica per tornare in forma ed essere l'8 dicembre in pista. Questo è quanto dicono chirurghi e cardiologi.
E' stata un'esperienza bruttissima e devastante, ma ora sento veramente di essere ad una svolta. Sento il mio corpo ricominciare a "girare" discretamente bene.
Spero veramente di poter tornare in forma per l'inverno prossimo. Vorrei tornare sulla Ornella per scacciare i fantasmi che ora mi girano in testa.
sinceramente non capisco come possa essermi fatto tanti danni. A volte penso di essere caduto su uno sci o su un bastoncino, visto che ho alnche la spalla dolorante ed un ematoma (ora quasi scomparso) sul gluteo destro di forma allungata e verticale.
Dopo tante settimane o voluto scriverne qui perchè penso che molti sciatori abbiano pagato il loro tributo di ossa o legamenti, ma siano comunque tornati a piegare come prima, ed io voglio seguire questa strada, perchè non posso a 42 anni appendere gli sci in cantina e smettere di sentire il vento freddo sulla faccia ed il rumore della neve sutto i miei sci. Non lo concepisco, vorrebbe dire invecchiare di 20 anni in un solo momento. Certo che probabimente ricomincerò con calma, e dopo un bell'allenamento, ma di spettere non se ne parla!
un saluto a tutti
Gianluca
Sono un utente poco presente, ma amante folle dello sci.
Volevo condividere la brutta esperienza che ho fatto il 14 febbraio ad Arabba.
Quel giorno siamo partiti da Selva per fare il nostro tradizionale Sellaronda di S. Faustino (il santo patrono di Brescia). Verso le 14 sulla bella pista Ornella, commetto l'errore della mia vita: non so come si sia innesacata la cosa, ma fatto sta che mi ritrovo il bastoncino sinistro puntato in mezzo agli sci su uno dei muri di questa pista. L'effetto che ho provocato è stato di una inforcata in gigante. Mi giro, mi lasco cadere e sbatto violentemente il fianco destro, scivolo per un po' e poi mi fermo. Non riuscivo a respirare e a parlare. All'inizio cerco di riprendermi e dopo pochi minuti sto meglio. Mi sembra di avere tutti gli arti a posto, però ho dolore sul fianco destro. Pen savo fosse la caduta, così mi rialzo piano piano e scendo derapando fino a fine pista, poi mi fermo perchè sono spossato e dolorante. I miei amici chiamano il soccorso alpino, Ma il soldato che mi guarda evidentemente non capisce un tubazzo e dice che seocndo lui non ho nulla ed è solo la forte botta. Comunque non riesco a proseguire, quindi i miei amici decidono dia ndare a prendere la macchina a Selva e tornare a prendermi, mentre uno resta con me. ci andiamo a riparare in un albergo in paese per aspettare. Il mio povero amico fa Arabba Selva con gli sci a tutto gas e poi torna in macchina attraverso Sella e Pordoi (se non sbaglio. Mi prende e mi porta a Brescia per andare in ospedale e farmi vedere. Ho dolore ma non troppo.
Verdetto dei medici: 7 costole fratturale di cui 3 scomposte, infrazione alla scapola destra e pneumotorace (polmone destro collassato).
Ovviamente mi trattengono in ospedale e mi inseriscono un drenaggio tra le costole per far riconfiare il polmone.
Sarei dovuto stare in ospedale 3/4 giorni, ma dopo 3 giorni comincio a respirare male e faccio fatica a camminare. Mi fanno una Tac d'urgenze a salta fuori che ho un embolia polmonare con dei trombi che non si sa come si siano formati, ma si son piazzati nell'ateria polmonare. Finisco in terapia intensiva per 3 giorni rischiando seriamente per almeno 24 ore di non uscirne!!
I medici poi mi diranno che data la gravità avrebbero voluto farmi una Trombolisi per sciogliere tutti i coaguli, ma avrebbe significato un sanguinamento pazzesco da tutte le lesioni interne che avevo. Però se non si fossero sciolti i coaguli più grossi avrebbero fatto comunque per poi operarmi per ridurre l'emorragia interna.
Per fortuna la cura anticoagulante ha funzionato ed il mio fisico ha reagito bene e non è stato necessario.
Dopo 3 giorni sono uscito da quell'inferno che sembravo un derelitto: monitoraggi cardiaci, ossigeno, drenaggio polmonare, flebo ovunque e morale sotto i tacchi.
Per mia fortuna, dopo 42 anni passati a fare sport, mangiar sano, non fumare e non bere, evidentemente il mio corpo ha deciso di ringraziarmi reagendo con forza ed onore al disastro.
Ora sonoa casa e sto discretamente bene. Le costole fanno ancora male, ma da 4 giorni mi sento decisamete meglio. Probabilmente dopo pasqua portò tornare al lavoro ed appena possibile inizierò attività fisica per tornare in forma ed essere l'8 dicembre in pista. Questo è quanto dicono chirurghi e cardiologi.
E' stata un'esperienza bruttissima e devastante, ma ora sento veramente di essere ad una svolta. Sento il mio corpo ricominciare a "girare" discretamente bene.
Spero veramente di poter tornare in forma per l'inverno prossimo. Vorrei tornare sulla Ornella per scacciare i fantasmi che ora mi girano in testa.
sinceramente non capisco come possa essermi fatto tanti danni. A volte penso di essere caduto su uno sci o su un bastoncino, visto che ho alnche la spalla dolorante ed un ematoma (ora quasi scomparso) sul gluteo destro di forma allungata e verticale.
Dopo tante settimane o voluto scriverne qui perchè penso che molti sciatori abbiano pagato il loro tributo di ossa o legamenti, ma siano comunque tornati a piegare come prima, ed io voglio seguire questa strada, perchè non posso a 42 anni appendere gli sci in cantina e smettere di sentire il vento freddo sulla faccia ed il rumore della neve sutto i miei sci. Non lo concepisco, vorrebbe dire invecchiare di 20 anni in un solo momento. Certo che probabimente ricomincerò con calma, e dopo un bell'allenamento, ma di spettere non se ne parla!
un saluto a tutti
Gianluca